Il Tribunale amministrativo conferma lo stop alle prime due giornate previste dal calendario venatorio, ma lascia in calendario quella del 4 ottobre. È l’unica giornata utile della stagione per le tre specie.
Domenica 4 ottobre in Sardegna si potrà cacciare pernice sarda, lepre sarda e coniglio selvatico. A stabilirlo è il Tar Sardegna con l’ordinanza n. 299 del 30 settembre 2026, che ha confermato la sospensione delle prime due giornate fissate dal calendario venatorio regionale, il 20 e il 27 settembre, lasciando invece in vigore quella del 4 ottobre.
La decisione chiude, almeno sul piano cautelare, una partita cominciata alla vigilia dell’apertura della stagione. Il calendario approvato dalla Regione aveva previsto tre giornate di caccia alle tre specie: 20 settembre, 27 settembre e 4 ottobre. Il ricorso presentato dal Gruppo d’Intervento Giuridico aveva contestato la legittimità del prelievo, richiamando in particolare le condizioni delle popolazioni faunistiche e la documentazione disponibile sui monitoraggi.
Il primo intervento del Tar era arrivato il 17 settembre, con la sospensione delle due giornate di settembre. Ora il collegio ha confermato quella decisione, ma ha lasciato aperta la possibilità di cacciare domenica prossima.
Il nodo dei monitoraggi
Uno dei punti centrali della controversia riguarda il parere dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.
Nel procedimento è emerso che l’Istituto non aveva potuto esprimere una valutazione sui piani di abbattimento delle tre specie perché non aveva ricevuto i dati relativi ai monitoraggi richiesti. Per quanto riguarda invece il periodo successivo al 1° ottobre, il parere fornito dall’Ispra indicava la possibilità di autorizzare il prelievo.
È proprio questa distinzione temporale ad avere un peso nella decisione del Tar. Le prime due giornate, entrambe collocate nel mese di settembre, sono state sospese. La giornata del 4 ottobre, invece, coincide con la decorrenza indicata nel parere dell’Ispra.
Il Tribunale ha inoltre ricordato che il parere dell’Ispra, pur essendo obbligatorio, non è automaticamente vincolante per l’amministrazione. La Regione può discostarsene, ma deve fornire una motivazione adeguata.
Le polemiche sul caldo
Nel ricorso era stata sollevata anche un’altra questione: quella delle temperature elevate dell’estate 2026 e dei possibili effetti delle ondate di calore sulle condizioni della fauna selvatica.
Secondo il Gruppo d’Intervento Giuridico, le condizioni climatiche avrebbero dovuto spingere verso una maggiore cautela nella definizione del calendario venatorio.
Su questo argomento il Tar non ha però ritenuto sufficiente la contestazione proposta. Nell’ordinanza i giudici hanno considerato l’argomento legato alle ondate di calore privo di un adeguato collegamento con elementi concreti e misurabili riferiti alla situazione delle specie interessate.
Il punto resta comunque al centro del confronto tra associazioni ambientaliste e mondo venatorio.
Una sola giornata
Il risultato della vicenda giudiziaria è particolarmente netto sul piano pratico: delle tre giornate originariamente previste dalla Regione ne rimane una soltanto.
Domenica 4 ottobre, dunque, pernice sarda, lepre sarda e coniglio selvatico potranno essere oggetto di prelievo venatorio secondo le modalità stabilite dal calendario regionale.
La Regione ha previsto anche strumenti di monitoraggio dei prelievi attraverso l’applicazione “Caccia Sardegna”, utilizzata per la registrazione digitale dei capi abbattuti e per la gestione dei carnieri.
La decisione del Tar non chiude definitivamente il contenzioso sul calendario venatorio regionale, ma stabilisce il quadro operativo per l’immediato: domenica 4 ottobre la caccia alle tre specie è autorizzata.





















