La Coturnice, scientificamente Alectoris graeca, è uno dei Galliformi più affascinanti e rappresentativi della fauna montana italiana. Elegante, robusta e straordinariamente adattata alla vita sui versanti rocciosi, frequenta soprattutto praterie montane, pascoli, pendii assolati, pietraie, affioramenti rocciosi e cespuglieti radi, dal settore alpino fino all’Appennino centro-meridionale e alla Sicilia.
È un selvatico profondamente legato agli ambienti aperti di montagna. Le robuste zampe le permettono di correre rapidamente tra rocce e pendii, mentre il piumaggio grigio-bruno garantisce un eccellente mimetismo. Quando viene costretta all’involo mostra invece un volo potente e velocissimo, particolarmente spettacolare quando sfrutta la pendenza per allontanarsi verso valle.
In Italia la Coturnice assume un’importanza naturalistica particolare perché sono presenti tre popolazioni geograficamente e geneticamente differenziate: la Coturnice alpina, Alectoris graeca saxatilis, la popolazione appenninica attribuita tradizionalmente ad Alectoris graeca graeca e la Coturnice di Sicilia, Alectoris graeca whitakeri.
Dal punto di vista cinofilo è uno dei selvatici più impegnativi per il cane da ferma. Terreno, vento, forti dislivelli e capacità delle brigate di pedinare rendono ogni incontro estremamente tecnico. La Coturnice selvatica richiede cani dotati non soltanto di grande naso, ma anche di esperienza, equilibrio, resistenza fisica e capacità di interpretare il terreno.

Coturnice: carta d’identitÃ
| Nome comune | Coturnice |
| Nome scientifico | Alectoris graeca |
| Ordine | Galliformes |
| Famiglia | Phasianidae |
| Genere | Alectoris |
| Popolazioni italiane | Alpina, appenninica e siciliana |
| Sottospecie alpina | Alectoris graeca saxatilis |
| Popolazione appenninica | Alectoris graeca graeca |
| Sottospecie siciliana | Alectoris graeca whitakeri |
| Lunghezza | Circa 32-35 cm |
| Apertura alare | Circa 46-53 cm |
| Habitat principale | Versanti montani assolati, praterie, pascoli, pietraie, affioramenti rocciosi e cespuglieti radi |
| Alimentazione | Prevalentemente vegetale negli adulti, con importante componente animale nei giovani |
| Comportamento | Sedentario, terricolo e gregario fuori dal periodo riproduttivo |
| Nido | A terra |
| Riproduzione | Primaverile-estiva, variabile con quota e condizioni climatiche |
| Pulcini | Precoci e nidifughi |
| Migrazione | Sedentaria, con possibili spostamenti altitudinali stagionali |
| Status venatorio in Italia | Specie cacciabile secondo normativa nazionale, con prelievo soggetto a forti limitazioni e regolamentazioni regionali |
Come riconoscere la Coturnice
La Coturnice possiede la tipica struttura compatta delle specie appartenenti al genere Alectoris. Il corpo è robusto, le ali relativamente corte e arrotondate e le zampe forti, perfettamente adattate agli spostamenti sui terreni accidentati.
Il piumaggio delle parti superiori presenta prevalentemente tonalità grigio-brune, mentre il petto tende al grigio e i fianchi sono attraversati dalle caratteristiche bande verticali nere, bianche e castane.
Uno degli elementi più evidenti è la gola bianca racchiusa da un netto collare nero. Becco, anello perioculare e zampe sono rossi.
La testa della Coturnice
La testa presenta un disegno particolarmente elegante e riconoscibile.
Una fascia nera parte dalla regione frontale, attraversa l’occhio e scende lateralmente fino a delimitare la gola chiara.
Il contrasto tra grigio del capo, bianco della gola, nero del collare e rosso di becco e zona perioculare rende la Coturnice facilmente riconoscibile quando può essere osservata a distanza ravvicinata.
La gola bianca e il collare nero
La gola bianca contornata da un collare nero ben definito costituisce uno dei principali caratteri diagnostici della specie.
Il collare tende a essere più netto rispetto a quello della Pernice rossa, nella quale la fascia nera si frammenta maggiormente in macchie verso il petto.
I fianchi barrati
I fianchi presentano le caratteristiche fasce verticali tipiche del genere Alectoris.
Si alternano tonalità nere, bianche, castane e grigie, creando un disegno molto evidente nell’animale osservato lateralmente.
Le zampe rosse
Le zampe sono forti e di colore rosso.
La loro robustezza rappresenta un adattamento fondamentale a una vita trascorsa prevalentemente sul terreno, spesso su pendii ripidi, pietraie e superfici rocciose.
Quanto è grande una Coturnice?
La Coturnice misura generalmente circa 32-35 centimetri di lunghezza.
L’apertura alare può raggiungere indicativamente i 46-53 centimetri, mentre il peso varia in relazione a sesso, stagione, popolazione e condizioni individuali.
Il maschio tende mediamente a essere leggermente più grande e robusto della femmina.
Maschio e femmina: come distinguerli?
Il dimorfismo sessuale è poco evidente.
Maschio e femmina presentano infatti una colorazione molto simile.
Il maschio adulto può essere mediamente più robusto e presentare speroni tarsali maggiormente sviluppati, mentre nella femmina questi sono generalmente meno evidenti.
I giovani della Coturnice
I giovani presentano inizialmente una colorazione meno contrastata rispetto agli adulti.
Il piumaggio giovanile garantisce un eccellente mimetismo tra erba secca, pietre e terreno.
Con la crescita diventano progressivamente visibili il collare nero, la barratura dei fianchi e gli altri caratteri tipici dell’adulto.
Coturnice e Pernice rossa: quali differenze?
| Caratteristica | Coturnice | Pernice rossa |
|---|---|---|
| Nome scientifico | Alectoris graeca | Alectoris rufa |
| Collare | Nero, generalmente netto e ben definito | Nero, maggiormente frammentato verso collo e petto |
| Gola | Bianca | Bianca |
| Colorazione generale | Più grigiastra | Generalmente più calda e brunastra |
| Habitat italiano tipico | Montagna, praterie, pascoli e versanti rocciosi | Colline, pascoli, coltivi e ambienti mediterranei aperti |
| Distribuzione italiana | Alpi, Appennino centro-meridionale e Sicilia | Principalmente Appennino settentrionale e Arcipelago Toscano |
Coturnice e Pernice sarda
La Pernice sarda, Alectoris barbara, possiede un disegno della testa molto differente.
Nella Coturnice la gola chiara è delimitata da un caratteristico collare nero, mentre nella Pernice sarda il collare presenta tonalità prevalentemente bruno-castane.
Anche la distribuzione italiana elimina normalmente ogni dubbio: la Pernice sarda è presente in Sardegna, mentre le popolazioni naturali di Coturnice sono distribuite sulle Alpi, lungo l’Appennino centro-meridionale e in Sicilia.
Coturnice e Chukar: attenzione alla somiglianza
La Coturnice orientale o Chukar, Alectoris chukar, è probabilmente la specie con la quale la Coturnice può essere confusa più facilmente.
Entrambe possiedono gola chiara, collare nero, fianchi barrati e zampe rosse.
Esistono differenze nel disegno del capo, nell’estensione del collare, nella colorazione e nelle barrature laterali, ma l’identificazione sul campo può risultare difficile, soprattutto in presenza di soggetti ibridi.
Perché il Chukar rappresenta un problema per la Coturnice?
Il problema principale non riguarda la semplice somiglianza morfologica.
Alectoris graeca e Alectoris chukar possono infatti ibridarsi.
L’immissione in natura di Chukar o di soggetti provenienti da allevamenti geneticamente non controllati può quindi determinare introgressione genetica nelle popolazioni naturali di Coturnice.
Le sottospecie italiane della Coturnice
L’Italia riveste una particolare importanza per la conservazione di Alectoris graeca perché ospita popolazioni geograficamente isolate e geneticamente differenziate.
Tradizionalmente vengono riconosciute tre entità principali:
Alectoris graeca saxatilis – popolazione alpina;
Alectoris graeca graeca – popolazione dell’Appennino centro-meridionale;
Alectoris graeca whitakeri – popolazione siciliana.
La distinzione assume particolare importanza dal punto di vista biogeografico e conservazionistico.
La Coturnice alpina – Alectoris graeca saxatilis
La Coturnice alpina occupa il settore delle Alpi italiane e rappresenta la popolazione più settentrionale presente nel nostro Paese.
È strettamente associata a versanti soleggiati, prati-pascoli, pietraie, affioramenti rocciosi e ambienti caratterizzati da vegetazione relativamente bassa.
Durante l’inverno può effettuare spostamenti verso quote inferiori o verso versanti meglio esposti e meno innevati.
La Coturnice appenninica
La popolazione appenninica è distribuita principalmente lungo l’Appennino centro-meridionale.
Occupa ambienti aperti di montagna, praterie secondarie, pascoli, pendii rocciosi e zone caratterizzate dalla presenza alternata di erba, rocce e piccoli arbusti.
Il progressivo abbandono del pascolo rappresenta uno dei problemi più importanti perché favorisce la chiusura della vegetazione.
La Coturnice di Sicilia – Alectoris graeca whitakeri
La Coturnice di Sicilia, Alectoris graeca whitakeri, costituisce una delle popolazioni di maggiore interesse conservazionistico.
È endemica della Sicilia ed è geograficamente isolata dalle altre popolazioni italiane.
A differenza delle popolazioni alpine e appenniniche, può occupare ambienti adatti anche a quote relativamente basse, arrivando localmente verso il livello del mare.
Perché la Coturnice siciliana è così importante?
L’isolamento geografico ha permesso alla popolazione siciliana di sviluppare caratteristiche genetiche proprie.
Per questo Alectoris graeca whitakeri possiede un elevato valore biogeografico e conservazionistico.
La protezione della sua identità genetica rappresenta quindi una priorità assoluta.
Distribuzione della Coturnice in Italia
La distribuzione italiana è frammentata in tre grandi aree.
La specie è presente sulle Alpi, lungo l’Appennino centro-meridionale e in Sicilia.
Questa frammentazione geografica limita naturalmente gli scambi tra popolazioni e contribuisce alla loro differenziazione.
La Coturnice è una specie di montagna?
In Italia la Coturnice può essere considerata prevalentemente una specie degli ambienti montani e collinari aperti.
Il legame con l’altitudine non deve tuttavia essere interpretato in maniera assoluta.
Ciò che conta maggiormente è la presenza di versanti aperti, soleggiati, con copertura erbacea, rocce e vegetazione arbustiva discontinua.
Habitat della Coturnice
L’habitat ideale è costituito da un mosaico di praterie, pascoli, pietraie, affioramenti rocciosi, piccoli arbusti e cespuglieti radi.
La specie evita generalmente le grandi superfici completamente forestali.
La presenza contemporanea di erba, rocce e copertura discontinua permette di trovare alimento, siti riproduttivi e rifugio.
Gli ambienti preferiti dalla Coturnice
| Praterie montane | ★★★★★ |
| Pascoli | ★★★★★ |
| Versanti assolati | ★★★★★ |
| Pietraie | ★★★★★ |
| Affioramenti rocciosi | ★★★★★ |
| Cespuglieti radi | ★★★★☆ |
| Praterie con rocce sparse | ★★★★★ |
| Ambienti collinari aperti | ★★★★☆ |
| Bosco aperto | ★★☆☆☆ |
| Bosco fitto | ★☆☆☆☆ |
L’importanza dei versanti assolati
L’esposizione del versante assume particolare importanza soprattutto durante l’inverno.
Le superfici maggiormente esposte al sole possono liberarsi più rapidamente dalla neve e rendere nuovamente disponibili erba e altre risorse alimentari.
Per questo le Coturnici possono concentrare la propria presenza sui versanti climaticamente più favorevoli.
La Coturnice nelle praterie montane
Le praterie montane rappresentano uno degli habitat fondamentali.
Offrono alimento, possibilità di movimento e aree adatte all’allevamento dei giovani.
La presenza contemporanea di pietre, cespugli e piccoli affioramenti rocciosi aumenta ulteriormente la qualità dell’habitat.
La Coturnice nelle pietraie
Le zampe robuste permettono alla specie di muoversi con grande agilità tra rocce e detriti.
Le pietraie offrono inoltre numerose possibilità di fuga e rendono estremamente difficile l’avvicinamento da parte dei predatori.
La Coturnice e il bosco
La Coturnice non è una specie tipicamente forestale.
Può utilizzare margini e formazioni arboree rade, ma tende a evitare grandi superfici di bosco completamente chiuso.
La progressiva espansione della vegetazione forestale può quindi ridurre la quantità di habitat disponibile.
La Coturnice è sedentaria?
Sì. La Coturnice è un Galliforme sedentario.
Non compie vere migrazioni stagionali, ma nelle popolazioni montane può effettuare spostamenti altitudinali.
Durante l’inverno gli animali possono scendere verso quote inferiori o utilizzare versanti meno innevati.
La vita in brigata
Dopo la stagione riproduttiva gli adulti e i giovani formano le caratteristiche brigate familiari.
I gruppi rimangono insieme durante gran parte dell’autunno e dell’inverno.
Con l’avvicinarsi della primavera le brigate tendono progressivamente a sciogliersi e iniziano a formarsi le coppie riproduttive.
Quante Coturnici formano una brigata?
La consistenza dipende soprattutto dal successo riproduttivo dell’annata.
Una brigata può essere costituita dalla coppia adulta e dai giovani nati durante la stagione.
In determinate circostanze più gruppi possono temporaneamente associarsi.
La Coturnice è soprattutto terricola
Gran parte dell’attività quotidiana si svolge sul terreno.
La Coturnice cammina e corre con straordinaria agilità anche su forti pendenze.
Il volo viene utilizzato principalmente per sottrarsi rapidamente a un pericolo.
La Coturnice preferisce correre o volare?
Quando le condizioni lo permettono, tende frequentemente a pedinare e allontanarsi sul terreno.
Questa capacità è particolarmente evidente nelle brigate adulte ed esperte.
Soltanto quando la pressione diventa eccessiva gli animali decidono di involarsi.
Il volo della Coturnice
Il volo è potente, rapido e diretto.
La partenza avviene con battiti d’ala molto energici e rumorosi.
Una volta acquisita velocità , l’animale può alternare battiti e planate, sfruttando in modo estremamente efficace la conformazione della montagna.
La Coturnice in discesa
Uno dei comportamenti più caratteristici consiste nell’utilizzo della pendenza.
Una Coturnice che parte da un versante elevato può lanciarsi verso valle e percorrere rapidamente una distanza considerevole.
Questo rende spesso difficile individuare con precisione il punto della rimessa.
Dove si posa dopo l’involo?
La Coturnice tende a scegliere zone capaci di offrire immediatamente protezione.
Rocce, piccoli avvallamenti, cespugli, balze e cambi di pendenza possono nascondere completamente l’animale.
La brigata può inoltre disperdersi, rendendo più complessa la ricerca successiva.
Il canto della Coturnice
La Coturnice possiede vocalizzazioni caratteristiche, particolarmente importanti nel periodo riproduttivo.
I richiami consentono agli individui di mantenere il contatto e vengono utilizzati dai maschi anche nell’ambito dell’attività territoriale.
Le ore dell’alba e del tramonto sono spesso quelle nelle quali l’attività vocale risulta maggiormente evidente.
Alimentazione della Coturnice
La dieta degli adulti è prevalentemente vegetale.
Vengono consumati semi, foglie, germogli, erbe e altre parti vegetali disponibili nei differenti periodi dell’anno.
Gli insetti assumono invece un’importanza molto maggiore nell’alimentazione dei giovani.
Cosa mangia una Coturnice adulta?
La dieta può comprendere:
semi di graminacee;
semi di piante spontanee;
germogli;
foglie;
erbe montane;
frutti e bacche disponibili localmente;
piccoli invertebrati.
L’alimentazione dei pulcini
Durante le prime settimane gli insetti e gli altri piccoli invertebrati assumono un’importanza fondamentale.
Le proteine animali permettono una crescita rapida e lo sviluppo della muscolatura e delle penne.
La disponibilità di artropodi può quindi incidere direttamente sul successo delle nidiate.
Riproduzione della Coturnice
Con la fine dell’inverno le brigate iniziano progressivamente a disgregarsi.
Gli adulti formano le coppie e i maschi diventano maggiormente territoriali.
L’inizio della stagione riproduttiva varia in funzione della quota, dell’esposizione e delle condizioni climatiche.
La formazione della coppia
Durante la primavera si consolida il legame tra maschio e femmina.
La coppia occupa un territorio nel quale devono essere disponibili alimento, copertura e siti idonei alla nidificazione.
Il nido della Coturnice
Il nido viene realizzato direttamente sul terreno.
La femmina utilizza generalmente una piccola depressione riparata da erba, rocce o vegetazione bassa.
La colorazione del piumaggio permette di confondersi efficacemente con l’ambiente circostante.
Quante uova depone la Coturnice?
La deposizione può comprendere generalmente circa 8-14 uova, anche se sono possibili variazioni.
Il successo della covata dipende da condizioni climatiche, disponibilità alimentare, predazione e qualità dell’habitat.
I pulcini della Coturnice
I pulcini sono precoci e nidifughi.
Poco dopo la schiusa sono già capaci di seguire gli adulti.
La famiglia si sposta rapidamente verso zone ricche di insetti e caratterizzate da vegetazione sufficientemente bassa da consentire ai piccoli di muoversi.
Quando iniziano a volare?
Lo sviluppo è rapido e già nelle prime settimane i giovani acquisiscono progressivamente la capacità di compiere brevi voli.
Questa caratteristica aumenta notevolmente le possibilità di sopravvivenza in caso di pericolo.
La famiglia rimane unita?
Sì. Dopo la riproduzione adulti e giovani formano la brigata familiare.
Il gruppo rimane generalmente unito fino all’avvicinarsi della successiva stagione riproduttiva.
Il ciclo annuale della Coturnice
| Periodo | Fase principale |
|---|---|
| Inverno | Vita in brigata e possibili spostamenti altitudinali |
| Fine inverno | Progressiva disgregazione delle brigate |
| Primavera | Formazione delle coppie e territorialità |
| Primavera-estate | Nidificazione, incubazione e schiusa |
| Estate | Crescita dei giovani |
| Fine estate | Consolidamento delle brigate familiari |
| Autunno | Vita gregaria e utilizzo delle aree di alimentazione |
I predatori della Coturnice
La specie può essere interessata dalla predazione in tutte le fasi della vita.
Uova e pulcini sono naturalmente più vulnerabili degli adulti.
Tra i potenziali predatori figurano:
volpe;
mustelidi;
corvidi;
rapaci;
altri carnivori opportunisti.
La neve e la Coturnice
La neve rappresenta uno dei principali fattori ambientali che condizionano le popolazioni montane.
Una copertura nevosa persistente può rendere difficile raggiungere le risorse alimentari.
Gli animali possono quindi spostarsi verso versanti assolati, zone spazzate dal vento o quote inferiori.
Gli inverni particolarmente rigidi
Periodi prolungati di neve e gelo possono determinare condizioni difficili, soprattutto quando impediscono l’accesso alla vegetazione.
La disponibilità di aree di svernamento favorevoli assume quindi grande importanza per la sopravvivenza delle popolazioni.
Il ruolo del pascolo
Il pascolo tradizionale può contribuire al mantenimento delle praterie montane e impedire la progressiva chiusura della vegetazione.
Una gestione equilibrata può quindi risultare favorevole alla Coturnice.
Un carico eccessivo, al contrario, può ridurre la copertura necessaria alla nidificazione e impoverire la vegetazione.
L’abbandono della montagna
L’abbandono delle attività agro-pastorali rappresenta una delle trasformazioni più importanti degli ambienti frequentati dalla Coturnice.
Quando prati e pascoli non vengono più utilizzati, cespugli e alberi possono espandersi progressivamente.
La conseguente chiusura degli habitat aperti riduce le superfici favorevoli alla specie.
La frammentazione delle popolazioni
Le popolazioni di Coturnice sono naturalmente distribuite in territori montani spesso separati tra loro.
La perdita di habitat idonei può accentuare ulteriormente questo isolamento.
Una ridotta connettività rende più difficili gli spostamenti dei giovani e gli scambi genetici tra nuclei differenti.
Gestione faunistica della Coturnice
La gestione della Coturnice deve essere particolarmente prudente.
La specie presenta infatti uno stato di conservazione sfavorevole in diverse parti dell’areale italiano e le popolazioni risultano spesso frammentate.
Monitoraggio, conservazione degli habitat, tutela genetica e regolamentazione del prelievo devono quindi essere considerati parti di un’unica strategia.
Il Piano d’azione nazionale per la Coturnice
La Coturnice è oggetto di uno specifico Piano d’azione nazionale.
Il documento individua le principali minacce e le misure necessarie per favorire conservazione e recupero delle popolazioni italiane.
La presenza di un Piano specifico testimonia l’importanza conservazionistica della specie e la necessità di una gestione basata su dati scientifici.
Perché i censimenti sono fondamentali?
Il monitoraggio permette di valutare l’andamento reale delle popolazioni.
Tra i parametri più importanti troviamo:
distribuzione;
numero di coppie riproduttive;
densità ;
numero delle brigate;
successo riproduttivo;
rapporto tra giovani e adulti;
andamento pluriennale della popolazione.
Il censimento primaverile
Durante il periodo riproduttivo le vocalizzazioni territoriali possono essere utilizzate nell’ambito di protocolli di monitoraggio.
La standardizzazione dei metodi è fondamentale per confrontare correttamente i risultati ottenuti in anni e territori differenti.
Il censimento delle brigate
Alla fine dell’estate e durante l’autunno l’osservazione delle brigate permette di ottenere informazioni importanti sulla produttività .
Il rapporto tra adulti e giovani fornisce indicazioni sul successo della stagione riproduttiva.
Miglioramenti ambientali per la Coturnice
Tra gli interventi potenzialmente favorevoli troviamo:
mantenimento dei pascoli montani;
recupero delle praterie abbandonate;
controllo dell’eccessiva espansione arbustiva;
conservazione dei mosaici tra erba, rocce e cespugli;
protezione delle aree riproduttive;
mantenimento della connettività tra nuclei;
monitoraggio delle popolazioni;
protezione dell’integrità genetica.
Il problema dei ripopolamenti
La Coturnice rappresenta una specie per la quale i ripopolamenti devono essere valutati con estrema cautela.
L’utilizzo storico di animali provenienti da allevamenti non adeguatamente controllati ha creato importanti problemi di carattere genetico.
In particolare, l’impiego di Chukar, Pernici rosse o ibridi può compromettere il patrimonio genetico delle popolazioni naturali.
L’inquinamento genetico
L’introgressione genetica rappresenta una delle principali minacce per alcune popolazioni italiane.
Un individuo può apparire esteriormente simile a una Coturnice ma possedere nel proprio patrimonio genetico geni provenienti da altre specie del genere Alectoris.
Per questo l’aspetto morfologico non è sempre sufficiente per determinare la purezza di una popolazione.
Perché la genetica è particolarmente importante?
Le popolazioni alpine, appenniniche e siciliane sono rimaste separate per lunghi periodi e possiedono una propria identità biogeografica.
La loro conservazione non significa quindi semplicemente mantenere un certo numero di animali, ma anche proteggere il patrimonio genetico originario.
Coturnici selvatiche e soggetti allevati
Una Coturnice nata e cresciuta in natura conosce perfettamente il proprio territorio.
Sa utilizzare pendii, rocce, vegetazione e vento e possiede distanze di fuga modellate dall’esperienza.
Un soggetto allevato e successivamente liberato può presentare comportamenti molto differenti e non può essere considerato equivalente a un individuo appartenente a una popolazione selvatica naturale.
La Coturnice è cacciabile in Italia?
Sì, sotto il profilo della normativa nazionale. La Coturnice, Alectoris graeca, è compresa tra le specie cacciabili previste dalla Legge 11 febbraio 1992 n. 157.
La situazione concreta è tuttavia molto più articolata: il prelievo è sospeso o fortemente regolamentato in diversi territori e può essere subordinato a monitoraggi, piani di prelievo, consistenza delle popolazioni e successo riproduttivo.
Prima di qualsiasi attività venatoria è quindi indispensabile verificare il calendario venatorio della Regione interessata, eventuali piani di prelievo e le disposizioni locali vigenti nella stagione in corso.
Perché la gestione venatoria della Coturnice è particolarmente delicata?
Le popolazioni montane possono presentare densità relativamente basse e un successo riproduttivo fortemente variabile.
Un inverno particolarmente difficile o condizioni meteorologiche sfavorevoli durante la riproduzione possono ridurre significativamente la consistenza delle brigate.
Il prelievo dovrebbe quindi essere collegato a censimenti e dati reali sulla produttività .
La caccia alla Coturnice
La caccia alla Coturnice con il cane da ferma è tradizionalmente considerata una delle forme più impegnative della caccia di montagna.
Il selvatico vive spesso in territori difficili, caratterizzati da forti dislivelli, rocce, pietraie e vegetazione irregolare.
Cacciatore e cane devono quindi possedere grande preparazione fisica e capacità di leggere correttamente il terreno.
La ricerca della brigata
Individuare la zona nella quale si trova una brigata rappresenta la prima grande difficoltà .
Esposizione, vento, temperatura, disponibilità alimentare e disturbo possono modificare le rimesse durante la giornata.
La conoscenza della montagna assume quindi un’importanza fondamentale.
La cerca sulla Coturnice
Nei grandi spazi aperti la cerca può essere ampia.
Il cane deve però mantenere un rapporto costante con il conduttore e adattare l’azione alla conformazione del versante.
Una cerca puramente veloce, priva di capacità di interpretazione, può risultare poco efficace su un selvatico che utilizza abilmente il terreno.
Il vento in montagna
Il vento rappresenta contemporaneamente un grande alleato e una delle principali difficoltà .
Creste, valloni, rocce e cambi di pendenza producono correnti ascendenti, discendenti e turbolenze.
L’emanazione può quindi raggiungere il cane da direzioni apparentemente ingannevoli.
La presa di punto
Quando intercetta l’emanazione, il cane deve stabilire con precisione dove si trovano gli animali.
Una brigata può però iniziare a pedinare e spostarsi lungo il versante.
L’ausiliare deve quindi distinguere tra emanazione lasciata sul terreno e posizione reale del selvatico.
La ferma sulla Coturnice
Quando gli animali rimangono immobili, la ferma può essere spettacolare.
La distanza deve però essere corretta: una pressione eccessiva può provocare un involo anticipato.
Sui grandi versanti montani una brigata partita fuori controllo può spostarsi molto lontano.
Il pedinamento
La Coturnice possiede una notevole capacità di pedinare davanti al cane.
Può salire, scendere o attraversare il versante sfruttando rocce e vegetazione.
Il cane deve riconoscere il movimento e adattare continuamente il proprio comportamento.
La guidata
Davanti a Coturnici che pedinano, la guidata diventa una delle fasi più tecniche.
L’ausiliare deve avanzare mantenendo il contatto olfattivo, senza esercitare una pressione tale da provocare l’involo.
Esperienza, equilibrio e sensibilità assumono qui un’importanza superiore alla semplice velocità .
L’involo della brigata
L’involo può essere improvviso e spettacolare.
Più animali possono partire quasi contemporaneamente producendo il caratteristico rumore delle ali.
Su un versante ripido possono immediatamente dirigersi verso valle acquistando velocità e distanza.
La rimessa
Seguire visivamente una Coturnice in volo in montagna può essere ingannevole.
Cambi di pendenza, speroni rocciosi e avvallamenti possono far scomparire improvvisamente gli animali.
Una corretta valutazione della rimessa rappresenta quindi una parte importante dell’esperienza venatoria.
La dispersione della brigata
Dopo l’involo gli animali possono rimanere uniti oppure disperdersi.
I singoli soggetti possono immobilizzarsi tra rocce ed erba e diventare estremamente difficili da individuare.
Il recupero della Coturnice
Il recupero di un animale abbattuto o ferito può essere particolarmente difficile su un terreno montano.
Il piumaggio mimetico rende il selvatico quasi invisibile tra rocce ed erba.
Un cane dotato di ottime capacità di recupero e riporto assume quindi grande importanza.
Quali cani sono particolarmente adatti alla Coturnice?
| Pointer Inglese | ★★★★★ |
| Setter Inglese | ★★★★★ |
| Setter Gordon | ★★★★☆ |
| Setter Irlandese | ★★★★☆ |
| Kurzhaar | ★★★★★ |
| Drahthaar | ★★★★☆ |
| Epagneul Breton | ★★★★☆ |
| Bracco Italiano | ★★★★☆ |
| Spinone Italiano | ★★★★☆ |
| Vizsla | ★★★★☆ |
Le valutazioni indicano esclusivamente l’attitudine generale. Genealogia, esperienza sulla selvaggina naturale, preparazione atletica, addestramento e qualità del singolo soggetto sono determinanti.
Il Setter Inglese sulla Coturnice
Il Setter Inglese è storicamente uno dei cani maggiormente associati alla caccia ai Galliformi di montagna.
Agilità , fondo, grande capacità olfattiva e possibilità di adattare la cerca alle variazioni del terreno ne fanno un ausiliare particolarmente efficace.
Un soggetto esperto deve soprattutto saper rallentare e interpretare correttamente le brigate che pedinano.
Il Pointer Inglese sulla Coturnice
Il Pointer Inglese può esprimere sui grandi versanti aperti tutta la propria capacità di esplorazione.
Velocità , ampiezza e potenza olfattiva permettono di controllare grandi superfici.
Il vero salto di qualità avviene quando il cane impara a coniugare potenza e prudenza davanti a selvatici estremamente esperti.
Il Kurzhaar sulla Coturnice
Il Kurzhaar offre una combinazione interessante di resistenza, potenza, collegamento e capacità di recupero.
La struttura fisica robusta può risultare particolarmente utile sui terreni rocciosi e difficili.
Il cane giovane sulla Coturnice
La Coturnice selvatica rappresenta una scuola estremamente severa.
Un giovane cane può inizialmente commettere errori esercitando troppa pressione oppure seguendo l’emanazione lasciata da animali che si sono già spostati.
L’esperienza insegna progressivamente a rispettare la distanza, utilizzare il vento e comprendere il pedinamento.
La preparazione atletica del cane
La caccia in montagna richiede una preparazione fisica superiore alla media.
Il cane deve affrontare dislivelli, pietraie e terreni duri per periodi prolungati.
Condizione cardiovascolare, muscolatura e integrità dei piedi sono quindi fondamentali.
La Coturnice con il caldo
Nelle giornate calde l’attività tende a concentrarsi nelle ore più fresche.
Gli animali possono alimentarsi al mattino e nel tardo pomeriggio, utilizzando durante le ore centrali zone maggiormente riparate.
La Coturnice con il vento forte
Il vento può modificare completamente sia il comportamento della brigata sia il lavoro del cane.
Gli animali possono utilizzare versanti riparati, mentre le forti turbolenze rendono molto più complessa la lettura dell’emanazione.
La Coturnice dopo la neve
Quando gran parte del territorio è coperta, le brigate possono concentrarsi sulle superfici rimaste libere.
Versanti esposti al sole e creste spazzate dal vento possono diventare particolarmente importanti per l’alimentazione.
Status e conservazione della Coturnice
La conservazione della Coturnice rappresenta una delle questioni più importanti relative ai Galliformi italiani.
Le popolazioni hanno subito nel tempo un declino determinato dall’interazione di diversi fattori.
La situazione richiede quindi un approccio basato sulla conservazione degli habitat, monitoraggio, tutela genetica e regolamentazione del prelievo.
Le principali criticitÃ
Tra i principali fattori di rischio troviamo:
abbandono del pascolo;
chiusura delle praterie montane;
frammentazione degli habitat;
isolamento delle popolazioni;
inquinamento genetico;
immissioni di Chukar e ibridi;
pressione venatoria non commisurata alla consistenza locale;
disturbo nelle aree riproduttive;
eventi climatici sfavorevoli.
La Coturnice è una specie protetta a livello europeo?
La Coturnice è inserita nell’Allegato I della Direttiva 2009/147/CE, la cosiddetta Direttiva Uccelli.
Questo riconoscimento evidenzia la necessità di specifiche misure di conservazione degli habitat e delle popolazioni.
La presenza della specie tra quelle cacciabili secondo la normativa nazionale non elimina quindi gli obblighi di conservazione e gestione sostenibile.
Perché la conservazione delle tre popolazioni italiane è fondamentale?
Le popolazioni alpine, appenniniche e siciliane rappresentano tre componenti differenti del patrimonio naturale italiano.
L’isolamento geografico ha favorito una significativa differenziazione.
Perdere una di queste popolazioni significherebbe quindi perdere una parte non sostituibile della biodiversità della specie.
La Coturnice come indicatore degli ambienti montani aperti
La presenza di popolazioni naturali vitali può rappresentare un indicatore della qualità delle praterie e dei pascoli montani.
La Coturnice necessita infatti di un paesaggio diversificato nel quale erba, rocce, arbusti e superfici aperte rimangano in equilibrio.
La Coturnice: caratteristiche principali
| Adattamento alla montagna | ★★★★★ |
| Adattamento ai terreni rocciosi | ★★★★★ |
| Capacità di corsa | ★★★★★ |
| Agilità sui pendii | ★★★★★ |
| Velocità di involo | ★★★★★ |
| Mimetismo | ★★★★★ |
| Pedinamento | ★★★★★ |
| Vita di brigata | ★★★★★ |
| Interesse cinofilo | ★★★★★ |
| Valore conservazionistico | ★★★★★ |
Curiosità sulla Coturnice
È uno dei Galliformi simbolo della montagna italiana: frequenta alcuni degli ambienti più spettacolari delle Alpi e dell’Appennino.
In Italia esistono tre popolazioni principali: alpina, appenninica e siciliana.
La Coturnice siciliana è unica: Alectoris graeca whitakeri è una forma endemica della Sicilia e possiede un elevato valore conservazionistico.
Non è una Pernice rossa: Alectoris graeca e Alectoris rufa sono due specie distinte.
Non è un Chukar: Alectoris chukar è una specie differente, anche se morfologicamente molto simile.
È sedentaria: non compie vere migrazioni, ma può effettuare spostamenti altitudinali in risposta alla neve e alle condizioni climatiche.
È una straordinaria camminatrice: può spostarsi rapidamente anche sui pendii più ripidi.
Può pedinare a lungo davanti al cane: questo comportamento contribuisce a renderla uno dei selvatici più difficili per il cane da ferma.
Il patrimonio genetico è prezioso: l’ibridazione con Chukar e altri Alectoris rappresenta una delle problematiche più delicate per la conservazione.
Perché la Coturnice è uno dei grandi selvatici del cane da ferma
La Coturnice rappresenta una delle espressioni più complete del rapporto tra selvatico, cane e ambiente montano.
Non può essere compresa separandola dalla montagna. Ogni elemento della sua biologia è legato ai versanti sui quali vive: le zampe robuste permettono di correre tra le rocce, il piumaggio grigiastro la rende quasi invisibile sulle pietraie e il volo potente consente di sfruttare immediatamente il dislivello per allontanarsi dal pericolo.
Anche il comportamento davanti al cane è profondamente condizionato dal territorio. Una brigata esperta può pedinare lungo il versante, attraversare un piccolo vallone, risalire tra le rocce oppure lasciarsi cadere improvvisamente verso valle. Il cane deve quindi fare molto più che trovare un’emanazione: deve interpretare contemporaneamente selvatico, vento e montagna.
È proprio su questi terreni che emergono le qualità del grande cane da ferma. Velocità e ampiezza sono importanti, ma non sufficienti. Servono fondo, intelligenza, prudenza, capacità di guidata e soprattutto esperienza sulla selvaggina naturale.
Dal punto di vista conservazionistico, la Coturnice racconta inoltre la profonda trasformazione delle montagne italiane. L’abbandono della pastorizia e delle attività tradizionali può trasformare rapidamente pascoli e praterie in cespuglieti e successivamente in bosco, sottraendo alla specie gli ambienti aperti di cui necessita.
A questo problema si aggiunge quello genetico. L’utilizzo storico di Chukar, Pernici rosse e soggetti ibridi nei ripopolamenti ha dimostrato che aumentare artificialmente il numero degli animali non significa necessariamente conservare una popolazione. Una vera strategia di tutela deve proteggere contemporaneamente numero degli individui, habitat e identità genetica.
Questo principio assume ancora maggiore importanza in Italia, dove le popolazioni delle Alpi, dell’Appennino e della Sicilia rappresentano entità geograficamente separate e di grande valore biogeografico.
Conoscere la Coturnice – Alectoris graeca significa quindi comprendere insieme ecologia della montagna, evoluzione del paesaggio agro-pastorale, genetica della conservazione, gestione faunistica e grande cinofilia venatoria: uno dei selvatici più difficili, affascinanti e preziosi del patrimonio faunistico italiano.























