Purtroppo in Liguria è successo un incidente mortale durante una battuta di caccia al cinghiale. Un ragazzo che frequentava il bosco è rimasto ucciso, colpito di un cacciatore e le polemiche si sprecano.
Errore fatale quello del cacciatore che ha esploso il colpo uccidendo un ragazzo diciannovenne che aveva deciso ieri mattina di frequentare un bosco ligure ove era in corso una battuta di caccia al cinghiale.
Ci si chiede sempre se questi nefasti accadimenti possano essere evitati prima di cadere in soluzioni estreme, senza molto costrutto, relative al chiudere come è stato chiesto da più parti, la caccia di domenica, cosa che non risolverebbe nulla se poi un incidente magari avviene di giovedi.
E’ da ritenere che sia più giusto concentrarci su un fatto, sul quale naturalmente sta indagando l’autorità giudiziaria, che ha tolto la vita ad una persona e messo in disgrazia un’altra. In questi anni molto si è fatto da parte delle associazioni venatorie e delle istituzioni in materia di sicurezza, imponendo regole sempre più mirate appunto ad evitare incidenti. Regole che impongono la sola presenza dei cacciatori delle squadre nelle zone di braccata e regole che impongono la perimetrazione con tabelle di segnalazione del perimetro di battuta, che segnalano la pericolosità della zona. I cartelli in questo caso c’erano? E’ da credere di si, ma certo i cartelli e i loro contenuti devono essere acquisiti, come del resto anche se all’interno della zona perimetrata per la battuta, qualunque cacciatore deve comunque prestare la massima attenzione a dove spara, inquadrando correttamente il bersaglio e solo ben vedendolo sparare e nelle sole direzioni nelle quali il responsabile della battuta ha dato precise indicazioni.
Tutto il resto delle naturali chiacchiere del momento serve a ben poco; non servono quelle degli animalisti chiudere totalmente la caccia, perché partono da altre basi, e la maggior parte della altre caccie non generano pericoli mortali se non perché situazioni accidentali a bruciapelo ed è anche da ritenere che l’assenza del prelievo venatorio totale del cinghiale, porterebbe ad analoghi rischi per gli escursionisti vista la dinamica di popolazione del suide che trova grande supporto trofico uscendo dai boschi e quindi supporto alla elevata prolificità.
Occorre perciò continuare a migliorare la ricerca di sicurezza, ma solo dopo aver espresso il cordoglio alla famiglia di questo ragazzo e la solidarietà ad un cacciatore che ha avuto un momento di deleterio istinto a tirare un grilletto, che mai avrebbe voluto in tutta la sua vita





















