Mixomatosi e tularemia stanno creando serie preoccupazioni nel mondo venatorio dell’Europa centrale. In Austria gli abbattimenti di lepri sono diminuiti del 57,2%, mentre la mortalità registrata è più che raddoppiata. In Germania si moltiplicano le segnalazioni di animali colpiti da malattie infettive e cresce l’attenzione per i rischi sanitari connessi alla caccia.
La situazione sanitaria delle popolazioni di lepre europea sta destando crescente preoccupazione in Austria e Germania, dove la diffusione di alcune malattie infettive sta producendo conseguenze importanti sulla fauna selvatica e sulle attività venatorie. Due patologie in particolare, la mixomatosi e la tularemia, sono al centro dell’attenzione delle autorità veterinarie e delle associazioni dei cacciatori, chiamate ad affrontare problematiche che, pur presentando caratteristiche differenti, evidenziano la vulnerabilità di questa specie.
Il quadro più preoccupante emerge dall’Austria, dove le statistiche ufficiali relative alla stagione venatoria 2025/2026 documentano un drastico calo degli abbattimenti di lepri, accompagnato da un aumento eccezionale degli animali rinvenuti morti. In Germania, invece, l’attenzione si concentra soprattutto sulla tularemia, una malattia batterica che può essere trasmessa anche all’uomo e che sta imponendo una maggiore prudenza nello svolgimento delle attività venatorie.
Austria, la mixomatosi provoca un’impennata della mortalità
I dati pubblicati il 9 ottobre 2026 da Statistik Austria fotografano una situazione particolarmente difficile per la lepre europea (Lepus europaeus).
Nella stagione venatoria 2025/2026 sono state abbattute 44.845 lepri, contro le 104.792 della stagione precedente. La diminuzione è del 57,2%, una flessione di dimensioni eccezionali che non trova riscontro nell’andamento generale degli abbattimenti delle altre specie selvatiche.
Ancora più significativo è il dato relativo agli animali morti per cause diverse dal prelievo venatorio. Le lepri registrate come perdite sono passate da 25.183 a 55.605 esemplari, con un incremento del 120,8%.
La situazione appare ancora più grave considerando le sole perdite non riconducibili agli incidenti stradali, salite a circa 40.200 animali, con un aumento del 379,2% rispetto alla stagione precedente.
Secondo l’istituto nazionale di statistica austriaco, questa crescita è strettamente collegata alla comparsa, nel 2025, della mixomatosi, malattia virale che ha interessato in particolare le popolazioni di lepri della parte orientale del Paese.
La mixomatosi è una patologia conosciuta soprattutto per i suoi effetti devastanti sui conigli selvatici. Negli ultimi anni, tuttavia, una variante del virus adattata alla lepre europea ha dimostrato di poter provocare importanti fenomeni di mortalità anche in questa specie.
In Austria, il primo caso confermato in una lepre europea risale al 26 marzo 2025. Le successive indagini condotte dall’Università di Medicina Veterinaria di Vienna hanno documentato una rapida diffusione della variante virale nelle regioni nordorientali, con una mortalità elevata tra gli animali colpiti.
Le aree maggiormente interessate comprendono la Bassa Austria e il Burgenland, territori tradizionalmente importanti per la caccia alla piccola selvaggina.
La risposta dei cacciatori austriaci: ridurre i prelievi per salvaguardare la specie
La diffusione della malattia ha avuto conseguenze anche sull’organizzazione dell’attività venatoria.
In numerosi territori austriaci i cacciatori hanno deciso di rinunciare alla caccia alla lepre o di ridurne sensibilmente l’intensità, con l’obiettivo di non esercitare un’ulteriore pressione sulle popolazioni già duramente colpite dall’epidemia.
La rivista venatoria austriaca Der Anblick, analizzando i dati della stagione 2025/2026, ha evidenziato come la riduzione degli abbattimenti sia stata determinata non soltanto dalla mortalità provocata dalla malattia, ma anche dalla scelta volontaria di sospendere i prelievi in numerosi comprensori.
Questo elemento è particolarmente importante per interpretare correttamente i dati statistici: la diminuzione del 57,2% degli abbattimenti non equivale necessariamente a una riduzione della stessa entità della popolazione complessiva, poiché risente anche delle decisioni gestionali adottate dai cacciatori.
Resta comunque evidente la gravità della situazione sanitaria, confermata dall’aumento delle lepri rinvenute morte.
Germania, cresce l’allarme per la tularemia
Se in Austria è soprattutto la mixomatosi a preoccupare il mondo venatorio, in Germania le recenti segnalazioni di tularemia stanno richiamando l’attenzione anche sulla sicurezza sanitaria dei cacciatori.
La tularemia, conosciuta in Germania come Hasenpest, è una malattia causata dal batterio Francisella tularensis. Colpisce soprattutto lepri e piccoli roditori, ma può interessare anche altri animali e, soprattutto, essere trasmessa all’uomo.
Nelle ultime settimane diversi distretti tedeschi hanno segnalato nuovi casi accertati.
Il 7 ottobre 2026, nel distretto di Borken, in Renania Settentrionale-Vestfalia, le autorità veterinarie hanno comunicato il ritrovamento di lepri infette nei territori di Borken e Gescher, raccomandando particolare attenzione a cacciatori, escursionisti e proprietari di cani.
Segnalazioni analoghe sono arrivate dalla Baviera. Il 9 ottobre, nel distretto di Freising, sono stati confermati quattro casi, mentre il 23 ottobre un ulteriore episodio è stato accertato nel territorio di Rhön-Grabfeld.
Il 3 novembre, infine, le autorità del distretto di Erlangen-Höchstadt hanno comunicato un nuovo caso diagnosticato in una lepre trovata da una cacciatrice. Secondo i dati diffusi dalle stesse autorità, tra gennaio e settembre 2026 erano già stati confermati 30 casi di tularemia nelle lepri esaminate in Baviera.
Caccia collettiva alla lepre: in Germania si discute sull’opportunità di sospenderla
Le segnalazioni di tularemia hanno inevitabilmente aperto un confronto sull’opportunità di svolgere le tradizionali cacce collettive alla lepre, particolarmente diffuse in alcuni territori della Germania.
Il 3 novembre 2026 la rivista agricola e venatoria tedesca top agrar ha affrontato proprio questo argomento, raccogliendo le preoccupazioni dei titolari di alcuni territori di caccia della Renania Settentrionale-Vestfalia.
Il problema riguarda soprattutto la possibilità che, durante le operazioni di recupero e trattamento delle lepri abbattute, i cacciatori entrino in contatto con animali infetti.
La tularemia può infatti essere trasmessa attraverso il contatto diretto con animali malati, sangue e tessuti contaminati, ma anche attraverso punture di zecche e altri insetti vettori.
La questione non si risolve necessariamente con una sospensione generalizzata dell’attività venatoria. Gli esperti tedeschi sottolineano piuttosto l’importanza di valutare la situazione sanitaria dei singoli territori, adottare rigorose precauzioni igieniche ed evitare il prelievo di animali che manifestano sintomi sospetti.
Particolarmente importante è anche la corretta gestione delle carcasse, che devono essere sottoposte agli accertamenti veterinari quando si sospetta la presenza della malattia.
Due malattie differenti, ma entrambe pericolose per la lepre
È importante sottolineare che mixomatosi e tularemia, pur essendo entrambe malattie infettive capaci di provocare un’elevata mortalità nelle lepri, presentano caratteristiche molto diverse.
La mixomatosi è una malattia virale, che si manifesta frequentemente con gonfiori delle palpebre, infiammazioni delle mucose e un progressivo peggioramento delle condizioni generali. Gli animali colpiti possono perdere la naturale diffidenza nei confronti dell’uomo e manifestare gravi difficoltà motorie. La patologia non è considerata trasmissibile all’uomo.
La tularemia, invece, è una malattia batterica che può provocare nei selvatici febbre, debolezza, dimagrimento e perdita dell’istinto di fuga. La sua caratteristica più preoccupante è la capacità di infettare anche l’uomo, rendendo necessaria particolare prudenza nella manipolazione degli animali malati o rinvenuti morti.
Nelle persone infette la malattia può manifestarsi con febbre, malessere generale, ingrossamento dei linfonodi e, nei casi più gravi, complicazioni che interessano gli organi interni. Una diagnosi tempestiva consente generalmente di intervenire con una terapia antibiotica appropriata.
Entrambe le patologie possono avere conseguenze rilevanti sulle popolazioni di lepre, ma la tularemia comporta anche un rischio sanitario diretto per chi frequenta abitualmente gli ambienti naturali e maneggia selvaggina.
Anche in Germania la mixomatosi continua a diffondersi
La distinzione fra le malattie maggiormente segnalate nei due Paesi non significa, tuttavia, che la mixomatosi sia un problema esclusivamente austriaco.
Anche in Germania il virus ha colpito numerose popolazioni di lepre. In Renania Settentrionale-Vestfalia, dove nel 2024 si erano registrati importanti episodi epidemici, le autorità hanno avviato programmi di raccolta delle segnalazioni per seguire l’evoluzione della malattia.
Una nuova indagine, promossa dall’ente regionale competente per la tutela dei consumatori e la sicurezza alimentare, è aperta dal 12 ottobre al 30 novembre 2026 e coinvolge direttamente i cacciatori nella raccolta delle informazioni.
L’obiettivo è ottenere un quadro più preciso della diffusione della mixomatosi, individuando le aree maggiormente interessate e valutando l’andamento della malattia nel corso del tempo.
Anche in Baviera sono comparsi nuovi focolai. Nel settembre 2026, nel distretto di Straubing-Bogen, le autorità hanno confermato la presenza della variante del virus adattata alla lepre europea, dopo il ritrovamento di alcuni animali morti o gravemente ammalati.
La Germania si trova quindi ad affrontare contemporaneamente la circolazione della mixomatosi e della tularemia, due emergenze sanitarie che richiedono interventi e precauzioni differenti.
Il ruolo fondamentale dei cacciatori nella sorveglianza sanitaria
Le vicende austriache e tedesche evidenziano quanto sia importante il contributo dei cacciatori nel monitoraggio sanitario della fauna selvatica.
La presenza costante nei territori, la conoscenza delle popolazioni animali e la possibilità di individuare rapidamente comportamenti anomali rendono infatti il mondo venatorio un interlocutore indispensabile per i servizi veterinari.
Il ritrovamento di lepri che non reagiscono alla presenza dell’uomo, mostrano difficoltà nei movimenti o presentano evidenti alterazioni fisiche deve essere considerato un segnale da non sottovalutare.
Le autorità sanitarie tedesche raccomandano di evitare il contatto diretto con animali sospetti, segnalare i ritrovamenti ai servizi veterinari e adottare adeguate protezioni durante le operazioni di recupero e trattamento della selvaggina.
L’utilizzo di guanti protettivi, l’igiene delle attrezzature e la prevenzione del contatto con sangue e altri materiali biologici assumono particolare importanza nelle aree dove è stata accertata la circolazione della tularemia. Le autorità raccomandano inoltre di consumare carne di selvaggina soltanto dopo un’adeguata cottura.
Una situazione da seguire con attenzione anche in Italia
Quanto sta accadendo in Austria e Germania rappresenta un richiamo importante anche per il mondo venatorio italiano.
La lepre europea è una delle specie più rappresentative della piccola selvaggina e la conservazione delle sue popolazioni dipende da numerosi fattori, tra i quali la qualità degli habitat, le condizioni climatiche, la pressione predatoria, le modalità di gestione venatoria e, naturalmente, la presenza di malattie infettive.
Le esperienze dei due Paesi dimostrano come un problema sanitario possa modificare rapidamente gli equilibri di una popolazione selvatica, imponendo decisioni gestionali che possono arrivare fino alla sospensione volontaria dei prelievi.
Particolarmente significativo è il caso austriaco, dove molti cacciatori hanno scelto di rinunciare temporaneamente alla caccia alla lepre per favorire la conservazione degli animali superstiti.
Parallelamente, le segnalazioni tedesche sulla tularemia richiamano l’attenzione su un altro aspetto fondamentale: la tutela della salute dei cacciatori e di tutte le persone che possono entrare in contatto con animali selvatici.
La lezione che arriva dall’Europa centrale è che la gestione della lepre non può prescindere da un’efficace sorveglianza sanitaria. La collaborazione tra cacciatori, veterinari e istituzioni scientifiche diventa quindi essenziale non soltanto per conoscere la consistenza delle popolazioni, ma anche per individuare tempestivamente eventuali epidemie e adottare le misure necessarie alla conservazione della specie.





















