Prime modifiche al disegno di legge del centrodestra: novità anche sul recupero degli ungulati feriti e sull’impiego degli strumenti optoelettronici
ROMA – Via libera del Senato a una delle prime modifiche significative della riforma della legge sulla caccia promossa dalla maggioranza di centrodestra. Nel corso della prima seduta dedicata all’esame del provvedimento, l’Aula ha approvato un emendamento che interviene sulla disciplina degli appostamenti per la caccia al colombaccio, consentendo, oltre a quelli temporanei già previsti, anche la realizzazione di appostamenti fissi.
La modifica, inserita nell’articolo 5 del testo, è stata proposta dai relatori Francesca Tubetti (Fratelli d’Italia) e Giorgio Bergesio (Lega), con il parere favorevole del Governo rappresentato dal sottosegretario Patrizio La Pietra.
Si tratta di una delle sole due variazioni apportate ai primi sette articoli del disegno di legge licenziato dalle Commissioni Agricoltura e Ambiente. L’altra riguarda gli anelli identificativi per i richiami vivi: le Regioni dovranno adeguarsi a linee guida vincolanti che saranno definite dal Governo dopo aver acquisito il parere dell’Ispra e del Comitato faunistico-venatorio nazionale.
Tra le novità di maggiore rilievo figura però la revisione delle norme sul recupero degli ungulati feriti. La nuova formulazione dell’articolo 11 esclude questa attività dall’ambito del cosiddetto silenzio venatorio. Ciò significa che la ricerca e il recupero di fauna selvatica gravemente ferita potranno essere effettuati anche nei giorni tradizionalmente interdetti alla caccia, come il martedì e il venerdì. Sarà inoltre consentito l’impiego dei cani da traccia e, se necessario, si potrà procedere all’abbattimento dell’animale.
L’Aula ha inoltre approvato una modifica che limita l’utilizzo degli strumenti optoelettronici nella caccia di selezione agli ungulati. Tali dispositivi non potranno essere impiegati per le specie inserite nell’Allegato V della Direttiva Habitat, tra cui il camoscio alpino e, qualora in futuro ne fosse autorizzata la gestione venatoria, lo stambecco.
Ulteriori precisazioni riguardano l’eventuale estensione del calendario venatorio per l’avifauna. Il testo chiarisce che ogni proroga della stagione di caccia dovrà comunque rispettare i periodi di migrazione, nidificazione, riproduzione e dipendenza delle specie interessate.
Infine, nelle attività di controllo della fauna selvatica vengono formalmente coinvolti anche i Corpi forestali delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano.
L’esame della riforma proseguirà la prossima settimana, con la ripresa della discussione prevista per martedì.






















