CACCIA IN FRANCIA: ANNI LUCE DAVANTI A NOI

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Considerazioni di Barbara Mazzali (Fratelli d’Italia) sulla nuova normativa venatoria francese e nella centralità del cacciatore nella gestione della biodiversità.

Fa male vedere che basta spostarsi di qualche chilometro, basta andare nel Paese confinante, per constatare che i cacciatori sono visti come preziose risorse e non come nemici da combattere. Ci tocca ammirare i cugini francesi e ammettere che in Italia siamo lontani anni luce rispetto a loro.

Partiamo da un piano filosofico, prima ancora che pratico: oltralpe la caccia è considerata parte integrante delle azioni di gestione per la tutela ambientale. E basterebbe questo per far capire la distanza tra i due Paesi.

Poi c’è il piano pratico e legislativo. La Francia si appresta infatti a varare una riforma della caccia all’interno  del piano di tutela della biodiversità. Per i cacciatori si prevede  la diminuzione del permesso di caccia nazionale annuale (la licenza passa da 400 a 200 euro) al fine di promuovere l’attività tra le giovani generazioni.  Inoltre viene introdotta una semplificazione normativa  e un eco contributo pari a 5 euro per cacciatore che le federazioni devono versare ogni anno per azioni concrete a tutela della biodiversità (manutenzione habitat e ripristino ambientale).  Infine la legge prevede che i cacciatori siano chiamati direttamente a decidere, attraverso un comitato composto anche da guardie forestali, agricoltori e funzionari locali, sulle modalità operative per contrastare i danni della fauna selvatica.

Anni luce avanti a noi.

Non resta che prendere spunto dai francesi, sia a livello di mentalità che di normativa, e lavorare per ottenere quello che hanno ottenuto loro.

 

 

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