FRANCIA: LA DIFESA DELLE TRADIZIONI VENATORIE

Il Senato vota un reato di impedimento alla caccia punibile con un anno di carcere e 30 000 euro di multa.

Questo giovedì, 11 aprile, il Senato di Francia ha convalidato il disegno di legge sulla creazione del futuro Ufficio francese della biodiversità. Questo testo, votato dall’Assemblea nazionale a gennaio, facilita il ritiro della licenza di caccia e introduce un reato di ostruzione della caccia. Tale tipo di reato è stato introdotto per punire più severamente le azioni di ostruzione alla caccia. Parimenti sono state votate nuove misure volte a rafforzare la sicurezza a caccia.

Il Senato ha approvato la normativa avendo curo che il nuovo ufficio che unifica funzioni si chiami “Ufficio francese della biodiversità e Caccia” tenendo molto a che la parola “caccia” sia esplicitata e già questo da il senso di quanto l’attività venatoria sia tenuta in considerazione oltre le Alpi e vista come strumento di tutela della biodiversità delle specie.

Parallelamente sono state anche varate norme più stringenti sulla sicurezza a caccia e varate procedure per il ritiro della licenza in caso di gravi incidenti.

Secondo il partito LREM Francois Patriat aver votato questo emendamento significa difendere la caccia ed i cacciatori – cosa che del resto in Francia avviene con una certa frequenza. I cacciatori di continuo fanno sforzi importanti legati alla sicurezza durante l’attività venatoria e su questo si è agito ma è altrettanto importante che coloro che non amano la caccia rispettino chi invece ha il piacere di praticare l’attività venatoria. Per questo il provvedimento va giù pesante per coloro che intendono disturbare l’attività venatoria: si può punire con la reclusione sino ad un anno ed arrivare a 30.000 euro di multa, nel caso ci si opponga ad un atto di caccia o si verifichino aggressioni nei confronti dei cacciatori.

 

 

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