Il tetano nel cane è una grave malattia neurologica provocata dalla tetanospasmina, una potente neurotossina prodotta dal batterio Clostridium tetani. Il microrganismo è presente sotto forma di spore nel terreno, nella polvere e nel tratto intestinale di numerosi animali.
I cani sono naturalmente più resistenti al tetano rispetto all’uomo e al cavallo, ma possono comunque sviluppare forme localizzate o generalizzate potenzialmente mortali. L’infezione si verifica generalmente quando le spore penetrano in una ferita e trovano condizioni favorevoli alla germinazione.
Rigidità muscolare, difficoltà ad aprire la bocca, zampe tese, spasmi e reazioni esagerate a rumori o contatti richiedono una visita veterinaria immediata.
Che cos’è il tetano
Clostridium tetani è un batterio anaerobio sporigeno. Le sue spore sono molto resistenti e possono sopravvivere a lungo nell’ambiente.
Quando penetrano in un tessuto danneggiato, povero di ossigeno e contenente materiale necrotico, le spore possono germinare. I batteri rimangono generalmente localizzati nella ferita, ma producono una tossina capace di raggiungere il sistema nervoso.
La malattia non deriva quindi da una diffusione massiccia del batterio nell’intero organismo, ma soprattutto dall’azione della neurotossina tetanica.
Come agisce la tossina tetanica
La tetanospasmina si lega alle terminazioni nervose e risale lungo i nervi periferici fino al sistema nervoso centrale. Qui blocca il rilascio di sostanze che normalmente limitano e coordinano la contrazione muscolare.
Venendo meno i segnali inibitori, i muscoli rimangono contratti e reagiscono in modo esagerato agli stimoli. Il risultato è una paralisi spastica caratterizzata da rigidità, contrazioni e spasmi dolorosi.
La tossina già legata ai nervi non può essere neutralizzata dall’antitossina. Il recupero dipende dalla formazione di nuove terminazioni nervose e può quindi richiedere diverse settimane.
Come si infetta il cane
Le spore entrano generalmente nell’organismo attraverso:
- ferite profonde da punta;
- lesioni contaminate da terra;
- morsi;
- corpi estranei penetrati nei tessuti;
- ferite da filo metallico, chiodi o spine;
- lesioni dei cuscinetti plantari;
- ferite chirurgiche contaminate;
- tessuti necrotici o scarsamente ossigenati;
- infezioni dentali profonde, più raramente.
La ferita iniziale può essere molto piccola, nascosta dal pelo o già cicatrizzata quando compaiono i sintomi. In alcuni cani non è possibile individuare il punto d’ingresso.
Il tetano è contagioso?
Il tetano non viene normalmente trasmesso direttamente da un cane malato a un altro animale o all’uomo. Non è quindi una malattia contagiosa attraverso saliva, contatto, ciotole o convivenza.
Il rischio deriva dalla contaminazione delle ferite con spore presenti nell’ambiente. Un cane con tetano non rappresenta una fonte diretta di infezione per il proprietario.
Periodo di incubazione
I sintomi possono comparire da pochi giorni a diverse settimane dopo la contaminazione della ferita. Frequentemente si manifestano entro una o due settimane, ma l’intervallo è variabile.
In generale, un periodo di incubazione breve può essere associato a una maggiore quantità di tossina, a una ferita vicina al sistema nervoso centrale o a una forma clinica più grave.
Forma localizzata del tetano
Nel cane il tetano può iniziare in forma localizzata. La rigidità interessa inizialmente i muscoli vicini alla ferita o un singolo arto.
I segni possono comprendere:
- zampa mantenuta rigida e distesa;
- difficoltà a piegare un’articolazione;
- andatura meccanica;
- contrazioni muscolari locali;
- coda rigida;
- dolore o disagio durante il movimento.
La forma localizzata può rimanere limitata oppure progredire e coinvolgere altri arti, tronco, testa e muscoli respiratori.
Forma generalizzata
Nella forma generalizzata la rigidità interessa gran parte del corpo. Il cane rimane spesso cosciente e consapevole, ma può essere incapace di muoversi normalmente.
I sintomi caratteristici comprendono:
- rigidità progressiva di arti e tronco;
- zampe tese e divaricate;
- andatura rigida;
- difficoltà a sdraiarsi o rialzarsi;
- spasmi muscolari;
- ipersensibilità a suoni, luce e contatto;
- coda rigida e sollevata;
- collo esteso;
- schiena incurvata all’indietro nei casi gravi;
- difficoltà a respirare;
- aumento della temperatura corporea.
Sintomi del tetano sul muso
L’interessamento dei muscoli della testa può produrre un’espressione molto caratteristica:
- orecchie tenute rigide o ravvicinate;
- fronte corrugata;
- labbra retratte;
- espressione simile a un sorriso forzato, detta riso sardonico;
- protrusione della terza palpebra;
- occhi parzialmente infossati;
- difficoltà ad aprire la bocca;
- mandibola rigida;
- difficoltà a deglutire;
- salivazione.
La rigidità della mandibola viene comunemente definita trisma o “mascella serrata”. Il cane può avere fame e rimanere cosciente, ma non riuscire ad afferrare o deglutire il cibo.
Spasmi provocati dagli stimoli
Uno degli aspetti tipici del tetano è l’eccessiva risposta agli stimoli. Un rumore improvviso, una luce intensa, il contatto fisico o lo spostamento del cane possono scatenare violente contrazioni muscolari.
Per questo motivo i soggetti colpiti vengono generalmente ricoverati in un ambiente:
- silenzioso;
- poco illuminato;
- lontano dal passaggio di persone e animali;
- dotato di superfici morbide e sicure;
- gestito con il minimo numero possibile di stimoli.
Complicazioni del tetano
Le forme gravi possono provocare complicazioni potenzialmente mortali:
- paralisi o spasmo dei muscoli respiratori;
- ostruzione delle vie aeree;
- polmonite da aspirazione;
- incapacità di alimentarsi e bere;
- disidratazione;
- ipertermia causata dalle contrazioni continue;
- alterazioni del ritmo cardiaco;
- instabilità della pressione arteriosa;
- ritenzione urinaria;
- piaghe da decubito;
- danno muscolare;
- trombosi e complicazioni da immobilità.
Quando è un’emergenza
È necessario raggiungere immediatamente una struttura veterinaria quando il cane presenta:
- rigidità muscolare progressiva;
- spasmi scatenati da rumori o contatto;
- difficoltà ad aprire la bocca;
- incapacità di deglutire;
- respirazione difficoltosa;
- zampe completamente rigide;
- impossibilità di alzarsi;
- temperatura corporea molto elevata;
- una ferita contaminata associata a sintomi neurologici.
Il cane deve essere trasportato con cautela, riducendo rumore, luce e manipolazioni. Non bisogna tentare di forzare l’apertura della bocca o raddrizzare gli arti.
Diagnosi del tetano
La diagnosi è principalmente clinica e si basa sulla combinazione di sintomi caratteristici, progressione della rigidità e possibile presenza di una ferita.
Il veterinario può eseguire:
- visita neurologica;
- ricerca accurata di ferite e corpi estranei;
- emocromo e profilo biochimico;
- esame delle urine;
- valutazione degli elettroliti;
- esami per controllare il danno muscolare;
- radiografie o altre indagini per individuare corpi estranei;
- esami microbiologici o molecolari del materiale prelevato dalla ferita.
L’isolamento di Clostridium tetani può essere difficile e un risultato negativo non esclude la malattia. Il trattamento non deve essere ritardato quando il quadro clinico è fortemente compatibile.
Patologie con sintomi simili
La diagnosi differenziale può comprendere:
- avvelenamento da stricnina;
- intossicazioni da alcuni pesticidi;
- ipocalcemia;
- meningite o encefalite;
- malattie del midollo spinale;
- traumi neurologici;
- spasmi muscolari provocati da altre tossine;
- alcune reazioni avverse a farmaci;
- patologie neuromuscolari.
L’avvelenamento da stricnina tende generalmente a comparire molto rapidamente dopo l’ingestione, mentre il tetano evolve più spesso nell’arco di giorni.
Terapia del tetano nel cane
Non esiste un singolo trattamento capace di invertire immediatamente gli effetti della tossina già legata alle strutture nervose. La terapia ha diversi obiettivi:
- impedire la produzione di nuova tossina;
- neutralizzare quella ancora libera;
- controllare rigidità e spasmi;
- mantenere respirazione, nutrizione e idratazione;
- prevenire le complicazioni dell’immobilità.
Trattamento della ferita
Quando viene individuato il punto d’ingresso, la ferita deve essere aperta, pulita e ossigenata adeguatamente. Il veterinario può rimuovere tessuti morti e corpi estranei attraverso una procedura chiamata debridement.
Questa operazione riduce il numero di batteri e modifica l’ambiente privo di ossigeno nel quale Clostridium tetani riesce a moltiplicarsi.
Antibiotici
Gli antibiotici eliminano i batteri presenti nella ferita e interrompono la produzione di nuova tossina. Non neutralizzano però la tetanospasmina già legata al sistema nervoso.
La scelta del principio attivo, della via di somministrazione e della durata spetta esclusivamente al veterinario.
Antitossina tetanica
L’antitossina può legarsi alla tossina ancora libera nel sangue e nei tessuti, impedendole di raggiungere ulteriori terminazioni nervose. Non riesce invece a staccare la tossina già fissata ai nervi.
È quindi potenzialmente più utile quando viene somministrata nelle prime fasi. Il suo impiego deve essere valutato attentamente perché può provocare reazioni avverse anche gravi.
Controllo degli spasmi
Possono essere utilizzati sedativi, tranquillanti e farmaci miorilassanti per ridurre:
- contrazioni muscolari;
- ansia;
- dolore;
- risposta esagerata agli stimoli;
- rischio di ipertermia e danni muscolari.
I dosaggi devono essere regolati con precisione, perché una sedazione eccessiva può compromettere respirazione e deglutizione.
Cure intensive e assistenza
I cani con tetano generalizzato possono richiedere un ricovero prolungato. L’assistenza può comprendere:
- fluidoterapia;
- nutrizione mediante sonda;
- aspirazione delle secrezioni;
- ossigenoterapia;
- supporto ventilatorio nei casi più gravi;
- monitoraggio della temperatura;
- svuotamento assistito della vescica;
- protezione degli occhi se la chiusura delle palpebre è incompleta;
- lettiera spessa e morbida;
- cambi frequenti di posizione;
- fisioterapia delicata quando possibile;
- prevenzione delle piaghe da decubito.
L’acqua o il cibo non devono essere forzati nella bocca di un cane che non riesce a deglutire, perché potrebbero entrare nelle vie respiratorie.
Quanto dura il recupero
Il miglioramento non è immediato perché le terminazioni nervose danneggiate devono rigenerarsi. Nei cani che sopravvivono, la convalescenza può durare diverse settimane.
Il recupero avviene gradualmente:
- gli spasmi diventano meno frequenti;
- diminuisce la sensibilità agli stimoli;
- migliora la capacità di deglutire;
- ritorna la possibilità di flettere gli arti;
- il cane recupera progressivamente stazione e movimento.
La fisioterapia deve essere introdotta con cautela e sotto controllo veterinario, evitando di scatenare spasmi.
Prognosi
La prognosi dipende da estensione e velocità di progressione della malattia. Le forme localizzate trattate precocemente hanno generalmente una prospettiva migliore.
La prognosi diventa più prudente in presenza di:
- tetano generalizzato;
- rapida progressione dei sintomi;
- difficoltà respiratoria;
- incapacità di deglutire;
- polmonite da aspirazione;
- ipertermia grave;
- aritmie e instabilità cardiovascolare;
- impossibilità di mantenere il cane in stazione;
- ritardo nell’inizio della terapia.
La morte può verificarsi per insufficienza respiratoria, aspirazione, ipertermia o complicazioni sistemiche.
Un cane guarito diventa immune?
La quantità di tossina necessaria a provocare la malattia è troppo piccola per stimolare sempre una risposta immunitaria protettiva. Un cane guarito dal tetano non deve quindi essere considerato automaticamente immune da una futura infezione.
Vaccinazione contro il tetano nel cane
A differenza dell’uomo e del cavallo, il cane presenta una resistenza naturale relativamente elevata. Per questo la vaccinazione antitetanica non fa parte dei protocolli vaccinali di routine della specie canina.
In particolari situazioni di rischio, il veterinario può valutare individualmente l’impiego di prodotti immunizzanti o dell’antitossina. Non bisogna utilizzare autonomamente vaccini o sieri destinati all’uomo o ad altre specie.
Prevenzione del tetano
La prevenzione si basa soprattutto sulla corretta gestione delle ferite. È consigliabile:
- controllare il cane dopo le attività all’aperto;
- lavare rapidamente le ferite contaminate;
- far valutare le lesioni profonde o da punta;
- rimuovere professionalmente spine e corpi estranei;
- non chiudere superficialmente ferite profonde senza una visita;
- seguire le terapie prescritte fino al termine;
- controllare gonfiore, dolore, secrezioni e cattivo odore;
- mantenere puliti box e aree di riposo.
Una piccola apertura cutanea può nascondere una lesione profonda. Ferite da chiodi, fili metallici, spine, morsi e forasacchi penetrati nei tessuti devono essere considerate con particolare attenzione.
Tetano e cani da caccia
I cani da caccia sono esposti a terreni contaminati, rovi, filo spinato, schegge di legno, morsi e corpi estranei vegetali. Le lesioni possono passare inosservate sotto il mantello o negli spazi interdigitali.
Dopo ogni uscita è opportuno controllare:
- cuscinetti plantari;
- spazi tra le dita;
- zampe e articolazioni;
- torace e addome;
- ascelle e inguine;
- muso e cavità orale;
- zone protette da collare e pettorina.
Una zoppia associata a rigidità progressiva non deve essere attribuita automaticamente a un trauma muscolare. Se l’arto diventa sempre più teso o la rigidità si estende al resto del corpo, il cane deve essere visitato urgentemente.
In sintesi
Il tetano nel cane è una malattia neurologica causata dalla tossina di Clostridium tetani. Le spore penetrano generalmente attraverso ferite profonde e contaminate, anche molto piccole o già apparentemente guarite.
La rigidità può iniziare vicino alla ferita e successivamente coinvolgere l’intero corpo. Spasmi, trisma, difficoltà a deglutire e ipersensibilità agli stimoli sono segnali caratteristici.
Il trattamento richiede pulizia chirurgica della ferita, antibiotici, eventuale antitossina, controllo degli spasmi e cure intensive. Il recupero può richiedere settimane.
Rigidità progressiva, mandibola serrata, spasmi o difficoltà respiratoria rappresentano un’emergenza veterinaria e non devono essere trattati con rimedi domestici.























