GESTIONE DEL TERRITORIO. SINERGIA TOSCANA TRA SCIENZA E GOVERNANCE
Mentre il Consiglio di Stato e la ricerca scientifica ridisegnano i confini dei calendari venatori, in Toscana nasce un’alleanza strategica tra Coldiretti e Federcaccia. Al centro, il monitoraggio del lupo e la valorizzazione della biodiversità agricola.
Il 2026 si apre come un anno di profonda transizione per la gestione faunistica italiana. Da un lato, il fronte giudiziario e quello scientifico si confrontano sul tema della migrazione dei tordi; dall’altro, emerge un nuovo modello di cooperazione territoriale che mira a superare gli storici conflitti tra mondo agricolo e venatorio.
“Lupus Etruriae” e “Agrobiomonitor”: oltre la contrapposizione
Venerdì 16 gennaio, a Firenze, verranno presentati due progetti che segnano un cambio di paradigma nella gestione della biodiversità in Toscana. Coldiretti e Federcaccia Toscana-UCT hanno unito le forze in due Gruppi Operativi (GO) che coinvolgono i dipartimenti delle università di Firenze, Sassari e della Tuscia.
- Lupus Etruriae: Il progetto mira a superare il metodo della “stima” per passare a un censimento scientifico basato sulla presenza reale e la localizzazione del lupo. L’obiettivo è fornire alla Regione dati certi per definire piani di gestione efficaci, alla luce del nuovo status del predatore, passato da specie “rigorosamente protetta” a “protetta”.
- AgroBioMonitor: Questo protocollo punta a misurare l’impatto positivo delle pratiche agricole sostenibili sulla piccola fauna (uccelli e mammiferi). La sfida è trasformare la tutela ambientale da vincolo burocratico a opportunità economica per le imprese agricole, integrando i target delle politiche comunitarie (CSR).
Il quadro normativo: la “tenuta” dei Calendari Venatori
Questi progetti di monitoraggio si inseriscono in un contesto giuridico ancora turbolento. Recentemente, il Consiglio di Stato è intervenuto con le ordinanze 99/26 e 115/26 relative a Marche e Abruzzo.
I giudici di Palazzo Spada hanno stabilito un principio fondamentale: le Regioni possono discostarsi dal parere ISPRA se supportate da un’istruttoria tecnica valida (come quella del CTFVN). Nelle Marche, ciò ha comportato il ripristino della chiusura al 31 gennaio per specie come la beccaccia e i tordi, ribaltando l’anticipo cautelare disposto dal Tar.
La sfida della Scienza: il “fattore migrazione”
Tuttavia, la legittimità formale dei calendari deve ora confrontarsi con i risultati di uno studio pubblicato su Wildlife Biology dall’Università di Milano e dalla Lipu. L’analisi di oltre 4 milioni di dati su 23 specie cacciabili documenta un netto anticipo della migrazione prenuziale (Key Concepts):
- Tordo Bottaccio: la migrazione inizierebbe già nella terza decade di dicembre.
- Cesena e Allodola: movimenti rilevati nella prima decade di gennaio.
Questi dati suggeriscono che il “calendario biologico” si sta muovendo più velocemente del “calendario legislativo”, spingendo verso la necessità di monitoraggi sempre più accurati e in tempo reale, proprio come quelli proposti dai nuovi progetti toscani.
Siamo all’inizio di una nuova era nella gestione della fauna? La presentazione del 16 gennaio a Firenze potrebbe rappresentare il primo passo verso una gestione basata su dati condivisi tra chi il territorio lo vive (agricoltori) e chi lo monitora attivamente (cacciatori e università), cercando una sintesi tra le sentenze dei tribunali e le evidenze delle riviste scientifiche.


































