LA FIDC TOSCANA SUL CALENDARIO VENATORIO DI AREZZO

La Provincia, sola in Toscana, riduce ancora tempi e specie cacciabili.
Federcaccia Toscana: “Non è tollerabile, bisogna far rispettare la legge”.

La Provincia di Arezzo non cambia idea e approva, per il secondo anno consecutivo, un calendario venatorio che riduce, unico caso fra le province toscane e senza alcuna motivazione, tempi di caccia e specie cacciabili rispetto alle leggi regionali e nazionali.

Cancellate dall’elenco delle specie cacciabili marzaiola, moretta combattente; posticipata l’apertura ad allodola, cesena, bottaccio, sassello; ritardata l’apertura e anticipata la chiusura alla beccaccia:
scelte, queste ed altre contenute nella delibera, che travalicano competenze e poteri della provincia a tutto danno dei cacciatori aretini e del loro diritto a godere delle stesse regole ed opportunità vigenti sul rimanente territorio toscano.

Scelte che non hanno alcuna giustificazione tecnica, che la Provincia ha assunto nonostante le non poche documentazioni ed argomentazioni scientifiche messe a sua disposizione anche dall’Ufficio Avifauna Migratoria della Federazione Italiana della Caccia.

Confidiamo che la Regione, titolare della competenza in materia di tempi e specie di caccia nel quadro delle disposizioni della legge nazionale, intervenga urgentemente e che siano adottati tutti i provvedimenti necessari per ripristinare anche ad Arezzo una condizione di pieno rispetto del Calendario venatorio regionale.

E’ la precisa richiesta di Federcaccia Toscana.

Da www.ladeadellacaccia.it