BRAMBILLA: “LO STATO TOLGA 4 MILIONI DI EURO AI CACCIATORI”

Tratto da www.ladeadellacaccia.it

L’on. Michela Vittoria Brambilla, incurante dell’enorme montagna di problemi che incombe sul nostro sciagurato Paese, e del tutto indifferente nei confronti delle difficoltà quotidiane di sopravvivenza di milioni di pensionati, disoccupati ed esodati italiani, ha trovato, bontà sua, il tempo e la voglia di presentare un’interrogazione a risposta scritta a vari Ministri per sapere alcune cose sulla caccia e soprattutto su quello che lei definisce un finanziamento pubblico ai cacciatori.

Nella sua lunga e articolata interrogazione l’on. Brambilla sottolinea, fra le altre cose, che: “L’Italia è tra i paesi leader in quanto a richiami e infrazioni sulle Direttive comunitarie Habitat e Uccelli; – attualmente sono in corso n. 4 procedure ai sensi dell’art. 260 del TFUE (applicazione di sanzioni pecuniarie allo Stato membro che non si sia conformato a una sentenza della Corte di giustizia nella quale viene constatato un inadempimento del predetto Stato…”.

E chiede “Se il governo, in considerazione della crisi che attanaglia il Paese e della documentata necessità di contenere la spesa pubblica, non ritenga opportuno un intervento normativo per abolire del tutto il finanziamento ex art.24 c.1 della legge 157/1992 alle associazioni venatorie nazionali riconosciute, destinando tali risorse a miglior causa…”.

Molto umilmente, ricordiamo all’On.le Brambilla alcune cosucce che evidentemente le sono sfuggite. Innanzitutto, vorremmo far presente che il nostro Paese è purtroppo fra i leader assoluti in Europa per quanto riguarda le infrazioni comunitarie. In particolare, siamo stati capaci di inanellare ben 116 procedure fra le quali: “Mancati recepimenti”, “Non corrette trasposizioni”, “Violazioni ad articoli”, “Non conformità della normativa nazionale ad alcune direttive”, “Cattiva applicazione”, ecc. ecc.

Il bello, anzi il tragico, è che una quantità impressionante di queste infrazioni riguardano non problemini di scarso valore ma questioni di vitale importanza e di natura ambientale.

Tanto per citarne qualcuna: mancato invio di misure nazionali di attuazione emissioni dei gas a effetto serra; non corretto recepimento della direttiva relativa alla valutazione e gestione dei rischi di alluvioni; mancato recepimento della direttiva che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi; commercializzazione dei sacchetti di plastica; non corretta trasposizione della direttiva relativa alla gestione della qualità delle acque balneabili; violazione dell’articolo 14 della direttiva relativa alle discariche di rifiuti in Italia; mancato recepimento della direttiva relativa alle disposizioni e norme di sicurezza per le navi da passeggeri; sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro; perfezionare ed estendere il sistema comunitario per lo scambio di quote di emissione di gas effetto serra; cattiva applicazione della direttiva relativa al trattamento delle acque reflue urbane; qualità dell’aria:valori limite PM10; emergenza rifiuti in Campania; responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale; non corretta applicazione delle direttive sui rifiuti, assenza di misure di controllo sulle discariche abusive.
 
Questo è solo un piccolissimo riassunto, lo ripetiamo, di ben 116 procedure di infrazione riguardanti la salute pubblica e la sopravvivenza di centinaia di migliaia di persone (qualcuno si ricorda le ultime alluvioni in Liguria e in Toscana?) oltre che la qualità della vita di milioni e milioni di cittadini.

Quanto poi all’interrogazione riguardante il presunto finanziamento pubblico, ci permettiamo di ricordare all’on. Brambilla che le Associazioni Venatorie non sono “finanziate” con fondi pubblici come la stragrande maggioranza del centinaio di Associazioni ambientaliste e animaliste.

I pochi fondi che lo Stato versa ai cacciatori (quando si ricorda e con anni di ritardo) rappresentano solo il ristorno di una minuscola parte di quelle tasse che i cacciatori versano regolarmente ogni anno nelle casse dell’erario statale e delle Province.
 
L’UFFICIO STAMPA Articolo Successivo »