E’ quello che si chiede Arci Caccia del Lazio chiedendosi ulteriormente se una semplice opinione espressa dal Ministro dell’Ambiente sia presa come una legge scritta.
Il Presidente di Arci Caccia Lazio, Giuseppe Pilli non fa tanti giri di parole e va dritto all’obiettivo, facendo notare che dal calendario venatorio appena approvato per la regione Lazio sia sparita la preapertura.
Questo è molto strano – riferisce Pilli – dato che in fase di consultazione realizzata con le associazioni venatorie, nulla lasciava prevedere che i cacciatori laziali si sarebbero ritrovati con la impossibilità di effettuare la preapertura. Era comunemente inteso che la Regione Lazio si sarebbe mossa come le regioni limitrofe Umbria e Toscana che da tempo hanno deliberato e dato certezze ai cacciatori residenti.
Il sospetto è che la situazione dell’attuale consiglio presieduto da Zingaretti non consenta scelte diverse da quelle prese, magari anche uniformandole per quello che consente la specie colombaccio. Queste sono le valutazioni a caldo di Arci Caccia Lazio che chiede di fatto di chiarire la situazione.
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