SAVONA: CACCIA AL GABBIANO?

Tratto da www.ilsecoloxix.it

Savona – Ha iniziato Verdino (Pd), hanno proseguito De Franceschi e Parodi (Pdl), ha concluso Ripamonti (Lega).
Tutti uniti per lanciare una nuova guerra: ai volatili “nocivi”, una serie di “uccelli urbanizzati” la cui presenza massiccia è ormai motivo di preoccupazione per campi, raccolti, altre specie animali ma persino per l’uomo.

In cima a questa “black list” ci sono i gabbiani, ormai sempre più numerosi e aggressivi, ma a seguire ci sono volatili all’apparenza meno feroci ma anche più dannosi per la natura, a partire da cornacchie, corvi e gazze. Specie tutelate e non abbattibili che però ieri sono state oggetto di un confronto in consiglio provinciale in cui maggioranza e minoranza erano d’accordo nel chiedere provvedimenti mirati e nel caso l’intervento delle doppiette come per cinghiali e caprioli.

Il caso è stato sollevato dal consigliere del Pd Fabio Verdino che parlando in generale di caccia (chiedeva iniziative per tutelare la caccia alla fauna migratoria e non solo quella al cinghiale) ha fatto presente che le troppe restrizioni sulle specie cacciabili stanno portando ad una pericolosa proliferazione di specie «dannose».

Un riferimento subito raccolto da Teresiano De Franceschi, medico e rappresentante del Pdl di Albenga, che pur non essendo cacciatore ha rincarato la dose e messo nel mirino i gabbiani che (a suo dire) nell’albenganese, ma un po’ dovunque, hanno raggiunto un numero e un’aggressività allarmante.
 
«Bisogna prendere atto che ormai si tratta di gabbiani urbanizzati con comportamenti preoccupanti persino per l’uomo – ha detto il medico – bisogna prendere in considerazione degli interventi efficaci perché la situazione è al limite».

A quel punto è intervenuto l’assessore competente, Paolo Ripamonti, leghista e cacciatore, che a sua volta ha raccolto l’assist. «Sfondate una porta aperta – ha detto Ripamonti – condivido completamente i vostri allarmi e condivido sul fatto che bisognerebbe intervenire con piani di abbattimento specifici. Purtroppo il problema è che per ottenerli su specie tutelate c’è bisogno del via libera dell’Ispra, l’istituto nazionale per la ricerca ambientale, che ha un atteggiamento molto restrittivo e aggiungo spesso poco obiettivo rispetto ai problemi “reali” di un territorio. Faccio due esempi molto concreti e attuali.

Abbiamo in corso una richiesta proprio all’Ispra per piani di abbattimento contro corvi e cornacchie che nel savonese stanno creando grossi problemi alle coltivazioni ma anche al golf di Garlenda e all’attività dell’aeroporto di Villanova.

In quest’ultimi due casi la colonia di volatili è la stessa eppure l’Ispra ci sta dando il via libera per intervenire con abbattimenti all’aeroporto ma non nel golf, dove ogni settimana ci sono grosse buche fatte da questi uccelli che cercano piccole prede e rovinano l’attività. Ha senso?

E figuriamoci cosa succederà per i gabbiani: già me le sento le richieste di “chiarimenti” e “prove” che ci chiederanno per dimostrare la pericolosità di questi animali. Eppure imprese edili, vigili e l’Ata quasi tutti i giorni ci chiedono aiuto da tutti i Comuni per gabbiani aggressivi verso l’uomo intorno ai loro nidi. Nidi che, essendo tutelati, non possiamo spostare. Così siamo impotenti. Per questo dico che la Liguria, con le sue peculiarità, dovrebbe dotarsi di un suo osservatorio sulla fauna selvatica e non dipendere da uno centrale come l’Ispra».



facebook cacciainfiera