Almeno questo è ciò che emerge da quanto riportato nel sito italiaambiente.it, ove Enpa, Lac & C chiedono di non ammetterle per mettere al sicuro la tutela della fauna selvatica.
Mentre da un lato la Lega, attraverso alcuni emendamenti al Decreto Semplificazioni, agisce per dare autonomia alle Regioni in materia di gestione della fauna selvatica, dall’altro alcune associazioni ambientaliste (Enpa, Lav, Lac, Lipu e WWf Italia) avversano le iniziative di alcuni senatori facenti capo alla Lega, in discussione in questi giorni al Senato.
Secondo le suddette associazioni gli emendamenti se approvati porterebbero ad una serie di serie difficoltà nella protezione della fauna e tutto in favore della caccia e dei cacciatori; nello specifico ecco ciò che viene contestato.
- Gli emendamenti cosi come proposti porterebbero di fatto ad autorizzare con semplice legge regionale la caccia in deroga a specie non cacciabili e la cattura di uccelli a fini di richiamo vivo.
- I pareri sui calendari venatori che attualmente fanno capo ad Ispra, passerebbero agli Osservatori Regionali, inficiando di fatto il controllo nazionale e dando il la a calendari venatori più permissivi e probabilmente con stagioni di caccia più lunghe.
- Secondo le suddette associazioni verrebbe aggirata la norma che prevede l’annotazione immediata sul tesserino venatorio.
- Tornerebbero le attività di controllo faunistico in capo ai cacciatori cosa che va invece secondo tali associazioni, definitivamente eliminata.
- Si restaurerebbero di fatto le vecchie riserve di caccia, con privilegi e possibilità di vendere la caccia della fauna selvatica.
Rispetto queste opinioni ci sarà un confronto, anche se la materia non riguarda strettamente la caccia, ma la materia delle semplificazioni, ove si ricerca l’efficacia e lo snellimento delle situazioni burocratiche e non si bada ad altro.
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