Nel dibattito sulla riforma della legge sulla caccia, la cabina di regia del mondo venatorio interviene con una posizione netta: è necessario, afferma il coordinamento delle principali associazioni del settore, “fermare la campagna di disinformazione” che starebbe accompagnando il confronto politico e pubblico sul disegno di legge.
Il centrodestra ha scelto di procedere con un disegno di legge ordinario, e non con un decreto legge, una decisione che secondo la cabina di regia — composta da Federcaccia, Arcicaccia, Enalcaccia, Libera Caccia, ANUU Migratoristi, Italcaccia e CNCN — rappresenta un passaggio positivo perché consente “approfondimento, confronto e possibile aggiornamento del testo”.
Tuttavia, le associazioni sottolineano che il dibattito potrà diventare realmente costruttivo solo se le opposizioni si sganceranno da quella che definiscono una “campagna di disinformazione crescente”.
“Ricostruzioni errate e allarmistiche”
Secondo il mondo venatorio, l’opinione pubblica sarebbe stata spesso esposta a ricostruzioni “errate, allarmistiche e prive di fondamento”, che non rispecchiano il contenuto reale del provvedimento.
La cabina di regia ha diffuso una lunga nota nella quale elenca ciò che, a loro dire, non è previsto nella riforma, respingendo una serie di interpretazioni circolate nel dibattito pubblico.
Tra le affermazioni smentite figurano:
- nessun favore ai cacciatori;
- nessuna caccia in spiaggia durante la stagione balneare;
- nessuna liberalizzazione della caccia nei parchi o nei centri urbani;
- nessuna riduzione delle aree protette;
- nessun declassamento dell’ISPRA;
- nessuna estensione generalizzata della stagione venatoria;
- nessuna cancellazione del silenzio venatorio, se non per operazioni di recupero ungulati feriti;
- nessuna apertura indiscriminata alle AFV;
- nessuna caccia senza regole per cacciatori stranieri;
- nessuna limitazione alle proteste contro la caccia, salvo sanzioni per atti di sabotaggio;
- nessun inserimento del lupo tra le specie cacciabili.
“Nessuna bocciatura da parte dell’Unione Europea”
Un ulteriore punto riguarda il rapporto con Bruxelles. Secondo la cabina di regia, non esisterebbe alcuna bocciatura formale da parte della Commissione europea sulla riforma.
Le interlocuzioni tecniche citate anche dal ministro Gilberto Pichetto Fratin vengono definite come parte del normale dialogo tra istituzioni europee e governo, senza valore di rigetto del testo.
Gestione faunistica e cambiamenti del contesto
Nel documento, le associazioni venatorie ribadiscono inoltre che la gestione faunistica non è alternativa alla tutela della biodiversità, sostenendo che la protezione della fauna non possa essere interpretata come assenza totale di intervento, soprattutto in territori antropizzati e agricoli.
Secondo la cabina di regia, la caccia resta compatibile con la biodiversità e rappresenta uno strumento di gestione ambientale.
Infine, viene sottolineato come una revisione della legge quadro del 1992 sia ormai considerata necessaria: il contesto territoriale, ecologico e amministrativo sarebbe profondamente cambiato, così come la distribuzione della fauna selvatica e l’assetto della gestione del territorio.






















