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GOLDEN RETRIEVER

Il Golden Retriever è una delle razze canine più conosciute al mondo, ma la sua enorme diffusione come cane da famiglia ha in parte oscurato la funzione per la quale venne realmente selezionato: essere un cane da caccia specializzato nel riporto della selvaggina abbattuta o ferita, capace di lavorare tanto sulla terraferma quanto nell’acqua.

Dietro l’aspetto elegante, il carattere generalmente affabile e il lungo mantello dorato si trova infatti un Retriever autenticamente venatorio, sviluppato in Gran Bretagna per collaborare con il cacciatore durante le battute nelle grandi proprietà scozzesi e britanniche. Il cane doveva osservare l’azione, memorizzare il punto di caduta della selvaggina, raggiungerlo rapidamente, utilizzare l’olfatto quando necessario e riportare l’animale con una presa sufficientemente delicata da non danneggiarlo.

La selezione tradizionale ha privilegiato intelligenza, equilibrio, grande desiderio di riporto, disponibilità alla conduzione e una particolare capacità di lavorare mantenendo uno stretto collegamento con il conduttore. Il Golden è quindi meno indipendente di alcune razze da caccia e trova proprio nella collaborazione uno dei propri punti di forza.

Un soggetto proveniente da linee funzionali può essere estremamente diverso, per struttura e comportamento, dall’immagine del Golden pesante e molto abbondantemente frangiato frequentemente osservato in contesti esclusivamente espositivi. Il cane da lavoro tende generalmente a essere più atletico, asciutto, rapido e fortemente motivato verso riporto e ricerca.

Acqua, paludi, canneti, prati, coltivi e boschi rappresentano ambienti nei quali il Golden può esprimere pienamente le proprie qualità. La sua funzione non consiste nel cercare e fermare la selvaggina come un Pointer o un Setter, ma nel completare l’azione venatoria garantendo il recupero efficace e responsabile dei selvatici abbattuti o feriti.

Golden Retriever: scheda tecnica della razza

Nome ufficiale Golden Retriever
Paese di origine Gran Bretagna
Codice FCI 111
Gruppo FCI Gruppo 8 – Cani da riporto, cani da cerca e cani da acqua
Sezione 1 – Cani da riporto
Prova di lavoro
Utilizzazione Cane da riporto della selvaggina
Taglia Media-grande
Altezza maschi Circa 56-61 cm al garrese
Altezza femmine Circa 51-56 cm al garrese
Peso Variabile secondo sesso, struttura e linea; lo standard FCI privilegia equilibrio e proporzioni
Mantello Liscio o ondulato, con abbondanti frange e fitto sottopelo impermeabile
Colori ammessi Qualsiasi tonalità del dorato o crema
Attitudine principale Riporto da terra e dall’acqua
Ambiente di lavoro Zone umide, fiumi, laghi, prati, coltivi, boschi e terreni misti
Temperamento Docile, intelligente, sicuro, collaborativo e naturalmente predisposto al lavoro
Rapporto con l’acqua Molto buono

Origine e storia del Golden Retriever

La storia del Golden Retriever è strettamente legata alla trasformazione della caccia britannica nel XIX secolo. Il miglioramento delle armi da fuoco e la crescente diffusione delle battute organizzate aumentarono la necessità di cani capaci di recuperare con precisione la selvaggina abbattuta su terreni spesso difficili e in presenza di corsi d’acqua, laghi e paludi.

La selezione della razza viene tradizionalmente collegata alla tenuta scozzese di Guisachan e al lavoro di Dudley Marjoribanks, Lord Tweedmouth, che nel corso dell’Ottocento avviò una selezione sistematica partendo da Retriever di colore giallo e cani d’acqua utilizzati nella regione.

Un ruolo fondamentale viene attribuito all’incrocio tra un Retriever giallo chiamato Nous e una femmina Tweed Water Spaniel chiamata Belle. Da questa linea e da successivi accoppiamenti con altri cani da riporto e da caccia vennero progressivamente fissate le caratteristiche che avrebbero dato origine al Golden Retriever moderno.

Il Tweed Water Spaniel è oggi estinto, ma il suo contributo viene considerato particolarmente importante per la predisposizione al nuoto, il mantello protettivo e la capacità di lavorare negli ambienti acquatici.

La razza venne inizialmente considerata una varietà dei Retriever a pelo piatto e successivamente riconosciuta come tipologia autonoma. Nel corso del Novecento il Golden raggiunse una diffusione mondiale straordinaria.

Questa popolarità lo trasformò progressivamente anche in cane da compagnia, da assistenza e da utilità sociale, ma la sua origine rimane chiaramente quella di un Retriever da caccia britannico.

La selezione funzionale: un cane creato per recuperare, non semplicemente per accompagnare

La funzione originaria imponeva caratteristiche molto precise. Il cane doveva restare vicino al cacciatore durante l’azione, osservare il volo della selvaggina e memorizzare dove cadeva.

Quando arrivava l’ordine di riporto doveva partire con decisione, raggiungere rapidamente l’area indicata e recuperare l’animale. Se il selvatico non si trovava nel punto atteso, il cane doveva utilizzare l’olfatto e la propria capacità di ricerca.

Particolare importanza aveva il recupero dei feriti. Un Fagiano o un’anatra colpiti ma ancora mobili possono allontanarsi rapidamente dal punto di caduta. Il Retriever deve quindi possedere perseveranza e capacità di seguire una traccia olfattiva.

La selezione ha favorito anche una bocca morbida. Il cane deve trasportare la preda senza stringerla eccessivamente, evitando danni inutili alla selvaggina.

Queste qualità fanno ancora oggi la differenza tra un Golden semplicemente ben educato e un vero Golden Retriever da lavoro.

Aspetto generale e costruzione

Il Golden Retriever deve apparire simmetrico, equilibrato, potente, attivo e ben costruito. La struttura deve esprimere forza senza pesantezza e permettere al cane di lavorare per periodi prolungati.

Il corpo è proporzionato, con torace profondo, costole ben sviluppate e regione lombare forte. Un cane destinato a nuotare, correre e trasportare selvaggina necessita di un apparato cardiopolmonare efficiente e di una struttura capace di sostenere attività continuativa.

Il posteriore deve fornire una spinta potente, mentre l’anteriore deve consentire un buon allungo. Il movimento ideale è fluido e regolare, senza dispersioni laterali o azioni eccessivamente dispendiose.

Nel cane da lavoro è particolarmente importante evitare l’eccesso di peso. Un Golden troppo pesante perde rapidamente efficienza, soprattutto quando deve affrontare acqua, fango e vegetazione fitta.

Testa ed espressione

La testa rappresenta una delle caratteristiche più riconoscibili della razza. Deve essere equilibrata e ben cesellata, con cranio ampio ma non grossolano e stop ben definito.

Il muso è potente, largo e profondo, con lunghezza approssimativamente proporzionata a quella del cranio. Le mascelle devono essere forti e consentire il trasporto della selvaggina.

Gli occhi sono marrone scuro e ben distanziati, con un’espressione caratteristicamente gentile e intelligente.

Le orecchie sono di dimensioni moderate e inserite approssimativamente all’altezza degli occhi.

Il tartufo deve essere preferibilmente nero. Una buona apertura delle narici assume naturalmente importanza funzionale in un cane che deve utilizzare intensamente l’olfatto.

Collo, torace e capacità di trasporto

Il collo deve essere di buona lunghezza, asciutto e muscoloso. Non si tratta soltanto di un carattere estetico: un Retriever deve poter correre e nuotare mantenendo in bocca selvaggina relativamente pesante.

Trasportare un Fagiano adulto o un’anatra di buona dimensione richiede una corretta distribuzione della forza tra mandibole, collo, spalle e dorso.

Il torace profondo sostiene la capacità respiratoria durante il lavoro intenso. Le costole devono essere ben sviluppate senza produrre un corpo eccessivamente pesante.

La regione lombare è forte e muscolosa, elemento importante per la spinta durante corsa e nuoto.

Arti, piedi e movimento

Gli arti anteriori sono diritti, con buona ossatura e spalle correttamente inclinate. Il posteriore è potente e dotato di buone angolazioni.

I piedi sono rotondi, compatti e spesso descritti come “piedi di gatto”, con dita serrate e cuscinetti robusti.

Un corretto movimento permette al cane di coprire terreno con economia. L’andatura deve essere potente ma fluida, con buon allungo e forte spinta.

Un Retriever non deve possedere soltanto una bella falcata in esposizione: deve essere capace di mantenere efficienza per ore su terreno naturale.

Il mantello: protezione contro acqua, freddo e vegetazione

Il Golden Retriever possiede un mantello liscio o ondulato, dotato di abbondanti frange e soprattutto di un fitto sottopelo impermeabile.

Questa struttura deriva direttamente dall’utilizzo venatorio originario. Il cane doveva entrare ripetutamente in corsi d’acqua e laghi freddi, mantenendo sufficiente protezione termica.

Il sottopelo limita la penetrazione dell’acqua verso la cute, mentre il pelo di copertura protegge anche dal contatto con vegetazione, fango e condizioni atmosferiche.

Le frange sono particolarmente sviluppate nella regione del collo, sul posteriore degli arti, sul ventre e sulla coda.

Nel cane realmente impiegato a caccia il mantello deve essere soprattutto funzionale. Un pelo eccessivamente abbondante può trattenere più facilmente fango, semi e materiale vegetale.

Dal dorato chiaro al crema

Lo standard ammette qualsiasi tonalità del dorato o crema, purché il mantello non tenda al rosso o al mogano.

La grande varietà cromatica osservata nella razza dipende dalle differenti linee di selezione e dalle preferenze sviluppate nei vari Paesi.

I soggetti da lavoro britannici e americani possono presentare frequentemente tonalità più intense rispetto ad alcune linee espositive europee molto chiare.

Il colore non determina naturalmente l’attitudine venatoria. La qualità di un Retriever deve essere valutata attraverso struttura, carattere, salute, istinto e capacità di lavoro.

Golden da lavoro e Golden da esposizione

Nel Golden Retriever la distinzione tra linee da lavoro e linee da esposizione può essere particolarmente evidente.

I soggetti selezionati per il field work tendono generalmente a essere più leggeri, asciutti e atletici. Il mantello può essere meno abbondante e spesso di tonalità dorata più intensa.

La selezione funzionale privilegia desiderio di riporto, velocità, marking, olfatto, steadiness e addestrabilità.

Le linee prevalentemente espositive possono mostrare maggiore massa ossea, torace più importante, teste più robuste e mantelli particolarmente ricchi.

Non si tratta di due razze differenti, ma di orientamenti selettivi che possono produrre cani sensibilmente diversi per aspetto e comportamento.

Per il cacciatore che desidera utilizzare realmente il Golden, la valutazione delle linee di sangue e delle qualità lavorative dei genitori è quindi particolarmente importante.

Carattere: docilità e collaborazione come strumenti di lavoro

Il Golden Retriever viene tradizionalmente descritto come docile, intelligente, naturalmente predisposto al lavoro, gentile, amichevole e sicuro di sé.

Queste caratteristiche hanno contribuito enormemente alla diffusione della razza come cane familiare, ma la loro origine è profondamente funzionale.

Un Retriever deve essere facile da controllare anche in presenza di forte eccitazione. Deve osservare cadere un selvatico e rimanere fermo. Deve accettare di essere inviato in una direzione che lui stesso non avrebbe scelto. Deve riportare spontaneamente verso il conduttore invece di trattenere la preda.

La docilità non significa quindi debolezza caratteriale. Il Golden corretto deve essere sicuro e capace di prendere iniziative durante la ricerca, mantenendo però una forte disponibilità alla collaborazione.

Il rapporto con il cacciatore

Il Golden lavora particolarmente bene quando esiste un rapporto solido e coerente con il conduttore. La razza possiede normalmente una forte predisposizione a osservare l’uomo e rispondere alle indicazioni.

Questa qualità assume particolare importanza nei recuperi a distanza. Attraverso fischio e segnali manuali il cacciatore può indirizzare il cane verso una zona che soltanto lui ha visto.

Quando il Retriever entra nell’area corretta deve però diventare progressivamente autonomo e utilizzare l’olfatto.

Il Golden completo deve quindi essere guidabile senza diventare dipendente e autonomo senza diventare indipendente.

Riporto: un istinto centrale della razza

Il desiderio di prendere un oggetto e riportarlo verso il conduttore costituisce uno degli elementi centrali della selezione del Golden Retriever.

Nel cucciolo questa predisposizione può manifestarsi molto presto. Piccoli oggetti, giochi o riportelli vengono spontaneamente raccolti e trasportati.

Il lavoro del conduttore consiste nel trasformare questo comportamento naturale in un riporto ordinato e affidabile.

Il cane deve imparare a partire soltanto quando richiesto, raggiungere l’oggetto, raccoglierlo correttamente, tornare senza deviazioni inutili e consegnarlo.

Una motivazione naturale elevata rende il processo molto più semplice, ma la qualità del riporto dipende comunque da selezione e addestramento.

La bocca morbida

La cosiddetta soft mouth rappresenta una delle qualità tradizionalmente associate al Golden Retriever.

Il cane deve trasportare la selvaggina senza stringerla eccessivamente. Una presa troppo forte può danneggiare l’animale; una troppo debole può provocarne la perdita durante il trasporto.

Il comportamento corretto consiste in una presa stabile e delicata.

Questa qualità assume particolare importanza con selvaggina da piuma, nella quale un’eccessiva pressione può provocare danni significativi.

La predisposizione genetica conta molto, ma un addestramento sbagliato può creare problemi di masticazione o possesso anche in un soggetto naturalmente ben predisposto.

Marking: vedere, ricordare e raggiungere

Nel lavoro venatorio il marking rappresenta una capacità fondamentale. Il Golden deve osservare il volo del selvatico e memorizzare il punto nel quale cade.

Il cane non percepisce il territorio dalla stessa prospettiva del cacciatore. Vegetazione, pendenza e distanza possono rendere difficile individuare esattamente la zona.

Un Retriever esperto utilizza alberi, cespugli, margini, variazioni della riva e altri riferimenti per costruire una memoria spaziale della caduta.

Una volta inviato raggiunge rapidamente l’area e inizia una ricerca olfattiva soltanto se la preda non è immediatamente visibile.

Un buon marking riduce drasticamente energia e tempo necessari al recupero.

Riporti multipli

Durante una battuta possono cadere più selvatici in rapida successione. Il Golden deve essere in grado di memorizzare due o più cadute e mantenere le informazioni mentre completa il primo riporto.

Il cacciatore può inoltre decidere di modificare l’ordine. Un animale ferito dovrebbe essere generalmente recuperato con priorità rispetto a uno sicuramente morto e facilmente localizzabile.

Il cane deve quindi accettare la scelta del conduttore anche quando sarebbe spontaneamente orientato verso un’altra caduta.

I riporti multipli combinano memoria, autocontrollo, marking e disponibilità alla conduzione e costituiscono uno dei migliori test del Retriever ben addestrato.

Blind retrieve: fidarsi del conduttore

Il blind retrieve è il recupero di un selvatico che il cane non ha visto cadere.

In questa situazione il Golden deve partire nella direzione indicata dal cacciatore senza possedere una propria informazione visiva.

Il conduttore utilizza fischio e segnali manuali per fermarlo e orientarlo verso destra, sinistra o avanti.

Quando raggiunge la zona utile, il cane riceve il comando di ricerca e utilizza l’olfatto per localizzare la preda.

La difficoltà consiste nell’equilibrio tra obbedienza e autonomia: fino alla zona della caduta deve affidarsi al conduttore; una volta arrivato deve essere capace di risolvere il problema con le proprie capacità sensoriali.

Steadiness: vedere cadere la selvaggina e restare fermo

La capacità di rimanere fermo rappresenta uno degli aspetti più importanti del Retriever da caccia.

Un cane che parte autonomamente al colpo di fucile o quando vede cadere una preda può creare situazioni pericolose e compromettere l’intera azione.

La steadiness insegna invece al Golden che la caduta non rappresenta automaticamente il segnale di partenza.

Il cane osserva, memorizza e attende.

Soltanto quando riceve l’ordine parte per il recupero.

Questa capacità richiede particolare lavoro nei soggetti con fortissimo desiderio di riporto, proprio perché devono imparare a controllare un comportamento altamente motivante.

Riporto dall’acqua

Il Golden Retriever possiede una forte predisposizione al lavoro acquatico. Il fitto sottopelo impermeabile, la struttura potente e il desiderio di riporto lo rendono particolarmente efficace nella caccia agli Anatidi.

Il cane deve entrare in acqua senza esitazioni, scegliere una traiettoria efficace e mantenere il ritmo anche su distanze importanti.

Il recupero semplice riguarda un selvatico morto e visibile. Le vere difficoltà iniziano quando l’animale è ferito.

Un’anatra può continuare a nuotare, immergersi, essere spinta dal vento oppure raggiungere un canneto. Il Retriever deve allora combinare vista, olfatto, esperienza e perseveranza.

Il valore del cane diventa particolarmente evidente proprio quando il cacciatore non sarebbe in grado di recuperare autonomamente il selvatico.

Golden Retriever e caccia agli Anatidi

Germano reale, Alzavola, Fischione, Codone, Canapiglia e altri Anatidi rappresentano un utilizzo tradizionale perfettamente coerente con la razza.

Durante l’attesa il Golden deve rimanere tranquillo all’interno dell’appostamento o vicino al cacciatore. Un cane che si muove continuamente può compromettere l’avvicinamento degli uccelli.

Al momento dell’azione deve osservare attentamente e marcare le cadute.

Dopo il comando entra in acqua e procede verso la zona indicata.

Il lavoro può diventare particolarmente complesso quando vengono abbattuti più selvatici o quando una preda ferita raggiunge vegetazione palustre fitta.

Un Retriever ben addestrato contribuisce quindi non soltanto alla comodità del cacciatore, ma soprattutto alla riduzione della selvaggina perduta.

Canneti, paludi e recuperi difficili

Nel canneto la vista diventa quasi inutile e il Golden deve affidarsi soprattutto all’olfatto.

Un’anatra ferita può muoversi attraverso piccoli corridoi nella vegetazione e cambiare continuamente direzione.

Il cane deve penetrare nella copertura mantenendo motivazione e attenzione. In alcuni casi può rimanere completamente fuori dalla vista del conduttore.

Qui emerge il valore dell’esperienza: il Golden deve saper interpretare odori, rumori e movimento della vegetazione e continuare la ricerca anche quando non riceve indicazioni.

La perseveranza diventa una qualità essenziale.

Riporto da terra: Fagiano, Starna e altra selvaggina

Il Golden non è soltanto un cane da acqua. È un Retriever completo e può essere utilizzato efficacemente per recuperare Fagiano, Starna, Pernice e altra selvaggina da piuma abbattuta sulla terraferma.

Un Fagiano ferito può rappresentare una prova particolarmente impegnativa perché è capace di correre rapidamente e allontanarsi molto dal punto di caduta.

Il cane deve raggiungere l’area marcata e comprendere rapidamente se la preda si trova ancora lì. In caso contrario deve iniziare una ricerca olfattiva.

Il Golden deve quindi saper passare da un riporto principalmente visivo a una vera ricerca sulla traccia lasciata dal selvatico.

Il selvatico ferito: la funzione più importante del Retriever

Il recupero del selvatico ferito rappresenta probabilmente la funzione più importante ed eticamente significativa del Golden Retriever durante la caccia.

Un animale apparentemente perduto può essere ancora vivo e continuare ad allontanarsi. Senza un cane adeguatamente preparato potrebbe non essere ritrovato.

Il Golden deve possedere perseveranza, naso e determinazione. Non deve limitarsi a controllare superficialmente il punto di caduta.

Quando rileva una traccia deve seguirla e continuare finché possiede elementi utili.

La funzione del Retriever non consiste quindi soltanto nel rendere più semplice il recupero, ma nel ridurre concretamente il numero di animali abbattuti o feriti che rimarrebbero sul territorio.

L’olfatto nel lavoro del Golden Retriever

Il Golden possiede generalmente una buona capacità olfattiva e può utilizzarla tanto nella ricerca ravvicinata quanto nel recupero della selvaggina ferita.

Quando raggiunge l’area della caduta può passare a una ricerca sistematica con il naso, individuando piume, odore corporeo o traccia lasciata dall’animale durante lo spostamento.

La direzione del vento influenza fortemente il lavoro. Un cane esperto impara progressivamente a posizionarsi in modo da intercettare più facilmente l’odore.

Questa capacità dovrebbe essere sviluppata durante l’addestramento attraverso esercizi nei quali il cane non può affidarsi esclusivamente alla vista.

Addestramento del cucciolo

Nel cucciolo la priorità consiste nel mantenere e rafforzare il desiderio naturale di riportare.

Le prime sessioni devono essere brevi e divertenti. Un piccolo riportello morbido viene lanciato a pochi metri e il cucciolo viene invitato a tornare verso il conduttore.

La consegna deve diventare un momento positivo. Inseguire il cane o tentare di strappargli continuamente l’oggetto può trasformare facilmente il riporto in un gioco di possesso.

Parallelamente si sviluppano richiamo, seduto, attesa e attenzione.

Il livello tecnico aumenta soltanto quando queste basi diventano solide.

Introduzione all’acqua

Il Golden possiede normalmente una forte predisposizione per l’acqua, ma il primo approccio dovrebbe comunque essere graduale.

Il cucciolo può iniziare in un tratto poco profondo con fondo sicuro e temperatura favorevole.

Un riportello lanciato a breve distanza può aumentare spontaneamente la motivazione a entrare.

Non è consigliabile forzare il cane gettandolo in acqua. Un’esperienza negativa può creare una diffidenza completamente evitabile.

Con il tempo vengono aumentate distanza, profondità e difficoltà, fino a sviluppare un nuoto sicuro e naturale.

Fischio e segnali manuali

La conduzione a distanza costituisce una parte fondamentale della preparazione del Retriever.

Il fischio permette di comunicare anche quando vento, acqua o distanza rendono poco efficace la voce.

Il cane può essere addestrato a distinguere segnali per richiamo e arresto.

Una volta fermato deve rivolgersi verso il conduttore e attendere il gesto che indica la nuova direzione.

Questi esercizi vengono costruiti progressivamente sulla terraferma e successivamente trasferiti in situazioni più complesse e nell’acqua.

Golden Retriever e caccia in squadra

Nella tradizione britannica il Retriever viene spesso utilizzato insieme a cani con funzioni completamente differenti.

Pointer e Setter individuano e fermano la selvaggina. Gli Spaniel possono cercarla e farla involare. Il Golden deve invece attendere il momento del recupero.

Questa organizzazione richiede un elevato livello di disciplina. Il Retriever deve saper osservare altri cani in attività senza interferire.

Deve inoltre ignorare temporaneamente selvatici che non gli sono stati assegnati e concentrarsi esclusivamente sul recupero richiesto.

La capacità di non fare nulla fino al momento corretto è una componente fondamentale del lavoro tanto quanto la capacità di riportare.

Golden Retriever e Labrador Retriever

Caratteristica Golden Retriever Labrador Retriever
Struttura Equilibrata e atletica Più compatta e potente
Mantello Medio-lungo con frange Corto e fitto
Acquaticità Molto buona Eccellente
Collaborazione Molto elevata Molto elevata
Sensibilità Generalmente elevata Variabile secondo linea
Manutenzione del mantello Maggiore Inferiore
Diffusione venatoria internazionale Importante Molto elevata

Il Labrador è oggi probabilmente il Retriever da lavoro più diffuso al mondo e possiede una struttura particolarmente efficiente per l’acqua. Il Golden può offrire un lavoro altrettanto raffinato quando proviene da una corretta selezione funzionale.

La scelta deve quindi dipendere da linea genetica, tipo di caccia, sensibilità del conduttore e preferenze personali più che da un’idea astratta di superiorità tra le razze.

Golden Retriever e Flat Coated Retriever

Golden e Flat condividono una parte importante della storia dei Retriever britannici, ma presentano oggi caratteristiche morfologiche e comportamentali differenti.

Il Flat tende generalmente a essere più slanciato, vivace ed esplosivo, con una testa lunga e uno stop molto meno accentuato.

Il Golden possiede una struttura mediamente più robusta e un carattere spesso percepito come leggermente più regolare e sensibile.

Entrambi possono raggiungere livelli elevatissimi nel lavoro di riporto e condividono una forte collaborazione con il conduttore.

Golden, Curly e Nova Scotia

Caratteristica Golden Curly Coated Nova Scotia
Struttura Equilibrata e potente Più alta e asciutta Più compatta
Mantello Lungo, frangiato e con sottopelo Ricci fitti aderenti Doppio pelo medio-lungo
Collaborazione Molto elevata Maggiore autonomia Molto elevata
Acquaticità Molto buona Eccellente Eccellente
Caratteristica distintiva Equilibrio e versatilità Resistenza e autonomia Tolling e rapidità

Ogni Retriever rappresenta quindi una differente interpretazione dello stesso lavoro. La qualità del singolo soggetto e della selezione rimane comunque più importante delle generalizzazioni di razza.

Pregi venatori del Golden Retriever

  • Forte predisposizione naturale al riporto.
  • Elevata collaborazione con il conduttore.
  • Buona capacità di marking nei soggetti selezionati per il lavoro.
  • Ottima predisposizione al lavoro in acqua.
  • Bocca morbida e capacità di trasportare correttamente la selvaggina.
  • Buon olfatto nella ricerca degli animali feriti.
  • Temperamento generalmente equilibrato e addestrabile.
  • Versatilità nel recupero da terra e dall’acqua.
  • Perseveranza nei recuperi difficili.
  • Buona memoria nei riporti multipli.
  • Capacità di lavorare in squadra senza interferire con altri ausiliari.

Aspetti da valutare prima di scegliere un Golden per la caccia

La straordinaria diffusione della razza ha prodotto linee selezionate per finalità molto differenti. Per chi desidera realmente un cane da caccia questo rappresenta il primo punto da valutare.

Non tutti i Golden possiedono lo stesso livello di desiderio di riporto, energia e istinto lavorativo. La selezione dei riproduttori diventa quindi fondamentale.

Un secondo aspetto riguarda il mantello. Le frange richiedono maggiore manutenzione rispetto al pelo corto del Labrador, soprattutto dopo il lavoro tra fango, canneti e vegetazione.

Il cane deve inoltre mantenere una buona condizione fisica. Il Golden può avere una notevole predisposizione ad aumentare di peso quando alimentazione ed esercizio non sono correttamente gestiti.

Un soggetto sovrappeso perde gran parte delle qualità atletiche necessarie al lavoro.

Vita quotidiana e necessità di attività

Il Golden Retriever è famoso per la capacità di adattarsi alla vita familiare, ma un soggetto da linee di lavoro può possedere un livello di energia molto elevato.

Ha bisogno di attività fisica e mentale. Riporto, nuoto, ricerca olfattiva, esercizi di conduzione e lunghe passeggiate rappresentano attività particolarmente appropriate.

Un grande giardino non sostituisce il lavoro con il proprietario. La razza è stata selezionata per collaborare e ha bisogno di interazione.

L’inattività prolungata può favorire aumento di peso, frustrazione e comportamenti indesiderati.

Rapporto con la famiglia

La grande popolarità del Golden come cane familiare deriva da caratteristiche realmente presenti nella razza: gentilezza, socievolezza e forte desiderio di interazione con l’uomo.

Un soggetto correttamente socializzato tende a sviluppare un rapporto molto stretto con la famiglia e generalmente si inserisce bene in contesti con altre persone e animali.

La socializzazione precoce rimane comunque fondamentale. Il cucciolo deve conoscere gradualmente rumori, persone, altri cani, acqua, mezzi di trasporto e differenti ambienti.

Un Retriever da caccia deve essere capace di affrontare un contesto nuovo senza perdere equilibrio e disponibilità al lavoro.

Cura del mantello dopo la caccia

Le frange del Golden possono trattenere semi, spine, fango e materiale vegetale. Dopo una giornata di lavoro è quindi importante controllare accuratamente tutto il mantello.

Particolare attenzione deve essere dedicata alle orecchie, alla regione ascellare, alla coda e agli spazi interdigitali.

Dopo il lavoro in acqua può essere utile risciacquare il cane quando necessario e lasciarlo asciugare completamente.

La spazzolatura regolare permette di mantenere il mantello funzionale e individuare rapidamente eventuali irritazioni o corpi estranei.

Il doppio mantello non dovrebbe essere rasato, perché svolge una funzione protettiva e termoregolatrice.

Il Golden Retriever nell’Enciclopedia della Caccia

Il Golden Retriever rappresenta uno dei casi nei quali la straordinaria popolarità di una razza ha quasi nascosto la sua vera origine. Oggi milioni di persone lo conoscono come cane da famiglia, da assistenza o da compagnia, ma il suo nome contiene ancora la funzione per la quale è stato selezionato: retrieve significa recuperare.

Il Golden nasce infatti all’interno della grande tradizione venatoria britannica. Il problema che doveva risolvere era molto concreto: il cacciatore poteva abbattere un animale a grande distanza, oltre un corso d’acqua, dentro una palude o in una zona di vegetazione difficile da raggiungere. Serviva un cane capace di osservare, ricordare, raggiungere e riportare.

Questa funzione ha modellato tanto il corpo quanto il carattere. Il fitto sottopelo impermeabile protegge durante il lavoro in acqua. Il collo e le mascelle permettono di trasportare la selvaggina. L’intelligenza e la docilità consentono la conduzione a distanza. L’olfatto permette di trasformare un semplice riporto in una ricerca quando il selvatico ferito si è allontanato.

La qualità più interessante rimane probabilmente la collaborazione. Un Retriever non lavora esattamente come un cane da ferma, che deve interpretare autonomamente il terreno alla ricerca dell’emanazione. Il Golden trascorre una parte significativa dell’azione osservando il cacciatore e attendendo informazioni.

Nel marking utilizza ciò che ha visto. Nel blind retrieve utilizza ciò che il conduttore gli comunica. Nella ricerca finale utilizza ciò che soltanto il suo naso può percepire. Il lavoro completo nasce quindi dal passaggio continuo tra memoria, obbedienza e autonomia.

Particolarmente importante è il recupero del selvatico ferito. È qui che il Retriever mostra il proprio valore venatorio ed etico. Un animale che avrebbe potuto essere perso può essere localizzato e recuperato grazie all’olfatto e alla perseveranza del cane.

Il confronto con gli altri Retriever dimostra quanto la selezione abbia prodotto differenti interpretazioni dello stesso problema. Il Labrador privilegia compattezza, potenza e straordinaria acquaticità. Il Flat esprime grande dinamismo ed entusiasmo. Il Curly aggiunge resistenza e maggiore indipendenza. Il Nova Scotia unisce tolling e riporto. Il Golden occupa una posizione estremamente equilibrata, caratterizzata da versatilità, sensibilità e forte cooperazione con il conduttore.

Per il cacciatore è però essenziale distinguere il Golden genericamente appartenente alla razza dal soggetto realmente selezionato per il lavoro. Decenni di enorme diffusione hanno prodotto linee profondamente differenti e un cane destinato alla caccia dovrebbe provenire da riproduttori nei quali attitudini, salute e qualità funzionali siano state realmente considerate.

Un buon Golden da lavoro deve essere atletico, motivato, stabile, capace di rimanere fermo durante l’azione e pronto a partire quando riceve il comando. Deve saper memorizzare una caduta, essere guidato verso una preda che non ha visto e continuare autonomamente una ricerca quando l’olfatto gli indica che il selvatico si è spostato.

Il Golden Retriever è quindi molto più del celebre cane dorato conosciuto in tutto il mondo: è uno dei grandi prodotti della cinofilia venatoria britannica, un ausiliare selezionato per trasformare intelligenza, acquaticità, bocca morbida e collaborazione in una funzione essenziale della caccia moderna, il recupero corretto della selvaggina.

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