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PERNICE ROSSA- Alectoris Rufa

La Pernice rossa, scientificamente Alectoris rufa, è uno dei Galliformi più caratteristici dell’Europa sud-occidentale e una delle specie più affascinanti della tradizione della caccia con il cane da ferma. Robusta, agile e perfettamente adattata alla vita sul terreno, frequenta soprattutto ambienti aperti e asciutti nei quali pascoli, coltivi, incolti, cespuglieti, vigneti e terreni pietrosi formano un mosaico particolarmente favorevole.

Il nome deriva dalla caratteristica colorazione rossa del becco, delle zampe e dell’anello perioculare. A questi elementi si aggiungono la gola bianca nettamente bordata di nero, i fianchi attraversati da vistose fasce verticali e il dorso bruno-grigiastro, che consente all’animale di mimetizzarsi efficacemente sul terreno.

La Pernice rossa trascorre gran parte della propria vita camminando e correndo. Quando viene disturbata tende spesso ad allontanarsi sul terreno e ricorre al volo soltanto quando la pressione diventa elevata. L’involo è improvviso, potente e rumoroso e può portare rapidamente il selvatico a grande distanza.

Per il cane da ferma rappresenta un selvatico di notevole difficoltà. Una brigata esperta può pedinare, cambiare direzione, sfruttare la pendenza e sottrarsi alla pressione del cane, costringendo l’ausiliare a utilizzare contemporaneamente naso, esperienza, prudenza e capacità di guidata.

Pernice rossa: carta d’identità

Nome comune Pernice rossa
Nome scientifico Alectoris rufa
Sottospecie presente naturalmente in Italia Alectoris rufa rufa
Ordine Galliformes
Famiglia Phasianidae
Genere Alectoris
Distribuzione originaria Europa sud-occidentale
Distribuzione naturale italiana Principalmente Appennino settentrionale e Arcipelago Toscano
Lunghezza Circa 32-35 cm
Peso Indicativamente circa 350-550 g
Habitat principale Colline, pascoli, coltivi, vigneti, incolti, cespuglieti e terreni pietrosi
Alimentazione Prevalentemente vegetale negli adulti, con importante componente animale nei giovani
Comportamento Sedentario, terricolo e gregario fuori dalla stagione riproduttiva
Nido A terra
Riproduzione Primaverile
Incubazione Circa 23-24 giorni
Pulcini Precoci e nidifughi
Comportamento migratorio Sedentario
Status venatorio in Italia Specie cacciabile secondo normativa nazionale e calendari regionali

Come riconoscere la Pernice rossa

La Pernice rossa possiede una silhouette compatta e robusta, tipica dei Galliformi terricoli. Il corpo è raccolto, le ali relativamente corte e arrotondate e la coda breve.

Il piumaggio del dorso è prevalentemente bruno-grigiastro, una colorazione perfettamente adattata ai terreni secchi e pietrosi nei quali la specie vive frequentemente.

I caratteri più evidenti sono però la gola bianca delimitata da una fascia nera, i fianchi fortemente barrati e il colore rosso intenso di becco e zampe.

La testa della Pernice rossa

La testa è particolarmente caratteristica.

Una banda scura attraversa la regione degli occhi e continua intorno alla gola, delimitando una grande zona biancastra.

L’occhio è circondato da un evidente anello rosso, mentre il becco presenta anch’esso una colorazione rosso-corallo.

La gola bianca bordata di nero

La gola bianca rappresenta uno dei caratteri diagnostici più importanti.

È circondata da una fascia nera che scende lateralmente sul collo e tende a frammentarsi in numerose piccole macchie scure.

Questo disegno permette di distinguere la Pernice rossa dalle altre specie europee del genere Alectoris, anche se per una corretta identificazione devono essere osservati più caratteri contemporaneamente.

I fianchi barrati

I fianchi mostrano una serie di fasce verticali molto vistose nelle quali si alternano nero, bianco, grigio e castano-rossiccio.

Il disegno crea un contrasto molto evidente quando l’animale viene osservato da vicino, ma a distanza contribuisce a spezzare la silhouette e migliorare il mimetismo.

Le zampe rosse

Le zampe sono robuste e presentano una caratteristica colorazione rossa.

La conformazione riflette perfettamente il comportamento della specie: la Pernice rossa trascorre infatti gran parte della giornata camminando e correndo su terreni spesso secchi, irregolari e sassosi.

Quanto è grande una Pernice rossa?

La lunghezza complessiva è generalmente nell’ordine di 32-35 centimetri.

Il peso può collocarsi indicativamente tra circa 350 e 550 grammi, con variazioni dovute a sesso, stagione, popolazione e condizioni corporee.

Il maschio tende mediamente a essere leggermente più robusto della femmina.

Maschio e femmina: come distinguerli?

Il dimorfismo sessuale è relativamente modesto.

Maschi e femmine presentano praticamente la stessa colorazione generale e non possono essere distinti con la stessa facilità che osserviamo, per esempio, nel fagiano.

I maschi adulti tendono a essere leggermente più grandi e possono presentare speroni tarsali maggiormente sviluppati, ma la determinazione sicura deve basarsi sull’insieme dei caratteri.

Gli speroni del maschio

Gli speroni possono rappresentare un elemento utile nell’identificazione del sesso e nella valutazione dell’età relativa.

Nei maschi maturi risultano generalmente più evidenti, mentre nelle femmine possono essere assenti o molto meno sviluppati.

Non devono tuttavia essere considerati un criterio assoluto senza valutare anche gli altri caratteri dell’animale.

Pernice rossa, Starna e Quaglia: quali differenze?

Caratteristica Pernice rossa Starna Quaglia
Nome scientifico Alectoris rufa Perdix perdix Coturnix coturnix
Taglia Media Media Piccola
Ambiente caratteristico Collinare, secco, pietroso e mediterraneo Agroecosistemi aperti Prati e colture erbacee
Migrazione Sedentaria Sedentaria Migratrice
Becco e zampe Rossi Non rossi Non rossi
Comportamento sociale Brigate familiari Brigate Variabile

Pernice rossa e Coturnice: come distinguerle?

La Coturnice, Alectoris graeca, appartiene allo stesso genere e presenta una morfologia apparentemente simile.

La Pernice rossa possiede però una gola bianca contornata da un collare nero che tende a frammentarsi in macchie nella zona superiore del petto e del collo.

Nella Coturnice il collare nero appare generalmente più netto e definito.

La distribuzione e soprattutto l’habitat rappresentano ulteriori elementi importanti: la Coturnice è fortemente associata agli ambienti montani rocciosi, mentre la Pernice rossa frequenta soprattutto colline, campagne asciutte e territori mediterranei.

Pernice rossa e Pernice sarda

La Pernice sarda, Alectoris barbara, è un’altra specie distinta.

Presenta una caratteristica colorazione del capo e del collo, con disegni differenti rispetto alla gola bianca nettamente bordata di nero della Pernice rossa.

In Italia la Pernice sarda è legata soprattutto alla Sardegna, mentre la Pernice rossa possiede il proprio areale naturale principalmente nell’Italia centro-settentrionale.

Pernice rossa e Chukar

La Coturnice orientale o Chukar, Alectoris chukar, è una specie originaria di un vasto territorio che si estende dall’Europa sud-orientale verso l’Asia.

L’aspetto può ricordare quello delle altre specie del genere Alectoris, ma distribuzione naturale e numerosi dettagli del piumaggio permettono di distinguerla.

Il Chukar assume particolare importanza nella gestione della Pernice rossa perché le due specie possono ibridarsi.

Origine della Pernice rossa

La Pernice rossa appartiene alla fauna tipica dell’Europa sud-occidentale.

Il suo areale naturale comprende principalmente la Penisola Iberica, la Francia e alcune aree italiane.

Nel corso del tempo è stata inoltre introdotta dall’uomo in numerosi territori esterni all’areale originario.

Le sottospecie della Pernice rossa

Tradizionalmente vengono riconosciute diverse forme geografiche.

Le principali sono:

Alectoris rufa rufa – forma nominale presente in Francia, Italia e altre aree dell’Europa occidentale;

Alectoris rufa hispanica – distribuita soprattutto nella parte nord-occidentale della Penisola Iberica;

Alectoris rufa intercedens – presente in vaste aree della Penisola Iberica orientale e meridionale.

La forma naturalmente presente in Italia è Alectoris rufa rufa.

La Pernice rossa in Italia

La distribuzione italiana naturale è concentrata soprattutto nell’Appennino settentrionale e nell’Arcipelago Toscano.

Popolazioni e nuclei presenti in altre aree possono avere una storia più complessa, legata anche a immissioni effettuate in differenti periodi.

Per questo è importante distinguere la semplice presenza della specie sul territorio dal reale valore conservazionistico delle popolazioni autoctone.

La Pernice rossa sull’Appennino settentrionale

L’Appennino settentrionale rappresenta una delle principali aree storiche della specie in Italia.

Gli habitat più favorevoli sono costituiti da versanti aperti, prati, coltivi, pascoli, cespuglieti e zone pietrose.

L’abbandono delle attività agricole tradizionali e la conseguente espansione del bosco possono modificare profondamente l’idoneità del territorio.

La Pernice rossa nell’Arcipelago Toscano

L’Arcipelago Toscano rappresenta un’altra area storicamente importante.

La specie è stata segnalata in particolare su isole come Elba, Pianosa e Capraia.

Gli ambienti mediterranei aperti, caratterizzati da macchia, coltivi e superfici pietrose, possono offrire condizioni particolarmente favorevoli.

La Pernice rossa è una specie mediterranea?

La definizione è sostanzialmente corretta, anche se l’areale comprende territori con condizioni climatiche differenti.

La specie mostra una particolare affinità per ambienti relativamente asciutti, assolati e aperti.

Non ama invece grandi estensioni di bosco completamente chiuso.

Habitat della Pernice rossa

La Pernice rossa utilizza soprattutto territori caratterizzati da una forte diversità ambientale.

Uno dei paesaggi ideali è formato dall’alternanza tra pascoli, seminativi, vigneti, incolti, cespugli, margini e affioramenti rocciosi.

Questa struttura offre contemporaneamente alimento, siti di nidificazione e zone di rifugio.

Gli ambienti preferiti dalla Pernice rossa

Colline aperte ★★★★★
Pascoli ★★★★★
Seminativi diversificati ★★★★★
Vigneti tradizionali ★★★★★
Incolti ★★★★★
Cespuglieti radi ★★★★★
Terreni sassosi ★★★★★
Margini agricoli ★★★★★
Bosco aperto ★★★☆☆
Bosco fitto e continuo ★☆☆☆☆

L’importanza del mosaico ambientale

Come molte specie della piccola selvaggina, la Pernice rossa trae vantaggio dalla presenza di habitat differenti posti a breve distanza.

Un prato può offrire alimento, un cespuglio protezione, un margine erboso un luogo favorevole alla nidificazione e un campo coltivato nuove risorse durante un’altra stagione.

La qualità del territorio dipende quindi meno dalla presenza di un singolo ambiente e molto di più dalla diversità del paesaggio.

La Pernice rossa e i vigneti

I vigneti tradizionali possono offrire condizioni particolarmente interessanti quando conservano fasce erbose, margini, piccoli cespugli e altre superfici non completamente lavorate.

L’estrema semplificazione della gestione del suolo può invece ridurre drasticamente disponibilità alimentare e possibilità di rifugio.

La Pernice rossa nei pascoli

Pascoli e praterie permettono agli animali di muoversi agevolmente e offrono importanti risorse alimentari.

La presenza nelle vicinanze di cespugli e terreni più accidentati aumenta ulteriormente la qualità dell’habitat.

I terreni pietrosi

La specie si muove con straordinaria agilità anche su terreni sassosi.

Rocce, muretti e piccoli affioramenti possono offrire punti di riparo e contribuiscono alla complessità del territorio.

La Pernice rossa è sedentaria?

Sì. Alectoris rufa è una specie prevalentemente sedentaria.

Non compie grandi migrazioni stagionali come la Quaglia comune.

Gli spostamenti avvengono principalmente all’interno di un territorio relativamente limitato e dipendono da alimentazione, riproduzione, disponibilità d’acqua, clima e disturbo.

La vita in brigata

Al termine della stagione riproduttiva gli adulti e i giovani formano le caratteristiche brigate.

Questi gruppi familiari possono essere osservati durante estate, autunno e parte dell’inverno.

Con l’avvicinarsi della primavera le brigate tendono progressivamente a sciogliersi e gli adulti formano le coppie riproduttive.

Quante Pernici rosse formano una brigata?

Il numero varia soprattutto in funzione del successo riproduttivo.

Una brigata può comprendere la coppia adulta e numerosi giovani nati durante la stagione.

In particolari circostanze gruppi differenti possono temporaneamente associarsi, dando l’impressione di brigate più numerose.

Perché le Pernici rosse vivono in gruppo?

La vita gregaria offre diversi vantaggi.

Più individui possono controllare contemporaneamente l’ambiente e aumentare la probabilità di individuare rapidamente un predatore.

La brigata permette inoltre ai giovani di acquisire progressivamente conoscenza del territorio seguendo gli adulti.

La Pernice rossa trascorre molto tempo sul terreno

La Pernice rossa è un animale fortemente terricolo.

Cammina, corre, si alimenta e nidifica direttamente sul terreno.

Il volo viene utilizzato soprattutto per sottrarsi a un pericolo o superare rapidamente un ostacolo.

La Pernice rossa preferisce correre o volare?

Quando dispone di spazio e copertura, tende spesso a pedinare e allontanarsi correndo.

La capacità di muoversi rapidamente sul terreno rappresenta uno dei comportamenti che maggiormente mettono in difficoltà il cane da ferma.

Un animale esperto può spostarsi considerevolmente prima di decidere di involarsi.

Il volo della Pernice rossa

Quando viene costretta a partire, la Pernice rossa produce un involo potente, rapido e rumoroso.

I primi battiti d’ala permettono di guadagnare immediatamente velocità.

Successivamente l’animale può alternare battiti e planate, sfruttando in particolare la conformazione del terreno.

La Pernice rossa in discesa

Nei territori collinari e montuosi la conformazione del terreno può essere sfruttata per allontanarsi rapidamente.

Una pernice che parte dalla parte alta di un versante può utilizzare la discesa per sviluppare una traiettoria molto lunga e veloce.

Questo comportamento può rendere particolarmente difficile ritrovare il punto esatto della rimessa dopo l’involo.

Dove si posa dopo l’involo?

Dopo essere partita, la Pernice rossa tende a scegliere aree che offrano rapidamente protezione.

Cespuglieti, piccoli avvallamenti, pietraie, coltivi e zone con vegetazione irregolare possono diventare nuove rimesse.

La brigata non sempre rimane compatta: gli individui possono distribuirsi sul territorio e ricongiungersi successivamente.

Il canto della Pernice rossa

La Pernice rossa possiede un repertorio vocale ben riconoscibile.

I richiami possono avere funzioni differenti: mantenimento del contatto tra individui, segnalazione di pericolo e comportamento territoriale durante il periodo riproduttivo.

I maschi diventano particolarmente vocali con l’avvicinarsi della primavera.

Quando è più attiva?

L’attività alimentare è spesso maggiore nelle ore del mattino e del tardo pomeriggio.

Durante le ore più calde, soprattutto in estate, gli animali possono utilizzare zone riparate e ridurre sensibilmente gli spostamenti.

La Pernice rossa e l’acqua

La specie è adattata ad ambienti relativamente asciutti e può ottenere una parte significativa dell’acqua necessaria dagli alimenti.

La disponibilità di acqua può comunque assumere importanza durante i periodi caratterizzati da caldo intenso e siccità prolungata.

Alimentazione della Pernice rossa

La dieta cambia significativamente in funzione dell’età e della stagione.

Gli adulti consumano prevalentemente semi, germogli, foglie e altre parti vegetali.

I giovani, soprattutto nelle prime settimane, necessitano invece di una quantità importante di insetti e piccoli invertebrati.

Cosa mangia una Pernice rossa adulta?

La dieta può comprendere:

semi di graminacee;

semi di cereali;

semi di piante spontanee;

germogli;

foglie;

frutti e bacche disponibili localmente;

piccoli invertebrati.

L’alimentazione dei pulcini

Durante le prime settimane gli insetti assumono un’importanza fondamentale.

Le proteine animali permettono infatti una crescita estremamente rapida.

Una nidiata può quindi trovarsi in difficoltà anche in un ambiente apparentemente ricco di vegetazione se la presenza di insetti è insufficiente.

Perché gli insetti sono così importanti?

Il successo riproduttivo non dipende semplicemente dal numero di uova deposte.

Dopo la schiusa i giovani devono trovare rapidamente quantità sufficienti di piccoli invertebrati.

La disponibilità di insetti rappresenta quindi uno degli elementi più importanti per determinare la sopravvivenza delle nidiate.

Riproduzione della Pernice rossa

Con la fine dell’inverno le brigate iniziano progressivamente a disgregarsi.

Gli adulti formano le coppie che affronteranno insieme la stagione riproduttiva.

Il comportamento territoriale diventa più evidente e i maschi aumentano l’attività vocale.

La formazione della coppia

La Pernice rossa presenta una forte tendenza alla monogamia durante la stagione riproduttiva.

La coppia occupa un territorio nel quale devono essere presenti contemporaneamente siti adatti alla nidificazione, alimentazione e possibilità di rifugio.

Il nido della Pernice rossa

La nidificazione avviene direttamente sul terreno.

La femmina prepara una piccola depressione rivestita con materiale vegetale e generalmente ben nascosta tra erbe, colture, cespugli o altre coperture.

La colorazione del piumaggio permette alla femmina di risultare estremamente mimetica durante l’incubazione.

Quante uova depone la Pernice rossa?

Le covate sono generalmente numerose.

Una deposizione può comprendere frequentemente circa 10-16 uova, anche se il numero può variare considerevolmente.

Le uova presentano una colorazione chiara con piccole macchie più scure.

Quanto dura l’incubazione?

L’incubazione dura generalmente circa 23-24 giorni.

La femmina rimane sul nido per lunghi periodi, affidandosi principalmente al mimetismo per evitare di essere individuata.

I pulcini della Pernice rossa

I pulcini sono precoci e nidifughi.

Poco dopo la schiusa sono già capaci di camminare e seguire gli adulti.

La nidiata inizia quindi rapidamente a spostarsi alla ricerca di insetti e piccole aree ricche di vegetazione.

Quando iniziano a volare i giovani?

Lo sviluppo delle ali è molto rapido.

Dopo poche settimane i giovani sono già capaci di compiere brevi voli che aumentano significativamente le possibilità di sottrarsi ai predatori.

Continueranno però a rimanere insieme agli adulti formando progressivamente la brigata familiare.

La famiglia rimane unita?

Sì. Uno degli aspetti più caratteristici è proprio la formazione della brigata familiare.

I giovani rimangono con gli adulti per diversi mesi e il gruppo rappresenta la tipica unità sociale della stagione autunnale e invernale.

Il ciclo annuale della Pernice rossa

Periodo Fase principale
Inverno Vita in brigata
Fine inverno Progressiva disgregazione delle brigate
Primavera Formazione delle coppie, territorialità e deposizione
Fine primavera Incubazione e schiusa
Estate Crescita dei giovani
Fine estate Consolidamento delle brigate familiari
Autunno Vita gregaria e utilizzo delle aree di alimentazione

I predatori della Pernice rossa

La specie può essere interessata dalla predazione durante tutte le fasi della propria vita.

Uova e pulcini sono naturalmente molto più vulnerabili rispetto agli adulti.

Tra i potenziali predatori possono figurare:

volpe;

mustelidi;

corvidi;

rapaci;

altri carnivori opportunisti.

La predazione dei nidi

Il fatto di nidificare sul terreno rende le covate vulnerabili.

La copertura vegetale assume quindi un’importanza fondamentale per limitare la possibilità che il nido venga individuato.

La predazione deve comunque essere interpretata insieme a tutti gli altri fattori che influenzano la dinamica della popolazione.

Il ruolo dell’agricoltura

La Pernice rossa può beneficiare enormemente di una agricoltura diversificata.

Seminativi, vigneti, prati e colture alternate a margini, cespugli e incolti possono produrre habitat di grande qualità.

La semplificazione del paesaggio riduce invece contemporaneamente alimento, copertura e siti di nidificazione.

L’abbandono agricolo può essere un problema?

Sì. Il rapporto tra agricoltura e Pernice rossa non è semplicemente negativo o positivo.

In alcune aree mediterranee e appenniniche l’abbandono delle attività tradizionali permette a cespugli e bosco di occupare progressivamente prati, pascoli e coltivi.

Quando la copertura arborea diventa continua, la quantità di habitat aperto disponibile per la specie può diminuire significativamente.

La Pernice rossa e gli incendi

Gli incendi possono causare mortalità diretta e distruzione di nidi e coperture.

Gli effetti a lungo termine dipendono però da frequenza, intensità e capacità della vegetazione di ricostituirsi.

Un regime di incendi troppo frequente rappresenta evidentemente un fattore negativo per la stabilità degli habitat.

La Pernice rossa e i prodotti fitosanitari

Una riduzione della quantità di insetti negli agroecosistemi può avere conseguenze particolarmente importanti sulle nidiate.

Gli adulti possono sopravvivere utilizzando prevalentemente alimenti vegetali, ma i pulcini dipendono molto di più dalle proteine animali.

Per questo la qualità dell’habitat deve essere valutata anche attraverso la sua ricchezza entomologica.

Gestione faunistica della Pernice rossa

Una gestione efficace dovrebbe avere come obiettivo principale la presenza di popolazioni capaci di riprodursi naturalmente.

Il semplice rilascio annuale di soggetti allevati non equivale alla conservazione di una popolazione selvatica.

Habitat, genetica, successo riproduttivo e sopravvivenza devono quindi essere considerati insieme.

Miglioramenti ambientali per la Pernice rossa

Tra gli interventi potenzialmente utili troviamo:

mantenimento dei pascoli;

conservazione degli incolti;

creazione di fasce erbacee;

mantenimento dei margini agricoli;

gestione dei cespuglieti per evitare la chiusura completa del territorio;

diversificazione delle colture;

presenza di aree ricche di insetti;

protezione delle zone riproduttive.

Pernici selvatiche e Pernici di allevamento

Per una corretta interpretazione faunistica è molto importante distinguere le popolazioni naturali autoriproducenti dai soggetti provenienti da allevamento e successivamente immessi.

Un animale nato e cresciuto completamente in natura sviluppa attraverso selezione ed esperienza comportamenti di fuga, scelta dell’habitat, difesa dai predatori e utilizzo del territorio differenti rispetto a quelli di un individuo appena liberato.

Perché i ripopolamenti non sempre funzionano?

Immettere animali in un territorio inadatto non elimina le cause che impediscono alla popolazione naturale di sopravvivere.

Se mancano habitat riproduttivo, insetti per i giovani e coperture adeguate, la mortalità dei soggetti rilasciati può essere elevata.

La gestione dovrebbe quindi partire sempre dal territorio e soltanto successivamente valutare eventuali interventi sulla popolazione.

Il problema genetico dei ripopolamenti

Uno degli aspetti più delicati riguarda la qualità genetica dei soggetti utilizzati nelle immissioni.

In diversi Paesi europei la produzione intensiva di pernici destinate ai ripopolamenti ha favorito in passato l’utilizzo di soggetti non sempre geneticamente riconducibili a popolazioni pure di Alectoris rufa.

La conservazione del patrimonio genetico delle popolazioni naturali rappresenta quindi un obiettivo fondamentale.

L’ibridazione con il Chukar

La Pernice rossa può incrociarsi con la Coturnice orientale o Chukar, Alectoris chukar.

In passato l’allevamento di ibridi ha rappresentato una problematica particolarmente significativa nel settore dei ripopolamenti.

La liberazione di soggetti geneticamente ibridi può provocare introgressione genetica nelle popolazioni selvatiche e ridurre progressivamente l’identità genetica originaria della specie.

Perché l’ibridazione è un problema?

Una popolazione selvatica non è semplicemente un gruppo di animali con un determinato aspetto.

Il patrimonio genetico contiene adattamenti costruiti nel corso di migliaia di generazioni alle condizioni ambientali locali.

L’introduzione massiccia di geni provenienti da altre specie può modificare questo equilibrio e produrre conseguenze difficili da invertire.

Come riconoscere un ibrido?

Alcuni ibridi possono presentare caratteri del piumaggio intermedi tra Pernice rossa e Chukar.

Il semplice esame visivo non permette però sempre una determinazione certa.

Quando l’obiettivo è verificare la purezza genetica di una popolazione, le analisi molecolari rappresentano uno strumento molto più affidabile.

La Pernice rossa è cacciabile in Italia?

Sì. La Pernice rossa, Alectoris rufa, figura tra le specie cacciabili previste dall’articolo 18 della Legge 11 febbraio 1992 n. 157.

La normativa nazionale individua per la specie un periodo generale compreso tra la terza domenica di settembre e il 31 dicembre.

L’effettivo esercizio venatorio deve tuttavia rispettare il calendario venatorio della Regione interessata, che può prevedere periodi più restrittivi, carnieri, limitazioni territoriali o altre specifiche disposizioni.

Perché bisogna distinguere tra possibilità legale e situazione locale?

Il fatto che una specie appartenga all’elenco nazionale delle specie cacciabili non significa che debba necessariamente essere prelevata in ogni territorio.

La densità delle popolazioni può essere molto diversa tra regioni e comprensori.

Una moderna gestione dovrebbe quindi collegare il prelievo alla reale consistenza e produttività delle popolazioni.

La caccia alla Pernice rossa

La caccia alla Pernice rossa con il cane da ferma rappresenta una delle forme più classiche della caccia mediterranea.

Il terreno può essere fisicamente impegnativo e il selvatico possiede una straordinaria capacità di utilizzare ogni caratteristica del territorio.

Una brigata esperta può mettere seriamente in difficoltà anche cani dotati di grande esperienza.

La ricerca della brigata

La prima difficoltà consiste nell’individuare dove gli animali si trovano in quel particolare momento della giornata.

Alimentazione, temperatura, esposizione, vento e disturbo modificano continuamente la scelta delle rimesse.

Il cane deve quindi battere sistematicamente i punti più promettenti.

La cerca sulla Pernice rossa

La cerca deve essere adattata all’estensione e alla conformazione del territorio.

Su grandi pendii aperti può svilupparsi con maggiore ampiezza, mentre tra coltivi, cespugli e piccoli appezzamenti deve diventare più contenuta.

L’obiettivo rimane sempre quello di coprire il terreno utile sfruttando correttamente il vento.

Il vento nella caccia alla Pernice rossa

Il vento rappresenta uno degli elementi più importanti.

Permette al cane di intercettare l’emanazione a distanza e riduce il rischio di arrivare direttamente sugli animali.

Nei territori collinari la morfologia può creare correnti e turbolenze che rendono la lettura dell’emanazione particolarmente complessa.

La presa di punto

Quando il cane intercetta l’emanazione deve modificare progressivamente il proprio comportamento.

La velocità diminuisce e l’ausiliare cerca di comprendere con precisione dove si trova la brigata.

La difficoltà nasce dal fatto che le Pernici possono muoversi sul terreno mentre il cane sta cercando di localizzarle.

La ferma sulla Pernice rossa

Quando la brigata rimane immobile, la ferma può risultare molto netta.

Il cane deve però mantenere una distanza sufficiente e non esercitare una pressione eccessiva.

Un errore può provocare l’involo della brigata quando il cacciatore è ancora molto lontano.

Il pedinamento della Pernice rossa

Il pedinamento rappresenta una delle caratteristiche che rendono questa caccia così tecnica.

Le Pernici possono muoversi rapidamente davanti al cane senza involarsi.

L’ausiliare deve riconoscere che il selvatico sta cambiando posizione e adattare la propria azione.

La guidata

Quando gli animali pedinano, il cane può essere costretto a guidare.

Deve avanzare progressivamente mantenendo il contatto olfattivo senza provocare una partenza prematura.

È una delle situazioni nelle quali esperienza e sensibilità individuale assumono maggiore importanza.

L’involo della brigata

Quando decide di partire, una brigata può involarsi quasi simultaneamente.

Il rumore improvviso delle ali e la presenza contemporanea di numerosi soggetti rappresentano uno dei momenti più spettacolari di questa caccia.

Il cane deve rimanere corretto e non trasformare l’involo in un inseguimento incontrollato.

La dispersione della brigata

Gli individui possono posarsi relativamente vicini oppure distribuirsi su un’area più vasta.

La conformazione del terreno influenza enormemente il comportamento.

Quando la brigata si divide, ogni singolo animale può diventare molto più difficile da localizzare.

La ribattuta

Storicamente la ricerca dei singoli soggetti dopo la dispersione della brigata rappresentava una fase classica della caccia alla Pernice.

Dal punto di vista gestionale moderno, tuttavia, è importante considerare la consistenza della popolazione ed evitare una pressione eccessiva sulle brigate naturali.

Il recupero della Pernice rossa

Il piumaggio mimetico può rendere difficile individuare un animale caduto tra erba, pietre o cespugli.

Un cane dotato di buon recupero e riporto assume quindi un’importanza fondamentale.

Un capo ferito può inoltre allontanarsi rapidamente sul terreno e trovare rifugio nella vegetazione.

Quali cani sono particolarmente adatti alla Pernice rossa?

Pointer Inglese ★★★★★
Setter Inglese ★★★★★
Setter Gordon ★★★★☆
Setter Irlandese ★★★★☆
Kurzhaar ★★★★★
Drahthaar ★★★★★
Epagneul Breton ★★★★★
Bracco Italiano ★★★★★
Spinone Italiano ★★★★☆
Vizsla ★★★★★
Bracco Francese ★★★★★
Korthals ★★★★☆

Le valutazioni esprimono un’attitudine generale e non rappresentano una classifica assoluta. Genealogia, esperienza, addestramento, preparazione atletica e adattamento del singolo cane al terreno sono determinanti.

Il Pointer Inglese sulla Pernice rossa

Il Pointer Inglese può esprimere pienamente le proprie qualità sui grandi territori aperti frequentati dalla Pernice rossa.

Velocità, ampiezza di cerca e capacità di utilizzare il vento permettono di controllare rapidamente grandi superfici.

Davanti a una brigata che pedina, tuttavia, il cane deve dimostrare anche grande esperienza e capacità di gestione dell’emanazione.

Il Setter Inglese sulla Pernice rossa

Il Setter Inglese combina grande dinamismo con una notevole sensibilità olfattiva.

La capacità di adattare progressivamente l’azione quando entra nell’emanazione può essere particolarmente utile sui selvatici che tendono a muoversi sul terreno.

Il Kurzhaar sulla Pernice rossa

Il Kurzhaar può risultare particolarmente efficace grazie alla combinazione tra velocità, collegamento, potenza fisica e versatilità.

La robustezza permette inoltre di affrontare efficacemente territori sassosi, cespugliati e fisicamente impegnativi.

L’Epagneul Breton sulla Pernice rossa

La struttura compatta dell’Epagneul Breton può rappresentare un vantaggio nei paesaggi molto frammentati.

Il forte collegamento permette al cane di adattare rapidamente il raggio della cerca quando si passa da grandi spazi aperti a piccoli appezzamenti e zone cespugliate.

Il Bracco Italiano sulla Pernice rossa

Il Bracco Italiano affronta il territorio secondo uno stile differente rispetto ai grandi galoppatori inglesi.

Il trotto, la cerca metodica e la capacità di interpretare emanazioni complesse possono produrre azioni particolarmente interessanti sui soggetti che pedinano.

Il cane giovane e la Pernice rossa

Una brigata veramente selvatica può essere un’eccellente scuola ma anche un selvatico molto difficile per un giovane cane.

Se l’ausiliare esercita troppa pressione, gli animali possono partire fuori tiro.

Il giovane deve quindi imparare progressivamente a rispettare la distanza e interpretare il movimento della selvaggina.

Pernice selvatica e Pernice di allevamento davanti al cane

Dal punto di vista cinofilo la differenza può essere molto significativa.

Una Pernice nata e cresciuta in natura conosce perfettamente il proprio territorio, utilizza vegetazione e pendenze, pedina e sceglie con attenzione il momento dell’involo.

Un soggetto appena immesso può manifestare comportamenti molto differenti e rappresentare una prova meno selettiva per il cane.

Dove cercare la Pernice rossa durante la giornata

La scelta delle rimesse dipende da stagione, temperatura, vento e disponibilità alimentare.

Nelle prime ore della giornata gli animali possono frequentare aree aperte di alimentazione.

Quando la temperatura aumenta tendono invece a utilizzare maggiormente zone ombreggiate, cespugli, margini e altri ambienti protetti.

La Pernice rossa con il caldo

Durante le giornate molto calde l’attività si concentra soprattutto nelle ore più fresche.

Nelle ore centrali gli animali riducono gli spostamenti e cercano riparo.

Anche il lavoro olfattivo del cane può diventare significativamente più difficile su terreno caldo e asciutto.

La Pernice rossa con la pioggia

La pioggia modifica tanto il comportamento del selvatico quanto le condizioni olfattive.

Dopo precipitazioni leggere il terreno può offrire condizioni interessanti per il cane, mentre piogge intense possono indurre gli animali a scegliere zone maggiormente protette.

La Pernice rossa con vento forte

Il vento influenza profondamente la diffusione dell’emanazione.

Sui versanti collinari può creare correnti irregolari e turbolenze che rendono difficile stabilire la posizione esatta degli animali.

Un cane esperto deve essere capace di modificare continuamente la propria traiettoria.

La Pernice rossa e la neve

Pur essendo una specie associata soprattutto ad ambienti relativamente miti e asciutti, alcune popolazioni possono affrontare periodi nevosi.

La neve può rendere più difficile l’accesso alle risorse alimentari e spingere le brigate verso versanti esposti, superfici libere dalla neve o aree nelle quali risulta ancora possibile trovare semi e vegetazione.

Status e conservazione della Pernice rossa

La situazione della specie varia considerevolmente all’interno dell’areale europeo.

In Italia è particolarmente importante distinguere tra popolazioni naturali, popolazioni geneticamente alterate e nuclei sostenuti attraverso ripopolamenti.

La semplice presenza di numerosi individui non rappresenta necessariamente la prova dell’esistenza di una popolazione selvatica in buono stato di conservazione.

Le principali criticità

Tra i fattori che possono influenzare negativamente le popolazioni troviamo:

perdita degli habitat aperti;

abbandono delle attività agricole tradizionali;

agricoltura troppo intensiva;

riduzione dei margini e degli incolti;

diminuzione degli insetti;

incendi ripetuti;

ripopolamenti con soggetti non idonei geneticamente;

ibridazione con altre specie del genere Alectoris;

pressione venatoria non proporzionata alla consistenza locale.

La chiusura del paesaggio

In molte aree appenniniche il progressivo abbandono di pascoli e coltivazioni tradizionali ha favorito l’espansione di arbusti e boschi.

Quando il paesaggio diventa completamente forestale, la quantità di habitat favorevole alla Pernice rossa diminuisce.

La conservazione può quindi richiedere anche il mantenimento attivo degli ambienti aperti.

La Pernice rossa come indicatore ambientale

Una popolazione naturale capace di riprodursi regolarmente può essere interpretata come un importante indicatore della qualità degli ambienti aperti collinari.

Per completare con successo il ciclo biologico la specie necessita contemporaneamente di copertura, alimento vegetale, insetti per i pulcini e zone idonee alla nidificazione.

La Pernice rossa è cacciabile in Italia?

Sì. La Pernice rossa, Alectoris rufa, è compresa tra le specie cacciabili previste dalla normativa nazionale italiana.

La Legge 11 febbraio 1992 n. 157 prevede per la specie un arco temporale nazionale generale compreso tra la terza domenica di settembre e il 31 dicembre.

È però indispensabile verificare il calendario venatorio regionale della stagione in corso, perché le Regioni possono prevedere periodi più restrittivi, limitazioni territoriali, carnieri specifici o il divieto di prelievo in determinate aree.

Perché il prelievo dovrebbe essere collegato ai censimenti?

Una popolazione naturale può produrre annualmente un numero molto variabile di giovani.

Condizioni climatiche sfavorevoli durante la riproduzione possono ridurre drasticamente il successo delle nidiate.

Per questo il prelievo sostenibile dovrebbe essere collegato alla consistenza della popolazione e alla produttività dell’annata.

La Pernice rossa: caratteristiche principali

Adattamento agli ambienti collinari ★★★★★
Adattamento agli ambienti mediterranei ★★★★★
Capacità di corsa ★★★★★
Velocità di involo ★★★★★
Mimetismo ★★★★★
Pedinamento ★★★★★
Vita di brigata ★★★★★
Interesse cinofilo ★★★★★
Importanza venatoria storica ★★★★★
Sensibilità alla qualità dell’habitat ★★★★★

Curiosità sulla Pernice rossa

Il nome deriva dal colore di becco e zampe: il rosso intenso rappresenta uno dei caratteri più immediatamente riconoscibili.

È una grande camminatrice: trascorre molto più tempo sul terreno che in volo.

Può pedinare a lungo davanti al cane: una caratteristica che rende particolarmente difficile la ferma sulle brigate esperte.

È sedentaria: a differenza della Quaglia non compie grandi migrazioni stagionali.

Vive in brigata per buona parte dell’anno: i gruppi familiari si formano dopo la riproduzione e rimangono uniti durante autunno e inverno.

I pulcini dipendono fortemente dagli insetti: la disponibilità di piccoli invertebrati è fondamentale nelle prime settimane di vita.

La popolazione italiana naturale appartiene ad Alectoris rufa rufa: la tutela della sua identità genetica rappresenta un importante obiettivo gestionale.

Può ibridarsi con il Chukar: per questo i ripopolamenti con soggetti non geneticamente controllati possono rappresentare un problema per le popolazioni naturali.

Perché la Pernice rossa è una specie simbolo della caccia mediterranea

La Pernice rossa riunisce in un’unica specie molte delle caratteristiche che definiscono la grande caccia con il cane da ferma nei territori mediterranei.

È un selvatico capace di sfruttare perfettamente il terreno. Corre, pedina, cambia direzione, utilizza pendenze e cespugli e decide di involarsi soltanto quando ritiene che la fuga sul terreno non sia più sufficiente.

Questa capacità rende il confronto con il cane particolarmente tecnico. Il buon ausiliare non deve semplicemente individuare un’emanazione: deve comprendere se la brigata è ferma oppure si sta spostando, mantenere la giusta distanza e accompagnarne eventualmente il movimento attraverso una guidata prudente e controllata.

Quando una brigata selvatica parte contemporaneamente, l’esplosione improvvisa del volo rappresenta uno dei momenti più caratteristici della cinofilia mediterranea. Dopo l’involo, però, il lavoro può diventare ancora più complesso perché gli animali possono disperdersi e sfruttare ogni asperità del terreno per nascondersi.

La Pernice rossa racconta anche qualcosa di molto importante sulla gestione moderna della fauna. La presenza di numerosi animali liberati non equivale necessariamente alla presenza di una vera popolazione selvatica. Una popolazione naturale deve riprodursi, sopravvivere, conservare la propria identità genetica e utilizzare autonomamente il territorio.

Proprio per questo la conservazione di Alectoris rufa richiede un approccio che metta al centro l’habitat: pascoli, piccoli coltivi, vigneti, incolti, cespuglieti e terreni aperti devono continuare a formare quel mosaico ambientale che la specie utilizza durante tutto l’anno.

Particolare attenzione merita inoltre la genetica. L’ibridazione con il Chukar e l’impiego storico di soggetti di allevamento non correttamente selezionati dimostrano come un ripopolamento apparentemente positivo dal punto di vista numerico possa diventare negativo quando compromette il patrimonio genetico delle popolazioni naturali.

Conoscere la Pernice rossa – Alectoris rufa significa quindi comprendere contemporaneamente biologia dei Galliformi, ecologia degli ambienti mediterranei, evoluzione del paesaggio rurale, genetica della conservazione e grande tradizione del cane da ferma: uno dei selvatici più belli e tecnicamente impegnativi della fauna venatoria europea.

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