CACCIA AL CAPRIOLO IN UMBRIA: BUCONI SU ENPA

Massimo Buconi, Vicepresidente della Federazione Italiana della Caccia, interviene sulle dichiarazioni di ENPA in merito alla caccia al capriolo in Regione Umbria.

“Leggo la nota diffusa dall’ENPA circa la caccia al capriolo in Umbria. L’essere prevenuti acceca più dell’odio! Evidentemente l’ENPA, ritenendosi depositaria di proprie verità circa la conservazione della fauna e della biodiversità, democraticamente comunica alla società che tutti coloro che non aderiscono al dogma professato compiono attentati al comune senso del pudore, all’etica e all’ambiente, ritenendo inoltre che le istituzioni, in questo caso la Regione dell’Umbria, lasciando intendere per interessi di bassa lega, regali autorizzazioni ai cacciatori”.
Così Massimo Buconi, vicepresidente nazionale Federcaccia, rispondendo a una nota della associazione animalista sulla caccia al capriolo nella regione:

“Vorrei sommessamente far notare – prosegue Buconi – che la nostra complessa società, in tutte le sue articolazioni, necessita di azioni di gestione che consentano di governare i processi e non di attendere passivamente le conseguenze dello svolgersi degli eventi. Conoscere e gestire per governare.
In questa ottica si colloca anche l’attività venatoria, certo esercitata da appassionati, ma nella cornice di regole e finalità della sostenibilità, della biodiversità e della conservazione delle specie, quindi anche per un interesse generale. In modo particolare, il prelievo venatorio del capriolo sottostà a regole rigide, necessitando di preliminari censimenti, analisi delle popolazioni anche in relazione all’ambiente in cui vivono, piani di prelievo conservativi tesi a migliorare la struttura e lo stato della popolazione del selvatico presente in un determinato territorio, prefiggendosi anche l’obbiettivo di rendere compatibile la densità della popolazione selvatica con le attività umane (agricoltura e circolazione in primis).

Per raggiungere tali obbiettivi, dice la scienza e non la cieca furia venatoria o l’accondiscendenza della Regione, occorre gestire e controllare maschi, femmine e piccoli. Quindi nessuno scalpore cercando di far leva sulla suggestione emotiva, bensì informare circa le ragioni di atti ed azioni.
Ops! Da ultimo, quasi dimenticavo, cari amici dell’ENPA: in Umbria, in questo periodo, la caccia al capriolo femmina ed ai piccoli non è consentita! Non solo da oggi, ma da sempre; il prelievo a queste classi in Umbria è consentito da gennaio a  marzo, quando i piccoli non sono più… piccoli!”.

 

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