La caccia alla beccaccia impone esigenze molto differenti rispetto a quelle di molte altre forme di attività venatoria. Il tiro avviene frequentemente a distanza ridotta, il tempo disponibile può essere brevissimo e la vegetazione limita tanto la visuale quanto la libertà di movimento del fucile. È proprio partendo da queste condizioni che acquistano significato il R.F.M. SK Bécassier Soft e il R.F.M. Bécassier S Soft, sovrapposti specialistici sviluppati dall’azienda di Sarezzo per il cacciatore che frequenta prevalentemente boschi e ambienti intricati.
Non si tratta semplicemente di normali sovrapposti ai quali siano state accorciate le canne. L’intero progetto ruota intorno a tre esigenze precise: contenere il peso, velocizzare l’imbracciata e ottenere rosate adatte ai tiri ravvicinati.
La parola Soft identifica bene questa impostazione. Il Bécassier deve risultare piacevole da portare durante lunghe ore dietro al cane e immediato quando, dopo chilometri di cammino, la beccaccia concede pochi istanti per completare il tiro.


Un fucile specialistico, non un “tutto caccia” accorciato
Il concetto fondamentale per comprendere la famiglia Bécassier è la specializzazione. Un normale sovrapposto da caccia deve trovare un compromesso tra tiri vicini e lontani, ambienti aperti e bosco, stabilità e rapidità. Un Bécassier può permettersi di rinunciare a parte di questa universalità perché nasce con una destinazione molto più precisa.
Nel folto, una canna molto lunga e una forte inerzia anteriore possono diventare svantaggi. Allo stesso modo, una strozzatura concepita per mantenere una rosata concentrata a distanza elevata non è necessariamente la soluzione ideale quando il selvatico viene ingaggiato a pochi metri.
R.F.M. ha quindi costruito questi modelli privilegiando le caratteristiche realmente utili nel bosco, accettando consapevolmente una minore vocazione generalista.
SK Bécassier Soft: il sovrapposto compatto della famiglia
Il R.F.M. SK Bécassier Soft è un sovrapposto dalla configurazione estremamente compatta. Il modello è stato realizzato anche in calibro 20, soluzione particolarmente coerente con l’obiettivo di contenere masse e dimensioni senza entrare nel territorio ancora più specialistico dei calibri inferiori.
La disposizione sovrapposta delle canne mantiene stretta la sezione frontale dell’arma e consente di costruire un insieme corto e facilmente governabile. La sensazione ricercata non è quella di un fucile sportivo che continua il proprio movimento grazie all’inerzia, ma di un’arma capace di reagire rapidamente agli spostamenti del cacciatore.
È una differenza sostanziale quando si spara tra tronchi, rami e sottobosco, dove la traiettoria della beccaccia può cambiare direzione in una frazione di secondo.
Bécassier S Soft: maggiore caratterizzazione estetica
Il Bécassier S Soft sviluppa lo stesso concetto specialistico introducendo una presentazione più ricercata. La lettera S identifica una configurazione nella quale la parte estetica assume maggiore importanza, rendendo il fucile interessante per chi vuole un’arma dedicata alla beccaccia senza rinunciare a un livello superiore di finitura.
È quindi utile non interpretare SK e S come due progetti completamente estranei: appartengono alla medesima filosofia Bécassier, mentre cambiano configurazione e livello di allestimento.
La bascula in Ergal 55 riduce il peso nel punto più importante
Una delle soluzioni tecniche fondamentali del Bécassier Soft è la bascula in Ergal 55. L’impiego della lega leggera permette di ridurre sensibilmente la massa rispetto a una struttura equivalente completamente in acciaio.

Il vantaggio non consiste soltanto nel numero indicato dalla bilancia. Togliere peso nella zona centrale modifica la sensazione dell’intera arma e permette di realizzare un sovrapposto estremamente agile senza dover intervenire in maniera esasperata sulle altre componenti.
Su un fucile destinato a essere portato per molte ore e utilizzato per un numero relativamente limitato di colpi durante la giornata, questa scelta appare particolarmente razionale.
Chiusura gardonese con tassello basso
La meccanica utilizza una chiusura gardonese con tassello basso che interviene sui ramponi, soluzione ampiamente collaudata nella produzione dei sovrapposti bresciani.
Il Bécassier non necessita di una meccanica sovradimensionata come quella richiesta a un’arma da tiro destinata a decine di migliaia di cartucce l’anno. L’obiettivo è ottenere una struttura affidabile mantenendo sotto controllo peso e ingombri.
Canne da 61 centimetri: la misura che definisce il Bécassier
Le canne da 61 cm rappresentano uno degli elementi più caratteristici del progetto. Rispetto alle tradizionali canne da 71 o 76 cm riducono sensibilmente la lunghezza complessiva del sovrapposto e rendono più agevoli i movimenti nel sottobosco.
Il vantaggio viene percepito soprattutto nel momento dell’imbracciata. La minore inerzia anteriore consente di accelerare rapidamente l’arma e correggere la direzione con piccoli movimenti delle braccia e del busto.
Questa caratteristica richiede però una tecnica adeguata: un fucile molto rapido può essere anche più sensibile agli errori di movimento. L’obiettivo non deve essere “strappare” il tiro, ma sfruttare l’agilità per raggiungere rapidamente la traiettoria e mantenere comunque una corretta fluidità.

Acciaio trilegato per il gruppo canne
Le canne sono realizzate in acciaio trilegato. Nel Bécassier Soft calibro 28 il gruppo da 61 cm ha fatto registrare un peso nell’ordine dei 900 grammi, contribuendo in maniera determinante alla leggerezza complessiva dell’arma.
La costruzione cerca quindi di ottenere un avantreno sufficientemente leggero per garantire la rapidità richiesta senza trasformare il fucile in un oggetto privo di controllo durante il movimento.
Strozzature a tromboncino: rosate pensate per il corto raggio
Una caratteristica particolarmente interessante del Bécassier Soft è rappresentata dalle strozzature molto aperte a tromboncino, assimilabili a una configurazione Skeet/Skeet negli esemplari specificamente destinati al tiro ravvicinato.
Lo scopo è diametralmente opposto a quello di una strozzatura Full. Nel bosco non interessa conservare una concentrazione elevatissima a lunga distanza: è più utile ottenere rapidamente una rosata ampia e sufficientemente uniforme, capace di aumentare la superficie utile quando il selvatico parte vicino.
R.F.M. permette comunque di personalizzare le strozzature. Questa possibilità è importante perché non tutti i beccacciai cacciano nello stesso ambiente: un bosco estremamente chiuso può richiedere una configurazione differente rispetto a un territorio nel quale le occasioni di tiro si presentano anche oltre la prima fascia di vegetazione.
Calibro 20: una scelta naturale per il bosco
Il calibro 20 è probabilmente una delle interpretazioni più equilibrate del concetto SK Bécassier Soft. Permette di contenere dimensioni e peso mantenendo una quantità di pallini che offre ancora una buona elasticità nella scelta delle cartucce.
Per il cacciatore che vuole un fucile specialistico ma non desidera scendere verso 28 o .410, rappresenta una soluzione molto interessante. Consente inoltre di utilizzare caricamenti moderati, particolarmente coerenti con un’arma leggera e con tiri effettuati prevalentemente a distanza contenuta.
Calibro 28: il Bécassier diventa ancora più specialistico
Il Bécassier Soft calibro 28 porta il concetto di leggerezza a un livello superiore. In una configurazione documentata il fucile pesa circa 2,14 kg: un valore estremamente contenuto per un sovrapposto da caccia.
Questa leggerezza si percepisce soprattutto dopo alcune ore nel bosco. La differenza rispetto a un fucile di tre chilogrammi può sembrare modesta sulla carta, ma diventa evidente dopo una lunga giornata trascorsa su terreni difficili.
Il 28 richiede però una gestione consapevole delle distanze. Non avrebbe senso sfruttare un’arma così specialistica cercando poi di compensare il piccolo calibro con caricamenti esasperati.
Una rosata verificata a 12 e 18 metri
Una configurazione del Bécassier Soft calibro 28 con strozzature Skeet/Skeet è stata verificata alle distanze di 12 e 18 metri utilizzando una cartuccia da 17 grammi con pallini numero 11. I risultati hanno mostrato una distribuzione ampia, coerente con la destinazione del fucile.
Le distanze scelte sono significative: invece di verificare il comportamento alle classiche distanze da tiro medio-lungo, il test è stato impostato precisamente nel campo operativo per il quale nasce il Bécassier.
Monogrillo selettivo oppure bigrillo
R.F.M. permette di configurare il fucile con monogrillo selettivo oppure bigrillo. Il monogrillo consente di mantenere la stessa posizione del dito e selezionare preventivamente l’ordine delle canne.
Il bigrillo offre invece un vantaggio interessante quando vengono scelte due strozzature differenti: il cacciatore può decidere istantaneamente quale canna utilizzare semplicemente scegliendo uno dei due grilletti.
In una caccia caratterizzata da decisioni estremamente rapide entrambe le soluzioni hanno una propria logica; la scelta dovrebbe dipendere soprattutto dagli automatismi già acquisiti dal proprietario.
Estrattori automatici o manuali
Anche l’estrazione può essere configurata secondo le preferenze del cacciatore. Gli estrattori automatici espellono i bossoli sparati all’apertura del fucile e permettono una ricarica molto rapida; quelli manuali consentono invece di recuperare direttamente i bossoli dalle camere.
Su un Bécassier destinato a sparare relativamente poche cartucce durante una giornata di caccia, la scelta dipende principalmente dalle abitudini personali.
Bindella da 6 mm e mirino ad alta visibilità

La configurazione Bécassier Soft utilizza una bindella superiore stretta, nell’ordine dei 6 mm, ventilata e lavorata antiriflesso. La larghezza contenuta è coerente con le proporzioni del fucile e mantiene il riferimento visivo poco invasivo.
Il mirino può essere realizzato in fibra ottica ad alta visibilità, con differenti colorazioni disponibili. In una caccia praticata spesso in condizioni di luce filtrata dalla vegetazione, un punto anteriore facilmente percepibile può aiutare nell’acquisizione istintiva della linea dell’arma, fermo restando che durante il tiro l’attenzione deve rimanere concentrata sul selvatico.
Calcio in noce e impugnatura aperta
La calciatura è realizzata in noce, con possibilità di scegliere qualità superiori rispetto alla configurazione di partenza. Una soluzione documentata utilizza legno di grado 2,5, impugnatura a pistola relativamente aperta e zigrino manuale a passo fine.
L’impugnatura poco chiusa è particolarmente adatta a un fucile di questo tipo perché lascia una certa libertà al polso durante le rapide variazioni della linea di tiro.
L’astina a becco d’oca completa una configurazione sottile e mantiene una buona presa senza appesantire visivamente l’avantreno.
Il calciolo in gomma ha una funzione concreta
Un calciolo in gomma piena da circa 15 mm può sembrare un dettaglio marginale, ma su un fucile di poco superiore ai due chilogrammi assume una funzione importante.
A parità di cartuccia, la riduzione della massa dell’arma aumenta infatti la percezione del rinculo. Il Bécassier non nasce per caricamenti esasperati e la presenza di un elemento elastico sulla pala contribuisce a rendere più confortevoli le cartucce coerenti con la sua destinazione.
SK Bécassier Soft e Bécassier S Soft: a chi sono destinati
Questi R.F.M. hanno senso soprattutto per il beccacciaio specialista. Il cacciatore che vuole acquistare un solo sovrapposto per utilizzarlo indifferentemente su acquatici, colombacci, fagiani e beccacce potrebbe trovare più razionale un modello maggiormente generalista.
Chi invece trascorre gran parte della stagione nel bosco dietro al proprio cane può sfruttare realmente le caratteristiche del progetto: ingombro ridotto, peso contenuto e possibilità di costruire la distribuzione delle rosate attorno alle distanze tipiche di questa caccia.
SK o S Soft: quale scegliere?
La scelta deve partire dal livello di allestimento desiderato. Lo SK Bécassier Soft esprime in maniera molto diretta il concetto di sovrapposto specialistico, privilegiando soprattutto funzionalità e leggerezza.
Il Bécassier S Soft si rivolge invece a chi desidera conservare le caratteristiche venatorie del progetto aggiungendo una maggiore attenzione alle finiture e alla presentazione estetica.
La differenza fondamentale non riguarda quindi il selvatico al quale sono destinati: entrambi appartengono alla stessa filosofia. È soprattutto il livello di allestimento a orientare la scelta tra le due versioni.
R.F.M. Bécassier Soft: scheda tecnica di riferimento
| Caratteristica | R.F.M. Bécassier Soft |
|---|---|
| Produttore | R.F.M. Armi |
| Sede | Sarezzo, Brescia – Italia |
| Tipologia | Sovrapposto specialistico da caccia |
| Destinazione principale | Caccia alla beccaccia / caccia nel bosco |
| Versioni | SK Bécassier Soft / Bécassier S Soft |
| Calibri documentati | 20 e 28; disponibilità da verificare secondo configurazione corrente |
| Cameratura calibro 28 documentata | 70 mm |
| Bascula | Ergal 55 nelle configurazioni Soft documentate |
| Chiusura | Gardonese con tassello basso su ramponi |
| Canne | Acciaio trilegato |
| Lunghezza canne di riferimento | 61 cm |
| Strozzature specialistiche documentate | Fisse Skeet / Skeet a tromboncino |
| Strozzature alternative | Configurabili su richiesta |
| Estrazione | Automatica oppure manuale |
| Scatto | Monogrillo selettivo oppure bigrillo |
| Bindella | Circa 6 mm, ventilata e antiriflesso |
| Mirino | Fibra ottica ad alta visibilità |
| Sicura | A cursore sulla codetta di bascula |
| Calciatura | Noce; grado e configurazione personalizzabili |
| Impugnatura documentata | Pistola aperta |
| Astina documentata | Becco d’oca |
| Calciolo | Gomma piena, circa 15 mm nella configurazione documentata |
| Peso canne calibro 28 documentato | Circa 0,9 kg |
| Peso complessivo calibro 28 documentato | Circa 2,14 kg |
| Produzione | Made in Italy |
Nota tecnica: R.F.M. realizza armi con un elevato grado di personalizzazione. I dati indicati descrivono le configurazioni Bécassier Soft documentate e non devono essere interpretati come obbligatori per ogni esemplare. Calibro, strozzature, scatto, estrazione, legni e finiture possono variare in funzione dell’ordine e dell’evoluzione della gamma.
Conclusioni: un vero specialista del bosco
Il R.F.M. SK Bécassier Soft e il Bécassier S Soft appartengono a una categoria di fucili sempre meno comune: quella delle armi progettate deliberatamente per svolgere molto bene un compito preciso anziché adattarsi discretamente a qualsiasi impiego.
È proprio questa specializzazione a determinarne il valore. Il beccacciaio può scegliere un sovrapposto compatto, configurarne le rosate in funzione delle distanze alle quali normalmente spara e adattare diversi particolari alle proprie preferenze.
Tra calibro 20 e 28 cambia il grado di specializzazione; tra SK e S cambia soprattutto il livello di allestimento desiderato. La destinazione rimane invece chiarissima: il bosco, il cane e quel tiro improvviso nel quale pochi istanti separano la ferma dall’involo della beccaccia.




















