CCT: PER COSTA LA BRACCATA DISTURBA IL LUPO

Il Piano Lupo continua a far discutere e molto, perché è estremamente conservativo e non tratta di gestione e dulcis in fundo, si vorrebbe in alcuni territori limitare la braccata al cinghiale.

Il Piano Lupo proposto dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, fa parlare e molto e la Confederazione dei Cacciatori Toscani non ha mancato di far sentire la sua voce in merito.
CCT ha espresso una netta contrarietà al Piano Lupo proposto dal Ministero dell’Ambiente, rilevando che nonostante il crescente disagio e le forti criticità che stanno emergendo per la convivenza del lupo con le attività umane, allevamento in primis, i sceglie un linea altamente conservativa, evitando la strada della gestione.
CCT confida nelle Regioni, poiché tale Piano dovrà essere accettato o osteggiato da esse, e le recenti contrapposizioni nel governo Movimento 5 Stelle / Lega non sono di buon auspicio, come è tutto da vedere consa ne pensano le opposizioni.

Le esperienze maturate in altri paesi europei, ponevano l’esigenza di un cambio di passo, non rimanendo sul livello di elevato approccio conservativo ma introducendo la possibilità di attivare azioni per garantire le attività di gestione e di controllo della specie.

Ma il pensiero della CCT si sarebbe anche fermato qui dato che l’approccio al Piano Lupo non riguarda il prelievo venatorio, ma invece l’associazione si è dovuta esprimere, perché lo stesso piano analizza anche potenziali problematiche relative alla caccia in braccata al cinghiale che lo disturberebbe e sulla quale bisognerebbe intervenire. E mai a favore dell’attività venatoria, naturalmente.
Infatti il piano contiene una rigida regolamentazione per la quale, secondo le indicazioni di Ispra, la braccata andrebbe ridefinita nelle aree quali quelle ricadenti nei siti di Rete Natura 2000 e le aree adiacenti e contigue ai Parchi Regionali e Nazionali.

L’analisi secca di CCT valuta come ridurre o addirittura non poter più esercitare la caccia in braccata al cinghiale su qualcosa di più di 56.000 ettari nelle aree contigue e 330.000 ettari nei siti della Rete Natura 2000. E l’analisi si ferma alla sola Toscana.
Ricadute devastanti per la caccia al cinghiale in braccata e per l’impatto sulle attività umane, dato che in Toscana tale forma di caccia assicura un prelievo medio di 70.000 capi abbattuti.
CCT si è attivata per proporre il proprio negativo pensiero sul Piano Lupo ed in particolare sull’aspetto relativo alla braccata con tutti gli schieramenti politici.

caccia in scozia sassetti oche anatre beccaccia gennaio 2019