DI BATTISTA (M5S): “VIETARE CARNE E BISTECCHE PER LEGGE”



“Riesco a rinunciare alla carne per mesi ma poi, puntualmente, ci ricasco”. Eppure, nonostante le sue fatiche, punta a far approvare dal parlamento una legge vegana che bandisca le bistecche dalle tavole delle case e dei ristoranti d’Italia. “È un bene dal punto di vista fisico, mentale e politico – spiega su Facebook – fisico perché se mangi poca carne stai meglio, mentale perché ingerire animali morti non è il massimo per l’anima e politico perché le conseguenze sociali ed economiche dell’abuso di carne sono inimmaginabili”. Un delirio alimentare che fulmina il grillino lungo le vie assolate del Cairo dove è in missione con la commissione Affari esteri per incontrare il neo presidente Abdelfattah Al-Sisi.

Ma perché quest’odio contro filetto, scamone, insaccati e salami vari? Motivi umanitari. Per la pace del mondo. Perché, spiega sempre su Facebook, ha scoperto che “alcuni scafisti che conducono i migranti verso le nostre coste sono ex-pescatori costretti al ‘contrabbando di uomini’ dall’impoverimento del mare egizio“.

E ancora: “Tale impoverimento è anche dovuto a certe direttive della Ue. Questo è un esempio che dimostra quanto le abitudini alimentari producano problemi sociali, economici o addirittura geopolitici”. Dunque, non solo le bistecche. Anche il pesce deve essere bandito dalla dieta mediterranea. Una vera rivoluzione. Via questo, via quello: cosa rimane? Poco. Perché il teorema di Di Battista non si ferma qui.

“Le mono-coltivazioni di cereali rivolte agli allevamenti intesivi – si legge ancora su Facebook – sono una delle cause dell’abbandono delle campagne da parte dei contadini che si riversano nelle periferie degradate delle città per poi fuggire direzione Ue o Usa”. Per Di Battista, infatti, gli allevamenti intensivi di bovini sono i veri “responsabili dell’effetto serra e di quei cambiamenti climatici che producono siccità e desertificazione ovvero cause dell’immigrazione clandestina“. “Avete mai pensato a quanto il consumo occidentale di carne (per produrre una proteina animale ne occorrono 7 vegetali) abbia spinto classi dirigenti africane a disincentivare l’agricoltura di sussistenza la cui perdita causa povertà, altra responsabile dell’immigrazione clandestina? – incalza – avete mai pensato che molte guerre vengono combattute per il rifornimento idrico fondamentale per l’industria della carne?”.

La crociata di Di Battista è solo all’inizio. Dopo l’illuminazione al Cairo, l’esponente del Movimento 5 Stelle è pronto a dare battaglia in parlamento. L’obiettivo è, appunto, far approvare una legge vegana: “Il tema dell’immigrazione clandestina non può essere analizzato senza considerare una sere di questioni quali persino l’educazione alimentare a livello globale”. Per legge, è l’idea del parlamentare pentastellato, tutti gli italiani dovranno seguire una alimentazione “basata soprattutto su cereali, legumi, frutta e verdura”. Le commissioni Ambiente e Agricoltura del M5S si stanno già occupando del tema con diverse proposte di legge.

Non riesco ad essere vegetariano del tutto. Riesco a rinunciare alla carne per mesi ma poi, puntualmente, ci ricasco. Ciononostante ho ridotto il consumo considerevolmente ed è un bene dal punto di vista fisico, mentale e politico.Fisico perché se mangi poca carne stai meglio, mentale perché ingerire animali morti non è il massimo per l’anima e politico perché le conseguenze sociali ed economiche dell’abuso di carne sono inimmaginabili.

Vi sto scrivendo dal Cairo. Sono in missione con la Commissione Affari Esteri. Oggi ho incontrato leader di partiti, giornalisti, esponenti della società civile e il neo-presidente Al-Sisi al quale abbiamo chiesto ragguagli anche sulla condanna dei giornalisti di al Jazeera. Ebbene ho scoperto che alcuni scafisti che conducono i migranti verso le nostre coste sono ex-pescatori costretti al “contrabbando di uomini” dall’impoverimento del mare egizio. Tale impoverimento è anche dovuto a certe direttive della UE. Ovviamente approfondirò la questione (mi sto dedicando alle cause dell’immigrazione clandestina, dedicarsi soltanto agli effetti significa non voler risolvere il problema) tuttavia questo è un esempio che dimostra quanto le abitudini alimentari producano problemi sociali, economici o addirittura geopolitici.

Le mono-coltivazioni di cereali rivolte agli allevamenti intesivi sono una delle cause dell’abbandono delle campagne da parte dei contadini che si riversano nelle periferie degradate delle città per poi fuggire direzione UE o USA. Ci avevate mai pensato?

Avete mai pensato che gli allevamenti intensivi di bovini sono responsabili dell’effetto serra e di quei cambiamenti climatici che producono siccità e desertificazione ovvero cause dell’immigrazione clandestina?

Avete mai pensato a quanto il consumo occidentale di carne (per produrre una proteina animale ne occorrono 7 vegetali) abbia spinto classi dirigenti africane a disincentivare l’agricoltura di sussistenza la cui perdita causa povertà, altra responabile dell’immigrazione clandestina?

Avete mai pensato che molte guerre vengono combattute per il rifornimento idrico fondamentale per l’industria della carne?

Noi cittadini per essere davvero sovrani dobbiamo imparare a ragionare “di insieme”. Così come le riforme costituzionali non possono essere pensate tralasciando problematiche quali corruzione e conflitto di interessi così il tema dell’immigrazione clandestina (nei prossimi mesi sarà ancora più drammatico) non può essere analizzato senza considerare una serie di questioni quali persino l’educazione alimentare a livello globale.

Resto dell’idea che i cittadini africani (salvo rifugiati, studenti o lavoratori con contratto) devono stare a casa loro perché l’Africa è casa loro e perché paesi come l’Italia, ad oggi, hanno capacità di accoglienza limitate; resto dell’idea che i flussi migratori vadano regolarizzati e chi dice questo non è affatto uno xenofobo ma una persona intelligente e realista; allo stesso tempo studio la questione e ritengo che sia compito di tutti rimuovere gli ostacoli alla prosperità e allo sviluppo a livello globale. Ebbene la prosperità potrà esserci solo attraverso un nuovo (o forse antico) rapporto con la terra e una nuova (o forse antica) alimentazione basata soprattutto su cereali, legumi, frutta e verdura.

Mangiare meno carne è una scelta politica che ognuno di noi deve fare. E’ difficile, per lo meno per me lo è ed è proprio per questo che il legislatore (le commissioni ambiente e agricoltura M5S si stanno occupando del tema con diverse proposte di legge) deve trattare urgentemente la questione. A riveder le stelle!