E’ questo il pensiero espresso dal VicePresidente dell’ dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (CN).
Questo Ateneo, creato da Carlo Petrini fondatore anche di Slow Food, la pensa positivamente sulla caccia italiana che ritiene rispettosa dell’Ambiente, del valore economico prodotto e del presidio di ruralità.
Il cacciatore è considerato un risorsa preziosa ed per questo che l’Ateneo ha apprezzato particolarmente la cabina di regia del mondo venatorio e il manifesto pubblicato che oltre a raccontare in maniera sobria la caccia e i cacciatori esalta la ruralità e tutto il contesto che la contraddistingue.
Il cacciatore è invitato ad assumere comportamento tipico di produttori primari di una risorsa rinnovabile quale è la fauna selvatica, risorsa alimentare di elevatissimo pregio organolettico e grande importanza economica.
Si è anche approfondita la percezione che della caccia ha l’opinione pubblica ed è necessario uscire dallo schema proposto da animalisti e vegani e agire verso una sostenibilità ambientale compresa quella relativa alla selvaggina.
L’Università è anche curatrice del Progetto “Selvatici e Buoni” legato alla gastronomia della selvaggina.
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