CCT: PIANO DI GESTIONE DELLA TORTORA SELVATICA … NON TUTTO E’ PERDUTO!

A differenza di coloro che inondano il web di comunicati allarmistici, senza alcun proposta operativa per risolvere i problemi della caccia, noi riteniamo che sia necessario lavorare e informare in modo diverso, puntando alla concretezza dei risultati perseguibili.

Recentemente, il Ministero della Transizione Ecologica ha diramato una nota alle Regione, al MIPAAF e ad ISPRA, dove si evidenziava l’intenzione di giungere ad una “moratoria” per il prelievo della specie in assenza di un accordo tra le Regioni sul Piano di gestione della Tortora selvatica (Streptopelia turtur).

In queste ore la questione sembra destinata a trovare uno sbocco positivo.

L’assessore all’ Ambiente della regione Sardegna Piras starebbe lavorando ad una proposta condivisa con le varie realtà regionali per consentire il prelievo della Tortora in pre-apertura, con un preciso limite alle giornate ed al carniere giornaliero e stagionale.

I tempi per questo processo sono molto stretti (entro il 30 marzo), ma le condizioni per giungere ad un risultato positivo sono sicuramente a portata di mano.

Sull’argomento anche la regione Toscana sta sviluppando in queste ore un ruolo incentrato sulla necessità di giungere ad un risultato unitario per consentire al coordinamento della Commissione Ambiente, di esprimere una posizione chiara sul piano di gestione della Tortora da comunicare sia al MITE che alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Dall’Assessorato Regionale all’ Agro-alimentare, caccia e pesca ci informano che questa iniziativa riguardante il prelievo della Tortora e del relativo piano di gestione vede la Toscana impegnata ad ottenere una posizione condivisa e responsabile. Ci siamo già attivati per favorire una intesa che possa garantire il prelievo della Tortora in pre-apertura senza venir meno agli aspetti di conservazione e corretta gestione della specie”.

Anche sul piano tecnico scientifico ci sono tutti i presupposti per evitare una incomprensibile “moratoria” non giustificabile dato anche lo stato di conservazione della specie a livello europeo.

Infatti la Tortora è studiata da anni con alcuni programmi nazionali di monitoraggio delle popolazioni che sono confluiti nel Piano Internazionale in discussione in seno alla Commissione Europea. Il piano prendendo spunto dallo studio di Marx et al., 2016, ha suddiviso in tre sub popolazioni l’areale complessivo europeo. Secondo questo schema per la Tortora esistono tre “Flyways”, quella occidentale, quella centrale e quella orientale.

Le Flyways in cui è inserita l’Italia presentano le condizioni più favorevoli, pertanto non si presentano giustificati allarmismi per la caccia nel nostro paese.

Inoltre in Italia il Progetto MITO 2000 è il più importante programma di monitoraggio delle popolazioni di uccelli nidificanti; il risultato nazionale per la Tortora selvatica che emerge dal progetto è di una popolazione stabile che dimostra come il prelievo venatorio nel corso degli anni non ha influito negativamente sulla demografia della popolazione italiana riproduttiva.

tratto da confederazionecacciatoritoscani.it

 

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