TERNI: LEGITTIMO IL RINCARO DELLA QUOTA ATC

Tratto da www.umbria24.it 

L’aumento di 25.82 euro sulla quota di iscrizione deliberato dall’Ambito territoriale cacciatori (Atc) numero 3 della provincia di Terni, è legittimo e regolare. A pronunciarsi sul rincaro che ha animato non poco le doppiette è stato direttamente il Tar dell’Umbria che nella sentenza ha giudicato palesemente infondato il ricorso presentato da un gruppo di cacciatori.
 
Il ricorso – Il centinaio di ricorrenti, assistiti dall’avvocato Alessandra Granati, sostenevano che l’aumento della quota di iscrizione avrebbe dovuto essere determinato d’intesa tra la provincia di Terni e quella di Perugia, che invece non ha applicato rincari, e senza una «condivisione» con il mondo venatorio. La disparità tra le quote d’iscrizione, secondo i cacciatori, ha determinato una disparità di trattamento tra gli appassionati del Ternano e quelli del Perugino. I 25.82 euro, inoltre, sarebbero stati deliberati dopo la scadenza dei termini per l’iscrizione all’Atc e, quindi, a versamento della quota precedentemente in essere già avvenuto.
 
Rincaro regolare – L’intesa tra le due Province, ha articolato il collegio giudicante (presidente Cesare Lamberti, consiglieri Carlo Luigi Cardoni e Stefano Fantini), si traduce nella necessità di un «concorso procedimentale sulla definizione delle quote che, però, non equivale a dire che le medesime debbano essere identiche».
E anche sull’interpretazione del concetto di «condivisione» del rincaro con il mondo venatorio, il Tar fa chiarezza: «Condivisione non vuol dire unanimità o suffragio universale, tutte le associazioni, fatta eccezione di una, hanno esaminato e approvato la variazione del contributo».
 
Infine, per i giudici non costituisce vizio di legittimità il fatto che il rincaro sia stato deliberato dopo l’iscrizione dei cacciatori all’Atc, visto che «non v’è nessuna norma che preveda termini perentori per la determinazione del contributo». di

Chia.Fa. >

facebook cacciainfiera