Monitoraggi spagnoli indicano che si moltiplicano le segnalazioni di importanti passaggi migratori. In una sola notte un osservatorio catalano ha registrato oltre 11.000 tordi bottacci, mentre negli ultimi giorni di ottobre nuovi movimenti hanno interessato anche i cieli dei Paesi Baschi. Dati importanti anche per l’Italia.
La migrazione autunnale dei tordi sta entrando in una delle sue fasi più interessanti. Le segnalazioni che arrivano dalla Spagna confermano un’intensa attività migratoria lungo le coste del Mediterraneo occidentale, con importanti movimenti che, nelle ultime settimane di ottobre, hanno interessato soprattutto la Catalogna, la Comunità Valenciana e l’Andalusia.
A documentare il fenomeno sono le testate venatorie spagnole Club de Caza e Jara y Sedal, che stanno seguendo l’evoluzione della migrazione attraverso le osservazioni dei cacciatori, le rilevazioni degli appassionati e i dati provenienti dai punti di monitoraggio ornitologico.
Particolarmente significative le segnalazioni del 26 e 27 ottobre, quando nuovi contingenti di tordi hanno raggiunto la penisola iberica attraverso il settore orientale dei Pirenei e le regioni costiere, mentre altri importanti movimenti sono stati osservati lungo la costa basca.
Oltre 11.000 tordi in una sola notte in Catalogna
Uno dei dati più interessanti dell’attuale stagione migratoria arriva dall’osservatorio di Solsona-Castellvell, nella provincia catalana di Lleida.
Tra la sera del 12 e la mattina del 13 ottobre, il punto di monitoraggio ha registrato il passaggio di 11.444 tordi bottacci (Turdus philomelos), un numero particolarmente elevato che testimonia l’intensità dei movimenti verificatisi in quelle ore.
Il dato, pubblicato sulla piattaforma internazionale Trektellen e ripreso dalla rivista Jara y Sedal, rappresenta una delle osservazioni più significative documentate in Spagna durante questo mese.
Già nelle ore precedenti, i rilevatori della Federazione Catalana della Caccia avevano segnalato consistenti movimenti lungo il litorale, sia durante la notte sia nelle prime ore del mattino.
Le osservazioni confermano l’importanza del settore nordorientale della penisola iberica come area di transito per i migratori provenienti dall’Europa centrale e settentrionale.
La rotta mediterranea protagonista della stagione
Secondo quanto riportato dalla stampa venatoria spagnola, una parte importante dei tordi giunti nel Paese durante il mese di ottobre ha utilizzato il corridoio mediterraneo.
Gli uccelli provenienti dall’Europa centrale, orientale e settentrionale possono raggiungere la Francia attraversando o aggirando il sistema alpino, per poi dirigersi verso la penisola iberica attraverso il settore orientale dei Pirenei.
Da qui i movimenti proseguono lungo la costa mediterranea, interessando la Catalogna, la Comunità Valenciana, Murcia e, più a sud, l’Andalusia.
Il fine settimana del 24 e 25 ottobre è stato caratterizzato da un passaggio particolarmente intenso nella Comunità Valenciana, soprattutto lungo il settore costiero. Il movimento è stato osservato anche più a sud, fino alle coste della provincia di Cadice.
Un andamento che ha suscitato particolare interesse tra i cacciatori spagnoli, anche perché in alcune giornate i tradizionali valichi pirenaici occidentali hanno registrato movimenti molto ridotti.
Nuovi arrivi nella notte tra il 26 e il 27 ottobre
La fase migratoria ha conosciuto un’ulteriore intensificazione nelle ultime ore.
Secondo Club de Caza, nella notte tra il 26 e il 27 ottobre è stato osservato uno dei più importanti movimenti di tordi della stagione lungo la costa basca. Le immagini riprese con dispositivi termici hanno documentato il passaggio notturno di numerosi uccelli, mentre nelle ore successive l’attività si è mantenuta evidente soprattutto lungo il litorale catalano.
Le segnalazioni del gruppo di osservatori Trastornaus USOAK Team indicano come il movimento migratorio possa manifestarsi con intensità molto differenti anche tra aree geograficamente vicine.
Non si tratta quindi di un flusso continuo e uniforme, ma di successive ondate che interessano territori diversi in funzione delle condizioni atmosferiche e dei percorsi seguiti dagli uccelli.
Perché i tordi migrano soprattutto di notte?
Una delle caratteristiche più interessanti della migrazione dei tordi è la prevalenza degli spostamenti notturni.
Il tordo bottaccio, come numerose altre specie di passeriformi migratori, effettua gran parte dei trasferimenti nelle ore di oscurità, quando può beneficiare di condizioni ambientali favorevoli e ridurre l’esposizione ad alcuni predatori diurni.
La migrazione notturna permette inoltre agli uccelli di utilizzare le ore diurne per alimentarsi e recuperare le energie necessarie a proseguire il viaggio.
Questo comportamento spiega perché, in determinate giornate, i cacciatori possano osservare una presenza improvvisamente elevata di tordi alle prime luci dell’alba, anche quando durante il giorno precedente non erano stati registrati movimenti particolarmente evidenti.
L’impiego di strumenti di osservazione termica e il progressivo sviluppo dei sistemi di monitoraggio stanno consentendo di documentare con maggiore precisione un fenomeno che per molto tempo è rimasto difficile da quantificare.
Anche i tordi sasselli tra i protagonisti di ottobre
Accanto al tordo bottaccio, alcune segnalazioni spagnole riguardano il tordo sassello (Turdus iliacus), la cui presenza è stata osservata già nella seconda metà di ottobre.
Particolarmente interessanti le notizie provenienti dalla provincia di Soria, dove alcuni operatori venatori hanno riferito percentuali insolitamente elevate di sasselli nei carnieri di specifiche giornate.
Secondo le testimonianze raccolte da Club de Caza, in alcune aree gestite da Zorzales Melo, nel periodo tra il 19 e il 22 ottobre, i sasselli avrebbero rappresentato circa il 70-75% dei tordi abbattuti.
Si tratta naturalmente di rilevazioni locali, che non possono essere considerate rappresentative dell’intera migrazione, ma che confermano la presenza di movimenti precoci e concentrati di questa specie.
Dalla Spagna al Nord Africa: il viaggio continua
Non tutti i tordi che raggiungono la penisola iberica vi trascorrono l’inverno.
Una parte delle popolazioni migratrici prosegue il viaggio verso sud, attraversando lo Stretto di Gibilterra e raggiungendo le aree di svernamento del Nord Africa.
È proprio questa caratteristica a rendere particolarmente interessanti le segnalazioni provenienti dall’Andalusia e, soprattutto, dalle province di Malaga e Cadice.
In questi territori, l’arrivo di consistenti contingenti di tordi può rappresentare una fase intermedia del movimento migratorio piuttosto che un effettivo insediamento invernale.
La disponibilità alimentare, le temperature e l’evoluzione delle condizioni meteorologiche contribuiscono a determinare la durata della permanenza e l’eventuale prosecuzione degli spostamenti.
Un fenomeno da seguire anche in Italia
Le notizie provenienti dalla Spagna offrono elementi di interesse anche per i cacciatori italiani, soprattutto per comprendere meglio la complessità della migrazione autunnale nel bacino del Mediterraneo.
Le popolazioni di tordi che attraversano l’Europa non seguono infatti un’unica direttrice migratoria. Accanto ai percorsi che interessano la Francia e la penisola iberica, altre rotte attraversano direttamente la penisola italiana e le isole maggiori.
I movimenti osservati in Spagna non permettono quindi di prevedere automaticamente ciò che accadrà in Italia, ma costituiscono informazioni utili per ricostruire il quadro complessivo degli spostamenti.
La migrazione dell’autunno 2026 sta mostrando fasi di intensa attività, alternate a giornate di passaggio più contenuto. Per stabilire se la stagione possa essere considerata eccezionale rispetto agli anni precedenti saranno però necessari dati confrontabili, raccolti attraverso sistemi di monitoraggio omogenei.
Intanto, le osservazioni provenienti dalla penisola iberica confermano che la seconda metà di ottobre rappresenta un periodo cruciale per il transito dei tordi verso le aree di svernamento del Mediterraneo occidentale.





















