UMBRIA: DENUNCIATI BRACCONIERI DI CINGHIALI

Tratto da www.asca.it

(ASCA) – Perugia, 31 lug – Avevano abbattuto un cinghiale nelle campagne di marcino, utilizzando due fucili calibro 12. Per questo gli agenti della Polizia Provinciale del Comprensorio del Trasimeno hanno prima fermate e poi denunciato due persone. Dovranno rispondere dell´aver cacciato in periodo di divieto generale.
 
I fucili e l´animale ucciso sono stati sequestrati. Sono in corso ulteriori indagini per chiarire i contorni della vicenda. Quest´ultima operazione antibracconaggio, evidenzia una nota della Provincia di Perugia, e´ arrivata dopo un precedente blitz, condotto dagli stessi Vigili Provinciali del Comprensorio del Trasimeno che avevano bloccato in flagranza di reato, altri due bracconieri, i quali di notte e armati di una potente carabina dotata di silenziatore e visore notturno, praticavano la caccia al cinghiale. Dai dati, si legge ancora, risulta che il bracconaggio e´ in aumento.

Il fenomeno si lega alla vendita illegale della carne dei selvatici abbattuti di frodo, che fuori dal canale ufficiale di controllo operato dagli apparati delle ASL, rischia di finire sulle tavole di cittadini inconsapevoli dei rischi derivati dal consumo di carne non controllata e verificata.

Rispetto al consumo di carne di cinghiale, infatti, il problema maggiore e´ rappresentato dall´aspetto igienico-sanitario, nella fattispecie dalla ´´trichinellosi´´, malattia parassitaria degli animali che puo´ colpire anche l´uomo. Allo scopo, da tempo, in Umbria la normativa sanitaria del settore prevede che i cacciatori di cinghiali debbano obbligatoriamente sottoporre alcuni tessuti biologici di ogni singolo capo abbattuto al test trichinoscopico, prima del consumo.

Questo commercio illegale di carne, visto anche l´attuale periodo di crisi economica, spesso risulta essere, per i bracconieri, un secondo lavoro, divenendo fonte di reddito.