La linea Dual Steel di Baschieri & Pellagri affronta il tema delle munizioni con pallini alternativi al piombo attraverso un progetto che coinvolge sia la carica sia il borraggio. L’elemento distintivo è l’impiego di due numerazioni di pallini nella stessa cartuccia, abbinate alla tecnologia Green Core per il componente destinato ad accompagnarli lungo la canna.
La gamma comprende le Dual Steel 28 e 32 in calibro 12/70, la Dual Steel 36 Magnum in 12/76 e la Dual Steel calibro 20 HP in 20/76. Quattro configurazioni che condividono un’impostazione tecnica, ma presentano differenze importanti per massa della carica, numerazione dei pallini, omologazione e compatibilità con il fucile.
Occorre chiarire subito la denominazione: nelle versioni calibro 12, i numeri 28, 32 e 36 indicano i grammi di pallini. La Dual Steel 28 è quindi una cartuccia calibro 12 con carica da 28 grammi. La variante nel calibro cadetto è invece identificata espressamente come calibro 20 HP.

Il significato della doppia numerazione
Una cartuccia tradizionale a numerazione singola impiega pallini con lo stesso diametro nominale. Il sistema Dual Steel introduce due dimensioni nella medesima carica: 4+3 nelle versioni da 28 grammi, sia in calibro 12 sia in calibro 20, e 3+2 nelle calibro 12 da 32 e 36 grammi.
Nella descrizione tecnica del progetto, Baschieri & Pellagri illustra una disposizione stratificata, con i pallini maggiori collocati davanti a quelli più piccoli. La doppia numerazione risponde alla ricerca di un equilibrio tra consistenza dello sciame e caratteristiche dinamiche dei singoli elementi.
Dal punto di vista fisico, a parità di materiale, aumentando il diametro cresce la massa del pallino e cambia il rapporto tra questa e la superficie esposta alla resistenza dell’aria. Diminuisce però il numero di elementi contenuti in una determinata grammatura. Dimensione e quantità intervengono quindi su aspetti diversi della prestazione.
L’abbinamento di due numerazioni rappresenta una scelta progettuale per gestire questo compromesso. Il risultato deve essere valutato come comportamento dell’intera rosata: la sola presenza di pallini più grandi non permette di dedurre automaticamente copertura, regolarità o distanza utile.
Pallini ferrosi e differenze rispetto al piombo
Nelle schede tecniche il materiale è indicato come acciaio, mentre nelle presentazioni della famiglia compaiono anche i riferimenti a ferro e ferro zincato. Il termine Steel identifica dunque il carattere ferroso della carica; la linea non va confusa con cartucce che combinano acciaio e metalli diversi, come rame o bismuto.
La minore densità dei materiali ferrosi rispetto al piombo modifica il rapporto tra diametro, massa e ingombro. Un pallino di acciaio e uno di piombo dello stesso diametro non hanno lo stesso peso; di conseguenza, non conservano necessariamente la medesima velocità lungo il percorso.
Questo spiega perché una cartuccia steel richieda una valutazione propria, senza trasferire automaticamente le abitudini maturate con il piombo. Anche la grammatura va interpretata insieme alla numerazione: due cariche dello stesso peso possono contenere quantità differenti di pallini e produrre distribuzioni diverse.
Per le Dual Steel, la doppia numerazione rende ancora più importante considerare la configurazione completa. Il peso complessivo descrive quanta massa viene lanciata, ma non indica da solo quanti impatti potranno essere presenti in una determinata superficie.
Green Core: il componente biodegradabile del sistema
Tutte e quattro le cartucce utilizzano un borraggio identificato nelle schede come GCW o GC WAD, appartenente alla famiglia Green Core. Baschieri & Pellagri presenta questa tecnologia come una gamma di componenti realizzati con materiale biodegradabile, sviluppata attraverso il proprio reparto Ricerca & Sviluppo in collaborazione con istituti accademici.

1.BORRA GREEN CORE
per caricamenti con pallini in piombo bisunto.
2. BORRA GREEN CORE
Per caricamenti con pallini in ferro, rame, tungsteno ed altri materiali alternativi al piombo.
3. COUVETTE GREEN CORE
Per caricamenti in feltro
Nelle munizioni con pallini ferrosi, il contenitore assume un ruolo funzionale nel rapporto tra carica e canna. Deve accompagnare i pallini durante la fase interna e partecipare al loro rilascio dopo l’uscita dalla volata. Il materiale scelto deve quindi rispondere a esigenze meccaniche e balistiche, oltre che ambientali.
B&P dichiara per il materiale Green Core la certificazione EN 13432. Il riferimento riguarda condizioni e requisiti di compostabilità: non corrisponde a una promessa di scomparsa immediata del componente in qualsiasi terreno o specchio d’acqua.
La distinzione aiuta a descrivere correttamente il prodotto. La presenza della borra Green Core riguarda uno specifico elemento della munizione e non rende biodegradabile l’intera cartuccia. Bossolo e parti metalliche conservano una propria identità materiale.
Dual Steel 28: la versione calibro 12 a omologazione standard

La Dual Steel 28 utilizza un bossolo calibro 12 da 70 millimetri, fondello da 20 millimetri e chiusura stellare. La carica è di 28 grammi di pallini con numerazione 4+3, abbinati alla borra Green Core.
Il tratto che la distingue dalle altre versioni esaminate è l’omologazione standard. B&P la presenta come utilizzabile nei fucili moderni in buone condizioni anche senza prova speciale Steel Proof, nel rispetto della compatibilità dell’arma e delle indicazioni del relativo costruttore.
La scheda riporta una pressione orientativa di 700 bar e una velocità di 435 m/s secondo il riferimento di misura “m.1/full”. Fra le destinazioni indicate figurano fagiano, lepre e anatre minori.
All’interno della gamma rappresenta la configurazione che associa la carica più contenuta del calibro 12 alla classificazione standard. È un’identità specifica: la sua compatibilità non deve essere estesa alle Dual Steel più pesanti sulla base della sola appartenenza alla stessa famiglia.
Dual Steel 32: più massa nella cartuccia da 70 millimetri

La Dual Steel 32 mantiene il formato 12/70, il fondello da 20 millimetri e la chiusura stellare, ma passa a 32 grammi e alla combinazione di pallini 3+2. Cambiano quindi contemporaneamente la massa complessiva e le dimensioni degli elementi che compongono la carica.
B&P la identifica come cartuccia ad elevate prestazioni, destinata a fucili omologati per pallini d’acciaio. La lunghezza del bossolo rimane di 70 millimetri: questo dimostra perché la cameratura, da sola, non basti a stabilire l’idoneità di un’arma a tutte le munizioni steel dello stesso formato.
I valori orientativi pubblicati sono 900 bar e 435 m/s. Il produttore suggerisce armi di peso medio per favorire comfort e controllo, indicando un impiego venatorio ampio che comprende fagiano, lepre e anatre minori.
Rispetto alla 28 grammi, l’incremento della carica non può essere tradotto direttamente in un aumento proporzionale del numero di pallini: anche la numerazione è differente. Per un confronto corretto occorre tenere conto di entrambe le variazioni.
Dual Steel 36 Magnum: la configurazione in 12/76

Con la Dual Steel 36 Magnum il bossolo passa a 76 millimetri. Restano il fondello da 20 millimetri, la chiusura stellare e il borraggio Green Core; la carica sale a 36 grammi, con numerazione 3+2.
È una cartuccia ad elevate prestazioni per fucili omologati Steel Shot, con camera adeguata al formato Magnum. Nella scheda ufficiale sono riportati 740 bar e 435 m/s come risultati balistici orientativi.
B&P ne evidenzia la destinazione alla selvaggina di maggiore mole, acquatica e terrestre, e indica un’efficacia fino alla soglia dei 40 metri. Questo riferimento appartiene alla presentazione del produttore e deve essere valutato nelle condizioni effettive d’impiego.
Il confronto più diretto è con la 32 grammi: entrambe riportano la combinazione 3+2 e la medesima velocità, mentre cambia la massa della carica. La Magnum privilegia quindi la disponibilità di una maggiore quantità complessiva di pallini, richiedendo al contempo una piattaforma coerente con formato e caratteristiche della munizione.
Dual Steel calibro 20 HP: il progetto nel calibro cadetto

La Dual Steel calibro 20 HP è una Magnum in bossolo da 76 millimetri, con fondello da 16 millimetri e chiusura stellare. Impiega 28 grammi di pallini 4+3 e borra Green Core.
La sigla HP identifica una cartuccia ad elevate prestazioni. Il produttore richiede un fucile calibro 20/76 che abbia superato la prova Steel Proof, riconoscibile dalla specifica punzonatura, ed esprime una preferenza per la strozzatura media, da leggere sempre insieme alle prescrizioni del costruttore dell’arma.
La scheda riporta 1.050 bar e 430 m/s. B&P la presenta soprattutto per la caccia agli anatidi, con un riferimento di efficacia di circa 35–36 metri; nella tabella degli impieghi compaiono anche colombaccio, fagiano e lepre.
Pur condividendo peso e numerazione con la Dual Steel 28 in calibro 12, questa versione appartiene a una categoria diversa per formato e omologazione. L’uguaglianza della grammatura non implica equivalenza tra le due cartucce.
Le caratteristiche delle quattro versioni a confronto
| Versione | Calibro e bossolo | Carica | Pallini | Fondello | Velocità m.1/full | Pressione orientativa |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Dual Steel 28 | 12/70 | 28 g | 4+3 | 20 mm | 435 m/s | 700 bar |
| Dual Steel 32 | 12/70 | 32 g | 3+2 | 20 mm | 435 m/s | 900 bar |
| Dual Steel 36 Magnum | 12/76 | 36 g | 3+2 | 20 mm | 435 m/s | 740 bar |
| Dual Steel calibro 20 HP | 20/76 | 28 g | 4+3 | 16 mm | 430 m/s | 1.050 bar |
Tutte impiegano chiusura stellare e borra Green Core; l’imballo indicato è 25/250. Pressioni e velocità sono presentate da B&P come orientative. La pressione dichiarata per una cartuccia non sostituisce la sua classificazione né costituisce, isolatamente, un criterio per stabilire la compatibilità del fucile.
Velocità, rinculo e lettura delle prestazioni
Il valore di velocità pubblicato va conservato con la sua indicazione di misura. La dicitura “m.1/full” non deve essere trasformata senza precisazioni in una velocità teorica alla bocca: punto e condizioni del rilevamento fanno parte del dato.
Un altro aspetto da distinguere è il rapporto tra pressione e rinculo. Il picco pressorio descrive una fase del funzionamento interno; la sensazione alla spalla dipende invece da un insieme di fattori che comprende massa espulsa, velocità, peso del fucile, sistema di funzionamento e adattamento del calcio.
Per questo non sarebbe corretto considerare automaticamente più confortevole la 36 Magnum rispetto alla 32 soltanto perché la tabella riporta una pressione inferiore. Analogamente, una carica da 28 grammi sparata da un calibro 20 leggero può produrre una sensazione diversa rispetto alla stessa grammatura in un calibro 12 più pesante.
Il confronto fra munizioni richiede quindi di osservare il sistema completo. I numeri di catalogo aiutano a identificarne la configurazione, mentre comfort e controllo rimangono legati anche all’arma utilizzata.
La rosata come criterio di valutazione
Nelle munizioni a pallini, la prestazione dipende dalla distribuzione degli impatti oltre che dalle caratteristiche dei singoli elementi. Una rosata molto concentrata al centro può presentare zone periferiche scarsamente coperte; una distribuzione più ampia richiede comunque una densità adeguata.
Nel caso della doppia numerazione, l’osservazione deve riguardare la regolarità complessiva, evitando di attribuire il risultato alla sola componente più grossa o a quella più piccola. Il bersaglio registra l’effetto combinato della cartuccia, della canna e dello strozzatore.
Le indicazioni generali sulle distanze non sostituiscono questa valutazione. B&P dedica alle munizioni alternative al piombo una documentazione di prove al balipedio: la presenza di verifiche specifiche sottolinea quanto sia importante accompagnare le descrizioni del prodotto con riscontri misurabili.
In assenza di una prova indipendente della singola combinazione, non è corretto assegnare percentuali di concentrazione, penetrazioni o superiorità su altre cartucce. La scheda tecnica consente di comprenderne il progetto senza trasformarlo in un risultato sperimentale non documentato.
Il punto di vista di Baschieri & Pellagri
Nella presentazione della famiglia, Baschieri & Pellagri collega la doppia numerazione alla ricerca di un comportamento balistico efficace dello sciame. La disposizione dei pallini costituisce il nucleo dell’idea Dual Steel, mentre Green Core esprime l’intervento sul materiale del borraggio.
Le quattro versioni traducono questa impostazione in esigenze differenti: omologazione standard nella 28 grammi calibro 12, maggiore massa nella 32, formato Magnum nella 36 e applicazione al calibro cadetto nella 20 HP.
L’interesse della linea risiede in questa articolazione. La scelta non si riduce alla cartuccia con più grammi, ma coinvolge numerazione, categoria di prestazione, compatibilità dell’arma e caratteristiche della rosata. Sono questi elementi a definire il ruolo di ciascuna Dual Steel all’interno della gamma.




















