Il Labrador Retriever è uno dei cani più conosciuti al mondo, ma dietro la sua enorme diffusione come compagno di famiglia esiste una precisa e affascinante identità venatoria. Il Labrador nasce infatti come cane da riporto, selezionato per individuare la selvaggina abbattuta, raggiungerla rapidamente, recuperarla anche in condizioni difficili e riportarla al conduttore senza danneggiarla.
La sua specializzazione trova una delle massime espressioni nella caccia alla selvaggina acquatica. Mantello resistente alle intemperie, struttura potente, caratteristica coda da lontra, grande predisposizione al nuoto e una naturale passione per l’acqua permettono al Labrador di affrontare paludi, canneti, stagni, fiumi e acque fredde con straordinaria efficacia.
Ma ridurre il Labrador al semplice cane che recupera un’anatra dall’acqua sarebbe profondamente sbagliato. Il vero Retriever deve possedere fiuto, memoria, capacità di osservazione, autocontrollo, presa morbida, marcatura della caduta, perseveranza e fortissimo collegamento con il conduttore. È proprio la combinazione di queste caratteristiche a trasformarlo in uno dei più raffinati specialisti del lavoro dopo lo sparo.

Labrador Retriever: carta d’identità
| Nome ufficiale | Labrador Retriever |
| Paese di sviluppo della razza | Gran Bretagna |
| Origini storiche | Terranova e Gran Bretagna |
| Categoria venatoria | Cane da riporto |
| Classificazione FCI | Gruppo 8 – Cani da riporto, cani da cerca e cani da acqua |
| Sezione | Sezione 1 – Cani da riporto |
| Standard FCI | N. 122 |
| Prova di lavoro | Prevista |
| Altezza ideale maschi | 56-57 cm al garrese |
| Altezza ideale femmine | 54-56 cm al garrese |
| Costruzione | Robusta, compatta, potente e molto attiva |
| Mantello | Corto, fitto, senza frange, con sottopelo resistente alle intemperie |
| Colori | Nero, giallo oppure fegato/cioccolato |
| Caratteristica distintiva | Coda da lontra |
| Temperamento | Equilibrato, intelligente, collaborativo e desideroso di lavorare |
| Attitudine principale | Ricerca, recupero e riporto della selvaggina abbattuta |
Le principali attitudini venatorie del Labrador Retriever
| Riporto | ★★★★★ |
| Fiuto | ★★★★★ |
| Presa morbida | ★★★★★ |
| Lavoro in acqua | ★★★★★ |
| Nuoto | ★★★★★ |
| Recupero della selvaggina | ★★★★★ |
| Marcatura della caduta | ★★★★★ |
| Memoria | ★★★★★ |
| Collegamento con il conduttore | ★★★★★ |
| Addestrabilità | ★★★★★ |
| Resistenza | ★★★★★ |
| Autocontrollo | ★★★★★ |
| Selvaggina acquatica | ★★★★★ |
| Lavoro nel canneto e nella vegetazione | ★★★★★ |
Le valutazioni sono orientative e descrivono le caratteristiche generalmente associate alla razza. Le capacità del singolo Labrador dipendono dalla genealogia, dalla selezione, dall’esperienza, dalla preparazione fisica e dall’addestramento.
Il Labrador Retriever in poche parole: trovare, recuperare e riportare
Per comprendere realmente il Labrador bisogna partire dal significato della parola Retriever: cane specializzato nel recupero e nel riporto.
A differenza del cane da ferma, il Labrador non ha come compito fondamentale quello di individuare il selvatico prima dello sparo e fermarlo. Il suo momento principale arriva soprattutto dopo il tiro.
Il cane deve osservare ciò che accade, memorizzare il punto nel quale è caduto il selvatico, attendere il comando del conduttore, raggiungere la zona, utilizzare il naso quando necessario, raccogliere correttamente il capo e riportarlo.
Dietro un’azione apparentemente semplice esiste quindi una combinazione estremamente sofisticata di memoria, fiuto, autocontrollo, capacità di orientamento e collaborazione.
Origini e storia del Labrador Retriever
Il nome Labrador potrebbe far pensare a una razza nata direttamente nella penisola canadese del Labrador. La storia è in realtà più articolata.
Gli antenati del moderno Labrador erano collegati ai cani da acqua utilizzati nell’isola di Terranova, nell’odierno Canada. In particolare, piccoli cani da lavoro conosciuti successivamente come St. John’s dogs accompagnavano pescatori e marinai svolgendo differenti compiti legati all’acqua.
Questi cani dovevano essere robusti, eccellenti nuotatori e particolarmente predisposti a recuperare oggetti dall’acqua.
Alcuni esemplari furono successivamente portati in Gran Bretagna, dove cacciatori e allevatori ne compresero rapidamente le straordinarie potenzialità come cani da riporto.
Da Terranova alla Gran Bretagna
Il passaggio in Gran Bretagna rappresentò un momento decisivo per la formazione del moderno Labrador Retriever.
I cani provenienti dall’area di Terranova possedevano già alcune caratteristiche fondamentali: amore per l’acqua, robustezza, capacità di recupero e mantello funzionale.
La selezione britannica trasformò progressivamente questo patrimonio in un cane specificamente orientato al lavoro venatorio.
Gli allevatori puntarono su fiuto, riporto naturale, presa morbida, capacità di lavorare a distanza e soprattutto grande disponibilità alla collaborazione con il conduttore.
Il ruolo delle grandi famiglie britanniche
La storia del Labrador è strettamente collegata ad alcune importanti famiglie aristocratiche britanniche che utilizzavano i Retriever durante le battute alla selvaggina da piuma.
Attraverso una selezione sempre più precisa vennero consolidate le caratteristiche del cane moderno.
L’obiettivo era ottenere un Retriever capace di lavorare per molte ore, recuperare numerosi capi, affrontare acqua e vegetazione e mantenere contemporaneamente calma, concentrazione e obbedienza.
La nascita dei Labrador moderni
Con il progressivo sviluppo delle prove di lavoro e dei Field Trial, le qualità funzionali dei Retriever poterono essere confrontate e selezionate in maniera sempre più rigorosa.
Il Labrador dimostrò rapidamente una straordinaria combinazione di velocità di apprendimento, capacità di marcatura, fiuto, riporto e collegamento.
Queste caratteristiche ne favorirono la diffusione fino a trasformarlo in uno dei principali cani da riporto della tradizione britannica.
Morfologia del Labrador Retriever
Il Labrador deve presentare una costruzione robusta, compatta e molto attiva, ma questo concetto non deve essere confuso con eccessiva pesantezza.
Un vero Labrador da lavoro deve possedere muscolatura e struttura sufficienti per affrontare acqua, vegetazione e lunghi recuperi, mantenendo però agilità e capacità atletiche.
Il cranio è largo, il torace importante e la regione lombare e il posteriore devono essere forti.
L’impressione complessiva deve essere quella di un cane potente ma capace di muoversi con facilità.
La testa del Labrador Retriever
La testa è larga e ben definita, senza guance eccessivamente carnose.
Lo stop è marcato e il muso deve essere potente senza apparire appuntito.
Il tartufo è largo e le narici ben sviluppate, caratteristiche coerenti con l’importanza del fiuto nel lavoro di recupero.
Gli occhi devono esprimere intelligenza e buon temperamento, due elementi che appartengono profondamente all’identità della razza.
La coda da lontra del Labrador
La coda da lontra rappresenta una delle caratteristiche morfologiche più tipiche del Labrador Retriever.
È molto spessa alla base e si assottiglia progressivamente verso l’estremità.
È rivestita dal caratteristico pelo corto e fitto senza formare frange.
La coda contribuisce alla tipica silhouette della razza e, durante il nuoto, accompagna l’azione del cane e contribuisce all’equilibrio e al controllo della direzione.
Il mantello del Labrador Retriever
Il mantello costituisce una vera caratteristica funzionale.
Il pelo deve essere corto, fitto e privo di ondulazioni o frange, accompagnato da un sottopelo resistente alle condizioni atmosferiche.
Questa struttura permette al Labrador di affrontare acqua e clima difficile mantenendo una buona protezione.
Nel cane da caccia la qualità del mantello assume quindi un’importanza concreta e non puramente estetica.
Perché il Labrador ama così tanto l’acqua?
La predisposizione all’acqua è profondamente radicata nella storia della razza.
Gli antenati del Labrador furono selezionati in un ambiente nel quale nuoto e recupero dall’acqua facevano parte del lavoro quotidiano.
La successiva selezione britannica mantenne e perfezionò questa caratteristica per l’impiego venatorio.
Il Labrador moderno possiede quindi una combinazione particolarmente favorevole di struttura, mantello, temperamento e motivazione che lo rende uno degli specialisti mondiali del riporto acquatico.
I colori del Labrador Retriever
Il Labrador viene riconosciuto in tre colorazioni fondamentali:
nero;
giallo;
fegato o cioccolato.
Il giallo può variare da tonalità molto chiare fino al cosiddetto fox red, sempre all’interno della gamma cromatica prevista per la razza.
Una piccola macchia bianca sul petto può essere ammessa.
Il colore non dovrebbe naturalmente influire sulla scelta di un Labrador destinato alla caccia, nella quale devono avere priorità salute, carattere, genealogia e qualità di lavoro.
Labrador nero, giallo o chocolate: cambia il modo di lavorare?
Non esiste una qualità venatoria determinata semplicemente dal colore.
Un Labrador nero, giallo o chocolate può possedere eccellenti capacità di riporto quando proviene da una selezione funzionale corretta.
Le differenze realmente importanti devono essere ricercate nella genealogia e nel tipo di selezione.
È quindi molto più utile conoscere le prestazioni di genitori e ascendenti che scegliere il cane sulla base del colore del mantello.
Il Labrador Retriever a caccia: come lavora
Il lavoro del Labrador inizia spesso molto prima che il conduttore gli chieda di partire.
Il cane deve osservare l’azione, mantenersi calmo, individuare gli eventuali capi abbattuti e memorizzare i punti di caduta.
Soltanto quando riceve l’indicazione deve partire.
Questa capacità di rimanere fermo mentre tutto intorno accade rappresenta una delle caratteristiche fondamentali del grande Retriever.
Lo steadiness: saper aspettare prima di partire
Nel lavoro del Retriever assume enorme importanza il concetto di steadiness.
Il Labrador deve rimanere fermo e tranquillo anche davanti allo sparo, alla caduta della selvaggina e alla partenza di altri cani.
Partire autonomamente senza comando può compromettere l’organizzazione del lavoro e creare situazioni difficili.
L’autocontrollo è quindi importante quanto velocità e fiuto.
La marcatura: ricordare dove è caduta la selvaggina
Una delle qualità più spettacolari del Labrador da lavoro è il marking, cioè la capacità di osservare e memorizzare il punto nel quale cade un capo.
Il cane deve utilizzare vista, memoria e orientamento per raggiungere rapidamente la zona corretta.
Quanto più preciso è il marking, tanto minore sarà il tempo necessario per completare il recupero.
Nei grandi Retriever questa capacità può diventare sorprendente, soprattutto quando vengono abbattuti più capi in differenti direzioni.
Il riporto semplice o marked retrieve
Quando il Labrador vede chiaramente la caduta del selvatico e viene successivamente inviato al recupero si parla comunemente di marked retrieve.
Il cane deve raggiungere rapidamente l’area memorizzata, individuare il capo, raccoglierlo e rientrare direttamente verso il conduttore.
Il lavoro ideale deve essere fluido ed efficace, senza deviazioni o perdite di tempo inutili.
Il memory retrieve
Il lavoro diventa più complesso quando il cane deve ricordare un punto di caduta dopo che è trascorso del tempo o dopo avere effettuato un altro recupero.
Entra allora in gioco la straordinaria memoria spaziale del Retriever.
Il Labrador deve mantenere nella propria memoria differenti informazioni e utilizzarle soltanto quando il conduttore gli chiede di recuperare uno specifico capo.
Il blind retrieve: recuperare ciò che il cane non ha visto cadere
Una delle espressioni più tecniche del lavoro del Labrador è il blind retrieve.
In questo caso il cane non ha visto cadere il selvatico e non può quindi affidarsi alla marcatura.
Deve seguire le indicazioni del conduttore, dirigersi verso una zona che non conosce e iniziare la ricerca quando raggiunge l’area assegnata.
Questo lavoro richiede un elevatissimo livello di fiducia, addestramento e collaborazione a distanza.
Il lavoro a distanza del Labrador
Un Retriever ben addestrato deve essere gestibile anche a notevole distanza.
Il conduttore può utilizzare segnali vocali, fischio e gesti per indicare direzione e correzioni.
Il cane deve mantenere sufficiente autonomia per cercare efficacemente ma contemporaneamente accettare le indicazioni quando il conduttore possiede informazioni migliori.
Questo equilibrio tra iniziativa e conduzione rappresenta una delle caratteristiche più raffinate del lavoro dei Retriever.
La presa morbida o soft mouth
La presa morbida rappresenta una caratteristica fondamentale del Labrador.
Il cane deve raccogliere il selvatico saldamente quanto basta per trasportarlo, ma senza stringere eccessivamente con le mascelle e danneggiarlo.
È proprio questa capacità che permette al Retriever di consegnare correttamente il capo recuperato.
Un cane che mastica o danneggia sistematicamente la selvaggina non esprime quindi una delle qualità essenziali richieste alla propria specializzazione.
Il fiuto del Labrador Retriever
Il Labrador possiede un fiuto eccellente.
Quando raggiunge la zona di caduta, soprattutto se non individua immediatamente il capo con la vista, deve essere capace di utilizzare il naso per completare il recupero.
Il lavoro può diventare particolarmente impegnativo nella vegetazione alta, nei canneti o quando il selvatico ferito si è spostato dal punto iniziale.
In queste situazioni emergono soprattutto perseveranza e capacità di ricerca.
Il Labrador e la selvaggina ferita
Non tutti i capi cadono esattamente nel punto osservato dal cacciatore.
Un selvatico ferito può muoversi, nascondersi nella vegetazione o raggiungere l’acqua.
Il Labrador deve allora passare dalla semplice marcatura a una vera ricerca olfattiva.
La capacità di non abbandonare prematuramente il lavoro rappresenta uno degli elementi che distinguono un buon Retriever da un soggetto realmente esperto.
Il Labrador nella caccia agli acquatici
Attitudine: ★★★★★
La caccia alla selvaggina acquatica rappresenta probabilmente l’ambiente nel quale il Labrador mostra più chiaramente la logica della propria selezione.
Il cane deve attendere lo sparo, osservare la caduta, entrare in acqua, nuotare verso il punto corretto, recuperare il capo e riportarlo.
Il lavoro può avvenire in condizioni difficili, tra freddo, vento, fango, acqua profonda e vegetazione acquatica.
Mantello, struttura e temperamento permettono al Labrador di affrontare queste situazioni con grande efficacia.
Labrador e caccia alle anatre
Attitudine: ★★★★★
Il Labrador da anatre rappresenta una delle immagini più classiche del cane da riporto.
La capacità di attendere in silenzio, osservare il cielo e successivamente memorizzare la caduta rende la razza particolarmente adatta a questo tipo di caccia.
Quando più anatre vengono abbattute nella stessa azione, memoria e capacità di marking diventano ancora più importanti.
Labrador e caccia alle oche
Attitudine: ★★★★★
Le oche rappresentano un recupero più impegnativo a causa della maggiore massa del selvatico.
La costruzione robusta e la forza del Labrador possono risultare particolarmente utili.
Il cane deve possedere sufficiente potenza per trasportare il capo senza perdere quella presa corretta che caratterizza il vero Retriever.
Il Labrador nel canneto
Il canneto può trasformare un recupero apparentemente semplice in un lavoro molto complesso.
La visibilità è ridotta, il cane può perdere rapidamente il contatto visivo con il conduttore e il selvatico ferito può spostarsi attraverso la vegetazione.
Fiuto, perseveranza e capacità di mantenere la ricerca diventano quindi fondamentali.
Il Labrador deve essere disposto a penetrare nella vegetazione e continuare fino alla soluzione.
Il Labrador in acqua fredda
Il mantello resistente alle intemperie e il sottopelo rappresentano un’importante protezione nel lavoro acquatico.
Questo non significa che il cane sia immune dagli effetti del freddo.
Dopo lunghi recuperi o durante soste prolungate è necessario valutare attentamente temperatura, vento e condizioni individuali.
Anche un grande cane da acqua deve essere gestito con attenzione.
Il nuoto del Labrador Retriever
Il Labrador possiede una predisposizione naturale al nuoto potente ed efficace.
La struttura compatta, la forza del posteriore e la coda da lontra contribuiscono al controllo nell’acqua.
Il buon nuotatore deve procedere con decisione e mantenere una traiettoria efficace verso il punto di recupero.
Il Labrador nel riporto da terra
Il Labrador non è naturalmente limitato al lavoro acquatico.
Può essere un eccellente Retriever anche su terreno asciutto, prati, stoppie, bosco e vegetazione.
In questi ambienti deve utilizzare marking e fiuto per individuare rapidamente la selvaggina abbattuta.
La capacità di affrontare terra e acqua con la stessa efficacia rappresenta uno dei grandi punti di forza della razza.
Labrador e fagiano
Attitudine al recupero: ★★★★★
Il fagiano rappresenta un selvatico particolarmente interessante per il Retriever.
Un capo ferito può infatti allontanarsi rapidamente dal punto di caduta e nascondersi nella vegetazione.
Il Labrador deve quindi essere capace di passare dalla marcatura iniziale alla ricerca attraverso il naso.
In queste situazioni perseveranza e capacità di seguire correttamente l’emanazione assumono enorme importanza.
Labrador e pernice
Attitudine al recupero: ★★★★★
La pernice può cadere in terreni difficili e a notevole distanza dal cacciatore.
La capacità di osservazione e di memorizzare correttamente il punto di caduta permette al Labrador di ridurre notevolmente il tempo necessario al recupero.
Labrador e starna
Attitudine al recupero: ★★★★★
Nelle cacce alla starna il Labrador può lavorare in associazione con cani da ferma, intervenendo dopo lo sparo per recuperare i capi abbattuti.
Questa specializzazione permette al cane da ferma di concentrarsi sulla ricerca successiva mentre il Retriever completa il lavoro di recupero.
Labrador e quaglia
Attitudine al recupero: ★★★★★
La piccola dimensione della quaglia richiede una presa particolarmente corretta e una buona precisione nella ricerca.
Il Labrador deve individuare il capo nella vegetazione e riportarlo senza danneggiarlo.
Labrador e beccaccia
Attitudine al recupero: ★★★★☆
Il Labrador non è naturalmente un cane da ferma per la beccaccia, ma può risultare estremamente efficace nel recupero del selvatico abbattuto.
Nel bosco la visibilità ridotta rende particolarmente utile il naso, soprattutto quando il punto di caduta non è stato individuato con precisione.
La collaborazione tra cane da ferma e Retriever può quindi risultare estremamente interessante.
Quale selvaggina recuperare con il Labrador?
| Anatre | ★★★★★ |
| Oche | ★★★★★ |
| Fagiano | ★★★★★ |
| Starna | ★★★★★ |
| Pernice | ★★★★★ |
| Quaglia | ★★★★★ |
| Beccaccia | ★★★★☆ |
| Selvaggina da piuma in generale | ★★★★★ |
I terreni ideali per il Labrador Retriever
| Zone umide | ★★★★★ |
| Paludi | ★★★★★ |
| Stagni e laghi | ★★★★★ |
| Canneti | ★★★★★ |
| Terreni agricoli | ★★★★★ |
| Prati e stoppie | ★★★★★ |
| Bosco | ★★★★☆ |
| Vegetazione fitta | ★★★★☆ |
| Montagna | ★★★☆☆ |
Il Labrador e il lavoro insieme ai cani da ferma
Una delle configurazioni venatorie più interessanti consiste nell’utilizzare il Labrador insieme a un cane da ferma.
Pointer, Setter, Kurzhaar, Drahthaar, Spinone o altri continentali possono occuparsi della cerca e della ferma, mentre il Retriever interviene dopo lo sparo.
Ogni cane svolge così il compito per il quale è stato maggiormente selezionato.
Il Labrador deve però essere perfettamente controllato e non interferire con il lavoro del fermatore.
Il Labrador deve rimanere fermo durante il lavoro degli altri cani
Quando lavora con cani da ferma, il Retriever deve dimostrare grande autocontrollo.
Non deve entrare nella cerca, disturbare una ferma o partire autonomamente allo sparo.
Il suo compito comincia quando arriva il momento del recupero.
Questa disciplina rende possibile una collaborazione estremamente efficace tra ausiliari con specializzazioni differenti.
Field Trial e Working Test dei Retriever
Le prove di lavoro dedicate ai Retriever sono state sviluppate proprio per valutare le caratteristiche che rendono realmente utile un Labrador nella caccia.
Il cane deve dimostrare steadiness, marking, memoria, capacità di riporto, fiuto, obbedienza a distanza, presa corretta e collaborazione.
I Working Test permettono inoltre di valutare molte di queste capacità attraverso riporti artificiali e situazioni costruite per simulare differenti problemi del lavoro venatorio.
Il dummy nell’addestramento del Labrador
Il dummy è uno degli strumenti maggiormente utilizzati nell’addestramento dei Retriever.
Permette di costruire progressivamente capacità di marcatura, riporto e memoria senza ricorrere continuamente alla selvaggina.
Il dummy può essere lanciato in differenti condizioni e distanze e permette di sviluppare esercizi sempre più complessi.
Come riconoscere un buon Labrador da lavoro
Un grande Labrador non dovrebbe essere giudicato soltanto dalla velocità con la quale recupera un dummy.
Bisogna osservare l’insieme:
temperamento, steadiness, marking, memoria, fiuto, iniziativa, presa morbida, velocità di rientro, collaborazione, lavoro in acqua e capacità di ricevere indicazioni a distanza.
La caratteristica più importante è forse proprio l’equilibrio.
Il cane deve avere una fortissima motivazione al riporto ma contemporaneamente essere capace di attendere e partire soltanto quando richiesto.
La memoria del Labrador Retriever
Nel lavoro venatorio la memoria assume un’importanza enorme.
Durante una battuta possono verificarsi più abbattimenti in sequenza e il cane deve essere capace di ricordare differenti punti.
Il conduttore può decidere quale recupero effettuare per primo e quale lasciare momentaneamente in memoria.
Il Retriever realmente esperto deve quindi mantenere una vera e propria mappa mentale delle cadute.
L’intelligenza nel lavoro del Retriever
Il Labrador viene spesso definito intelligente, ma nel lavoro venatorio questa parola assume un significato preciso.
Il cane deve capire quando può affidarsi alla propria memoria, quando deve utilizzare il naso e quando deve accettare l’indicazione del conduttore.
Deve inoltre riuscire a modificare rapidamente la strategia quando il recupero non procede come previsto.
È questa capacità di risolvere problemi che trasforma l’obbedienza in vera intelligenza di lavoro.
Carattere del Labrador Retriever
Il carattere rappresenta uno dei grandi punti di forza della razza.
Il Labrador deve essere equilibrato, intelligente, disponibile e desideroso di collaborare.
Un temperamento eccessivamente timido o aggressivo è incompatibile con l’immagine funzionale del cane.
La disponibilità verso il conduttore ha contribuito enormemente non soltanto al successo venatorio, ma anche alla successiva diffusione della razza in moltissimi altri ambiti.
Il Labrador e il conduttore
Il rapporto con il conduttore rappresenta il cuore del lavoro del Retriever.
Il cane deve possedere sufficiente iniziativa da risolvere autonomamente una ricerca, ma deve contemporaneamente essere pronto ad accettare istruzioni.
Nel blind retrieve questa relazione raggiunge una delle proprie massime espressioni: il cane corre verso una destinazione che non conosce affidandosi completamente alle informazioni dell’uomo.
Il Labrador è facile da addestrare?
La grande disponibilità alla collaborazione rende generalmente il Labrador molto ricettivo all’addestramento.
Questo non significa però che ottenere un Retriever di alto livello sia semplice.
Le qualità più raffinate – steadiness, marking multiplo, blind retrieve, handling a distanza – richiedono metodo, gradualità e moltissimo lavoro.
La facilità di apprendimento costituisce quindi un vantaggio, ma non sostituisce la corretta preparazione.
Addestramento del Labrador Retriever
L’addestramento del Labrador dovrebbe sviluppare progressivamente le attitudini naturali mantenendo entusiasmo e collaborazione.
Socializzazione
Il cucciolo deve essere abituato progressivamente a persone, altri cani, ambienti, rumori, mezzi di trasporto e differenti superfici.
Richiamo
Un richiamo rapido e affidabile costituisce una delle basi di tutto il lavoro successivo.
Riporto naturale
Nel giovane cane deve essere favorito il piacere di prendere un oggetto e tornare verso il conduttore.
Le prime sessioni devono essere brevi e positive.
Consegna
Il cane deve imparare progressivamente a mantenere l’oggetto e consegnarlo correttamente senza lasciarlo cadere prematuramente.
Steadiness
Con la maturazione deve imparare a non partire automaticamente al lancio o allo sparo.
Marking
La distanza e la difficoltà dei riporti marcati possono essere aumentate progressivamente.
Memoria
Si possono introdurre più punti di caduta e ritardare alcuni recuperi per sviluppare la capacità di ricordare.
Blind retrieve
Il cane impara progressivamente a dirigersi verso zone che non ha visto attraverso le indicazioni del conduttore.
Handling
Fischio e segnali gestuali permettono di controllare il cane a distanza e correggerne la direzione.
Lavoro in acqua
L’introduzione deve essere positiva e graduale, sfruttando la naturale predisposizione della razza senza forzare il giovane soggetto.
Abitudine allo sparo
Deve essere introdotta progressivamente e associata a esperienze positive.
Il fischio nell’addestramento del Labrador
Il fischio rappresenta uno strumento estremamente importante nel lavoro a distanza.
Differenti segnali possono essere utilizzati per richiamo, arresto e altre indicazioni.
Il vantaggio rispetto alla voce consiste nella capacità del suono di essere riconoscibile anche a distanza e in condizioni ambientali difficili.
Il comando di stop a distanza
Nel blind retrieve può essere necessario fermare il cane quando raggiunge una determinata zona.
Il Labrador deve interrompere la propria azione, rivolgere attenzione verso il conduttore e attendere una nuova indicazione.
Questa capacità rappresenta uno degli esempi più evidenti del livello di controllo che può essere raggiunto senza eliminare l’iniziativa del cane.
Preparazione atletica del Labrador da caccia
La struttura robusta non significa che il Labrador possa affrontare una stagione di caccia senza allenamento.
Un Retriever operativo deve possedere resistenza cardiovascolare, muscolatura, efficienza natatoria e capacità di recupero.
La preparazione deve essere progressiva e mantenuta durante tutto l’anno.
Un cane sovrappeso perde rapidamente velocità, resistenza e agilità e aumenta inutilmente il carico sulle articolazioni.
Il peso forma del Labrador
Il controllo del peso merita particolare attenzione nella razza.
La costruzione robusta prevista dallo standard non deve essere confusa con un cane pesante o eccessivamente carico.
Un Labrador da lavoro dovrebbe presentarsi muscoloso, attivo e atleticamente efficiente.
L’alimentazione deve essere quindi adeguata al reale consumo energetico.
Labrador da lavoro e Labrador da esposizione
All’interno della razza possono esistere differenze anche evidenti tra alcune linee orientate prevalentemente al lavoro e altre maggiormente selezionate per le esposizioni.
I Labrador provenienti da linee Field Trial tendono spesso a presentare una costruzione più asciutta e un temperamento estremamente dinamico, con forte motivazione al riporto.
Alcune linee da esposizione possono invece presentare maggiore struttura e sostanza.
Non si tratta di due razze differenti: appartengono entrambe al Labrador Retriever. Per il cacciatore, tuttavia, conoscere la reale selezione degli ascendenti è fondamentale.
Quale Labrador scegliere per la caccia?
Chi desidera un Labrador destinato realmente al lavoro dovrebbe attribuire grande importanza alla genealogia venatoria.
È utile conoscere le prestazioni dei genitori, verificare la presenza di soggetti utilizzati nei Field Trial, nei Working Test o nella caccia pratica e osservare soprattutto temperamento e capacità naturali.
Il colore dovrebbe avere un’importanza decisamente secondaria.
Un buon Labrador da caccia deve essere scelto prima di tutto per salute, equilibrio, attitudine al riporto e qualità di lavoro.
Cura del Labrador dopo la caccia
Dopo ogni giornata di lavoro è opportuno controllare accuratamente il cane.
Particolare attenzione deve essere dedicata a:
piedi, cuscinetti, spazi interdigitali, occhi, orecchie, torace e cute.
Dopo il lavoro nel canneto è importante verificare la presenza di piccole abrasioni o corpi vegetali.
Dopo lunghe permanenze in acqua è invece consigliabile asciugare correttamente il cane e controllare attentamente le orecchie.
Le orecchie del Labrador e il lavoro in acqua
Nei cani che frequentano regolarmente l’acqua è particolarmente importante controllare le orecchie.
Umidità persistente e residui possono favorire problemi locali.
Una gestione regolare e l’osservazione di eventuali alterazioni permettono di intervenire tempestivamente quando necessario.
Salute del Labrador Retriever
Nella scelta del cucciolo è importante rivolgersi ad allevatori che selezionino attentamente salute, temperamento e funzionalità.
In una razza molto diffusa la qualità della selezione può infatti variare notevolmente.
Per un cane destinato alla caccia è particolarmente importante considerare la salute dell’apparato locomotore, perché nuoto, corsa, salti e recuperi richiedono una struttura efficiente.
La gestione deve inoltre comprendere alimentazione adeguata, controllo del peso, attività regolare, prevenzione antiparassitaria e controlli veterinari periodici.
Il Labrador Retriever è il cane da caccia giusto per te?
| Riporto | ★★★★★ |
| Fiuto | ★★★★★ |
| Presa morbida | ★★★★★ |
| Marking | ★★★★★ |
| Memoria | ★★★★★ |
| Lavoro in acqua | ★★★★★ |
| Selvaggina acquatica | ★★★★★ |
| Collegamento | ★★★★★ |
| Addestrabilità | ★★★★★ |
| Resistenza | ★★★★★ |
| Versatilità nel recupero | ★★★★★ |
| Necessità di attività | ★★★★★ |
Il Labrador Retriever è particolarmente indicato per il cacciatore che desidera uno specialista del recupero e del riporto, soprattutto nella caccia alla selvaggina acquatica.
È ideale per chi apprezza un cane estremamente collaborativo, capace di lavorare sotto controllo anche a grande distanza e disposto ad affrontare acqua e vegetazione con grande determinazione.
Non è invece la scelta corretta per chi cerca un cane da ferma o un segugio: la specializzazione del Labrador appartiene a una fase completamente differente dell’azione venatoria.
Labrador Retriever: punti di forza e aspetti da considerare
| Punti di forza | Aspetti da considerare |
|---|---|
| Riporto eccezionale | Richiede attività fisica regolare |
| Grande passione per l’acqua | Il peso deve essere controllato attentamente |
| Fiuto eccellente | La scelta della linea di sangue è fondamentale |
| Presa morbida | Il vero lavoro da Retriever richiede addestramento specifico |
| Grande capacità di marking | Non è un cane da ferma |
| Ottima memoria | Non deve essere lasciato partire autonomamente al recupero |
| Facilmente addestrabile | La forte motivazione al cibo può favorire il sovrappeso |
| Grande collaborazione | Le orecchie richiedono attenzione dopo il lavoro in acqua |
| Temperamento generalmente equilibrato | Le linee molto sportive necessitano di notevole attività |
Labrador Retriever e Golden Retriever: quali differenze?
Il confronto tra Labrador Retriever e Golden Retriever mette di fronte due dei più celebri cani da riporto britannici.
Entrambi possiedono grande predisposizione al recupero, presa morbida, capacità di lavorare in acqua e forte collaborazione con il conduttore.
Il Labrador presenta però un mantello corto e fitto estremamente pratico nel lavoro acquatico e nella vegetazione, mentre il Golden possiede pelo più lungo e abbondanti frange.
Dal punto di vista venatorio la scelta dovrebbe dipendere soprattutto dalla qualità delle linee da lavoro e non dalla semplice preferenza estetica.
Labrador Retriever e Flat-Coated Retriever
Il Flat-Coated Retriever appartiene alla stessa grande tradizione britannica dei cani da riporto.
È generalmente più slanciato e presenta un caratteristico mantello più lungo e piatto.
Il Labrador appare più compatto e possiede il tipico mantello corto e la coda da lontra.
Entrambe le razze possono raggiungere livelli molto elevati nel recupero della selvaggina quando provengono da linee realmente selezionate per il lavoro.
Labrador Retriever e Chesapeake Bay Retriever
Il confronto con il Chesapeake Bay Retriever è particolarmente interessante per chi pratica soprattutto la caccia agli acquatici.
Il Chesapeake è stato sviluppato negli Stati Uniti in stretta relazione con il lavoro in condizioni acquatiche estremamente impegnative ed è generalmente considerato un Retriever molto robusto e determinato.
Il Labrador offre invece una combinazione particolarmente equilibrata tra riporto, addestrabilità, collegamento e versatilità.
Entrambi sono grandi cani da acqua, ma possiedono temperamenti e tradizioni selettive differenti.
Labrador Retriever e Springer Spaniel
Il confronto tra Labrador Retriever e Springer Spaniel Inglese è utile per comprendere due ruoli differenti nella caccia alla selvaggina da piuma.
Lo Springer è principalmente un cane da cerca e da scovo: esplora la vegetazione davanti al cacciatore e provoca la partenza del selvatico.
Il Labrador è invece principalmente un cane da recupero e riporto.
Entrambi possono riportare, ma il ruolo funzionale e la selezione di base sono differenti.
Labrador Retriever e Drahthaar
Labrador e Drahthaar possono entrambi essere eccellenti riportatori e lavorare molto bene in acqua, ma appartengono a filosofie completamente diverse.
Il Drahthaar è un cane da ferma continentale polivalente che può cercare, fermare, recuperare e lavorare sulla traccia.
Il Labrador è invece uno specialista del Retriever: il suo patrimonio selettivo è concentrato soprattutto sul recupero della selvaggina e sulla collaborazione dopo lo sparo.
Per il cacciatore che desidera un unico ausiliare polivalente il Drahthaar può offrire maggiori funzioni; per chi vuole uno specialista assoluto del riporto il Labrador rappresenta uno dei riferimenti mondiali.
Labrador Retriever o cane da ferma?
Non si tratta di scegliere quale sia migliore, perché svolgono lavori differenti.
Pointer, Setter, Kurzhaar, Spinone e altri cani da ferma sono stati sviluppati soprattutto per individuare e fermare il selvatico prima dello sparo.
Il Labrador trova invece una delle proprie massime espressioni nel lavoro successivo.
Nelle situazioni in cui vengono impiegati insieme, fermatore e Retriever possono quindi diventare perfettamente complementari.
Razze simili al Labrador Retriever da conoscere
Chi apprezza il Labrador dovrebbe approfondire anche gli altri grandi specialisti del riporto.
Golden Retriever – celebre Retriever britannico dotato di grande predisposizione al lavoro e caratteristico mantello dorato.
Flat-Coated Retriever – elegante e dinamico Retriever britannico dal mantello lungo e piatto.
Chesapeake Bay Retriever – potente cane americano particolarmente specializzato nel lavoro acquatico.
Curly-Coated Retriever – antica razza britannica caratterizzata dal particolare mantello riccio.
Nova Scotia Duck Tolling Retriever – il più piccolo tra i Retriever, caratterizzato da una particolare tradizione legata alla caccia agli acquatici.
Perché scegliere un Labrador Retriever per la caccia
Il Labrador Retriever rappresenta una delle massime specializzazioni raggiunte nella selezione del cane da riporto.
Il suo valore non deriva soltanto dalla predisposizione naturale a prendere un capo e riportarlo. Un grande Labrador deve riunire marking, memoria, fiuto, steadiness, presa morbida, capacità di lavorare in acqua e disponibilità a essere condotto anche a grande distanza.
Nella caccia agli acquatici questa combinazione trova probabilmente la propria espressione più completa: il cane osserva, attende, memorizza la caduta, entra nell’acqua, raggiunge la zona, recupera il selvatico e ritorna direttamente verso il cacciatore.
Ma la stessa efficacia può essere utilizzata sul terreno asciutto, nel bosco, nelle stoppie e nella vegetazione per recuperare fagiani, starne, pernici, quaglie e altri selvatici da piuma.
La sua enorme popolarità come cane da famiglia non dovrebbe quindi far dimenticare ciò che esiste alla base della razza. Il Labrador è prima di tutto il risultato di una selezione costruita intorno a un compito preciso: non lasciare sul terreno la selvaggina abbattuta e riportarla correttamente nelle mani del cacciatore.
Quando proviene da vere linee da lavoro e viene correttamente preparato, il Labrador Retriever rivela una complessità che va molto oltre l’immagine del cane socievole e affettuoso conosciuta dal grande pubblico: osserva, ricorda, aspetta, prende indicazioni, cerca con il naso, affronta l’acqua e torna con il selvatico senza danneggiarlo. Ed è proprio questa straordinaria combinazione di entusiasmo e autocontrollo a renderlo uno dei più grandi Retriever della storia della caccia.























