RICORDO DEL CAVALIERE DEL LAVORO STEFANO FAUSTI

Nei giorni scorsi è mancato il Cavaliere Stefano Fausti fondatore della casa d’armi oggi famosa nel mondo. Manca ai suoi familiari a cui vanno le condoglianze del nostro staff e a tutti gli appassioni che anche se non possessori delle armi prodotte dall’azienda, le ammirano profondamente.

Un pezzo della nostra storia se ne è andato e siamo tutti un po’ più poveri. Ci ha lasciato nei giorni scorsi, il Cavaliere del Lavoro Stefano Fausti, fondatore della casa d’armi di Marcheno, che cosi tanto afferma il Made in Italy nel mondo. Era il 1948, appena dopo la fine dell’ultimo conflitto mondiale, quando assieme al fratello Giovanni, decise di registrare il marchio dell’azienda al Banco di Prova ed iniziare in proprio l’attività di produzione dei fucili da caccia. Da allora la sua storia si intreccia con quella italiana ed è quella di gente operosa che crede in se stessa, crea sviluppo e contribuisce a far crescere la nazione dando lavoro ad un numero di maestranze sempre crescente. Stefano Fausti è riuscito in ciò, partendo dal suo saper fare, nella piena tradizione artigiana della Val Trompia, costruendo doppiette che pian piano sono uscite dai confini nazionali.

Azienda che egli ha trasformato da artigianale ad industria di riferimento per il numero e la qualità delle armi prodotte, passando dai locali artigiani ad altri spazi più adeguati sino all’oggi. In questo suo percorso di crescita – tanto da ricevere il premio di Cavaliere del Lavoro – Stefano Fausti ha avuto il piacere di sedurre ed attrarre in azienda le tre figlie Elena, Giovanna, Barbara, alle quali vanno le nostre sentite condoglianze. La loro presenza ha dato nuovi impulsi all’attività e ci piace immaginare il confronto costruttivo che sarà molte volte avvenuto, tra una generazione consolidata nel suo sapere – quella di Stefano – e le idee della nuova generazione, confronto dal quale sono sempre scaturite le linee guida dell’ultimo ventennio che hanno proiettato l’azienda ai vertici dell’apprezzamento mondiale.

Il mio personale ricordo di Stefano Fausti è quello di un fugace incontro nella sua sede, quando lo vidi, nel suo studio, curvo su una lettura tecnica; era la figura di un anziano signore, che sereno del timone delle figlie, si estraeva ormai dalla gestione aziendali, ma non rinunciava affatto ad approfondire ancora tematiche tecniche per continuare a dare il suo contributo.

Una bella immagine che ho scolpito nella mente e che rappresentava la continuazione di una visione che il Cavaliere aveva avuto molti decenni prima ed aveva saputo perseguire con successo.

Addio Cavalier Stefano.

 

Per cacciainfiera.it

Riccardo Ceccarelli