Il Gallo forcello, conosciuto anche come Fagiano di monte e scientificamente classificato come Lyrurus tetrix, è uno dei Galliformi più affascinanti e rappresentativi dell’ambiente alpino. Il maschio, con il piumaggio nero dai riflessi blu, le caruncole rosse sopra gli occhi e la caratteristica coda a forma di lira, possiede un aspetto inconfondibile. La femmina, molto più discreta, presenta invece un piumaggio bruno finemente barrato che le permette di mimetizzarsi perfettamente durante la nidificazione.
In Italia il Gallo forcello è una specie sedentaria presente esclusivamente sull’arco alpino. Frequenta soprattutto la fascia di transizione tra il bosco e le praterie d’alta quota, dove foreste rade, lariceti, mughete, rododendri, mirtilli, ontani verdi e superfici aperte formano un mosaico ambientale particolarmente favorevole.
Uno degli aspetti più spettacolari della sua biologia è rappresentato dalle parate nuziali collettive. In primavera i maschi si riuniscono nelle tradizionali arene di canto, chiamate anche lek, dove si affrontano attraverso posture, vocalizzazioni, salti e combattimenti ritualizzati per conquistare le femmine.
Dal punto di vista cinofilo il Fagiano di monte rappresenta inoltre uno dei grandi selvatici della caccia alpina con il cane da ferma. Il suo comportamento cambia profondamente con stagione, condizioni meteorologiche e struttura della vegetazione, richiedendo cani dotati di grande naso, fondo, esperienza e capacità di interpretare correttamente il terreno.

Gallo forcello o Fagiano di monte: carta d’identitÃ
| Nome comune | Gallo forcello, Fagiano di monte |
| Nome scientifico | Lyrurus tetrix |
| Sinonimo tradizionale | Tetrao tetrix |
| Ordine | Galliformes |
| Famiglia | Phasianidae |
| Sottofamiglia | Tetraoninae |
| Genere | Lyrurus |
| Popolazione italiana | Lyrurus tetrix tetrix |
| Distribuzione italiana | Arco alpino |
| Lunghezza maschio | Circa 50-58 cm |
| Lunghezza femmina | Circa 40-45 cm |
| Peso | Maschio generalmente circa 1-1,5 kg; femmina sensibilmente più leggera |
| Habitat principale | Margini forestali, lariceti radi, mughete, arbusteti subalpini, praterie e mosaici tra bosco e ambienti aperti |
| Alimentazione | Prevalentemente vegetale negli adulti; insetti fondamentali nei pulcini |
| Comportamento | Sedentario e prevalentemente terricolo |
| Sistema riproduttivo | Poliginico con arene di canto o lek |
| Nido | A terra |
| Pulcini | Precoci e nidifughi |
| Caratteristica del maschio | Coda nera profondamente forcuta a forma di lira |
| Status venatorio nazionale | Specie compresa tra quelle cacciabili dalla Legge 157/1992, con gestione locale fortemente regolamentata |
Perché si chiama Gallo forcello?
Il nome Gallo forcello deriva dalla caratteristica più evidente del maschio adulto: la coda profondamente biforcuta.
Le penne esterne della coda si incurvano verso l’esterno formando una figura che ricorda una forcella o una lira.
Questa particolare conformazione è molto evidente soprattutto durante le parate nuziali, quando il maschio apre completamente la coda per apparire più grande e vistoso davanti alle femmine e agli altri maschi.
Perché viene chiamato anche Fagiano di monte?
Il nome Fagiano di monte appartiene alla tradizione italiana e richiama sia l’appartenenza ai Galliformi sia il forte legame della specie con gli ambienti montani.
Non si tratta tuttavia di un vero fagiano del genere Phasianus. Il Gallo forcello appartiene infatti ai Tetraonini, gruppo che comprende anche Pernice bianca, Francolino di monte e Gallo cedrone.
Lyrurus tetrix o Tetrao tetrix?
Nella moderna classificazione zoologica viene comunemente utilizzato il nome Lyrurus tetrix.
Nella letteratura italiana più datata e nella normativa nazionale è invece molto frequente la denominazione Tetrao tetrix.
I due nomi fanno riferimento alla stessa specie e per questo è utile conoscerli entrambi.
Come riconoscere il maschio del Gallo forcello
Il maschio adulto è uno dei Galliformi europei più facilmente riconoscibili.
Il piumaggio appare prevalentemente nero con splendidi riflessi blu-violacei, particolarmente evidenti sul collo e sul petto quando l’animale viene illuminato dalla luce.
Sopra gli occhi spiccano due vistose caruncole rosse, mentre sulle ali e nella regione sottocaudale sono presenti zone bianche che creano un forte contrasto con il piumaggio scuro.
La coda profondamente forcuta completa l’aspetto inconfondibile del maschio adulto.
La coda a forma di lira
La coda costituisce uno degli elementi più spettacolari della specie.
Le timoniere esterne sono allungate e incurvate verso l’esterno.
Quando il maschio le apre durante il corteggiamento, la coda assume la caratteristica forma di lira dalla quale deriva anche il nome del genere Lyrurus.
Le caruncole rosse
Sopra gli occhi del maschio sono presenti due caratteristiche strutture carnose di colore rosso intenso.
Durante la stagione riproduttiva queste caruncole sopraoculari diventano particolarmente sviluppate.
La loro dimensione e intensità cromatica contribuiscono alla comunicazione visiva durante le parate e gli scontri territoriali.
Le macchie bianche delle ali
Nel piumaggio scuro del maschio sono presenti caratteristiche aree bianche sulle ali.
Durante il volo queste zone diventano maggiormente visibili e contribuiscono alla particolare silhouette dell’animale.
Come riconoscere la femmina
La femmina, chiamata tradizionalmente anche gallina forcella, possiede un aspetto completamente differente.
Il piumaggio è prevalentemente bruno, fulvo e nerastro, attraversato da numerose barrature e screziature.
Questa colorazione offre un mimetismo eccezionale tra erba, foglie, rami e vegetazione del sottobosco.
Perché maschio e femmina sono così diversi?
Il Gallo forcello presenta un dimorfismo sessuale estremamente marcato.
Il maschio deve essere visibile durante le parate nuziali e utilizza colori, postura e dimensioni per competere con gli altri maschi.
La femmina deve invece diventare quasi invisibile durante la cova.
Le differenti pressioni selettive hanno quindi prodotto due aspetti completamente diversi nella stessa specie.
Maschio e femmina a confronto
| Caratteristica | Maschio | Femmina |
|---|---|---|
| Colorazione | Nera con riflessi blu | Bruna e fortemente barrata |
| Dimensioni | Maggiore | Minore |
| Coda | Profondamente forcuta e incurvata | Più corta e moderatamente incavata |
| Caruncole rosse | Molto sviluppate | Molto meno evidenti |
| Funzione del piumaggio | Esibizione e competizione sessuale | Mimetismo |
| Cure parentali | Assenti | Affidate alla femmina |
Come distinguere la femmina dal Gallo cedrone?
La femmina del Gallo forcello può essere confusa a distanza con quella del Gallo cedrone.
La femmina del cedrone è però sensibilmente più grande e massiccia.
Anche la forma della coda è differente: nella femmina del Gallo forcello tende a essere leggermente incavata, mentre nel cedrone è più arrotondata.
Come distinguere il Gallo forcello dalla Pernice bianca?
Le differenze sono molto evidenti.
Il maschio di Gallo forcello è nero-bluastro e possiede una grande coda forcuta, mentre la Pernice bianca, Lagopus muta, è molto più piccola e cambia completamente piumaggio durante l’anno.
Anche gli habitat differiscono: il Gallo forcello è particolarmente legato alla fascia subalpina di transizione tra bosco e prateria, mentre la Pernice bianca occupa generalmente quote superiori e ambienti più aperti.
Distribuzione mondiale del Gallo forcello
Il Gallo forcello possiede una distribuzione eurosiberiana molto ampia.
Il suo areale si estende dall’Europa occidentale e settentrionale attraverso la Russia fino alla Siberia.
Le popolazioni dell’Europa centrale e meridionale sono maggiormente frammentate e legate soprattutto alle grandi catene montuose.
Il Gallo forcello in Italia
In Italia la specie è presente esclusivamente sull’arco alpino.
La distribuzione interessa le Alpi occidentali, centrali e orientali, con densità differenti in relazione alla qualità dell’habitat e alla gestione del territorio.
Non esistono popolazioni naturali appenniniche.
Una specie sedentaria
Il Gallo forcello è una specie sedentaria.
Gli animali rimangono generalmente nell’ambito dello stesso comprensorio durante tutto l’anno, pur effettuando spostamenti stagionali tra differenti habitat e fasce altitudinali.
Habitat del Gallo forcello
L’habitat ideale non è rappresentato né dal bosco fitto né dalla prateria completamente aperta.
Il Fagiano di monte predilige un paesaggio a mosaico, nel quale alberi radi, arbusti, vegetazione bassa e superfici aperte si alternano continuamente.
Questa struttura offre contemporaneamente alimento, copertura, siti riproduttivi e possibilità di fuga.
La fascia di transizione tra bosco e prateria
Uno degli ambienti più caratteristici è rappresentato dal limite superiore del bosco.
Qui larici, pini, mughi e altre essenze diventano progressivamente più radi e lasciano spazio a rododendri, mirtilli, ontani e praterie alpine.
Questa grande diversità strutturale crea condizioni particolarmente favorevoli alla specie.
Gli ambienti preferiti dal Gallo forcello
| Lariceti radi | ★★★★★ |
| Margine superiore del bosco | ★★★★★ |
| Mughete | ★★★★★ |
| Rodoreti | ★★★★★ |
| Mirtilli ed Ericacee | ★★★★★ |
| Ontaneti verdi | ★★★★☆ |
| Praterie alpine con arbusti | ★★★★★ |
| Radure forestali | ★★★★★ |
| Bosco fitto | ★★☆☆☆ |
| Prateria completamente priva di copertura | ★★☆☆☆ |
L’importanza del mirtillo
Le formazioni di mirtillo rappresentano una componente molto importante dell’habitat.
Offrono alimento agli adulti e creano una struttura vegetazionale favorevole anche alla presenza di numerosi invertebrati, fondamentali per i pulcini.
Il rododendro
I rodoreti costituiscono uno degli elementi tipici della fascia subalpina.
La loro struttura offre copertura e zone di rifugio, soprattutto quando sono intervallati da superfici erbose e altri piccoli arbusti.
L’ontano verde
Le boscaglie di ontano verde possono essere utilizzate soprattutto durante l’estate.
Forniscono copertura e possono rappresentare importanti aree di rifugio.
Il lariceto
Il lariceto rado rappresenta uno degli ambienti più caratteristici del Gallo forcello sulle Alpi.
La struttura aperta permette lo sviluppo di un ricco sottobosco costituito da erbe, mirtilli, rododendri e altri arbusti.
A quale quota vive il Gallo forcello?
La quota varia considerevolmente tra differenti settori alpini.
In molte aree la specie frequenta soprattutto la fascia compresa indicativamente tra 1.500 e 2.200 metri, ma può essere osservata anche più in basso o più in alto in relazione a esposizione, latitudine e caratteristiche della vegetazione.
Il Gallo forcello durante l’inverno
L’inverno rappresenta uno dei periodi più difficili.
Le basse temperature e la riduzione delle risorse alimentari obbligano gli animali a limitare il consumo energetico.
Per questo il comportamento invernale è profondamente diverso da quello primaverile ed estivo.
Le camere nella neve
Una delle strategie più straordinarie consiste nell’utilizzo della neve come isolante termico.
Quando la consistenza del manto lo permette, il Gallo forcello può scavare cavità nella neve e trascorrervi lunghi periodi.
All’interno della camera nivale la temperatura è più stabile rispetto all’aria esterna e l’animale è protetto dal vento.
Perché la neve protegge dal freddo?
La neve contiene una grande quantità di aria intrappolata e possiede quindi un notevole potere isolante.
Una cavità scavata sotto il manto nevoso può offrire condizioni termiche molto meno severe rispetto a quelle presenti sulla superficie.
Il risparmio energetico
Durante l’inverno ogni spostamento comporta un costo.
Il Gallo forcello tende quindi a concentrare l’alimentazione in periodi relativamente brevi e a trascorrere molte ore in condizioni di riposo.
Questa strategia permette di ridurre il consumo delle riserve corporee.
Perché il disturbo invernale è pericoloso?
Un animale costretto ripetutamente a uscire dal proprio rifugio e involarsi deve consumare una quantità significativa di energia.
Quando le temperature sono molto basse e il cibo scarso, recuperare quell’energia può diventare difficile.
Per questo sci fuoripista, sci alpinismo e altre attività invernali possono rappresentare una fonte di disturbo nelle aree maggiormente sensibili.
Alimentazione del Gallo forcello
L’alimentazione degli adulti è prevalentemente vegetale e cambia profondamente durante l’anno.
La dieta comprende foglie, germogli, gemme, fiori, bacche e altre parti vegetali disponibili nei diversi ambienti frequentati.
Cosa mangia in primavera?
Con la ripresa vegetativa aumentano le risorse disponibili.
Il Gallo forcello può alimentarsi di:
germogli;
foglie giovani;
infiorescenze;
erbe;
gemme.
Cosa mangia in estate?
Durante l’estate la dieta diventa particolarmente varia.
Possono assumere grande importanza:
mirtilli;
bacche;
foglie;
semi;
germogli;
piccoli invertebrati.
Cosa mangia in inverno?
Durante l’inverno le risorse disponibili diminuiscono notevolmente.
La dieta può basarsi maggiormente su gemme, rametti e aghi o parti vegetali degli alberi e arbusti rimasti accessibili sopra la neve.
L’alimentazione dei pulcini
Durante le prime settimane gli insetti e gli altri piccoli invertebrati costituiscono una componente fondamentale della dieta.
Le proteine animali permettono infatti la rapidissima crescita necessaria ai giovani Galliformi.
Perché gli insetti sono così importanti?
Il periodo immediatamente successivo alla schiusa rappresenta una fase estremamente delicata.
Una ridotta disponibilità di artropodi può rallentare la crescita dei pulcini e diminuire le probabilità di sopravvivenza.
La qualità dell’habitat deve quindi essere valutata anche in relazione alla disponibilità di insetti.
Riproduzione del Gallo forcello
La riproduzione rappresenta probabilmente l’aspetto più spettacolare della biologia della specie.
Il Gallo forcello utilizza infatti un particolare sistema riproduttivo basato sulle arene collettive di canto.
Che cos’è un lek?
Il termine lek indica un’area nella quale più maschi si riuniscono per esibirsi contemporaneamente davanti alle femmine.
Ogni maschio occupa una piccola porzione dell’arena e cerca di difenderla dai concorrenti.
Le femmine visitano l’area, osservano le esibizioni e scelgono il maschio con il quale accoppiarsi.
Le arene di canto
Le arene sono spesso utilizzate per molti anni consecutivi.
Possono trovarsi in radure, praterie, superfici relativamente aperte o altri luoghi che consentano ai maschi di vedersi e alle femmine di osservare le parate.
Quando iniziano le parate?
L’attività aumenta progressivamente con l’avvicinarsi della primavera.
Il periodo principale delle parate sulle Alpi si concentra generalmente tra aprile e giugno, con variazioni legate a quota e condizioni meteorologiche.
Il canto del Gallo forcello
Il canto del maschio è molto particolare.
Comprende vocalizzazioni profonde e gorgoglianti alternate a suoni più secchi e sibilanti.
Nelle mattine calme il canto può essere percepito a notevole distanza.
La parata del maschio
Durante l’esibizione il maschio assume una postura caratteristica.
Abbassa le ali, solleva e apre la coda, gonfia il collo e mette in evidenza le caruncole rosse.
La coda aperta mostra contemporaneamente il contrasto tra le penne nere esterne e le copritrici sottocaudali bianche.
I combattimenti tra maschi
Quando due maschi entrano in conflitto possono verificarsi veri e propri combattimenti ritualizzati.
Gli animali si affrontano con salti, inseguimenti, colpi d’ala e posture aggressive.
Gli scontri permettono di stabilire una gerarchia all’interno dell’arena.
I maschi dominanti
Non tutti i maschi possiedono lo stesso successo riproduttivo.
Gli individui che occupano le posizioni più favorevoli e riescono a dominare gli avversari possono ottenere un numero molto maggiore di accoppiamenti.
La scelta della femmina
Le femmine visitano le arene e valutano i differenti maschi.
Postura, vigore, posizione nell’arena, comportamento e caratteristiche fisiche possono contribuire alla scelta.
Il maschio partecipa all’allevamento dei piccoli?
No.
Dopo l’accoppiamento il maschio non partecipa alla costruzione del nido, alla cova o all’allevamento dei giovani.
Tutte le cure parentali sono affidate alla femmina.
Il nido del Gallo forcello
La femmina costruisce il nido direttamente sul terreno.
Generalmente sceglie una zona riparata da vegetazione, cespugli o piccoli arbusti.
Il piumaggio bruno barrato le permette di diventare quasi invisibile durante l’incubazione.
Quante uova depone?
La deposizione comprende generalmente circa 6-10 uova, anche se sono possibili variazioni.
Il successo riproduttivo dipende fortemente dalle condizioni climatiche e dalla qualità dell’habitat.
L’incubazione
La cova dura indicativamente circa 25-28 giorni ed è affidata esclusivamente alla femmina.
Durante questo periodo il mimetismo costituisce la principale difesa contro i predatori.
I pulcini
I piccoli sono precoci e nidifughi.
Poco dopo la schiusa abbandonano il nido e seguono la madre alla ricerca di alimento.
Durante questa fase la presenza di insetti assume importanza fondamentale.
Quando iniziano a volare?
La crescita è molto rapida.
Già nelle prime settimane i giovani acquisiscono progressivamente la capacità di effettuare brevi voli, aumentando così le possibilità di sottrarsi ai predatori.
La covata rimane con la femmina?
Sì. Durante l’estate la femmina guida i giovani attraverso le aree maggiormente favorevoli all’alimentazione e alla protezione.
La famiglia rimane insieme per un periodo significativo prima della progressiva dispersione autunnale.
Il ciclo annuale del Gallo forcello
| Periodo | Fase principale |
|---|---|
| Inverno | Risparmio energetico, alimentazione ridotta e utilizzo della neve come rifugio |
| Fine inverno | Progressivo ritorno dei maschi verso le arene |
| Primavera | Parate, combattimenti e accoppiamenti |
| Fine primavera | Nidificazione e incubazione |
| Inizio estate | Schiusa |
| Estate | Allevamento e crescita dei giovani |
| Autunno | Dispersione e preparazione all’inverno |
I predatori del Gallo forcello
La predazione può interessare uova, pulcini e adulti.
Tra i potenziali predatori figurano:
volpe;
martora;
ermellino;
altri mustelidi;
aquila reale;
astore;
corvidi;
altri predatori opportunisti.
La strategia di difesa
Il comportamento varia in funzione del sesso, della stagione e della vegetazione.
La femmina fa grande affidamento sul mimetismo, mentre il maschio adulto risulta inevitabilmente più visibile.
In presenza di pericolo gli animali possono allontanarsi sul terreno oppure involarsi improvvisamente.
Il volo del Gallo forcello
Nonostante l’aspetto robusto, il Gallo forcello possiede un volo potente.
La partenza è rapida e rumorosa, mentre una volta raggiunta la velocità l’animale può coprire distanze considerevoli.
In montagna sfrutta efficacemente pendenze e valloni.
Il Gallo forcello e l’abbandono del pascolo
Il progressivo abbandono delle attività agro-pastorali può modificare profondamente l’habitat.
Quando pascoli e radure vengono progressivamente colonizzati da arbusti e successivamente dal bosco, il mosaico di ambienti aperti e coperti può ridursi.
La specie necessita invece di una struttura ambientale diversificata.
La chiusura del bosco
Un bosco eccessivamente uniforme e fitto offre condizioni meno favorevoli rispetto a un ambiente forestale aperto e ricco di sottobosco.
Interventi finalizzati al mantenimento di radure, margini e discontinuità forestali possono quindi contribuire alla conservazione della specie.
Il cambiamento climatico
Anche il Gallo forcello è interessato dalle trasformazioni climatiche delle Alpi.
L’aumento delle temperature può modificare la distribuzione altitudinale della vegetazione e quindi la struttura degli habitat subalpini.
La modifica della copertura nevosa può inoltre influenzare direttamente il comportamento invernale.
Turismo e attività invernali
Il disturbo rappresenta una problematica particolarmente delicata durante l’inverno.
Fuoripista, sci alpinismo, ciaspolate e altre attività possono attraversare proprio le zone utilizzate dagli animali per riposare.
La fuga ripetuta aumenta il consumo energetico in un periodo nel quale il cibo è limitato.
Le arene di canto e il disturbo
Anche il periodo riproduttivo richiede particolare attenzione.
Un’arena tradizionale rappresenta un sito fondamentale per la popolazione locale e il disturbo ripetuto durante le prime ore del mattino può interferire con le parate.
Gestione faunistica del Gallo forcello
La gestione dovrebbe basarsi su una combinazione di monitoraggio delle popolazioni, conservazione dell’habitat, tutela delle aree riproduttive e regolamentazione del prelievo.
La semplice presenza della specie non è sufficiente per valutare lo stato di una popolazione.
È necessario conoscere consistenza, produttività e andamento nel tempo.
Il censimento primaverile
Uno dei metodi più importanti consiste nel monitoraggio delle arene di canto.
Il numero di maschi presenti nei lek fornisce informazioni preziose sull’andamento della popolazione adulta.
Il censimento estivo
Durante l’estate assume particolare importanza la valutazione del successo riproduttivo.
Numero delle femmine accompagnate dai giovani, dimensione delle covate e rapporto giovani/adulti permettono di valutare la produttività dell’annata.
Perché bisogna utilizzare entrambi i censimenti?
Conoscere soltanto il numero dei maschi presenti in primavera non permette di sapere quanti giovani siano stati prodotti.
Allo stesso modo, valutare soltanto le covate non fornisce un quadro completo della popolazione adulta.
L’integrazione dei differenti dati permette una gestione molto più attendibile.
La conservazione dell’habitat
Tra gli interventi potenzialmente favorevoli troviamo:
mantenimento delle radure;
conservazione dei lariceti radi;
protezione degli arbusteti di mirtillo e rododendro;
mantenimento del mosaico tra bosco e prateria;
gestione equilibrata del pascolo;
protezione delle arene di canto;
riduzione del disturbo invernale;
monitoraggio delle popolazioni.
Il Gallo forcello è cacciabile in Italia?
Sì, sotto il profilo della normativa nazionale. Il Fagiano di monte, indicato nella Legge 11 febbraio 1992 n. 157 con il nome scientifico Tetrao tetrix, rientra tra le specie cacciabili.
La legge nazionale individua per la specie l’arco temporale generale compreso tra il 1° ottobre e il 30 novembre.
Questo non significa tuttavia che il prelievo sia automaticamente consentito in ogni territorio alpino. La gestione concreta può prevedere censimenti obbligatori, piani di abbattimento, contingenti estremamente limitati, assegnazioni nominative oppure la completa sospensione del prelievo.
È quindi sempre necessario verificare il calendario venatorio e le specifiche disposizioni della Regione o Provincia autonoma interessata per la stagione in corso.
Perché la caccia al Gallo forcello richiede una gestione prudente?
La produttività può variare sensibilmente da un anno all’altro.
Primavere fredde e piovose possono incidere negativamente sulla sopravvivenza dei pulcini.
Il prelievo dovrebbe quindi essere collegato alla consistenza autunnale e al successo riproduttivo effettivamente rilevato.
La caccia al Gallo forcello
Dove consentita, la caccia al Gallo forcello con il cane da ferma rappresenta una delle forme tradizionali della caccia alpina.
È una caccia tecnicamente complessa perché gli animali utilizzano ambienti molto differenti: arbusteti, lariceti radi, mirtilli, rododendri, ontaneti e superfici aperte.
Il cane deve quindi essere capace di modificare continuamente la propria cerca.
Il Gallo forcello davanti al cane
Il comportamento non è sempre uniforme.
Un animale può rimanere immobile sfruttando la copertura oppure allontanarsi sul terreno prima dell’arrivo del cane.
Pressione, vento, stagione e precedenti esperienze con l’uomo possono modificare sensibilmente la distanza di fuga.
La cerca nei lariceti
Nel lariceto rado il cane deve controllare contemporaneamente grandi superfici aperte e zone ricche di sottobosco.
La cerca può essere relativamente ampia, ma deve rimanere sempre collegata e adattarsi alle variazioni della vegetazione.
La cerca nei rododendri
Gli arbusteti di rododendro possono rendere il lavoro fisicamente impegnativo.
Il cane deve penetrare o aggirare zone di vegetazione fitta senza perdere efficacia olfattiva.
Un soggetto dotato di grande esperienza impara a utilizzare aperture, corridoi e cambi di pendenza.
La cerca nei mirtilli
Le distese di mirtillo rappresentano un ambiente particolarmente interessante.
Il selvatico può alimentarsi e rimanere perfettamente nascosto nella vegetazione.
Il cane deve lavorare con attenzione e utilizzare ogni variazione del vento.
Il vento nel bosco alpino
Il vento rappresenta una delle principali difficoltà tecniche.
Alberi, rocce, valloni e cambi di pendenza producono turbolenze che possono frammentare l’emanazione.
Un cane esperto deve continuamente adattare la propria traiettoria.
La presa di punto
Quando intercetta l’emanazione il cane deve stabilire se il selvatico è fermo oppure si sta spostando.
La vegetazione può trattenere l’odore e creare situazioni difficili da interpretare.
La ferma
La ferma sul Gallo forcello può essere particolarmente spettacolare.
La vegetazione spesso impedisce al cacciatore di vedere l’animale e il comportamento del cane diventa quindi il principale riferimento.
Il pedinamento
Il Fagiano di monte può allontanarsi sul terreno davanti al cane, soprattutto quando dispone di una buona copertura vegetale.
Il cane deve comprendere lo spostamento senza forzare eccessivamente.
L’involo
L’involo è potente e rumoroso.
Il maschio, nonostante la mole, può acquistare rapidamente velocità e utilizzare la vegetazione e la conformazione del versante per scomparire dalla vista.
La rimessa
Dopo l’involo l’animale può percorrere una distanza considerevole.
Seguire correttamente la traiettoria è importante, ma la presenza di alberi e cambi di pendenza può rendere difficile individuare il punto esatto della rimessa.
Il recupero
Il recupero assume particolare importanza su terreni caratterizzati da arbusti, rocce e forti pendenze.
Un cane capace di completare efficacemente il lavoro dopo l’azione di ferma rappresenta quindi un grande vantaggio.
Quali cani sono particolarmente adatti al Gallo forcello?
| Setter Inglese | ★★★★★ |
| Pointer Inglese | ★★★★★ |
| Setter Gordon | ★★★★★ |
| Setter Irlandese | ★★★★☆ |
| Kurzhaar | ★★★★★ |
| Drahthaar | ★★★★★ |
| Epagneul Breton | ★★★★☆ |
| Bracco Italiano | ★★★★☆ |
| Spinone Italiano | ★★★★☆ |
| Vizsla | ★★★★☆ |
Le valutazioni sono indicative e si riferiscono esclusivamente alle caratteristiche generali delle razze. Esperienza sulla selvaggina naturale, genealogia, preparazione atletica, collegamento, addestramento e qualità individuali del cane sono determinanti.
Il Setter Inglese sul Gallo forcello
Il Setter Inglese rappresenta uno degli ausiliari tradizionalmente più utilizzati nella caccia ai Galliformi alpini.
Agilità , fondo, capacità olfattiva e adattabilità permettono di affrontare efficacemente sia le superfici aperte sia la vegetazione arbustiva.
Il grande cane da montagna deve soprattutto imparare a interpretare il selvatico e a modificare continuamente l’ampiezza della cerca.
Il Setter Gordon sul Gallo forcello
Il Setter Gordon possiede caratteristiche particolarmente interessanti per questo tipo di ambiente.
Robustezza, resistenza, collegamento e attitudine a lavorare anche nella vegetazione possono renderlo un eccellente specialista del Fagiano di monte.
Il Pointer Inglese sul Gallo forcello
Il Pointer Inglese può esprimere grande efficacia nelle zone maggiormente aperte.
Velocità , ampiezza e potenza olfattiva consentono di controllare grandi superfici.
Nei settori più chiusi deve però essere capace di ridurre e adattare la cerca.
Il Kurzhaar sul Gallo forcello
Il Kurzhaar combina capacità di cerca, resistenza e versatilità .
La robustezza fisica e le capacità di recupero possono risultare particolarmente utili sui difficili terreni alpini.
Il Drahthaar sul Gallo forcello
Il Drahthaar possiede struttura robusta e mantello protettivo, caratteristiche interessanti negli arbusteti e nelle condizioni meteorologiche difficili.
La sua versatilità può risultare utile soprattutto nelle fasi successive all’involo.
Il cane giovane sul Fagiano di monte
Un giovane cane deve imparare a interpretare un selvatico capace di utilizzare efficacemente la vegetazione.
Può inizialmente forzare troppo oppure perdere il contatto con animali che si spostano sul terreno.
L’esperienza sulla selvaggina naturale insegna progressivamente distanza, prudenza e lettura dell’emanazione.
La preparazione atletica del cane
Il lavoro in montagna richiede un’eccellente preparazione fisica.
Dislivelli, arbusti, pietraie e lunghe giornate di cerca sottopongono muscoli e apparato cardiovascolare a un impegno notevole.
Anche la cura dei piedi è fondamentale.
Gallo forcello e Pernice bianca: due differenti montagne
Le due specie possono vivere relativamente vicine, ma rappresentano due differenti fasce ecologiche della montagna alpina.
Il Gallo forcello è soprattutto il simbolo della zona di transizione tra bosco e prateria.
La Pernice bianca rappresenta invece gli ambienti aperti e più severi dell’alta montagna.
Gallo forcello e Gallo cedrone
Anche Gallo forcello e Gallo cedrone, Tetrao urogallus, condividono alcuni territori alpini.
Il cedrone è però molto più grande e maggiormente legato agli ambienti forestali maturi e strutturati.
Il Gallo forcello preferisce invece boschi radi, margini e mosaici con ampie superfici arbustive e aperte.
Gallo forcello e Francolino di monte
Il Francolino di monte è sensibilmente più piccolo e maggiormente legato agli ambienti forestali.
Il Gallo forcello frequenta invece soprattutto la fascia superiore e più aperta del bosco.
Il Gallo forcello: caratteristiche principali
| Adattamento alla montagna | ★★★★★ |
| Adattamento alla neve | ★★★★★ |
| Dimorfismo sessuale | ★★★★★ |
| Spettacolarità delle parate | ★★★★★ |
| Mimetismo della femmina | ★★★★★ |
| Capacità di volo | ★★★★☆ |
| Adattamento agli arbusteti | ★★★★★ |
| Interesse cinofilo | ★★★★★ |
| Valore naturalistico | ★★★★★ |
| Interesse conservazionistico | ★★★★★ |
Curiosità sul Gallo forcello
La coda del maschio ha la forma di una lira: da questa caratteristica deriva il nome del genere Lyrurus.
Maschio e femmina sembrano quasi due specie differenti: il primo è nero-bluastro e appariscente, la seconda bruna e perfettamente mimetica.
I maschi si esibiscono in arene collettive: i tradizionali lek vengono utilizzati per le spettacolari parate primaverili.
Il maschio non alleva i piccoli: nidificazione, incubazione e cure parentali sono interamente affidate alla femmina.
Può utilizzare la neve come rifugio: durante l’inverno può scavare camere nel manto nevoso per proteggersi dal freddo.
In Italia vive soltanto sulle Alpi: non esistono popolazioni naturali appenniniche.
Non è un vero fagiano: nonostante il nome Fagiano di monte, appartiene ai Tetraonini.
Il vecchio nome Tetrao tetrix è ancora molto utilizzato: compare anche nella normativa venatoria italiana.
Le arene possono essere tradizionali: alcuni siti di canto vengono utilizzati ripetutamente nel corso degli anni.
Perché il Gallo forcello è una delle specie simbolo delle Alpi
Il Gallo forcello o Fagiano di monte rappresenta uno degli animali che meglio raccontano la complessità dell’ambiente alpino.
Non appartiene completamente al bosco e non appartiene completamente alla prateria. Vive soprattutto nella zona nella quale questi due mondi si incontrano: larici radi, rododendri, mirtilli, ontani, mughi e radure formano il mosaico nel quale la specie trova alimento, rifugio e siti riproduttivi.
La sua biologia raggiunge il momento più spettacolare durante la primavera. Prima dell’alba i maschi raggiungono le arene tradizionali, aprono le grandi code a forma di lira, gonfiano il collo e mettono in evidenza le caruncole rosse. Vocalizzazioni profonde, inseguimenti e combattimenti trasformano il lek in uno dei fenomeni più affascinanti della fauna europea.
Dietro questa spettacolarità esiste però una strategia riproduttiva estremamente selettiva. Soltanto una parte dei maschi ottiene gran parte degli accoppiamenti, mentre la femmina affronta completamente da sola nidificazione, incubazione e allevamento dei giovani.
Anche l’inverno rivela quanto il Fagiano di monte sia adattato alla montagna. La neve, apparentemente uno dei principali ostacoli alla sopravvivenza, viene trasformata in un rifugio. Le camere nivali permettono di ridurre la dispersione del calore e trascorrere molte ore protetti dalle temperature esterne.
Proprio questa strategia spiega perché il disturbo invernale possa diventare problematico. Ogni fuga provocata da uno sciatore o da un escursionista comporta un consumo energetico che deve essere recuperato in un periodo nel quale il cibo è scarso.
Dal punto di vista cinofilo il Gallo forcello è uno dei grandi selvatici del cane da ferma. Il cane deve essere capace di passare da una cerca ampia sulle praterie a un lavoro molto più controllato negli arbusteti, interpretando contemporaneamente vento, vegetazione, terreno e comportamento del selvatico.
La conservazione della specie dipende soprattutto dalla capacità di mantenere il delicato mosaico della fascia subalpina. L’abbandono delle attività pastorali può favorire la chiusura degli ambienti aperti, mentre cambiamenti climatici e crescente utilizzo turistico della montagna stanno introducendo nuove pressioni.
Conoscere il Gallo forcello – Lyrurus tetrix significa quindi comprendere insieme ecologia alpina, adattamento alla neve, selezione sessuale, gestione degli habitat, conservazione dei Galliformi e grande cinofilia di montagna: un selvatico che può essere considerato a pieno titolo uno dei simboli più spettacolari delle Alpi italiane.























