EMILIA ROMAGNA: IL TAR BLOCCA LA CACCIA CON I PALLINI DI PIOMBO

Tratto da www.gazzettadireggio.gelocal.it 

CASTELNOVO MONTI. «Una vittoria ambientalista a tutela della salute pubblica». Così una nota diramata ieri dall’associazione Amici della Terra commenta la sentenza emessa dal Tar di Parma il 22 maggio, in cui il tribunale amministrativo ha dato ragione alla Lega per l’Abolizione della Caccia in merito al divieto di utilizzare pallini contenenti piombo per le attività venatorie.

Spiega la nota degli Amici della Terra: «La Lega per l’Abolizione della Caccia ha vinto il ricorso al Tar contro la Provincia di Reggio, confermando che l’uso di munizionamento al piombo per uccidere gli ungulati è nocivo alla salute dell’uomo, e quindi la Provincia doveva seguire le raccomandazioni dell’Ispra, massimo organo scientifico in materia, vietandone l’utilizzo. La Provincia poteva tranquillamente porsi il problema molto prima di perdere il ricorso al Tar e spendere soldi pubblici per difendere un atto che si poneva in contrasto con il parere scientifico dell’Ispra. Nel giudizio si sono costituiti anche i cacciatori attraverso Federcaccia».

Concludono gli Amici della Terra: «Il piombo è un elemento nocivo anche alla salute pubblica, come scritto e ribadito dall’Ispra, organismo scientifico dello Stato, e lo è tanto di più quando le spoglie dei poveri animali uccisi per divertimento, vengono utilizzate per essere cucinate e servite, anche gratuitamente, ai consumatori in palese violazione dei regolamenti Cee. La Lac attraverso il proprio ufficio legale, e se del caso attraverso un’interrogazione al Parlamento europeo, chiederà alla Provincia di sapere cosa l’ente abbia posto in essere, prima di questa sentenza, per vigilare sull’ottemperanza al divieto di utilizzo di munizionamento al piombo per la caccia agli ungulati. Sembrerebbe, da quanto riferito da alcune fonti, che a fronte dell’atto di sospensiva del Tar, ottenuta dalla Lac prima della sentenza, non vi sarebbero state adeguate azioni di vigilanza venatoria per evitare che carni di poveri animali uccisi col piombo finissero cucinate e servite. La salute pubblica come è stata tutelata?».
 
La sospensiva citata dall’associazione ambientalista era arrivata nel novembre 2011: la difesa della Provincia fin da allora si era basata sul fatto che le indicazioni dell’Ispra sul tema non rappresentassero un parere vincolante, ma una semplice raccomandazione.

Anche il presidente dell’Atc 4 montagna, Ferruccio Silvetti, dopo la sospensiva sottolineava a fine 2011 che «nessuna norma di legge stabilisce che le cartucce non debbono contenere piombo, se non la normativa che riguarda alcuni Sic (Siti di interesse comunitario) e Zps (Zone di protezione speciale), e la caccia nelle zone umide agli anatidi».

Ma nella sentenza emessa nei giorni scorsi dal Tar si legge: «E’ sufficiente una semplice lettura del documento dell’Ispra per capire come vi sia più che una semplice raccomandazione a eliminare l’uso di sostanze tossiche per la salute dell’uomo: vi si sottolinea la potenziale pericolosità anche per la salute umana a causa della frammentazione dei proiettili». In commercio da tempo esistono peraltro anche pallini privi di piombo e altre sostanze nocive. (l.t.)

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