CACCIA: NUOVA LEGGE PER ALLARGARLA E PIU´ SOLDI PER I DANNI FAUNA SELVATICA



Sono le due novità annunciate dall’assessore regionale all’Agricoltura
Dino Pepe, che risponde così ai tanti agricoltori, che anche tramite questa testata, protestano contro la stretta

sui risarcimenti dei danni da fauna selvatica decisa dall’Unione europea, fissati in regime di “de minimis”, per un ammontare non superiore a 15 mila euro in 3 anni.

Per di più, la somma comprende altri contributi. Una cifra a dir poco insufficiente, secondo gli agricoltori che, soprattutto nelle aree immediatamente fuori i Parchi, subiscono in un triennio danni ben superiori dalle scorribande di animali selvatici, in primis i cinghiali oramai in soprannumero.

“I limiti all’importo massimo nel triennio del risarcimento dei danni provocati da fauna selvatica sono
stati imposti da un discutibile regolamento comunitario – sbotta Pepe – ma grazie al grande lavoro del ministro dell´Agricoltura Maurizio Martina si è vicini a ottenere da Bruxelles il raddoppio della cifra massima, dai 15 ai 30 mila euro”.

L’annuncio rappresenta senz’altro una buona notizia, anche se le associazioni di categoria avevano fatto pressione non per innalzare il de minimis, ma per eliminarlo del tutto, in quanto, viene argomentato, il ristoro di un danno a un’attività agricola non può essere considerato oltre una certa soglia aiuto di Stato.

E soprattutto gli addetti ai lavori ribadiscono che “l’unica vera soluzione è quella di massicci ed efficaci piani di abbattimento della fauna selvatica per riportarne le popolazioni alla loro naturale e sostenibile dimensione numerica”.

A tal proposito, Pepe ricorda che, nonostante il ricorso al Tar contro il calendario venatorio regionale da parte del Wwf, la caccia al cinghiale “dal 1° ottobre è partita regolarmente, come previsto dal calendario, e nei prossimi 3 mesi di caccia contiamo che i cacciatori possano svolgere al meglio la loro attività venatoria, a tutela anche degli agricoltori”.

E spiega poi l´assessore che si stanno dando gli ultimi ritocchi a un progetto di legge regionale proprio in materia di caccia.

“Posso anticipare che lo scopo sarà di allargare l’attività venatoria nelle ´aree non vocate´, dove cioè
il cinghiale non c’era, e dove ora invece è riscontrata la sua presenza dannosa per le colture – conclude – Occorre poi sviluppare l’attività di selezione e controllo tutto l’anno, per risolvere una volta per tutte il problema”.

Tratto da abruzzoweb.it