La Regione Siciliana ha inserito il moriglione tra le specie cacciabili per la stagione venatoria 2026-2027, introducendo però limiti precisi e un sistema di controllo dei prelievi.
La decisione è contenuta nel decreto assessoriale n. 247/Gab del 28 settembre 2026, emanato dall’Assessorato regionale dell’Agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea, che integra il calendario venatorio siciliano e disciplina specificamente il prelievo del moriglione (Aythya ferina).
Prelievo consentito dal 1° ottobre al 31 gennaio
Secondo quanto stabilito dal provvedimento regionale, il moriglione potrà essere prelevato dal 1° ottobre 2026 al 31 gennaio 2027.
La caccia alla specie sarà tuttavia sottoposta a un contingente regionale complessivo, fissato prudenzialmente in 141 capi.
Il limite individuale previsto è invece di due moriglioni al giorno e dieci nell’intera stagione venatoria.
Il sistema adottato dalla Regione punta quindi a consentire il prelievo mantenendolo entro quantitativi prestabiliti e verificabili nel corso della stagione.
Un tetto regionale inferiore alla soglia massima
Il numero di 141 capi non rappresenta la soglia teorica massima calcolata per la Sicilia.
La documentazione tecnica elaborata in occasione del calendario venatorio indica infatti in 157 capi il quantitativo massimo derivante dall’applicazione del Piano nazionale di gestione del moriglione.
Il calcolo prende come riferimento gli abbattimenti dichiarati nelle ultime tre stagioni in cui la specie era stata regolarmente cacciabile in Sicilia: 83 capi nel 2016-2017, 106 nel 2017-2018 e 441 nel 2018-2019.
La media dei tre valori è pari a 210 capi; applicando il limite del 75% previsto dal Piano nazionale si arriva a circa 157 esemplari.
La Regione ha scelto tuttavia di fermarsi a 141 capi, pari al 90% di quella soglia, introducendo quindi un ulteriore margine prudenziale.
Il Piano nazionale di gestione
Il provvedimento siciliano si inserisce nel quadro definito dal Piano di gestione nazionale del Moriglione, sul quale la Conferenza Stato-Regioni ha raggiunto l’accordo il 10 maggio 2023.
Il Piano è stato predisposto per disciplinare la conservazione e la gestione delle popolazioni italiane nidificanti e dei contingenti migratori e svernanti presenti nel nostro Paese.
Tra le misure previste figura anche la possibilità per le Regioni di autorizzare il prelievo venatorio, a condizione che venga mantenuto entro soglie definite e accompagnato da sistemi di monitoraggio.
Per i primi anni di applicazione, il Piano stabilisce infatti che il prelievo complessivo regionale non debba superare il 75% della media degli abbattimenti registrati nelle ultime tre stagioni in cui la specie era stata cacciabile.
Previsto un controllo dei prelievi
Uno degli elementi centrali della disciplina è il monitoraggio degli abbattimenti.
Il sistema predisposto dalla Regione Siciliana prevede la registrazione dei cacciatori su una piattaforma dedicata e la comunicazione dei capi prelevati entro la giornata di caccia.
L’obiettivo è consentire all’amministrazione di conoscere progressivamente il numero complessivo di moriglioni abbattuti e interrompere il prelievo una volta raggiunto il contingente stabilito.
Rimane inoltre l’obbligo di annotare il capo sul tesserino venatorio.
Il sistema consente quindi di superare un controllo basato esclusivamente sui dati raccolti al termine della stagione e di avvicinarsi a una gestione dei carnieri aggiornata durante lo svolgimento dell’attività venatoria.
Il ruolo dei dati faunistici
La gestione del moriglione è particolarmente delicata perché la specie è da anni oggetto di attenzione sotto il profilo conservazionistico.
Per questo motivo il Piano nazionale affianca alla regolamentazione venatoria anche attività di monitoraggio delle popolazioni nidificanti e svernanti, studio degli habitat, inanellamento, analisi delle zone umide e verifica delle condizioni ambientali dei principali siti frequentati dalla specie.
Il principio alla base del modello adottato è quello della gestione adattativa: il prelievo può essere consentito solo all’interno di un quadro nel quale dati scientifici, monitoraggio delle popolazioni e controllo dei carnieri vengono utilizzati per aggiornare progressivamente le decisioni.





















