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LUNGHEZZA della CANNA e VELOCITA’ del PROIETTILE

La lunghezza della canna influenza la velocità alla volata perché determina per quanto tempo i gas prodotti dalla combustione della polvere possono esercitare pressione sulla base del proiettile. In termini generali, una canna più lunga permette di sfruttare più a lungo l’espansione dei gas, mentre una canna più corta interrompe prima questa fase di accelerazione.

Il rapporto tra lunghezza e velocità non è però lineare. Non esiste una quantità universale di metri al secondo guadagnati o perduti per ogni centimetro di canna: il risultato dipende dal calibro, dalla munizione, dal tipo di polvere, dal peso del proiettile, dalla pressione sviluppata e dalle caratteristiche della singola arma.

Come viene misurata la lunghezza della canna

Nelle armi a retrocarica, la lunghezza della canna viene generalmente misurata dalla faccia dell’otturatore chiuso fino all’estremità della volata. Nelle armi semiautomatiche e nelle carabine a otturatore girevole-scorrevole, la camera di cartuccia è quindi compresa nella misura complessiva.

Eventuali freni di bocca, rompifiamma o altri dispositivi applicati alla volata non fanno normalmente parte della canna, salvo che siano integrati o fissati in modo permanente secondo i criteri previsti dalla normativa applicabile.

Come il proiettile accelera nella canna

Dopo la percussione dell’innesco, la polvere comincia a bruciare producendo gas ad alta temperatura e pressione. Quando la forza esercitata sulla base del proiettile supera la resistenza iniziale, il proiettile si mette in movimento e impegna la rigatura.

Durante l’avanzamento, il volume disponibile dietro il proiettile aumenta. La pressione raggiunge un valore massimo nel tratto iniziale e successivamente diminuisce, ma continua a spingere il proiettile finché la forza prodotta dai gas rimane superiore alle resistenze opposte dall’attrito e dall’aria presente nella canna.

Una canna più lunga può quindi offrire un maggiore spazio di accelerazione. Il vantaggio diminuisce progressivamente perché, procedendo verso la volata, la pressione residua diventa sempre più bassa.

Perché una canna più lunga può aumentare la velocità

Se il proiettile lascia la volata mentre i gas possiedono ancora una pressione significativa, una maggiore lunghezza della canna può consentire di trasformare una parte ulteriore dell’energia dei gas in velocità.

Il guadagno dipende principalmente da:

  • quantità e caratteristiche della polvere;
  • vivacità e progressività del propellente;
  • capacità interna del bossolo;
  • peso e superficie di contatto del proiettile;
  • pressione residua lungo la canna;
  • diametro dell’anima;
  • attrito tra proiettile e rigatura;
  • tenuta dei gas;
  • temperatura della munizione e della canna.

Il rendimento diminuisce con l’aumentare della lunghezza

Ogni tratto aggiuntivo di canna non produce necessariamente lo stesso incremento di velocità. Nei primi centimetri il proiettile è sottoposto a pressioni elevate e accelera rapidamente. Proseguendo lungo la canna, la pressione diminuisce e il contributo di ogni centimetro supplementare diventa generalmente più contenuto.

Si parla quindi di rendimento decrescente: oltre una determinata lunghezza, una canna più lunga può offrire un guadagno di velocità modesto rispetto all’aumento di peso e ingombro dell’arma.

Una canna troppo lunga può rallentare il proiettile?

In linea teorica, se la canna fosse sufficientemente lunga, la pressione residua potrebbe diventare così bassa da non compensare più l’attrito tra proiettile e rigatura. Da quel momento il proiettile smetterebbe di accelerare e potrebbe iniziare a perdere velocità.

Nelle normali lunghezze delle carabine questo punto viene raggiunto raramente con le munizioni per le quali l’arma è stata progettata. È tuttavia possibile che, oltre una certa misura, il guadagno diventi trascurabile o che alcune combinazioni particolari non mostrino ulteriori incrementi apprezzabili.

Effetti dell’accorciamento della canna

Accorciando una canna, il proiettile esce prima e dispone di un intervallo più breve per sfruttare la pressione dei gas. La velocità alla volata tende quindi a diminuire, ma l’entità della perdita varia notevolmente da una cartuccia all’altra.

L’accorciamento può inoltre determinare:

  • maggiore pressione residua alla volata;
  • incremento del rumore percepito;
  • fiammata di volata più evidente;
  • maggiore effetto dei gas su freni di bocca e altri dispositivi;
  • riduzione dell’energia cinetica del proiettile;
  • modifica della traiettoria e della caduta alle varie distanze;
  • possibile variazione del funzionamento nelle armi semiautomatiche.

Non esiste una perdita standard per centimetro

È frequente incontrare valori medi riferiti alla perdita di velocità per ogni centimetro o pollice di canna eliminato. Queste indicazioni possono essere utili per una valutazione preliminare, ma non rappresentano una regola universale.

La perdita può essere contenuta in un determinato intervallo di lunghezze e diventare più marcata quando la canna viene accorciata ulteriormente. Due cartucce dello stesso calibro, ma caricate con polveri o proiettili differenti, possono inoltre reagire in modo diverso alla medesima variazione di lunghezza.

Polveri vivaci e polveri progressive

Le polveri relativamente vivaci producono gas rapidamente e possono raggiungere il proprio rendimento in canne più corte. Le polveri più progressive mantengono invece la produzione di gas per un intervallo maggiore e possono beneficiare di una canna più lunga.

Non bisogna però identificare la combustione completa con la fine dell’accelerazione. Anche quando gran parte della polvere ha reagito, i gas già prodotti continuano a espandersi e possono esercitare una spinta utile sul proiettile.

Capacità del bossolo e rapporto con il calibro

Le cartucce caratterizzate da una grande capacità del bossolo rispetto al diametro del proiettile utilizzano spesso quantità elevate di polvere relativamente progressiva. Queste munizioni tendono a richiedere canne più lunghe per sfruttare efficacemente il proprio potenziale velocitario.

Le cartucce di capacità più contenuta e maggiore efficienza interna possono invece conservare una parte più consistente delle proprie prestazioni anche con canne relativamente corte.

Peso del proiettile e lunghezza della canna

Il peso del proiettile modifica il rapporto tra pressione, accelerazione e tempo di permanenza nella canna. Un proiettile pesante accelera generalmente più lentamente e rimane più a lungo nel tubo, mentre uno più leggero può raggiungere rapidamente velocità elevate.

L’effetto della lunghezza non dipende però dal solo peso. Contano anche superficie di contatto, materiale del mantello, diametro, forma del proiettile e tipo di propellente utilizzato nella munizione.

Lunghezza della canna nelle carabine

Nelle carabine la scelta della lunghezza rappresenta un compromesso tra rendimento balistico, maneggevolezza, peso e destinazione d’uso.

Una canna lunga può offrire:

  • maggiore velocità con cartucce che utilizzano polveri progressive;
  • pressione e fiammata più contenute alla volata;
  • maggiore distanza tra gli organi di mira nelle mire metalliche;
  • maggiore stabilità nel tiro da posizione fissa.

Una canna corta può invece garantire:

  • arma più compatta e maneggevole;
  • maggiore facilità di movimento nel bosco o da postazioni ristrette;
  • peso complessivo ridotto;
  • spostamenti più rapidi del punto di mira.

Il vantaggio velocitario di una canna lunga deve quindi essere valutato insieme alle reali esigenze d’impiego.

Lunghezza della canna nelle armi corte

Nelle pistole e nei revolver, anche piccole differenze di lunghezza possono incidere sulla velocità perché il percorso disponibile per l’accelerazione è molto più breve rispetto a quello di una carabina.

Le munizioni destinate alle armi corte utilizzano generalmente propellenti relativamente vivaci. Una canna più lunga può comunque aumentare la velocità, ridurre la pressione residua alla volata e rendere meno evidente la fiammata.

Nei revolver occorre considerare anche la perdita di gas attraverso lo spazio esistente tra tamburo e cono di forzamento, fenomeno assente nelle pistole semiautomatiche con camera integrata nella canna.

Lunghezza della canna nei fucili a canna liscia

Nei fucili a canna liscia, l’influenza della lunghezza sulla velocità della carica di pallini è generalmente meno marcata di quanto spesso si creda. Le polveri utilizzate nelle cartucce a pallini sviluppano rapidamente la pressione necessaria e gran parte dell’accelerazione avviene nel tratto iniziale.

Una canna più lunga può offrire un moderato incremento di velocità, ma i suoi principali vantaggi riguardano frequentemente:

  • regolarità del movimento dell’arma;
  • migliore controllabilità dello swing;
  • linea di mira più estesa;
  • distribuzione del peso;
  • riduzione della percezione di rumore e vampa da parte del tiratore.

La lunghezza della canna, da sola, non determina l’ampiezza della rosata. Strozzatura, caratteristiche della cartuccia, borraggio, dimensione dei pallini e qualità della canna rivestono un ruolo più diretto.

La lunghezza influisce sulla precisione?

Una canna più lunga non è automaticamente più precisa. La precisione dipende soprattutto dalla qualità della lavorazione, dall’uniformità dell’anima, dalla camera, dal throat, dalla corona, dalla munizione e dalla rigidità del sistema.

A parità di diametro esterno, una canna corta risulta generalmente più rigida e può presentare vibrazioni di ampiezza inferiore. Una canna lunga offre però maggiore velocità e può ridurre il tempo di volo e l’influenza del vento alle lunghe distanze.

La lunghezza modifica inoltre le armoniche della canna, cioè il modo in cui il tubo vibra durante lo sparo. Due canne di diversa lunghezza possono quindi mostrare comportamenti differenti anche utilizzando la stessa munizione.

Velocità ed energia cinetica

La velocità influenza direttamente l’energia cinetica del proiettile, espressa dalla relazione:

Energia = ½ × massa × velocità²

Poiché la velocità è elevata al quadrato, una sua variazione può produrre un cambiamento proporzionalmente maggiore dell’energia. La riduzione della velocità dovuta a una canna più corta deve essere valutata anche in relazione al comportamento terminale del proiettile e alla distanza d’impiego.

Influenza sulla traiettoria

Una maggiore velocità iniziale tende a produrre una traiettoria più tesa. A parità di proiettile e condizioni atmosferiche, il tempo di volo si riduce e diminuisce la caduta gravitazionale alla stessa distanza.

Una velocità inferiore comporta generalmente:

  • maggiore tempo di volo;
  • maggiore caduta del proiettile;
  • maggiore esposizione all’azione del vento;
  • riduzione dell’energia residua;
  • possibile cambiamento del comportamento espansivo.

Ogni variazione significativa della lunghezza della canna richiede quindi una nuova verifica dell’azzeramento e dei dati balistici.

Velocità dichiarata e velocità reale

Le velocità indicate dai produttori di munizioni vengono ottenute utilizzando specifiche canne di prova e condizioni controllate. La lunghezza della canna impiegata nel test può essere differente da quella dell’arma utilizzata dal tiratore.

La velocità reale può variare anche per effetto di:

  • dimensioni effettive della camera e della canna;
  • tolleranze di produzione;
  • temperatura della munizione;
  • lotto di caricamento;
  • condizioni e pulizia della canna;
  • distanza del cronografo dalla volata.

Due armi dello stesso modello e con canne della stessa lunghezza possono pertanto fornire velocità leggermente differenti.

Misurare la velocità con il cronografo

Il metodo più affidabile per conoscere la velocità sviluppata da una specifica combinazione arma-munizione consiste nell’utilizzare un cronografo balistico. La prova deve comprendere più colpi, in modo da ottenere una velocità media e valutare la regolarità della munizione.

Durante il confronto tra canne o munizioni è importante mantenere il più possibile costanti temperatura, condizioni della canna e configurazione dell’arma. I dati ottenuti con armi differenti non possono essere attribuiti esclusivamente alla lunghezza, perché intervengono anche le tolleranze individuali delle canne.

La lunghezza ottimale della canna

Non esiste una lunghezza ottimale valida per tutti i calibri e per ogni impiego. La scelta deve tenere conto di:

  • caratteristiche della cartuccia;
  • peso e tipo di proiettile;
  • velocità richiesta;
  • distanza abituale di tiro;
  • tipo di caccia o disciplina sportiva;
  • necessità di trasporto e maneggevolezza;
  • peso e bilanciamento dell’arma;
  • rumore e fiammata alla volata.

Una canna lunga permette generalmente di sfruttare meglio le cartucce di grande capacità e le polveri progressive. Una canna corta privilegia compattezza e rapidità di impiego, accettando una possibile riduzione della velocità.

Un rapporto che dipende dall’intero sistema

La lunghezza della canna non può essere valutata isolatamente. Velocità e rendimento dipendono dall’interazione tra bossolo, propellente, proiettile, pressione, attrito e caratteristiche costruttive dell’arma.

In generale, aumentando la lunghezza cresce il tempo durante il quale i gas possono accelerare il proiettile, ma il vantaggio diventa progressivamente minore. La scelta più efficace non coincide necessariamente con la canna che produce la velocità massima, bensì con quella che offre il miglior equilibrio tra prestazioni balistiche, precisione, peso e maneggevolezza.

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