Provocare il vomito nel cane può sembrare la reazione più immediata dopo l’ingestione di una sostanza sospetta, ma non è sempre utile e in alcune situazioni può aggravare gravemente l’avvelenamento. Prodotti corrosivi, idrocarburi, oggetti appuntiti e numerose altre sostanze possono danneggiare una seconda volta esofago, bocca e vie respiratorie durante la risalita.
Il vomito deve essere indotto esclusivamente dopo avere parlato con un medico veterinario o con un servizio veterinario di tossicologia. Il professionista valuterà sostanza, quantità, tempo trascorso, peso del cane, condizioni cliniche e rischio di inalazione.
In caso di sospetto avvelenamento non bisogna attendere la comparsa dei sintomi: alcune sostanze provocano segni tardivi quando il danno è già in corso.
Cosa fare immediatamente dopo un’ingestione sospetta
La prima azione consiste nell’allontanare il cane dalla sostanza, senza esporsi personalmente al prodotto. Successivamente bisogna contattare il veterinario o una struttura veterinaria di emergenza.
Prima della telefonata è utile raccogliere:
- nome esatto del prodotto ingerito;
- fotografia della confezione e dell’etichetta;
- elenco degli ingredienti o principio attivo;
- concentrazione della sostanza;
- quantità presumibilmente ingerita;
- ora dell’ingestione;
- peso, età e razza del cane;
- eventuali malattie e terapie in corso;
- sintomi già comparsi;
- presenza di vomito spontaneo.
Se possibile, portare in ambulatorio la confezione originale, un campione della sostanza e una fotografia dell’eventuale materiale vomitato. Non esporsi direttamente al vomito quando potrebbe contenere prodotti chimici o tossici.
Quando il veterinario può decidere di indurre il vomito
L’induzione del vomito può essere presa in considerazione quando:
- l’ingestione è avvenuta da poco tempo;
- la sostanza è ancora presumibilmente nello stomaco;
- il cane è vigile, stabile e capace di deglutire;
- il prodotto non è corrosivo, volatile o appuntito;
- il rischio dell’avvelenamento supera quello della procedura;
- non sono presenti condizioni che favoriscono l’inalazione del vomito.
Non esiste un limite temporale valido per tutte le sostanze. Il contenuto dello stomaco, la forma del prodotto e la sua velocità di assorbimento possono modificare notevolmente l’utilità del vomito.
Per alcuni veleni l’intervento può risultare utile anche oltre il periodo normalmente considerato, mentre per altri può essere inutile o pericoloso già poco dopo l’ingestione. La decisione deve essere presa caso per caso.
Quando non bisogna far vomitare il cane
Il vomito non deve essere provocato quando il cane ha ingerito:
- acidi o sostanze corrosive;
- prodotti fortemente alcalini;
- candeggina concentrata;
- detergenti caustici;
- prodotti disgorganti per tubature;
- detergenti per forno;
- batterie;
- benzina, gasolio, cherosene o acquaragia;
- oli minerali e altri idrocarburi;
- oggetti appuntiti o taglienti;
- ami, vetri, aghi o frammenti metallici;
- corpi estranei di grandi dimensioni;
- sostanze schiumogene che possono essere facilmente inalate.
Durante la risalita, i prodotti corrosivi possono bruciare nuovamente esofago e bocca. Gli idrocarburi e le sostanze schiumogene possono entrare nei polmoni e provocare una grave polmonite da aspirazione. Gli oggetti appuntiti possono perforare stomaco ed esofago.
Condizioni del cane che rendono pericoloso il vomito
Non bisogna tentare di provocare il vomito se il cane:
- è incosciente o poco reattivo;
- non riesce a deglutire normalmente;
- presenta convulsioni o tremori;
- è disorientato o cammina in modo instabile;
- respira con difficoltà;
- è estremamente debole o collassato;
- sta già vomitando ripetutamente;
- ha ingerito la sostanza da un tempo non determinabile;
- presenta una dilatazione evidente dell’addome;
- ha subito recentemente un intervento a esofago o stomaco;
- soffre di megaesofago o altre patologie che aumentano il rischio di aspirazione.
Nei cani brachicefali, come Bulldog, Carlino, Pechinese e Bouledogue francese, il rischio di aspirare materiale nelle vie respiratorie può essere maggiore. La procedura deve essere valutata con particolare cautela dal veterinario.
Perché non bisogna usare rimedi casalinghi
Numerosi metodi diffusi online sono inefficaci o pericolosi. Non devono essere utilizzati:
- sale da cucina;
- acqua molto salata;
- senape;
- sciroppo di ipecacuana;
- bicarbonato;
- detersivo per piatti;
- olio, burro o grassi;
- latte;
- alcolici;
- carbone bruciato o pane carbonizzato;
- dita o oggetti introdotti nella gola.
Perché il sale è pericoloso
Somministrare sale per provocare il vomito può causare un’intossicazione da sodio. Le conseguenze comprendono sete intensa, vomito, disorientamento, tremori, convulsioni, danni cerebrali e morte.
Perché non bisogna mettere le dita in gola
Il cane non presenta un riflesso del vomito uguale a quello umano. Introdurre dita o oggetti nella bocca può provocare morsi, ferite alla gola, soffocamento e inalazione di materiale.
Perché olio e latte non sono antidoti
Olio, burro e latte non neutralizzano genericamente i veleni. In alcuni casi possono favorire l’assorbimento di sostanze liposolubili oppure essere inalati nei polmoni. Non bisogna somministrare cibo o bevande senza precise istruzioni.
Acqua ossigenata: può essere utilizzata?
L’acqua ossigenata al 3% è stata utilizzata come emetico esclusivamente nel cane quando non è possibile raggiungere rapidamente una struttura veterinaria. Non rappresenta però un rimedio innocuo e non deve essere somministrata senza l’autorizzazione e le istruzioni immediate di un veterinario.
L’acqua ossigenata può provocare:
- irritazione della bocca e dell’esofago;
- gastrite;
- ulcerazioni e sanguinamento gastrico;
- vomito prolungato;
- distensione dello stomaco;
- inalazione di schiuma;
- polmonite da aspirazione.
Concentrazioni superiori al 3%, come alcuni prodotti professionali o destinati alla decolorazione dei capelli, sono molto più pericolose.
La quantità da utilizzare non deve essere ricavata da formule generiche trovate online. Dipende dal peso del cane, dal prodotto disponibile, dalla sostanza ingerita e dalle condizioni dell’animale. Un errore di concentrazione o dosaggio può causare gravi lesioni.
Se il veterinario ritiene indicata la somministrazione domiciliare, deve comunicare:
- concentrazione esatta del prodotto;
- quantità precisa da somministrare;
- modalità di somministrazione;
- tempo di attesa;
- eventuale possibilità di ripetizione;
- segnali per cui interrompere immediatamente;
- modalità e tempi del successivo controllo.
Non bisogna continuare a somministrare acqua ossigenata se il cane non vomita. Dosi ripetute aumentano il rischio di lesioni senza garantire il risultato.
L’acqua ossigenata non deve essere usata nel gatto
L’acqua ossigenata non deve essere somministrata al gatto per indurre il vomito. Può provocare gravi irritazioni, esofagite e gastrite emorragica. Nel gatto il vomito può essere indotto soltanto dal veterinario con farmaci e monitoraggio appropriati.
Come viene provocato il vomito dal veterinario
In ambulatorio il veterinario può utilizzare farmaci emetici specifici, scelti in base alla specie e alle condizioni cliniche. Il cane viene visitato prima della procedura e monitorato durante e dopo il vomito.
La gestione professionale permette di:
- valutare coscienza, respirazione e riflesso della deglutizione;
- scegliere un farmaco con effetto prevedibile;
- interrompere il vomito quando necessario;
- trattare rapidamente eventuali complicazioni;
- esaminare il materiale espulso;
- proseguire con ulteriori procedure di decontaminazione;
- iniziare antidoti e terapie di supporto.
Il vomito elimina soltanto una parte del contenuto gastrico e non garantisce che tutto il veleno sia stato rimosso. Anche quando la sostanza ingerita appare nel vomito, il cane può avere bisogno di esami, osservazione e terapia.
Carbone attivo: non deve essere somministrato autonomamente
Il carbone attivo può legare alcune sostanze nell’apparato digerente, ma non è efficace contro tutti i veleni. La sua somministrazione domestica può causare inalazione nei polmoni, ostruzione, alterazioni dei sali minerali e altre complicazioni.
Non deve essere dato al cane senza indicazione veterinaria. Anche il carbone alimentare, il pane bruciato e i prodotti per barbecue non sono sostituti del carbone attivo medicale.
Situazioni nelle quali il vomito può non essere sufficiente
Il veterinario può prescrivere ulteriori interventi in caso di ingestione di:
- rodenticidi;
- farmaci umani;
- antiparassitari concentrati;
- xilitolo;
- cioccolato;
- uva o uvetta;
- vitamina D;
- prodotti antigelo;
- esche lumachicide;
- piante tossiche;
- funghi;
- concimi e prodotti agricoli.
In base alla sostanza possono essere necessari carbone attivo, antidoti, fluidoterapia, controllo della glicemia, monitoraggio renale o epatico, farmaci anticonvulsivanti e ricovero.
Particolare attenzione allo xilitolo
Lo xilitolo è un dolcificante presente in gomme da masticare, caramelle senza zucchero, prodotti da forno, integratori, dentifrici e alcuni medicinali liquidi. Nel cane può provocare una rapida e grave riduzione della glicemia e, in alcuni casi, danno epatico.
Non bisogna indurre il vomito né somministrare qualcosa per bocca senza istruzioni veterinarie. Un cane che sta sviluppando ipoglicemia può diventare debole, disorientato o incapace di deglutire, aumentando il rischio di aspirazione.
Cosa fare se il cane ha già vomitato
Se il cane vomita spontaneamente:
- allontanarlo dal materiale per impedirne la reingestione;
- indossare guanti;
- arieggiare l’ambiente se sono presenti prodotti chimici;
- fotografare il vomito;
- conservarne un campione soltanto se il veterinario lo richiede;
- non provocare altro vomito;
- contattare comunque il veterinario.
Alcune sostanze presenti nel vomito possono essere pericolose per persone e altri animali. È necessario impedire l’accesso all’area e seguire le indicazioni per la pulizia.
Segni di avvelenamento nel cane
I sintomi cambiano in base alla sostanza e possono comparire immediatamente oppure dopo molte ore o giorni.
I segnali possibili comprendono:
- salivazione abbondante;
- vomito o diarrea;
- sangue nel vomito o nelle feci;
- dolore addominale;
- debolezza e sonnolenza;
- agitazione anomala;
- andatura incerta;
- tremori o convulsioni;
- pupille anomale;
- respirazione difficoltosa;
- gengive pallide, bluastre o molto rosse;
- alterazioni della frequenza cardiaca;
- aumento della sete e della minzione;
- sanguinamenti spontanei;
- collasso o perdita di coscienza.
La presenza di uno qualsiasi di questi sintomi rende ancora più pericoloso provocare il vomito a casa.
Avvelenamento durante l’attività venatoria
I cani da caccia possono ingerire esche, carcasse, bocconi abbandonati, fitofarmaci, fertilizzanti, funghi, acqua contaminata o medicinali presenti nei ricoveri.
In caso di sospetta ingestione durante una battuta:
- interrompere immediatamente l’attività;
- allontanare gli altri cani dall’area;
- non toccare esche o sostanze a mani nude;
- fotografare il luogo e il materiale;
- raccogliere un campione soltanto in condizioni di sicurezza;
- contattare il veterinario durante il trasferimento;
- non somministrare sale, latte, olio o acqua ossigenata senza istruzioni.
Se si sospetta la presenza di un boccone avvelenato, il materiale deve essere conservato in modo sicuro e consegnato alle autorità competenti secondo le indicazioni ricevute.
Cosa non fare dopo un’ingestione sospetta
- Non aspettare che compaiano i sintomi.
- Non provocare il vomito senza autorizzazione.
- Non somministrare sale o acqua salata.
- Non introdurre dita o oggetti nella gola.
- Non dare latte, olio, cibo o alcolici.
- Non somministrare carbone attivo domestico.
- Non utilizzare acqua ossigenata concentrata.
- Non ripetere una dose se il cane non vomita.
- Non far camminare o correre un animale debole.
- Non buttare la confezione della sostanza.
- Non ritardare il trasporto per cercare rimedi online.
Quando recarsi immediatamente in pronto soccorso veterinario
Il cane deve essere trasportato urgentemente se:
- è incosciente o poco reattivo;
- presenta convulsioni o tremori;
- respira con difficoltà;
- non riesce a stare in piedi;
- ha ingerito un prodotto corrosivo;
- ha ingerito benzina, solventi o idrocarburi;
- ha ingerito un oggetto appuntito;
- vomita sangue;
- presenta gonfiore dell’addome;
- mostra gengive pallide, bluastre o molto rosse;
- la sostanza ingerita non è identificabile;
- la quantità potrebbe essere elevata.
Durante il trasporto mantenere il cane tranquillo, impedire che ingerisca altro materiale e portare la confezione del prodotto. Se possibile, avvisare telefonicamente la struttura del proprio arrivo.
In sintesi
Per sapere se far vomitare il cane è necessario contattare immediatamente il veterinario. La decisione dipende dalla sostanza ingerita, dal tempo trascorso e dalle condizioni dell’animale.
Sale, senape, olio, latte, detersivi e stimolazione manuale della gola non devono essere utilizzati. Anche l’acqua ossigenata al 3% può provocare lesioni e deve essere somministrata soltanto quando il veterinario la ritiene necessaria, comunicando direttamente concentrazione, quantità e modalità d’impiego.
In un sospetto avvelenamento, la rapidità della comunicazione con il veterinario è più importante del tentativo di applicare un rimedio domestico.























