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FAGIANO – Phasianus colchicus

Il fagiano comune, scientificamente Phasianus colchicus, è uno dei galliformi più conosciuti e rappresentativi della fauna di interesse venatorio europea. Inconfondibile nel maschio per il lungo timoniere, il piumaggio dai riflessi metallici e le caratteristiche caruncole rosse ai lati della testa, è una specie strettamente legata agli ambienti agricoli alternati a siepi, boschetti, margini, incolti e zone ricche di copertura.

La sua presenza in Europa è il risultato di una lunghissima storia di introduzioni e allevamento. Originario di un vastissimo areale asiatico, il fagiano è stato progressivamente diffuso dall’uomo in molte parti del continente europeo e successivamente in altri territori del mondo, diventando una delle specie di selvaggina da piuma più importanti nella tradizione venatoria.

Il fagiano è soprattutto un uccello terricolo. Trascorre gran parte della giornata camminando e alimentandosi sul terreno e ricorre al volo soprattutto quando deve sottrarsi rapidamente a una minaccia o raggiungere un luogo di riposo. Questa caratteristica condiziona profondamente tanto la sua ecologia quanto le tecniche di caccia e il lavoro dei cani.

Fagiano comune: carta d’identità

Nome comune Fagiano comune
Nome scientifico Phasianus colchicus
Ordine Galliformes
Famiglia Phasianidae
Genere Phasianus
Distribuzione originaria Asia e regioni comprese tra Caucaso, Asia centrale e Asia orientale
Presenza in Italia Ampia, con popolazioni naturalizzate e popolazioni sostenute anche attraverso gestione faunistico-venatoria
Habitat principale Agroecosistemi, margini boschivi, siepi, incolti, zone cespugliate e aree umide con copertura
Alimentazione Onnivora, prevalentemente vegetale negli adulti
Riproduzione Primaverile
Nido A terra
Numero tipico di uova Generalmente circa 8-15, con variazioni
Incubazione Circa 23-28 giorni
Tipo di pulcino Precoce e nidifugo
Comportamento migratorio Prevalentemente sedentario
Status venatorio in Italia Specie cacciabile, secondo normativa nazionale e calendari regionali

Come riconoscere il fagiano

Il fagiano è una specie caratterizzata da un fortissimo dimorfismo sessuale. Maschio e femmina presentano infatti dimensioni, colori e aspetto generale molto differenti.

Il maschio adulto è uno degli uccelli più facilmente riconoscibili delle campagne europee. Possiede un corpo robusto, una lunga coda appuntita e un piumaggio particolarmente vistoso, nel quale possono comparire tonalità rame, bronzo, verde, blu e porpora.

La femmina presenta invece una livrea molto più discreta e mimetica, adattata alla necessità di rimanere poco visibile durante la cova sul terreno.

Il maschio del fagiano

Il fagiano maschio, spesso chiamato semplicemente gallo, possiede una livrea spettacolare.

La testa presenta generalmente riflessi verde-bluastri, mentre ai lati del capo compaiono evidenti zone di pelle rossa nuda, particolarmente sviluppate durante il periodo riproduttivo.

Il corpo mostra tonalità variabili dal rame al castano, con riflessi metallici e disegni complessi sulle penne.

La lunga coda è formata da penne appuntite, barrate e progressivamente più lunghe verso il centro.

Il collare bianco del fagiano

Molti fagiani presenti in Europa mostrano il caratteristico collare bianco intorno al collo.

La presenza e l’ampiezza del collare possono tuttavia variare in relazione all’origine genetica dei soggetti e alle differenti sottospecie che hanno contribuito alle popolazioni introdotte.

Non tutti i fagiani adulti presentano quindi necessariamente un collare perfettamente completo.

La femmina del fagiano

La femmina è molto differente dal maschio.

Il piumaggio presenta tonalità brune, beige e sabbia con macchie più scure, creando un effetto fortemente mimetico.

Questa colorazione assume un’importanza fondamentale durante la riproduzione, perché la femmina cova direttamente sul terreno e deve riuscire a confondersi con foglie secche, erba e vegetazione.

La coda è più corta rispetto a quella del maschio e l’intera silhouette appare più discreta.

Quanto pesa un fagiano?

Il fagiano presenta differenze dimensionali abbastanza evidenti tra i sessi.

I maschi sono generalmente più grandi e pesanti delle femmine e possono raggiungere o superare il chilogrammo di peso, mentre le femmine tendono ad avere una massa inferiore.

Le dimensioni effettive possono comunque variare in relazione a origine, genetica, età, stagione e condizioni ambientali.

La lunga coda del fagiano

La coda rappresenta una delle caratteristiche più evidenti della specie, soprattutto nel maschio adulto.

Le timoniere centrali possono raggiungere una lunghezza considerevole e contribuiscono in maniera decisiva alla tipica silhouette del fagiano.

Durante il volo la lunga coda svolge anche una funzione importante nel controllo della traiettoria.

Gli speroni del maschio

I maschi adulti presentano sul tarso caratteristici speroni, utilizzati soprattutto nei combattimenti con altri maschi.

Durante la stagione riproduttiva gli scontri territoriali possono diventare particolarmente intensi.

Lo sviluppo dello sperone tende ad aumentare con l’età e può fornire indicazioni utili, pur non rappresentando da solo un sistema infallibile per determinare con precisione l’età dell’animale.

Origine del fagiano comune

Il fagiano comune non è originario dell’Europa occidentale.

L’areale naturale storico comprende vaste regioni dell’Asia, dal Caucaso e dal bacino del Mar Caspio fino all’Asia centrale e orientale.

La specie possiede numerose forme geografiche, sviluppatesi in ambienti molto differenti all’interno di questo vastissimo areale.

L’uomo ha avuto un ruolo determinante nell’espansione del fagiano fuori dal territorio originario.

Perché si chiama Phasianus colchicus?

Il nome scientifico Phasianus colchicus richiama la regione storica della Colchide, situata nell’area orientale del Mar Nero.

La tradizione antica collegava proprio a queste regioni l’arrivo dei fagiani nel mondo mediterraneo.

Il nome scientifico conserva quindi una traccia geografica della lunga storia della specie.

Quando è arrivato il fagiano in Europa?

Il fagiano è presente in Europa da moltissimo tempo.

La sua introduzione viene tradizionalmente collegata alle antiche civiltà mediterranee e successivamente la specie fu allevata e diffusa in numerosi territori europei.

Nel corso dei secoli il fagiano divenne particolarmente importante nelle tenute aristocratiche e negli ambienti dedicati alla caccia.

Successive introduzioni di differenti origini geografiche contribuirono a formare molte delle popolazioni europee attuali.

Il fagiano in Italia

In Italia il fagiano è oggi ampiamente distribuito soprattutto nelle zone di pianura e collina.

È particolarmente associato agli ambienti agricoli nei quali colture, siepi, margini boschivi, fossi, incolti e piccoli boschi creano un mosaico favorevole alla specie.

La situazione delle popolazioni può tuttavia cambiare considerevolmente da un territorio all’altro.

In molte aree la presenza del fagiano è influenzata anche da attività di gestione faunistico-venatoria, miglioramenti ambientali, ripopolamenti e immissioni.

Il fagiano è una specie autoctona italiana?

No. Il fagiano deve essere considerato una specie di origine asiatica introdotta storicamente in Europa.

La sua presenza nel continente è tuttavia antichissima e in moltissime regioni esistono popolazioni ormai stabilmente naturalizzate.

È quindi importante distinguere tra origine biogeografica della specie e presenza ormai consolidata nei paesaggi rurali europei.

Habitat del fagiano

Il fagiano predilige soprattutto ambienti caratterizzati da una forte eterogeneità del paesaggio.

Una distesa agricola completamente uniforme offre generalmente meno opportunità rispetto a un territorio nel quale campi coltivati si alternano a siepi, fossi, boschetti, incolti e fasce di vegetazione.

Il fagiano necessita infatti contemporaneamente di aree di alimentazione, zone di rifugio, siti riproduttivi e luoghi protetti nei quali trascorrere la notte.

Gli ambienti più favorevoli al fagiano

Campagna agricola diversificata ★★★★★
Siepi e bordure ★★★★★
Incolti ★★★★★
Piccoli boschi ★★★★★
Fossi e vegetazione ripariale ★★★★★
Zone cespugliate ★★★★★
Canneti e margini umidi ★★★★☆
Monocolture prive di copertura ★★☆☆☆
Alta montagna ★☆☆☆☆

L’importanza delle siepi

Le siepi svolgono un ruolo fondamentale nell’ecologia del fagiano.

Offrono protezione dal vento e dai predatori, insetti e altri alimenti, zone di passaggio e collegamento tra differenti ambienti.

Una rete di siepi ben conservata può aumentare notevolmente la qualità di un territorio per numerose specie della fauna rurale, non soltanto per il fagiano.

Il fagiano e gli incolti

Gli incolti rappresentano un’altra componente molto importante.

Erbe, vegetazione spontanea e presenza di insetti possono offrire condizioni particolarmente favorevoli alla nidificazione e all’allevamento dei giovani.

La presenza di copertura protegge inoltre gli animali dalla vista dei predatori.

Il fagiano e le coltivazioni agricole

Il fagiano utilizza frequentemente i campi coltivati per alimentarsi.

Cereali e altre colture possono rappresentare una risorsa alimentare importante soprattutto in determinati periodi dell’anno.

La disponibilità di alimento agricolo non è però sufficiente da sola a sostenere una buona popolazione.

Il vero elemento determinante è spesso la presenza contemporanea di copertura, margini, incolti e zone di rifugio.

Dove dorme il fagiano?

Nonostante trascorra gran parte della giornata sul terreno, il fagiano può utilizzare alberi e arbusti come luoghi di riposo notturno.

Raggiungere una posizione rialzata permette di ridurre l’esposizione ad alcuni predatori terrestri.

Al tramonto è quindi possibile osservare i fagiani dirigersi verso aree alberate o siepi strutturate dove trascorrere la notte.

Il fagiano è sedentario o migratore?

Il fagiano è una specie prevalentemente sedentaria.

Non compie le grandi migrazioni stagionali tipiche di molte altre specie di uccelli.

Può tuttavia effettuare spostamenti locali in relazione alla disponibilità di alimento, alla copertura, al disturbo, alla stagione e alle condizioni climatiche.

Quanto si sposta un fagiano?

La maggior parte degli spostamenti avviene all’interno di un territorio relativamente limitato rispetto a quello utilizzato dalle specie migratrici.

La distanza percorsa può comunque aumentare quando mancano alimento o copertura oppure quando un animale viene sottoposto a forte disturbo.

La qualità del mosaico ambientale influenza quindi direttamente anche l’ampiezza degli spostamenti.

Il fagiano preferisce correre o volare?

Il fagiano è un tipico galliforme terricolo e tende spesso a correre prima di ricorrere al volo.

Questa caratteristica è molto importante anche dal punto di vista venatorio.

Un fagiano sottoposto alla pressione del cane può infatti cercare di allontanarsi pedinando all’interno della vegetazione prima di decidere di involarsi.

I soggetti adulti ed esperti possono dimostrare una notevole abilità nel sottrarsi alla cerca utilizzando proprio il terreno.

Il volo del fagiano

Quando decide di partire, il fagiano può effettuare un’involata estremamente rapida e rumorosa.

I primi colpi d’ala sono potenti e permettono all’animale di guadagnare rapidamente velocità e quota.

Dopo la fase iniziale il volo può diventare più lineare, alternando battiti d’ala e brevi planate.

La lunga coda contribuisce alla stabilità e alla capacità di modificare la traiettoria.

La partenza improvvisa

Uno degli elementi che rendono il fagiano particolarmente caratteristico nella caccia con il cane è la violenza della partenza.

L’animale può rimanere immobile nella vegetazione fino all’ultimo momento e successivamente involarsi producendo un forte rumore d’ali.

Questa partenza improvvisa rappresenta uno degli aspetti più riconoscibili della specie.

Cosa mangia un fagiano adulto?

La dieta dell’adulto può comprendere:

semi;

cereali;

germogli e foglie;

frutti e bacche;

ghiande e altri alimenti disponibili sul terreno;

insetti e piccoli invertebrati.

La composizione varia naturalmente in funzione della stagione e dell’ambiente.

L’alimentazione dei pulcini

I giovani fagiani hanno esigenze differenti dagli adulti.

Durante le prime fasi della crescita gli insetti e gli altri piccoli invertebrati rappresentano una componente particolarmente importante della dieta perché forniscono proteine essenziali per lo sviluppo.

La disponibilità di habitat ricchi di insetti durante la primavera e l’inizio dell’estate può quindi incidere notevolmente sul successo riproduttivo.

Il fagiano e l’acqua

Il fagiano necessita naturalmente di acqua, ma può ottenere una parte dei liquidi anche dagli alimenti e dalla vegetazione.

Fossi, piccoli corsi d’acqua e zone umide possono contribuire ad aumentare la qualità complessiva dell’habitat, soprattutto durante i periodi caldi e asciutti.

Comportamento del fagiano

Il comportamento cambia notevolmente durante l’anno.

In inverno gli animali possono concentrarsi nelle zone che offrono alimento e protezione, mentre con l’avvicinarsi della primavera aumenta progressivamente l’attività territoriale dei maschi.

Durante la stagione riproduttiva i galli diventano particolarmente visibili e vocali.

Il canto del fagiano

Il richiamo del maschio è molto caratteristico.

Durante la primavera il gallo emette un forte richiamo bisillabico, spesso accompagnato da un rapido battito delle ali.

Questa manifestazione serve a segnalare la presenza del maschio e svolge un’importante funzione territoriale e riproduttiva.

Il territorio del maschio

Durante il periodo riproduttivo i maschi adulti possono occupare e difendere territori nei quali cercano di attirare diverse femmine.

Gli incontri tra maschi rivali possono provocare inseguimenti, minacce e veri combattimenti.

Gli speroni presenti sulle zampe vengono utilizzati anche durante questi scontri.

Il fagiano è monogamo?

No. Il fagiano presenta generalmente un sistema riproduttivo poliginico.

Un maschio dominante può accoppiarsi con più femmine presenti nel proprio territorio.

Il gallo non svolge normalmente un ruolo diretto nella cova e nell’allevamento dei piccoli.

Riproduzione del fagiano

La stagione riproduttiva inizia generalmente in primavera.

Con l’aumento delle ore di luce i maschi intensificano l’attività territoriale, mentre le femmine individuano progressivamente le zone più adatte alla nidificazione.

La qualità della copertura vegetale assume in questa fase un’importanza fondamentale.

Il nido del fagiano

Il fagiano nidifica direttamente sul terreno.

La femmina prepara una semplice depressione, generalmente nascosta tra erba, vegetazione spontanea, bordure o altre coperture.

La posizione deve garantire sufficiente mimetismo e protezione.

Proprio la nidificazione a terra rende la specie particolarmente vulnerabile a predazione e lavorazioni agricole.

Quante uova depone il fagiano?

Una covata può comprendere generalmente numerose uova, spesso nell’ordine di circa 8-15, anche se esistono variazioni considerevoli.

Fonti ornitologiche riportano frequentemente covate tipiche nell’ordine di 10-14 uova.

La deposizione avviene progressivamente e la femmina inizia la vera incubazione quando la covata è sufficientemente completa.

Incubazione delle uova

L’incubazione viene effettuata dalla femmina e dura generalmente poco meno di quattro settimane, indicativamente circa 23-28 giorni.

Durante questo periodo la gallina rimane molto mimetica e cerca di abbandonare il nido soltanto per il tempo necessario ad alimentarsi.

I pulcini di fagiano

I pulcini sono precoci e nidifughi.

Poco dopo la schiusa sono già capaci di camminare e seguire la madre.

La femmina conduce la nidiata verso zone nelle quali i piccoli possano trovare contemporaneamente insetti e copertura.

Durante questa fase la mortalità può essere elevata e le condizioni meteorologiche possono incidere fortemente sulla sopravvivenza.

Quando iniziano a volare i giovani fagiani?

I giovani sviluppano rapidamente le capacità motorie e iniziano presto a compiere piccoli voli.

Questo permette alla nidiata di utilizzare anche posizioni rialzate per sfuggire a determinati pericoli.

La crescita continua però per molti mesi prima di raggiungere la piena struttura adulta.

Come distinguere i giovani fagiani?

Nelle prime fasi maschi e femmine possiedono un piumaggio molto più simile rispetto agli adulti.

Con lo sviluppo, nei giovani maschi iniziano progressivamente a comparire colori più intensi e penne caratteristiche.

Durante l’autunno le differenze tra i sessi diventano generalmente molto più evidenti.

Il ciclo annuale del fagiano

Periodo Fase principale
Fine inverno Riorganizzazione territoriale e progressivo aumento dell’attività dei maschi
Primavera Corteggiamento, accoppiamento e deposizione
Primavera-estate Incubazione e nascita delle nidiate
Estate Crescita dei giovani
Fine estate-autunno Dispersione progressiva dei giovani e completamento dello sviluppo
Inverno Concentrazione nelle zone favorevoli per alimento e rifugio

I principali predatori del fagiano

Il fagiano può essere predato in tutte le fasi della propria vita.

Uova e pulcini risultano particolarmente vulnerabili, mentre anche gli adulti possono essere catturati da predatori terrestri e rapaci.

L’impatto della predazione deve comunque essere interpretato insieme alla qualità dell’habitat, alla disponibilità di copertura e agli altri fattori ambientali.

Predazione dei nidi

La nidificazione sul terreno espone le covate alla predazione.

Mammiferi e uccelli opportunisti possono individuare e consumare uova o giovani.

Una buona copertura vegetale contribuisce a ridurre la probabilità di individuazione del nido.

Il ruolo dell’agricoltura nella sopravvivenza del fagiano

L’agricoltura può favorire o penalizzare fortemente la specie.

Un paesaggio agricolo ricco di margini, siepi, incolti e diversità colturale può offrire condizioni eccellenti.

Al contrario, la semplificazione estrema del paesaggio, l’eliminazione delle bordure e alcune lavorazioni effettuate nel periodo riproduttivo possono ridurre sensibilmente le possibilità di successo.

Gestione faunistica del fagiano

La gestione del fagiano non dovrebbe limitarsi alla semplice presenza numerica degli animali.

Una popolazione realmente capace di riprodursi e mantenersi sul territorio richiede soprattutto habitat adatto.

Interventi di miglioramento ambientale possono quindi avere un valore molto maggiore nel lungo periodo rispetto a una gestione basata esclusivamente sulle immissioni.

Miglioramenti ambientali per il fagiano

Tra gli interventi utili possono rientrare:

conservazione e impianto di siepi;

mantenimento di fasce inerbite;

creazione e tutela di incolti;

diversificazione delle colture;

conservazione delle bordure;

disponibilità di copertura invernale;

presenza di aree ricche di insetti durante l’allevamento delle nidiate.

Fagiani selvatici e fagiani di allevamento

Dal punto di vista gestionale è importante distinguere tra popolazioni stabilmente riproduttive e soggetti provenienti da allevamento e successivamente immessi sul territorio.

Un fagiano cresciuto completamente in ambiente naturale sviluppa attraverso l’esperienza comportamenti di difesa, scelta della rimessa e risposta alla pressione differenti da quelli di un animale appena introdotto.

Con il trascorrere del tempo e l’adattamento all’ambiente, tuttavia, anche i soggetti immessi possono modificare significativamente il proprio comportamento.

Perché il fagiano pedina davanti al cane?

Il fagiano preferisce spesso allontanarsi correndo invece di involarsi immediatamente.

Questa strategia gli permette di sfruttare vegetazione e conformazione del terreno per aumentare la distanza dalla minaccia.

È proprio questa caratteristica a rendere particolarmente interessante il lavoro del cane da ferma.

Il cane deve capire che il selvatico si sta spostando e adattare la propria guidata senza esercitare una pressione eccessiva.

Il fagiano e il cane da ferma

Il fagiano rappresenta uno dei selvatici più completi per valutare un cane da ferma.

Richiede cerca, capacità olfattiva, presa di punto, ferma, guidata e grande capacità di interpretare il comportamento del selvatico.

Un fagiano adulto che pedina può mettere seriamente in difficoltà un cane inesperto.

Quali cani sono particolarmente adatti alla caccia al fagiano?

Pointer Inglese ★★★★★
Setter Inglese ★★★★★
Kurzhaar ★★★★★
Drahthaar ★★★★★
Bracco Italiano ★★★★★
Spinone Italiano ★★★★★
Vizsla ★★★★★
Epagneul Breton ★★★★★
Springer Spaniel Inglese ★★★★★
Cocker Spaniel Inglese ★★★★★
Labrador Retriever per il recupero ★★★★★

Le stelle indicano l’idoneità generale al tipo di lavoro e non rappresentano una classifica assoluta tra razze. Linea di sangue, esperienza e addestramento del singolo cane sono determinanti.

La caccia al fagiano con il cane da ferma

La caccia con il cane da ferma permette di apprezzare pienamente il comportamento terricolo del fagiano.

Il cane deve battere gli ambienti più promettenti, individuare l’emanazione e arrivare alla ferma.

Se il fagiano rimane immobile, l’azione può risolversi rapidamente. Se invece comincia a pedinare, il cane deve interpretare gli spostamenti e mantenere il contatto.

La guidata sul fagiano

La guidata è una delle fasi più tecniche.

Il cane avanza progressivamente seguendo il selvatico che si sposta davanti a lui.

Deve evitare tanto di perdere il contatto quanto di avvicinarsi eccessivamente provocando una partenza prematura.

I fagiani adulti ed esperti possono rendere questo lavoro particolarmente complesso.

La caccia al fagiano con Springer e Cocker

Gli Spaniel affrontano il fagiano secondo una logica differente.

Il cane cerca davanti al fucile e penetra nelle coperture nelle quali il selvatico tende a rifugiarsi.

Quando localizza il fagiano esercita pressione fino a provocarne l’involo.

Siepi, roveti, bordi di bosco ed erba alta rappresentano ambienti particolarmente favorevoli a questa modalità.

Il recupero del fagiano dopo il tiro

Il recupero può diventare complesso soprattutto quando il capo è soltanto ferito.

Il fagiano possiede infatti una notevole capacità di allontanarsi rapidamente sul terreno e trovare rifugio nella vegetazione.

Un buon cane da riporto o un cane da ferma dotato di corretto recupero assume quindi un’importanza fondamentale per ridurre il rischio di perdere il selvatico.

Il Labrador nel recupero del fagiano

Il Labrador Retriever può essere particolarmente efficace nel lavoro dopo lo sparo.

Fiuto, perseveranza e grande predisposizione al recupero permettono al cane di individuare fagiani caduti in erba alta, rovi e colture.

La collaborazione tra cane da ferma e Retriever rappresenta una delle configurazioni classiche della tradizione venatoria britannica.

Dove cercare il fagiano durante la giornata

Il fagiano modifica le proprie preferenze in funzione dell’ora, del clima, della disponibilità alimentare e del disturbo.

Al mattino può spostarsi dalle zone di riposo verso le aree di alimentazione.

Durante la giornata tende spesso a utilizzare coperture e ambienti protetti, mentre verso sera può tornare a frequentare aree favorevoli all’alimentazione prima di raggiungere i siti notturni.

Il fagiano con la pioggia

Condizioni di pioggia e forte umidità possono modificare tanto gli spostamenti del fagiano quanto il lavoro olfattivo del cane.

La selvaggina può utilizzare maggiormente determinate coperture e ridurre gli spostamenti.

Le caratteristiche del terreno e l’intensità delle precipitazioni rendono comunque molto variabile il comportamento.

Il fagiano con vento forte

Il vento influenza notevolmente la diffusione dell’emanazione e può rendere il lavoro del cane molto diverso rispetto a una giornata calma.

Anche il fagiano può preferire zone riparate, siepi e margini protetti.

La capacità del cacciatore e del cane di interpretare il vento diventa quindi particolarmente importante.

Il fagiano e la neve

La neve modifica profondamente l’ambiente.

L’accessibilità alle risorse alimentari può diminuire e i fagiani tendono a concentrarsi nelle zone che offrono contemporaneamente alimento e protezione.

Siepi strutturate, margini boschivi e colture capaci di conservare copertura possono assumere particolare importanza.

Il fagiano è cacciabile in Italia?

Sì. Il fagiano comune, Phasianus colchicus, figura tra le specie cacciabili previste dall’articolo 18 della Legge 11 febbraio 1992 n. 157.

La normativa nazionale lo inserisce tra le specie per le quali l’attività venatoria è prevista, in linea generale, dalla terza domenica di settembre al 31 gennaio.

È però fondamentale ricordare che le Regioni approvano ogni anno i propri calendari venatori e possono stabilire periodi, giornate, limiti di carniere e disposizioni più restrittive. Prima dell’attività venatoria deve quindi essere sempre verificato il calendario vigente nella Regione interessata.

Status di conservazione del fagiano

A livello globale il fagiano comune è generalmente considerato una specie a basso rischio di conservazione.

La situazione deve però essere interpretata con attenzione perché gran parte delle popolazioni presenti fuori dall’areale asiatico originario deriva da introduzioni storiche e, in molti territori, anche da ripetute immissioni.

La consistenza numerica osservata localmente non rappresenta quindi necessariamente un indicatore della qualità di una popolazione naturale autosufficiente.

Il fagiano e la biodiversità agricola

Il fagiano può essere considerato anche un buon esempio per comprendere l’importanza della diversità strutturale del paesaggio rurale.

Un territorio capace di offrire contemporaneamente alimentazione, copertura, aree riproduttive e rifugi tende a sostenere non soltanto il fagiano ma numerose altre specie di uccelli, mammiferi e insetti.

La gestione faunistica moderna dovrebbe quindi essere sempre collegata alla gestione dell’habitat.

Curiosità sul fagiano comune

Il fagiano possiede una serie di caratteristiche che lo rendono particolarmente interessante anche al di fuori dell’ambito venatorio.

È molto più terrestre che aereo: trascorre gran parte della propria vita camminando o correndo.

Il maschio è poliginico: durante la stagione riproduttiva può accoppiarsi con più femmine.

La femmina cova da sola: costruisce il nido sul terreno e si occupa della nidiata.

I pulcini sono precoci: sono in grado di seguire la madre poco dopo la schiusa.

Il piumaggio cambia profondamente tra i sessi: il maschio è vistoso, la femmina estremamente mimetica.

Preferisce spesso correre prima di volare: una caratteristica che influenza profondamente anche il comportamento davanti al cane.

Fagiano comune: caratteristiche principali

Riconoscibilità del maschio ★★★★★
Dimorfismo sessuale ★★★★★
Adattamento agli ambienti agricoli ★★★★★
Dipendenza dalla copertura vegetale ★★★★★
Comportamento terricolo ★★★★★
Capacità di corsa ★★★★★
Volo di fuga ★★★★☆
Interesse per il cane da ferma ★★★★★
Interesse per Spaniel da cerca ★★★★★
Importanza venatoria ★★★★★

Perché il fagiano è una delle specie simbolo della caccia con il cane

Il fagiano comune occupa un posto particolare nella cultura venatoria perché permette di osservare e mettere alla prova numerose qualità dell’ausiliare.

Un fagiano adulto non è semplicemente un uccello che attende immobile l’arrivo del cane. Può correre per lunghi tratti, utilizzare fossi, siepi e vegetazione, cambiare direzione e scegliere il momento migliore per involarsi.

Con il cane da ferma può generare azioni tecnicamente complesse nelle quali presa di punto, ferma e guidata diventano decisive. Con Springer e Cocker offre invece una caccia estremamente dinamica basata su cerca corta, pressione e scovo.

Anche il lavoro successivo al tiro può essere impegnativo. Un fagiano ferito è capace di allontanarsi velocemente sul terreno e nascondersi in coperture molto dense, rendendo il recupero del cane particolarmente importante.

Ma il fagiano è anche una specie che permette di comprendere quanto la qualità di una popolazione dipenda dall’ambiente. Siepi, incolti, margini, diversità delle colture e zone di rifugio sono elementi fondamentali per riproduzione e sopravvivenza.

Per questo il Phasianus colchicus può essere considerato non soltanto una delle più importanti specie di selvaggina da piuma, ma anche un perfetto punto di partenza per comprendere il rapporto tra fauna selvatica, agricoltura, gestione ambientale, cinofilia e cultura venatoria.

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