CONTROLLO FAUNISTICO: OK PER OPERATORI ABILITATI

BENELLI 828U SOVRAPPOSTO CACCIA

La Commissione Ambiente del Senato ha dato parere positivo per la modifica della 157 con l’inclusione dei cacciatori abilitati tra i potenziali operatori ammessi al controllo della fauna problematica.

Tutto si era innescato il con la Sentenza della Corte Costituzionale che aveva vietato a soggetti non facenti parte di polizia di effettuare le operazioni di controllo con arma da fuoco, rendendo vani di fatto gli sforzi delle Regioni che avevano investito risorse nei cacciatori ritenendoli di fatto le persone più preparate per effettuare tale attività. La Commissione Ambiente il 22 novembre ha cercato di porvi rimedio, dopo che di fatto le Regioni si sono trovate nella impossibilità di operare al meglio.
Sugli scudi naturalmente le associazioni ambientaliste, alcune delle quali erano state le promotrici del ricorso sulla 157 poi accolto dalla Corte Costituzionale.
ENPA, LAC. LAV, LIPU e WWF non hanno perso tempo e scritto addirittura al Presidente del Consiglio Gentiloni, segnalando una ulteriore anomalia costituzionale. Nel testo della missiva le associazioni ambientalistiche segnalano che siccome si ratta di piani di abbattimento realizzati ove serve, quindi anche in aree protette ed in qualsiasi periodo dell’anno, non hanno niente da assimilare all’attività venatoria, che certe azioni le esclude. Perciò insistono sul fatto che tali piani debbano essere messi in atto con dipendenti delle amministrazioni o guardie a vario titolo. Questo è il loro pensare anche se la modifica di legge non parla espressamente di cacciatori, bensì esclusivamente di operatori che abbiano superato un corso di formazione approvato dall’ISPRA.
Ma le stesse associazioni ambientaliste ribadiscono ulteriormente che il testo approvato non parla solo di specie aliene ed invasive ma in teoria includerebbe anche specie autoctone.
Come se il cinghiale che in un territorio per esempio divenisse un serio problema per l’agricoltura non dovesse, secondo il loro pensare, essere incluso in un programma di controllo approvato da ISPRA.

Il testo che ha ricevuto parere positivo dalla Commissione è il seguente:
“Al fine di armonizzare la legislazione vigente in materia di controllo e di eradicazione delle specie alloctone, di cui agli articoli 2, comma 2, e 19, comma 2, della legge n. 157 del 1992, con le disposizioni in materia di eradicazione rapida e di gestione previste dallo schema in esame, e consentire interventi efficaci nei confronti delle specie esotiche invasive, andrebbe inserita una disposizione che sostituisca il comma 2 dell’articolo 19 della legge n. 152 del 1992 con il seguente: “2. Per la migliore gestione del patrimonio zootecnico, per la tutela del suolo, per motivi sanitari, per la pubblica incolumità, per la selezione biologica, per la tutela del patrimonio storico-artistico, per la tutela delle produzioni zoo-agro-forestali ed ittiche, le Regioni provvedono al controllo delle specie di fauna selvatica anche nelle zone vietate alla caccia. Tale controllo, esercitato selettivamente, viene praticato di norma mediante l’utilizzo di metodi ecologici su parere dell’ISPRA. Qualora l’Istituto verifichi l’inapplicabilità o l’inefficacia dei predetti metodi, le regioni possono autorizzare piani di abbattimento. Tali piani devono essere attuati dalle guardie venatorie dipendenti dalle amministrazioni regionali o provinciali. Queste ultime potranno altresì avvalersi dei proprietari o conduttori dei fondi sui quali si attuano i piani medesimi o di operatori abilitati dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e di Bolzano, previa frequenza di appositi corsi validati da ISPRA, nonché delle guardie forestali e della polizia locale. In caso di abbattimento con arma da fuoco tali figure devono essere munite di licenza per l’esercizio venatorio”; Allo scopo di demandare il potere di irrogare le sanzioni amministrative introdotte dal provvedimento in esame al Comando Unità tutela forestale, ambientale e agroalimentare dell’Arma dei Carabinieri, all’articolo 25, il comma 10 andrebbe sostituito dal seguente: “10. Le sanzioni amministrative di cui ai commi 4 e 5 sono applicate ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni. Alla loro irrogazione provvede il Comando Unità tutela forestale, ambientale e agroalimentare dell’Arma dei Carabinieri”; In analogia a quanto stabilito al comma 2 dell’articolo 19 per gli interventi di eradicazione rapida, si ritiene opportuno aggiungere, in fine del comma 2 dell’articolo 22, il seguente periodo: “Le misure sono da considerarsi connesse e necessarie al mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente delle specie e degli habitat di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 357 dell’8 settembre 1997, e successive modificazioni”

 

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