La linea Aquila di Cheddite Italia comprende cartucce a pallini in piombo destinate alla caccia alla selvaggina di piccola e media taglia. Le quattro versioni qui esaminate offrono due interpretazioni del calibro 20, con cariche da 26 e 30 grammi, e due del calibro 12, con caricamenti da 32 e 34 grammi. Una gamma nella quale la scelta della grammatura si accompagna a numerazioni differenti, determinanti per individuare la destinazione venatoria della singola confezione.
L’interesse della famiglia risiede nella possibilità di affrontare esigenze diverse mantenendo una comune impostazione costruttiva. La cartuccia più leggera in calibro 20 si orienta soprattutto verso selvatici minuti; quella da 30 grammi amplia le possibilità nel calibro cadetto. Le Aquila 32 e 34 offrono invece al cacciatore che utilizza il 12 una scelta articolata fra numerazioni fini, intermedie e più grosse.
Per abbinare correttamente queste munizioni alla selvaggina occorre considerare insieme calibro, massa della carica, diametro dei pallini e comportamento della rosata. Il solo numero di grammi non basta a definire l’impiego di una cartuccia.
Una costruzione comune, quattro configurazioni
Le versioni considerate utilizzano bossoli da 70 millimetri con fondello da 16 millimetri, pallini in piombo e borra contenitore. Quest’ultima accompagna la carica nella canna, limitando il contatto diretto dei pallini con la superficie interna e partecipando alla formazione dello sciame dopo l’uscita dalla volata.
La presenza del contenitore non permette, da sola, di prevedere quanto sarà stretta una rosata. Il risultato dipende anche dalla geometria della canna, dalla strozzatura e dalle caratteristiche della carica. Permette però di identificare queste Aquila come caricamenti differenti dalle cartucce espressamente dispersanti o dotate di borraggio tradizionale in feltro.
Cheddite collega l’identità della famiglia alla storica polvere Aquila e, per le versioni calibro 12, alla chiusura stellare saldata a otto pliche. La descrizione del produttore sottolinea la ricerca di regolarità e costanza: caratteristiche che, nell’impiego concreto, devono essere riscontrate sulla combinazione fra arma e munizione.
Aquila calibro 20 da 26 grammi: il ruolo della carica leggera
La Aquila calibro 20 da 26 grammi è disponibile nelle numerazioni 7, 8, 9, 10 e 11. La scheda ufficiale riporta una velocità V1 di 375 m/s e una pressione di 815 bar.
Cheddite associa questa versione ad allodola, beccaccino, merlo, minilepre, quaglia, starna e tordo. L’elenco riguarda l’insieme delle numerazioni disponibili: non significa che ogni confezione sia ugualmente indicata per tutte queste specie.
Il suo posizionamento emerge soprattutto nella piccola selvaggina, dove la disponibilità di numerazioni fini consente di privilegiare la quantità di pallini. Quaglia e piccoli turdidi rappresentano quindi riferimenti coerenti con l’identità del caricamento. Per starna e minilepre occorre leggere l’abbinamento nella configurazione appropriata, evitando di estendere a questi selvatici le considerazioni valide per i pallini più minuti.
Rispetto alla 30 grammi, questa versione offre una massa inferiore e una gamma che non comprende i numeri 5 e 6. La differenza delimita concretamente il suo campo d’impiego.
Aquila calibro 20 da 30 grammi: una destinazione più ampia
La Aquila calibro 20 da 30 grammi mantiene il formato 20/70 e introduce una disponibilità di pallini dal numero 5 al numero 10. I dati pubblicati sono 380 m/s di velocità V1 e 750 bar di pressione.

Gli abbinamenti riportati da Cheddite comprendono colombaccio, fagiano, lepre, merlo, starna e tordo. Rispetto alla 26 grammi, la presenza delle numerazioni maggiori rende più evidente l’apertura verso selvatici di corporatura superiore.
Questa cartuccia rappresenta quindi la proposta più articolata fra le due Aquila in calibro 20 considerate. La sua identità non deriva soltanto dai quattro grammi aggiuntivi: conta anche la possibilità di scegliere pallini con diametri assenti nella versione più leggera.
L’indicazione della lepre va mantenuta nel significato di destinazione dichiarata per la gamma, senza trasformarla in una garanzia indipendente da numerazione e condizioni. Analogamente, la presenza di tordo e merlo nell’elenco non rende necessario utilizzare sempre la grammatura maggiore per questi selvatici.
Aquila 32: il calibro 12 come cartuccia polivalente
La Aquila 32 è una calibro 12/70 con 32 grammi di piombo, proposta nelle numerazioni 5, 7, 8, 10 e 11. La velocità V1 dichiarata è di 395 m/s, con pressione di 730 bar.

La scheda del produttore la collega ad allodola, cesena, colombaccio, fagiano, merlo, minilepre, quaglia, starna, tordo e tortora. È un insieme ampio, che esprime la polivalenza della famiglia attraverso caricamenti con pallini differenti.
La disponibilità di numerazioni fini e più grosse consente di interpretarla tanto come cartuccia per la piccola migratoria quanto come proposta per selvatici di taglia media. È però importante rispettare l’offerta effettivamente pubblicata: la scheda attuale non elenca una sequenza continua dal 5 all’11, ma cinque numerazioni specifiche.
Per chi utilizza abitualmente il calibro 12, la 32 grammi costituisce una configurazione intermedia, dalla quale partire per valutare la risposta del proprio fucile senza associare automaticamente una maggiore carica a una migliore prestazione.
Aquila 34: più piombo e una scelta diversa di numerazioni
La Aquila 34 utilizza 34 grammi di piombo nel medesimo formato 12/70. Le numerazioni indicate sono 5, 6, 7, 8½ e 10. Cheddite pubblica una velocità V1 di 395 m/s e una pressione di 720 bar.

Le specie associate coincidono con quelle riportate per la 32 grammi. La differenza tra le due cartucce deve quindi essere cercata nella configurazione della carica e nell’offerta delle numerazioni, oltre che nel comportamento verificato della rosata.
Il numero 6 e l’8½ introducono possibilità assenti nell’elenco della Aquila 32, mentre non compare l’11. Questo rende la 34 una proposta con una propria identità, anziché una semplice replica appesantita della versione inferiore.
A parità di numerazione e caratteristiche dei pallini, due grammi aggiuntivi aumentano la quantità teorica di elementi disponibili. Non stabiliscono però da soli la loro distribuzione sul bersaglio e non giustificano l’attribuzione di una maggiore portata senza prove specifiche.
Tabella tecnica delle quattro cartucce
| Versione | Calibro | Carica | Numerazioni disponibili | Velocità V1 | Pressione dichiarata |
|---|---|---|---|---|---|
| Aquila cal. 20 26 | 20/70 | 26 g | 7 – 8 – 9 – 10 – 11 | 375 m/s | 815 bar |
| Aquila cal. 20 30 | 20/70 | 30 g | 5 – 6 – 7 – 8 – 9 – 10 | 380 m/s | 750 bar |
| Aquila 32 | 12/70 | 32 g | 5 – 7 – 8 – 10 – 11 | 395 m/s | 730 bar |
| Aquila 34 | 12/70 | 34 g | 5 – 6 – 7 – 8½ – 10 | 395 m/s | 720 bar |
Tutte le versioni riportano fondello da 16 millimetri, borra contenitore e imballo 25/250. La sigla V1 va mantenuta nella lettura dei dati, evitando di equiparare automaticamente velocità misurate secondo riferimenti differenti.
Quale Aquila per ciascun tipo di selvaggina
La tabella seguente raccoglie gli abbinamenti presenti nelle schede ufficiali. È una mappa delle destinazioni della gamma, da interpretare scegliendo la numerazione appropriata alla situazione venatoria. L’assenza di una specie indica che non è riportata nella scheda della specifica versione.
| Selvaggina | Calibro 20 | Calibro 12 |
|---|---|---|
| Allodola | Aquila 26 g | Aquila 32 g e 34 g |
| Tordo e merlo | Aquila 26 g e 30 g | Aquila 32 g e 34 g |
| Cesena | Non indicata nelle due schede | Aquila 32 g e 34 g |
| Quaglia | Aquila 26 g | Aquila 32 g e 34 g |
| Beccaccino | Aquila 26 g | Non indicato nelle due schede |
| Tortora | Non indicata nelle due schede | Aquila 32 g e 34 g |
| Colombaccio | Aquila 30 g | Aquila 32 g e 34 g |
| Starna | Aquila 26 g e 30 g | Aquila 32 g e 34 g |
| Fagiano | Aquila 30 g | Aquila 32 g e 34 g |
| Minilepre | Aquila 26 g | Aquila 32 g e 34 g |
| Lepre | Aquila 30 g | Non indicata nelle due schede |
Questi abbinamenti descrivono la destinazione tecnica dichiarata dal produttore, non l’autorizzazione al prelievo delle specie o all’impiego del piombo in un determinato luogo.
Come interpretare gli abbinamenti senza fermarsi al calibro
La presenza della stessa specie in più colonne può generare un equivoco: non esiste una corrispondenza rigida fra un selvatico e un unico calibro. È la configurazione della munizione, insieme alla risposta dell’arma, a definire l’abbinamento concreto.
Per esempio, un fagiano compare fra le destinazioni della calibro 20 da 30 grammi e delle due calibro 12. Questo non significa che le tre cartucce siano equivalenti, né che il calibro superiore sia sempre necessario. Significa che il produttore propone soluzioni differenti per chi utilizza piattaforme diverse.
Allo stesso modo, allodola e colombaccio possono figurare nella medesima scheda perché la famiglia comprende più numerazioni. L’elenco delle specie deve essere incrociato con quello dei pallini; leggerli separatamente porta ad attribuire a ogni confezione una versatilità che appartiene invece all’insieme dell’offerta.
Un ulteriore elemento è la distinzione tra lepre e minilepre. Le due denominazioni non sono intercambiabili e le indicazioni presenti nelle schede devono essere conservate nella loro forma specifica.
Grammatura e diametro: due variabili con effetti diversi
Aumentare i grammi significa aumentare la massa complessiva della carica. Aumentare il diametro del pallino significa invece modificare la massa del singolo elemento. Sono interventi diversi, che non producono lo stesso risultato.
Con pallini dello stesso materiale e diametro, una carica maggiore contiene più elementi. Se però si passa contemporaneamente a pallini più grossi, il loro numero può diminuire nonostante l’aumento della grammatura. Per questo la scritta “34 grammi” non descrive da sola la densità potenziale di una rosata.
La numerazione italiana va inoltre letta nel verso corretto: nell’intervallo considerato, a un numero più basso corrisponde un pallino più grande. Il passaggio dall’11 al 5 cambia quindi in modo sostanziale la composizione della carica.
Il criterio utile è cercare un equilibrio tra quantità di impatti e caratteristiche dei singoli pallini. Un’unica graduatoria basata sui grammi finirebbe per nascondere proprio le differenze che rendono articolata la linea Aquila.
Calibro 20 e calibro 12: il peso dell’arma nel confronto
Le due Aquila in calibro 20 possono accompagnare fucili apprezzati per maneggevolezza e contenimento degli ingombri. Il vantaggio pratico dipende però dall’arma reale: un calibro 20 non è necessariamente più leggero di qualsiasi calibro 12, e il comfort non può essere dedotto dalla sola cameratura.
La sensazione di rinculo risente della massa del fucile, della carica lanciata, della velocità e dell’adattamento del calcio. Una cartuccia da 30 grammi in un’arma leggera può quindi risultare più impegnativa di quanto suggerisca il confronto nominale con una 32 grammi utilizzata in un fucile più pesante.
Neppure la pressione pubblicata permette di ordinare le cartucce dalla più morbida alla più energica. Il picco pressorio è un dato della balistica interna; il rinculo percepito è il risultato dell’interazione fra diversi fattori.
Rosata e limiti della valutazione tecnica
La verifica della rosata serve a capire come una specifica Aquila distribuisca i pallini attraverso una determinata canna. La densità centrale è soltanto un aspetto: contano anche regolarità, copertura periferica e ripetibilità del risultato.
Una singola concentrazione favorevole non dimostra una superiorità generale. Per confrontare due caricamenti occorre mantenere condizioni omogenee e considerare più osservazioni. Senza dati di prova non è corretto assegnare a queste cartucce percentuali di concentrazione o distanze massime garantite.
La compatibilità va verificata sulle marcature e sulle prescrizioni dell’arma, mentre la presenza del piombo identifica una caratteristica materiale da considerare prima dell’impiego. La borra contenitore e la denominazione Aquila non trasformano questi caricamenti in munizioni alternative al piombo.
La presentazione ufficiale di Cheddite
Cheddite colloca la linea Aquila nella caccia alla selvaggina di piccola e media taglia, valorizzando la selezione dei componenti e il loro bilanciamento. Nella comunicazione della famiglia, la polvere storica e le soluzioni di chiusura costituiscono gli elementi attraverso i quali viene espressa la continuità del progetto.
Nelle quattro versioni considerate, questa impostazione si traduce in possibilità ben distinguibili: 26 grammi per il calibro 20 orientato alla piccola selvaggina, 30 grammi per ampliare gli impieghi nel medesimo calibro, 32 e 34 grammi per due configurazioni polivalenti del calibro 12. La scelta finale acquista significato quando la denominazione della cartuccia viene completata dalla numerazione dei pallini e dal riscontro sulla propria arma.




















