COLDIRETTI LIGURIA: TROPPI CINGHIALI … CACCIATORI ANCHE DA FUORI REGIONE

L’incremento di daini e soprattutto cinghiali in Liguria, che durante il lockdown, si sono spostati sino nelle città crea preoccupanti problemi nei comuni dell’entroterra.

Questo è ciò che rileva Coldiretti Liguria nella lettera inviata alla Regione per denunciare, la crescita delle popolazioni e chiedere interventi tempestivi.

Coldiretti Liguria che nel decalogo presentato è, ad esempio, inserita la necessità di intervenire per la semplificazione della legge regionale in materia di autotutela del fondo agricolo, di adottare la rotazione delle squadre di caccia anche da fuori regione, di predisporre il monitoraggio online degli abbattimenti per evitare il consueto mancato raggiungimento degli obiettivi, di incrementare l’utilizzo di recinti e gabbie di cattura, e di togliere gli eventuali risarcimenti dal regime De Minimis”, concludono Boeri e Rivarossa.

Ormai secondo Coldiretti Liguria la fauna selvatica ha superato di gran lunga chi tenta di mantenere e custodire il territorio. Nelle nostre campagne, a breve, ci saranno più animali selvatici che lavoratori, mentre per le strade e nelle città già da tempo, è facile imbattersi in questo genere di animali. La situazione si è aggravata ulteriormente a seguito del lockdown degli scorsi mesi, dove, con i territori meno presidiati, cinghiali, daini e non solo, sono stati liberi di girare indisturbati continuando a crescere di numero”.

Nel nostro entroterra si registrano quotidianamente incursioni segnalate dalle imprese agricole, dove continuano a venir danneggiate le fasce e i classici muretti a secco, mentre viene fatta razzia nei raccolti di frutta e verdura, per non parlare dei danni nelle vigne e della minaccia che rappresentano per gli animali della fattoria. Per tali aziende perdere il frutto del lavoro di questi mesi, rappresenta un ennesimo danno che si va a sommare a quelli causati dall’emergenza sanitaria Covid-19 , in un momento in cui è quanto mai necessaria e auspicabile, invece, un’effettiva ripresa dei mercati”, spiegano gli agricoltori.

Ma più in generale le frequenti incursioni della fauna selvatica non stanno solo mettendo a rischio la sopravvivenza delle imprese agricole locali, ma anche la salvaguardia del territorio, l’incolumità delle persone, la sicurezza ambientale e degli stessi animali, dato che un così alto numero di esemplari può facilitare inoltre l’insorgere di epizoozie”, cioè la diffusione di malattie tra specie animali.

 

san fiorano riserva di caccia