RIFORMA DELLA LEGGE SULLA CACCIA: SI SVELANO ALCUNI EMENDAMENTI
Sono 2.048 gli emendamenti alla riforma, moltissimi sembrano fatti apposta per creare ostruzionismo, altri sono da ritenere anche interessanti. Certo è che il tempo per discuterli e votarli sarà ben lungo.
Tra gli emendamenti ci sono i primi noti proposti da Senatrici del Movimento a 5 Stelle che prevede l’età minima per la concessione della licenza di caccia sia di 21 anni. Altre provenienti dalla medesima direzione prevedono un importante aumento dei massimali delle coperture assicurative e quindi della polizza pagata dal cacciatore. Inoltre si richiede che la validità della licenza di caccia sia limitata alla regione di residenza ed alle sole confinanti.
Alcuni senatori di maggioranza propongono di ampliare il numero delle specie cacciabili. Tra queste il piccione selvatico, l’oca selvatica e lo stambecco. Oltre queste tutte le specie di mammiferi e avifauna alloctone o esotiche per la quale Ispra prevede eradicazione.
Altri emendamenti riguardano l’eliminazione dell’arco temporale massimo per la cacca ad ogni specie, cosi come è richiesta l’eliminazione dell’obbligo di anticipare la chiusura della stagione qualora sia effettuata la preapertura. E’ ulteriormente richiesta l’allungamento sino ad un’ora dopo il tramonto per gli appostamenti agli acquatici e per la caccia agli ungulati. Si richiede inoltre che in caso di sospensione cautelare del calendario venatorio, si adotti quello dell’anno precedente non solo all’udienza di merito ma anche fino al ricorso al Consiglio di Stato.
Altri emendamenti sono stati ispirati da AB Biodiversitalia e proposti da Fratelli d’Italia e Lega. Tra questi la proposta di uniformare l’abilitazione per gli appostamenti fissi caccia agli ungulati e colombacci. E’ poi richiesto l’ampliamento della stagione di caccia al cinghiale facendola iniziare alla 3° domenica di settembre.
Altra proposta riguarda la possibilità di cacciare in Italia per i cacciatori stranieri con possibilità di noleggio o comodati di armi.
Di carne al fuoco ce ne è tantissima e ricordiamo che degli oltre 2.000 emendamenti solo un migliaio sono di provenienza movimento a 5 Stelle e quindi con buona probabilità avversi o fortemente limitativi all’esercizio venatorio. E ci vorrà del tempo per portare in fondo la riforma sempre che l’attuale maggioranza ne abbia la costanza come sperano fortemente i cacciatori italiani.
































