LA LIPU RIPARTE CON I NUMERI

Puntualissima come sempre nel periodo di emanazione dei calendari venatori, la LIPU si palesa, ammonendo le Regioni a dare ascolto ai suoi dati.

I dati sulle consistenze delle popolazioni selvatiche sono di importanza capitale nella caccia moderna e cari agli stessi cacciatori, che ormai generazione matura, intendono cacciare in funzione degli stessi.
Ma certo che LIPU propone dati che in ogni anno detengono solo una costante, l’essere decisamente ballerini. E con questi dati puntualmente forniti dall’associazione ambientalista, la pretesa è che le Regioni si adagino, sotto velatè possibilità di ricorsi sui calendari. Niente di nuovo quindi.

La costatazione che i dati sono ballerini è fornita dalle specie ritenute oggetto di attenzione e tutela che negli anni realizzano salti numerici strepitosi. Salti da 19 a 5 e da 1 21 si sono già verificati, cosa che la natura e la consistenza demografica delle popolazioni fatica a digerire.
Questa volta le specie segnalate secondo LIPU sono 21.

Allodola, pernice sarda, coturnice, pernice rossa, codone, moriglione, moretta, combattente, quaglia, folaga, beccaccino, pernice bianca, fagiano di monte, starna, marzaiola, tortora selvatica, tordo sassello, cesena, tordo bottacci,; pavoncella e beccaccia sono oggetto dei pensieri protezionistici di LIPU

Su queste specie sono varie le richieste a conferma della naturale fantasia inserita: dalla sospensione totale del prelievo venatorio, alla forte contrazione del periodo di caccia. Tutto il possibile, tutte le motivazioni possibili quando in effetti l’UE intende operare sulla base dei Key Concept.

Federcaccia da tempo ha ritenuto di dover attivare uno studio scientifico proprio allo scopo di controbattere con efficacia queste masse di dati che giungono ogni anno alle regioni.

 

 

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