SU PAVONCELLA E MORIGLIONE INTERROGAZIONE DI BRUZZONE A COSTA

rizzini fucili da caccia e tiro

Il Senatore della Lega Francesco Bruzzone è intervenuto sulla richiesta di divieto di caccia per pavoncella e moriglione, con delle domande rivolte al Ministro Costa.

Bruzzone ha fatto rilevare come ci sia una contraddizione tra ISPRA e il Ministero che lo governa. Il primo ha ammesso la caccia in tutte le regioni italiane nella prossima stagione, con dei limiti di prelievo mentre il Ministero dell’Ambiente ha invitato le regioni ad accettare l’ipotesi di predisporre i divieti totali di caccia.

Nonostante sono passati sei anni dalla procedura EU Pilot 6955/14, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare non ha ancora adottato un piano di azione per il moriglione e la pavoncella, e non ha preso provvedimenti per il Piano d’Azione Multispecie che individua nel controllo dei predatori e delle pratiche agricole distruttive le azioni principali da su cui intervenire per la conservazione della pavoncella e di altri sette limicoli.

Aggiunge che il prelievo venatorio delle due specie in Italia fa parte di meno dell’uno per cento delle popolazioni complessive, come da fonti di letteratura disponibili; oltretutto Bruzzone ha evidenziato come la pavoncella sia una specie considerata in aumento in Italia sia in inverno sia nella stagione riproduttiva e che il moriglione dimostra incremento negli anni recenti in aree importanti di svernamento.

In più non ci sono imposizioni in tal senso dall’Europa.

Il senatore della Lega ha fatto presente come gli interventi di ripristino e conservazione degli habitat in favore di queste specie sono compiuti in Italia principalmente dai cacciatori e che il divieto di caccia, rischia di produrre l’effetto di annullare l’interesse dei cacciatori alla prosecuzione dei suddetti interventi, che sono a costo zero per l’Ente Pubblico.

Bruzzone fa notare che anche che nella Direttiva Uccelli la caccia è richiamata, per ben due volte, tra le esigenze culturali e quelle ricreative, questo vuol dire che i divieti di caccia non sono necessariamente la soluzione da perseguire.

Bruzzone ha perciò chiesto espressamente al Ministro se sia in possesso di dati scientifici aggiornati, anche in riferimento all’incidenza del prelievo, e se non intenda consultare le Regioni italiane prima di diramare lettere che creano difficoltà amministrative e non sono fondate su analisi oggettive dei fatti.

Infine ha chiesto di “riconsiderare la posizione assunta nella nota prot. n. 39696 del 28 maggio 2020, rendendo noti gli orientamenti che si intendono adottare in merito all’adozione dei piani di azione nazionali per il moriglione e la pavoncella.

 

valle di fiordimonte riserva di caccia