MUNIZIONI E PIOMBO: DI NUOVO IN CAMPO L’EUROPA

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Il rapporto ECHA propone senza mezzi termini l’uso di munizioni da caccia senza piombo anche al di fuori degli ambienti umidi.

ECHA, ossia Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche, è di nuovo tornata sopra alla materia relativa alle munizioni da caccia e al loro contenuto in piombo. Lo studio è stato commissionato dall’Unione Europea nel 2017. Le nuove argomentazioni proposte da ECHA vogliono proporre le limitazioni dell’uso delle munizioni di piombo anche al di fuori degli ambienti tipicamente umidi ove già si utilizzano i nostri paesi.

Secondo l’agenzia esistono rischi per l’ambiente causati appunto dall’uso delle munizioni di caccia contenenti piombo. A tal proposito la stessa agenzia afferma di aver trovato prove sufficienti a mettere in atto nuove limitazioni sulle munizioni che contengono piombo. Si pone l’accento sulla necessità di salvaguardare la vita di uno o due milioni di uccelli che si nutrono in aree contaminate dal piombo e si guarda alla salute stessa dei cacciatori e delle loro famiglie. Queste sono le principali argomentazioni.

La stessa agenzia fa anche i conti in tasca ai cacciatori affermando che i costi per sostituire il munizionamento in piombo con quelle in acciaio, non costa molto di più e del resto esiste già un buon parco armi specificatamente prodotto per sparare tali cartucce.

La minaccia di bandire il piombo quindi sta tornando ed a tal proposito LEX (associazione per la difesa del diritto delle armi della Repubblica Ceca) ha proposto subito delle controdeduzioni alle affermazioni di ECHA. IL documento presenta ben 33 ricerche scientifiche che smentiscono le conclusioni su cartucce da caccia e piombo a cui è giunta ECHA. Queste riguardano l’inquinamento ambientale, il cibarsi di selvaggina uccisa con munizioni di piombo, oltre che ad aspetti socio economici.

In questa fase resta da vedere se il Parlamento Europeo sarà interessato a sentire ECHA e le conclusioni a cui è giunta correndo il rischio, nelle prossime elezioni di vedere ripercussioni derivanti da milioni di elettori di cacciatori e loro famiglie.

 

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