CAV. GIULIO PICCIONI CONFERMATO PRESIDENTE FIDC A TERNI

Tutti con lui, nessun distinguo, quale riconoscimento dell’impegno e dello sforzo che il Presidente ha compiuto e sta compiendo nel guidare il gruppo dirigente provinciale cercando di soddisfare al meglio le esigenze del mondo venatorio seppur in un momento così difficile, dove gli attacchi arrivano da ogni parte.

Nel ringraziare tutti i presidenti e delegati, per la fiducia a lui e a tutto il gruppo dirigente rinnovato con l’ingresso di forze giovani, il Cav. Piccioni nei prossimi giorni nominerà la Giunta Esecutiva e i componenti che andranno a rappresentare Terni nell’organismo regionale.

Il Presidente ha tenuto a sottolineare l’importanza di migliorare le conoscenze normative per difendere tutte le forme di caccia nel contesto del rispetto del mondo agricolo e dell’ambiente, chiedendo senza timore il conforto della ricerca e della scienza anche per sostenere i principi ispiratori del “calendario venatorio” sulle specie cacciabili e i tempi di caccia.
L’azione di Federcaccia di Terni dovrà essere da stimolo per rilanciare la caccia e le attività di gestione correlate in Umbria, per sviluppare un confronto con le altre Associazioni Venatorie su strategie unitarie e condivise e per rinsaldare la necessaria sinergia con il mondo agricolo.

Il presidente Piccioni si impegna altresì a dare corpo alle linee programmatiche di mandato per un ruolo più attivo verso Federcaccia regionale per un’azione di forte stimolo nel confronto con Regione Umbria su quale politica per la caccia e sulla definizione del Piano Faunistico Venatorio Regionale, rivedendo leggi e regolamenti, uniformando tali norme in materia per il riordinodelle funzioni amministrative e faunistico-venatorie dopo il superamento delle Province, in modo da armonizzare e disciplinare la gestione faunistica e l’attività venatoria su tutto il territorio regionale.

Infine il presidente Piccioni auspica un serio rilancio degli Ambiti Territoriali di Caccia con linee guida chiare, che consentano di “agire per gestire”, in particolare sulla necessità di un “piano di gestione regionale per gli ungulati” e il controllo delle specie critiche o in soprannumero, per le Zone di Ripopolamento e Cattura e le Aree di Rispetto Venatorio, Ambiti protetti pubblici e privati e per una Vigilanza Venatoria Volontaria a tutela del patrimonio faunistico gestito, per sviluppare progetti mirati a migliorare la presenza di Fauna a nobile stanziale anche sul territorio a caccia programmata.

 

 

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