Il 2022 appena conclusosi ha segnato cifre da record per la produzione delle armi sportive italiane.
Sono numeri di grande interesse quelli che hanno segnato la produzione italiana nel settore delle armi sportive, da tiro e da caccia. Soprattutto l’arma lunga ha avuto un successo notevole.
Il numero è entusiasmante, oltre 1.140.000 armi sportive prodotte di cui l’87% varca i confini nazionali ed è destinato a rafforzare l’export italico. Un valore significativo per un comparto che in totale genera valore per 7,5 miliardi di euro pari allo 0,42% del PIL nazionale.
Il settore, indotto compreso, occupa 19.000 addetti, e se si estende un po’ l’occhio alle attività collegate alla caccia ed al tiro si arriva ad 80.000 addetti.
Le licenze di porto d’armi sono state stando ai dati del 2021 543.803 per il tiro e 631.304 per la caccia che rappresentano il 96% del totale.
Anche settori correlati alla caccia hanno visto notevoli incrementi con un +16% per calzature ed abbigliamento. Ed il trend sembra ulteriormente confermato al rialzo.
Jean François Palinkas, presidente della FITASC, ha riconosciuto il ruolo trainante a livello mondiale dell’industria armiera italiana.

































