PIEMONTE: SACCHETTO, ECCO COSA CAMBIA PER I CACCIATORI

Tratto da www.ilcacciatore.com

Cari cacciatori,
Non appena insediatomi in Regione Piemonte indicai chiaramente quella che ritenevo dovesse essere la linea da mantenere nella gestione dell’attività venatoria, prendendo impegni importanti, consapevole delle difficoltà che avrei potuto incontrare lungo il percorso intrapreso. Da due anni a questa parte l’Assessorato Regionale, rispetto al passato, ha lavorato a fianco dei cacciatori, e i primi risultati iniziano a prendere forma.

L’ultimo obiettivo raggiunto, in ordine di tempo, è il decadimento del referendum. Ho sempre ritenuto che il cacciatore sia una persona per bene, un cittadino come gli altri che può divenire risorsa per il territorio svolgendo la sua preziosa attività nel solco delle norme previste dall’Unione Europea e dallo Stato.

La caccia per di più, rappresenta una pratica secolare che nel tempo ha assorbito valori, tradizioni e tipicità uniche della nostra terra. Impedire l’attività venatoria significa annullare in un solo colpo tale magnifico patrimonio storico. Da un punto di vista pratico, inoltre, l’attività venatoria può incarnare la risposta alla sempre più grave emergenza legata al danneggiamento delle colture a seguito della eccessiva proliferazione di fauna selvatica: solo con la sinergia fra mondo venatorio ed agricoltura si può intraprendere un percorso virtuoso e bilanciato.

In passato troppo spesso hanno avuto la meglio posizioni di principio, ideologie ambientaliste intransigenti che mai hanno compreso a fondo la vera identità di chi con passione si dedica all’attività venatoria: il cacciatore, insieme all’agricoltore, è il primo attento conoscitore e guardiano del territorio.

Il decadimento del referendum è frutto di una decisione di buonsenso portata a termine dal Governo Regionale: un risparmio di oltre 20 milioni di euro, la possibilità di dar vita ad una legge regionale venatoria moderna, uniformare il settore caccia piemontese alle realtà regionali limitrofe, ridare dignità ai cacciatori. In attesa di una nuova normativa, in Piemonte vigerà la legge quadro nazionale 157/1992, normativa maggiormente permissiva rispetto le precedenti disposizioni regionali. Una grande opportunità, dunque, per l’intero settore.

Non rimane che metterci subito al lavoro per una nuova legge moderna, uno strumento legislativo che si pone l’obiettivo di dare finalmente seguito a tutte le istanze avanzate dal mondo venatorio in questi anni, annullando una volta per tutte il tradizionale differenziale che separa l’impianto normativo del Piemonte da quello delle Regioni limitrofe.

Colgo inoltre l’occasione per anticipare che ho intenzione nel 2013 di dare vita alla festa regionale del cacciatore, come in altre Regioni, per far toccare con mano ai cittadini la valenza dell’attività venatoria anche in Piemonte.

Claudio Sacchetto
Assessore Agricoltura, Foreste, Caccia e Pesca Regione Piemonte