James Purdey the Younger occupa una posizione fondamentale nella storia dell’arte armiera britannica. Se James Purdey the Elder costruì le fondamenta della dinastia e trasformò il nome Purdey in una delle firme più prestigiose dell’arma sportiva londinese, fu soprattutto il figlio a guidare la casa attraverso la rivoluzione tecnologica che avrebbe portato alla nascita della moderna doppietta inglese.
La distinzione fra le due generazioni è essenziale per comprendere correttamente la storia di Purdey.
James the Elder aveva iniziato la propria carriera quando la pietra focaia rappresentava ancora la tecnologia dominante e aveva attraversato l’affermazione della percussione. James the Younger si trovò invece al centro di un cambiamento ancora più radicale: il passaggio dall’avancarica alla retrocarica, dalla cartuccia a spillo alla percussione centrale, dai cani esterni alle batterie hammerless e infine ai sofisticati sistemi self-opening.
James Purdey the Younger non assistette semplicemente a questa trasformazione.
Partecipò direttamente alla costruzione dell’architettura meccanica della doppietta moderna.
Il suo nome rimane soprattutto legato al celebre Purdey bolt, brevettato nel 1863, una soluzione di chiusura destinata a diventare uno dei principi meccanici più importanti e longevi nella storia delle armi basculanti.
Ma la sua grandezza non può essere ridotta a una singola invenzione. Durante la sua gestione Purdey seppe integrare innovazione meccanica, qualità artigianale, personalizzazione, organizzazione produttiva e capacità imprenditoriale, trasformando definitivamente la casa fondata dal padre nella James Purdey & Sons che sarebbe diventata uno dei simboli mondiali della London Best Gun.
James Purdey the Younger: scheda biografica
- Nome: James Purdey, comunemente indicato come James Purdey the Younger
- Nascita: 1828
- Morte: 1909
- Padre: James Purdey the Elder
- Attività: armaiolo, progettista, inventore e imprenditore
- Ingresso nell’attività familiare: apprendistato iniziato nel 1843
- Guida dell’azienda: dal 1858
- Brevetto più celebre: Double Bite Snap-Action del 1863, noto come Purdey bolt
- Principali settori: doppiette, rifles, sistemi di chiusura e armi sportive a retrocarica
- Figli coinvolti nell’azienda: James Purdey III e Athol Purdey
- Nascita di James Purdey & Sons: 1877
- Sede simbolo: Audley House, 57-58 South Audley Street, Londra
James Purdey the Younger: crescere dentro una dinastia armiera
James Purdey the Younger nacque nel 1828 all’interno di una famiglia nella quale costruire armi non rappresentava semplicemente un mestiere.
Era una cultura professionale.
Il padre, James Purdey the Elder, aveva già costruito una reputazione straordinaria nella Londra armiera della prima metà dell’Ottocento. Dopo essersi formato nelle officine di Joseph Manton e Alexander Forsyth, aveva fondato la propria attività nel 1814 e progressivamente trasformato Purdey in uno dei grandi nomi dell’arma sportiva britannica.
James the Elder comprese però perfettamente che la continuità di una casa armiera non poteva essere assicurata soltanto dalla trasmissione del nome.
Bisognava trasmettere il mestiere.
Il giovane James venne quindi formato direttamente all’interno dell’attività familiare e iniziò il proprio apprendistato nel 1843, entrando concretamente nel mondo della costruzione delle armi.
Non doveva soltanto imparare a dirigere un’azienda.
Doveva comprendere acciai, legni, canne, batterie, calciature, sistemi di accensione, geometrie di chiusura e soprattutto quella particolare relazione fra tutti i componenti che distingue una grande arma da una semplice arma ben costruita.
Una formazione diversa da quella di James Purdey the Elder
Padre e figlio appartenevano però a due differenti epoche dell’arte armiera.
James Purdey the Elder aveva imparato il mestiere quando la pietra focaia dominava ancora l’arma sportiva.
James Purdey the Younger entrò invece nella professione quando la percussione era ormai affermata e l’industria armiera europea iniziava a sperimentare soluzioni destinate a rendere possibile la retrocarica moderna.
La sua formazione fu quindi contemporaneamente tradizionale e innovativa.
Da una parte doveva apprendere tutti gli elementi che avevano costruito la reputazione della grande scuola londinese:
- equilibrio dell’arma;
- qualità delle canne;
- regolazione delle batterie;
- precisione degli accoppiamenti;
- incassatura del calcio;
- scelta e lavorazione del noce;
- gun fitting;
- finitura delle superfici.
Dall’altra osservava un mondo tecnico nel quale molti principi considerati definitivi stavano rapidamente diventando obsoleti.
Questa combinazione avrebbe caratterizzato tutta la sua carriera.
La tecnologia poteva cambiare radicalmente, ma Purdey doveva continuare a rappresentare il massimo livello qualitativo possibile.
James Purdey the Younger e l’Express Rifle
Uno dei primi capitoli nei quali il lavoro delle due generazioni Purdey si sovrappone riguarda lo sviluppo delle armi rigate associate alla denominazione Express Rifle.
Durante gli anni Cinquanta dell’Ottocento la casa lavorò sul rapporto fra proiettile, rigatura e carica con l’obiettivo di ottenere velocità più elevate e una traiettoria relativamente più tesa.
Padre e figlio parteciparono a questa fase di sviluppo, che avrebbe avuto conseguenze importanti anche sul linguaggio armiero internazionale.
Il termine Express richiamava infatti i nuovi treni espressi, che nell’immaginario dell’epoca rappresentavano velocità e modernità.
L’associazione era immediatamente comprensibile.
Un Express Rifle doveva comunicare l’idea di un’arma rigata capace di imprimere al proiettile maggiore velocità e ottenere una traiettoria più tesa rispetto a configurazioni precedenti.
Il termine avrebbe avuto una fortuna straordinaria e sarebbe rimasto nel vocabolario delle armi rigate da caccia fino all’epoca contemporanea.
La rivoluzione della retrocarica
La vera grande sfida affrontata da James Purdey the Younger fu però la retrocarica.
Per secoli il principio dell’arma da caccia era rimasto sostanzialmente legato all’introduzione della carica dalla volata.
Con la retrocarica cambiava tutto.
Il cacciatore poteva aprire l’arma, introdurre direttamente la cartuccia nella culatta, richiuderla e prepararsi rapidamente al tiro.
Ma questo vantaggio apparentemente semplice obbligava l’armaiolo a ripensare quasi completamente la struttura dell’arma.
Diventavano fondamentali:
- la bascula;
- la cerniera;
- i ramponi;
- il sistema di apertura;
- la geometria di chiusura;
- la tenuta fra canne e faccia di culatta;
- l’estrazione della cartuccia.
La doppietta non era più semplicemente un fucile ad avancarica modificato.
Stava diventando una macchina meccanicamente differente.
1858: James Purdey the Younger assume la guida della casa
Nel 1858 James Purdey the Elder si ritirò dall’attività quotidiana e il figlio assunse la responsabilità della casa.
Il momento era decisivo.
Purdey possedeva già un nome prestigioso, una clientela importante e standard qualitativi elevatissimi.
Ma una parte consistente della tecnologia sulla quale quella reputazione era stata costruita stava rapidamente cambiando.
James the Younger non ricevette quindi semplicemente un’azienda avviata.
Ricevette il compito di trasportare Purdey da un’epoca armiera a quella successiva.
La sua grandezza consiste proprio nell’essere riuscito a innovare profondamente l’arma senza sacrificare la filosofia qualitativa costruita dal padre.
1863: James Purdey the Younger inventa il Purdey bolt
Il momento probabilmente più importante della carriera tecnica di James Purdey the Younger arrivò nel 1863.
Il 2 maggio di quell’anno venne registrato un brevetto relativo a miglioramenti nelle armi a retrocarica.
Quel sistema sarebbe diventato universalmente conosciuto nel mondo degli armaioli come Purdey bolts o Purdey double underbolt.
È una delle innovazioni fondamentali nella storia della doppietta basculante.
Il problema della chiusura nelle prime armi a retrocarica
Una basculante deve soddisfare due esigenze apparentemente opposte.
Deve aprirsi facilmente quando il tiratore vuole ricaricare.
Ma durante lo sparo deve diventare una struttura estremamente solida.
Le canne devono rimanere perfettamente accoppiate alla bascula mentre la cartuccia sviluppa pressione nella camera.
La chiusura deve quindi essere:
- robusta;
- precisa;
- rapida;
- affidabile;
- registrabile nel tempo;
- compatibile con una bascula elegante e relativamente compatta.
James Purdey the Younger individuò una soluzione destinata a dimostrare una longevità straordinaria.
Come funziona il doppio Purdey bolt
Il principio prevede l’utilizzo di due elementi di chiusura inferiori che interagiscono con specifici recessi ricavati nei ramponi posti sotto le canne.
Quando l’arma viene chiusa, il sistema di catenacci entra in presa con i ramponi e contribuisce a bloccare saldamente il gruppo canne contro la bascula.
La caratteristica fondamentale non è soltanto la presenza di due punti di presa.
È la disposizione geometrica dell’intero sistema.
La soluzione permette infatti di ottenere una chiusura efficace senza appesantire inutilmente l’architettura della bascula.
Il risultato era perfettamente coerente con la filosofia della grande arma inglese:
massima efficienza meccanica con il minimo impatto possibile sulla forma e sull’eleganza dell’arma.
Perché il Purdey bolt è una delle grandi invenzioni dell’arte armiera
L’importanza del Purdey bolt non può essere valutata soltanto considerando le armi prodotte dalla casa londinese.
Quando il principio divenne disponibile per una diffusione più ampia, numerosi costruttori iniziarono ad adottarlo o a sviluppare sistemi chiaramente derivati dalla stessa impostazione.
La ragione era semplice.
Funzionava.
Era robusto.
Era relativamente razionale da costruire.
Si integrava perfettamente nella struttura della doppietta.
E soprattutto poteva essere combinato con altre innovazioni.
È proprio questa capacità di diventare parte di sistemi successivi a spiegare perché il Purdey bolt abbia attraversato oltre un secolo e mezzo di evoluzione armiera.
La chiave superiore: Purdey e il sistema Scott
È importante evitare una delle attribuzioni errate più frequenti nella storia della doppietta inglese.
James Purdey the Younger non inventò la moderna top lever, cioè la chiave superiore utilizzata per comandare l’apertura dell’arma.
La soluzione è legata al lavoro di William Middleditch Scott.
La grande importanza storica nasce però dall’abbinamento della top lever con il sistema di chiusura Purdey.
La combinazione fra:
chiave superiore Scott + doppio underbolt Purdey
sarebbe diventata una delle architetture fondamentali dell’intera storia della doppietta basculante.
Ancora una volta emerge una caratteristica importante dell’evoluzione tecnica delle armi.
La grande innovazione non nasce necessariamente da una singola invenzione isolata.
Può nascere dalla capacità di integrare correttamente soluzioni differenti all’interno di un sistema coerente.
Dalla cartuccia a spillo alla percussione centrale
La carriera di James the Younger attraversò anche la rapidissima evoluzione delle munizioni.
Le prime armi a retrocarica utilizzavano soluzioni che sarebbero state successivamente superate.
L’affermazione della cartuccia a percussione centrale cambiò nuovamente l’architettura del fucile.
In pochissimi anni James Purdey the Younger vide quindi succedersi sistemi profondamente diversi:
- armi a percussione ad avancarica;
- retrocariche a spillo;
- retrocariche a percussione centrale.
Per un armaiolo significava dover ripensare continuamente meccanismi, batterie, estrattori e sistemi di chiusura.
La straordinaria capacità della casa Purdey consistette nell’adottare queste trasformazioni mantenendo contemporaneamente riconoscibile l’identità delle proprie armi.
Dai cani esterni alla moderna arma hammerless
Una volta consolidata la retrocarica, uno dei grandi obiettivi della scuola britannica diventò l’eliminazione dei cani esterni.
L’arma hammerless prometteva vantaggi importanti.
Permetteva di ottenere linee più pulite, ridurre gli elementi esposti e integrare il sistema di armamento all’interno della bascula e delle cartelle.
Ma la semplificazione esterna nascondeva una maggiore complessità interna.
Cani, molle, leve di armamento, sicurezze e grilletti dovevano lavorare in uno spazio estremamente limitato.
È all’interno di questa ricerca che entra nella storia Purdey un altro grande nome dell’arte armiera inglese.
Frederick Beesley.
Frederick Beesley e il self-opening Purdey
Nel 1880 Frederick Beesley brevettò un sofisticato sistema per armi hammerless destinato a diventare uno dei simboli tecnici delle doppiette Purdey.
La soluzione utilizzava una particolare disposizione delle molle e dei componenti interni per integrare il ciclo di armamento con il funzionamento dell’arma.
James Purdey the Younger comprese immediatamente l’importanza del progetto.
Questo passaggio permette di capire perfettamente il suo modo di interpretare il ruolo del grande armaiolo.
Purdey non aveva bisogno di inventare personalmente ogni singolo componente.
Doveva essere capace di riconoscere una soluzione eccezionale, acquisirla, perfezionarla, costruirla secondo i propri standard e integrarla nell’insieme dell’arma.
Il principio del self-opening
Il sistema Beesley contribuiva a rendere l’apertura della doppietta particolarmente rapida e assistita.
Quando l’utilizzatore azionava la chiave liberando la chiusura, il sistema meccanico favoriva la basculazione delle canne.
Da qui la definizione self-opening.
Non significa che il fucile si apra autonomamente senza controllo.
Significa che l’energia accumulata nel sistema meccanico contribuisce ad assistere l’apertura una volta liberata la chiusura.
Nel contesto delle battute britanniche, dove la rapidità di apertura, espulsione, ricarica e richiusura poteva assumere grande importanza, il vantaggio era evidente.
La doppietta Purdey nasce dall’integrazione di grandi idee
La storia della moderna Purdey dimostra perfettamente quanto sia riduttivo attribuire la grandezza di un’arma a un solo inventore.
Alcuni elementi fondamentali nacquero da progettisti differenti:
- James Purdey the Younger: il celebre doppio underbolt;
- William Middleditch Scott: la top lever;
- Frederick Beesley: il sistema hammerless self-opening.
La grandezza della casa Purdey consistette nella capacità di integrare questi principi fino a farli apparire parti naturali di un’unica architettura.
Il cliente non percepiva una collezione di brevetti differenti.
Percepiva una Purdey.
È uno dei concetti fondamentali per comprendere il significato di London Best Gun.
Il ruolo del master gunmaker secondo James Purdey the Younger
La storia di James the Younger permette inoltre di comprendere il vero significato britannico del termine master gunmaker.
Non significa necessariamente che una sola persona costruisca personalmente ogni componente dell’arma.
La grande scuola londinese era basata su competenze altamente specializzate.
Un cannista poteva dedicarsi alle canne.
Un lockmaker alle batterie.
Uno stocker alla calciatura.
Un incisore alla decorazione.
Ma qualcuno doveva possedere la capacità di giudicare l’intero risultato.
Il grande armaiolo doveva coordinare:
- meccanica;
- peso;
- bilanciamento;
- ergonomia;
- qualità del legno;
- finiture;
- incisioni;
- funzionamento.
L’arma finale doveva apparire come il prodotto di una sola idea.
James Purdey the Younger fu uno dei grandi maestri di questa capacità di integrazione.
1868: Purdey e il riconoscimento della Casa Reale
Durante la gestione di James Purdey the Younger il prestigio dell’azienda raggiunse un livello ancora superiore.
Dal 1868 la storia della casa è legata ai Royal Warrants, i prestigiosi riconoscimenti concessi ai fornitori della Casa Reale britannica.
Per una casa armiera vittoriana il significato era enorme.
Qualità tecnica, artigianalità, prestigio sociale e identità britannica iniziavano così a fondersi sempre più profondamente attorno al nome Purdey.
La reputazione costruita da James the Elder veniva trasformata dal figlio in un patrimonio internazionale.
1877: nasce James Purdey & Sons
James Purdey the Younger ripeté con i propri figli ciò che suo padre aveva fatto con lui.
Trasmettere il mestiere.
Nel 1877 i figli James Purdey III e Athol Purdey entrarono nell’attività.
La casa assunse così la denominazione destinata a diventare celebre in tutto il mondo:
James Purdey & Sons.
Il cambiamento non era semplicemente formale.
Dimostrava che Purdey era diventata una vera dinastia armiera.
Le conoscenze non appartenevano più soltanto a un singolo maestro.
Venivano trasferite da una generazione alla successiva attraverso formazione, esperienza diretta e cultura aziendale.
Audley House: una sede costruita per rappresentare Purdey
Alla fine dell’Ottocento l’attività aveva ormai raggiunto una dimensione tale da richiedere una nuova sede.
James Purdey the Younger immaginò qualcosa di più di un semplice negozio.
Voleva un edificio capace di riunire:
- showroom;
- uffici;
- rapporto con la clientela;
- organizzazione dell’azienda;
- attività produttive.
Il risultato fu Audley House, al numero 57-58 di South Audley Street, nel cuore di Mayfair.
La casa Purdey vi si trasferì ufficialmente il 1° gennaio 1883.
L’edificio diventò molto più di una sede commerciale.
Diventò la rappresentazione fisica della filosofia Purdey.
Il Long Room e il rapporto con l’officina
Uno degli ambienti più significativi di Audley House era il Long Room, progettato come ufficio personale di James Purdey the Younger.
Originariamente il locale era collegato visivamente al workshop sottostante attraverso un’apertura.
È un dettaglio che racconta perfettamente il carattere dell’uomo e dell’azienda.
Purdey poteva ormai contare su clienti aristocratici, riconoscimenti reali e una reputazione internazionale.
Ma il cuore dell’attività rimaneva sempre lo stesso.
L’officina.
La Best Gun come sistema e non come singola invenzione
Se osserviamo l’opera di James Purdey the Younger nel suo insieme emerge una caratteristica fondamentale.
La sua eredità non è costituita soltanto dal Purdey bolt.
È costituita da un sistema.
Chiusura.
Apertura.
Armamento.
Gun fitting.
Bilanciamento.
Qualità delle canne.
Calciatura.
Regolazione delle batterie.
Finitura.
Rapporto con il cliente.
Ogni elemento doveva essere valutato in funzione di tutti gli altri.
È probabilmente questo il significato più profondo della parola Best applicata alla grande arma inglese.
La complessità nascosta della doppietta Purdey
Una delle caratteristiche più affascinanti delle grandi armi britanniche consiste nella capacità di nascondere la complessità.
Una doppietta Purdey può contenere una quantità enorme di lavoro manuale, accoppiamenti, molle, leveraggi e regolazioni.
Eppure il risultato finale deve apparire naturale.
La linea delle canne deve continuare armonicamente nella bascula.
Il calcio deve sembrare appartenere strutturalmente al metallo.
La chiave deve trovarsi esattamente dove la mano si aspetta di incontrarla.
L’incisione deve valorizzare la superficie senza distruggerne le proporzioni.
L’apertura deve apparire naturale.
La chiusura deve trasmettere solidità.
La semplicità visibile è il risultato di una complessità completamente risolta.
James Purdey the Younger contribuì in maniera decisiva a trasformare questa filosofia nella firma tecnica della casa.
Il gun fitting e l’arma costruita attorno al tiratore
L’innovazione meccanica non fece mai dimenticare a Purdey uno dei principi fondamentali ereditati dalla generazione precedente.
Il fucile deve adattarsi al tiratore.
La grande arma sportiva inglese non veniva semplicemente scelta da un catalogo.
Veniva costruita attorno all’utilizzatore.
Assumevano quindi particolare importanza:
- lunghezza del calcio;
- piega;
- deviazione laterale;
- forma dell’impugnatura;
- peso complessivo;
- distribuzione delle masse;
- lunghezza e configurazione delle canne.
Un’arma meccanicamente perfetta ma incapace di raggiungere naturalmente la spalla del proprio utilizzatore non avrebbe soddisfatto la filosofia Purdey.
La perfezione tecnica doveva diventare anche naturalezza nel tiro.
James Purdey the Elder e James Purdey the Younger: due epoche dell’arte armiera
Il confronto fra padre e figlio permette di comprendere perfettamente l’evoluzione della dinastia.
James Purdey the Elder costruì la reputazione.
James Purdey the Younger costruì una parte fondamentale dell’identità tecnica moderna.
Il padre portò nella casa Purdey la cultura di Joseph Manton, l’esperienza della transizione dalla pietra focaia alla percussione e una filosofia basata sulla qualità assoluta.
Il figlio prese quel patrimonio e lo trasportò nella nuova era della retrocarica.
Affrontò la cartuccia moderna.
Ripensò la chiusura.
Partecipò alla trasformazione della doppietta hammerless.
Seppe integrare il sistema Beesley.
Trasformò la casa in James Purdey & Sons.
Costruì Audley House.
Senza James the Elder probabilmente non sarebbe esistita la grande istituzione armiera Purdey.
Senza James the Younger difficilmente quella casa avrebbe assunto la stessa identità tecnica che ancora oggi riconosciamo.
Le principali tappe nella vita di James Purdey the Younger
- 1828: nascita di James Purdey the Younger.
- 1843: inizio dell’apprendistato nell’attività paterna.
- Anni Cinquanta dell’Ottocento: partecipazione alla fase di sviluppo dei rifles associati al concetto Express.
- 1858: assume la guida dell’azienda dopo il ritiro del padre.
- 1863: brevetta il celebre Double Bite Snap-Action, noto come Purdey bolt.
- Anni Sessanta: accompagna la casa nella definitiva affermazione della retrocarica e della percussione centrale.
- 1868: inizia la storia dei Royal Warrants della casa Purdey.
- 1877: i figli James III e Athol entrano nell’attività e nasce James Purdey & Sons.
- 1880: il sistema brevettato da Frederick Beesley apre la strada alla celebre azione self-opening Purdey.
- 1° gennaio 1883: Purdey si trasferisce ad Audley House in South Audley Street.
- 1909: morte di James Purdey the Younger.
Il Purdey bolt come eredità universale
Fra tutte le innovazioni legate a James Purdey the Younger, il doppio underbolt rimane probabilmente quella che meglio permette di misurarne la grandezza progettuale.
È quasi invisibile.
Il cacciatore normalmente non osserva direttamente il sistema durante l’utilizzo dell’arma.
I catenacci lavorano all’interno della bascula.
Eppure proprio quella geometria nascosta è diventata uno dei principi fondamentali dell’arma basculante moderna.
È un esempio perfetto di grande progettazione meccanica.
Un componente non deve necessariamente attirare l’attenzione.
Deve risolvere correttamente il problema.
Quando una grande invenzione diventa normale
Esiste un paradosso interessante nella storia della tecnologia.
Le invenzioni più riuscite possono diventare talmente diffuse da smettere di essere percepite come invenzioni.
Diventano semplicemente il modo normale di costruire qualcosa.
Il sistema di chiusura sviluppato da James Purdey the Younger rappresenta uno degli esempi migliori.
Oggi una doppia chiusura inferiore può apparire naturale nella struttura di una basculante.
Nel 1863 non lo era.
Qualcuno dovette immaginare quella relazione fra ramponi, catenacci, apertura e chiusura.
Quella soluzione porta il nome di James Purdey the Younger.
L’eredità di James Purdey the Younger nella caccia moderna
Il suo lascito non appartiene soltanto ai collezionisti di antiche doppiette britanniche.
È ancora riconoscibile nella cultura armiera contemporanea.
Ogni volta che osserviamo un’arma basculante nella quale la chiusura inferiore deriva concettualmente dal sistema Purdey incontriamo una parte della sua eredità.
Ma esiste anche un lascito meno visibile.
È il principio secondo il quale una grande arma deve combinare:
- robustezza;
- affidabilità;
- rapidità di utilizzo;
- equilibrio;
- eleganza;
- qualità artigianale;
- personalizzazione;
- durata nel tempo.
Questa filosofia appartiene ancora oggi alle migliori interpretazioni della Best Gun.
Perché James Purdey the Younger è uno dei grandi armieri della storia
James Purdey the Younger ereditò una delle migliori case armiere di Londra.
Avrebbe potuto limitarsi a conservarla.
Fece qualcosa di molto più difficile.
La trasformò.
Guidò Purdey nel passaggio dall’avancarica alla retrocarica.
Attraversò l’affermazione della cartuccia moderna.
Brevettò uno dei sistemi di chiusura più importanti nella storia della doppietta.
Seppe integrare il principio della top lever sviluppato da Scott.
Riconobbe il valore dell’azione progettata da Frederick Beesley e contribuì a trasformare il self-opening in uno dei simboli tecnici della casa.
Portò Purdey nella grande stagione delle armi hammerless.
Formò la generazione successiva.
Trasformò l’azienda in James Purdey & Sons.
Volle Audley House come sede capace di riunire prestigio, rapporto con il cliente e attività armiera.
E soprattutto riuscì a compiere questa trasformazione senza distruggere ciò che suo padre aveva costruito.
La tecnologia cambiò profondamente.
La filosofia rimase la stessa.
Costruire il miglior fucile possibile.
Se James Purdey the Elder rappresenta la nascita della dinastia, James Purdey the Younger rappresenta la nascita della Purdey moderna.
Per questo padre e figlio devono essere considerati separatamente all’interno della storia dei Grandi Armieri: non due capitoli della stessa vicenda, ma due protagonisti di due differenti rivoluzioni dell’arma sportiva britannica.























