AIcuni consiglieri regionali della Lombardia hanno dato il via a due progetti di legge che prevedono, in deroga alla legge, di poter utilizzare richiami vivi di cattura – catturati nei roccoli lombardi – e di poter abbattere piccoli uccelli selvatici non presenti nel calendario venatorio ma prelevabili in deroga in piccole quantità.
Le catture effettuate anche in altri paesi europei per approvvigionare i richiami vivi e oltretutto anche ISPRA ha definito tale pratica come un servizio da fornire ai cacciatori e gli stessi impianti sono abilitati dall’Istituto e soggetti al suo controllo.
Il decreto che potrebbe permettere l’utilizzo di richiami vivi da cattura in Lombardia è stato approvato dalla Commissione Agricoltura, e sarà discusso in Consiglio Regionale il 9 ottobre, insieme alla Caccia in Deroga.
La cattura secondo l’attuale stesura sarebbe consentita solo fino al 31 dicembre, tutti i giorni dall’alba fino alle quattro di pomeriggio, e si potrebbero catturare solo specie di Cesena, Merlo, Tordo Bottaccio, Tordo Sassello in un contingente totale ristretto che non supera alcune migliaia di capi.
Per la Caccia in Deroga, potrebbe essere consentita solo per questa stagione per gli esemplari di Peppola e Fringuello solo per appostamenti fissi o temporanei. Ogni cacciatore potrà catturare un numero massimo di 5 capi al giorno e 50 nell’arco dell’intera stagione per la specie fringuello, 5 capi al giorno e massimo di 15 stagionali per la specie peppola.
Mentre si discute in maniera seria della questione, con tanto di supporto di organismi scientifici, chi di questi non tengono conto – ossia i soliti noti – Lac, Lav, WWF, Lipu ed Enpa, hanno lanciato in consiglio regionale una petizione per bloccare i due progetti di legge, affermando che trattasi di violazione della Direttiva Uccelli e che la Lombardia ci sta di nuovo ricadendo.
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