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Come devono essere custodite le armi in presenza di minori?

Quando in casa vivono o possono entrare dei minori, il detentore deve adottare cautele particolarmente rigorose per impedire che possano impossessarsi agevolmente delle armi o delle munizioni.

Non è sufficiente nascondere un’arma, collocarla su un ripiano alto oppure raccomandare ai ragazzi di non toccarla. La custodia deve creare un ostacolo materiale ed effettivo all’accesso, adeguato all’età, alle capacità e alla prevedibile curiosità del minore.

Che cosa prevede la legge?

L’articolo 20 della Legge 18 aprile 1975, n. 110 stabilisce che le armi e gli esplosivi debbano essere custoditi con ogni diligenza nell’interesse della sicurezza pubblica.

L’articolo 20-bis disciplina più specificamente l’omessa custodia e punisce chi trascura di adottare le cautele necessarie per impedire che determinate persone possano impossessarsi agevolmente di un’arma.

La particolare protezione riguarda, oltre ai minori, anche:

  • persone totalmente o parzialmente incapaci;
  • persone inesperte nel maneggio delle armi;
  • persone affette da tossicodipendenza;
  • altri soggetti che non devono avere accesso alle armi.

La cassaforte è obbligatoria se in casa ci sono bambini?

La legge non introduce espressamente un obbligo generale e automatico di cassaforte per ogni famiglia con figli minorenni. La presenza di minori rende però necessario un livello di sicurezza molto più elevato.

Nella pratica, un armadio portafucili blindato o una cassaforte chiusi e correttamente ancorati rappresentano le soluzioni più prudenti per dimostrare che sono state adottate cautele concrete.

Un normale mobile può risultare insufficiente se è facilmente apribile, se la chiave è accessibile oppure se il minore è in grado di forzarne o aggirarne la chiusura.

Dove devono essere conservate le chiavi?

Le chiavi della cassaforte o dell’armadio portafucili devono essere custodite in un luogo:

  • non visibile;
  • non facilmente raggiungibile;
  • diverso dal mobile contenente le armi;
  • non conosciuto dai minori;
  • accessibile esclusivamente al detentore o alle persone legittimate.

Lasciare la chiave nella serratura, sopra l’armadio, in un cassetto vicino o insieme alle normali chiavi di casa può rendere inefficace il sistema di custodia.

Nel caso di serrature elettroniche, il codice non deve essere comunicato ai minori, scritto vicino alla cassaforte o memorizzato su dispositivi ai quali possano accedere.

Le armi devono essere conservate scariche?

La normativa non stabilisce per ogni situazione domestica un obbligo generale di conservare tutte le armi scariche. Tuttavia, in presenza di minori è particolarmente prudente riporre le armi completamente scariche, verificando camera di cartuccia, serbatoio e caricatore.

Quando possibile, può essere utile adottare anche ulteriori cautele, come:

  • rimuovere il caricatore;
  • separare una parte essenziale dell’arma;
  • utilizzare un blocco al grilletto;
  • impiegare una serratura di sicurezza;
  • conservare le munizioni in un vano separato e chiuso.

Questi accorgimenti integrano la corretta custodia, ma non sostituiscono un contenitore adeguatamente protetto.

Armi e munizioni devono essere conservate separatamente?

Non esiste un obbligo nazionale generalizzato di utilizzare sempre due casseforti differenti. In presenza di bambini o adolescenti, conservare armi e munizioni in vani distinti e chiusi rappresenta però una misura particolarmente consigliabile.

Le munizioni non devono essere lasciate in cassetti, borse da caccia, zaini, garage o altri luoghi facilmente accessibili. Anche una sola cartuccia abbandonata incustodita può rappresentare un pericolo.

È sufficiente nascondere le armi?

No. Un nascondiglio non equivale a un sistema di sicurezza. I minori possono trovare un’arma durante un gioco, una ricerca casuale o osservando i comportamenti degli adulti.

Non sono quindi soluzioni adeguate:

  • nascondere il fucile dietro un armadio;
  • riporlo sotto il letto o sopra un mobile;
  • lasciarlo nella custodia da trasporto senza chiusura;
  • conservarlo in un ripostiglio non chiuso;
  • lasciare una pistola in un comodino;
  • tenere le munizioni nella normale borsa da caccia.

Educare i figli alla sicurezza è sufficiente?

Spiegare ai ragazzi la pericolosità delle armi è importante, ma l’educazione non sostituisce le barriere fisiche necessarie a impedirne l’accesso.

Anche un minore abituato alla presenza delle armi può agire per curiosità, imitazione, superficialità o pressione degli amici. Il detentore non può quindi affidare la sicurezza esclusivamente all’obbedienza del ragazzo.

Che cosa accade quando entrano in casa altri minori?

L’obbligo di custodia non riguarda soltanto i figli del proprietario. Occorre considerare anche nipoti, amici dei figli, compagni di scuola e altri minori che possono entrare occasionalmente nell’abitazione.

Le armi devono rimanere inaccessibili anche durante visite, feste, lavori domestici, traslochi o permanenze temporanee di ospiti.

Il detentore dovrebbe controllare che il locale e il contenitore siano chiusi prima dell’arrivo degli ospiti e che le chiavi non siano state lasciate in luoghi accessibili.

Un figlio può conoscere il codice della cassaforte?

Conoscere il codice significa avere la possibilità concreta di accedere alle armi. Se il minore non possiede un titolo che lo legittimi e non deve avere la disponibilità delle armi, il codice non deve essergli comunicato.

Anche l’eventuale possesso di un titolo da parte di un altro familiare non consente automaticamente una disponibilità indistinta delle armi appartenenti al detentore. Ogni situazione deve essere valutata nel rispetto delle regole sulla detenzione e sulla cessione.

Che cosa succede se un minore trova l’arma?

La responsabilità può sorgere anche prima che l’arma venga utilizzata o che si verifichi un incidente. L’articolo 20-bis prende in considerazione la mancata adozione delle cautele necessarie a impedire che il soggetto protetto possa impossessarsi agevolmente dell’arma.

Una custodia inadeguata può comportare:

  • responsabilità penale;
  • sequestro o ritiro cautelare delle armi;
  • sospensione o revoca del porto d’armi;
  • divieto di detenzione;
  • diniego del rinnovo o di future autorizzazioni;
  • eventuale responsabilità per i danni causati.

Un esempio pratico

Un cacciatore vive con due figli adolescenti. Conserva i fucili scarichi in un armadio portafucili blindato e ancorato alla parete, mentre le munizioni sono collocate in un vano interno separato e chiuso. Le chiavi rimangono sempre sotto il suo controllo e i figli non conoscono il codice di apertura.

Questa organizzazione offre una protezione concreta. Sarebbe invece rischioso conservare i fucili in un normale armadio lasciando la chiave in un cassetto conosciuto dai ragazzi, anche se il proprietario avesse espressamente vietato loro di toccarli.

Riferimenti normativi essenziali

  • Legge 18 aprile 1975, n. 110, articolo 20 – Custodia delle armi e degli esplosivi;
  • Legge 18 aprile 1975, n. 110, articolo 20-bis – Omessa custodia di armi;
  • Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773 – TULPS, articoli 38 e 39;
  • eventuali prescrizioni specifiche impartite dal Questore o dall’autorità di pubblica sicurezza.

Questa scheda ha finalità esclusivamente divulgative e non sostituisce la consultazione delle disposizioni vigenti. In presenza di minori la custodia deve impedire concretamente e non soltanto teoricamente l’accesso alle armi e alle munizioni. Le cautele necessarie dipendono dalle circostanze familiari, dalle caratteristiche dell’abitazione e dalle eventuali prescrizioni dell’autorità: in caso di dubbio è opportuno rivolgersi alla Questura o all’Ufficio di pubblica sicurezza competente.

 

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