Cerca approfondimenti simili

LEPRE EUROPEA – Lepus Europaeus

La Lepre europea, scientificamente Lepus europaeus, è uno dei mammiferi più rappresentativi degli ambienti agricoli italiani ed europei e una delle specie che hanno maggiormente influenzato la storia della caccia con i cani da seguita. Velocissima, elusiva e dotata di sensi estremamente sviluppati, vive prevalentemente negli spazi aperti e trascorre buona parte delle ore diurne immobile nel proprio covo, diventando più attiva dal crepuscolo alla notte.

A differenza del coniglio selvatico, la lepre non scava normalmente tane sotterranee. Si affida invece a piccole depressioni del terreno, dette covi, nelle quali rimane perfettamente mimetizzata. Quando viene disturbata può partire improvvisamente e sviluppare una fuga estremamente veloce, caratterizzata da accelerazioni, cambi di direzione e strategie finalizzate a confondere eventuali inseguitori.

Per il cacciatore e soprattutto per il segugista, la lepre rappresenta un selvatico di straordinario interesse. La sua caccia non si esaurisce nell’inseguimento: comincia dalla ricerca della passata notturna, prosegue con l’accostamento, l’individuazione del covo e lo scovo, per trasformarsi infine nella seguita vera e propria. È proprio questa complessità a rendere la lepre uno dei selvatici più selettivi per valutare qualità olfattive, metodo, voce, iniziativa e collegamento di un segugio.

Lepre europea: carta d’identità

Nome comune Lepre europea o Lepre comune
Nome scientifico Lepus europaeus
Classe Mammalia
Ordine Lagomorpha
Famiglia Leporidae
Genere Lepus
Lunghezza del corpo Indicativamente 50-70 cm
Peso Generalmente circa 3-5 kg, con variazioni individuali e geografiche
Habitat principale Campagne aperte, coltivi, prati, pascoli, incolti e ambienti agricoli diversificati
Alimentazione Erbivora
Attività Prevalentemente crepuscolare e notturna
Rifugio Covo superficiale sul terreno
Riproduzione Prolungata, con più parti nell’arco dell’anno
Gestazione Circa 41-42 giorni
Piccoli Generalmente 1-4 per parto, con variazioni
Status venatorio in Italia Specie cacciabile secondo normativa nazionale e calendari regionali

Come riconoscere la Lepre europea

La Lepre europea possiede una silhouette immediatamente riconoscibile. Il corpo è slanciato, le zampe posteriori sono molto più lunghe e potenti di quelle anteriori e le orecchie raggiungono dimensioni considerevoli.

Il mantello presenta tonalità variabili dal bruno al fulvo, con sfumature grigiastre e nerastre. Le parti inferiori sono generalmente più chiare.

Uno dei caratteri più utili per il riconoscimento è rappresentato dalle lunghe orecchie con estremità nera. Anche la coda è caratteristica: corta, bianca inferiormente e più scura nella parte superiore.

Le grandi orecchie della lepre

Le lunghe orecchie non rappresentano soltanto un elemento morfologico. La lepre possiede infatti un udito estremamente sviluppato.

Le orecchie possono essere orientate indipendentemente per localizzare la provenienza dei rumori e permettono all’animale di percepire possibili minacce prima che queste raggiungano una distanza critica.

La loro ampia superficie contribuisce inoltre alla dispersione del calore corporeo.

Gli occhi e il campo visivo

Gli occhi sono grandi e collocati lateralmente sulla testa. Questa posizione garantisce un campo visivo molto ampio, particolarmente utile per un animale che vive prevalentemente in ambienti aperti.

La lepre può quindi controllare una vasta porzione dello spazio circostante senza dover muovere continuamente la testa.

Le zampe posteriori: il motore della fuga

Le lunghe zampe posteriori rappresentano uno degli adattamenti più evidenti della specie.

La potente muscolatura permette accelerazioni impressionanti e lunghi balzi. L’intera anatomia della lepre è costruita per consentire una fuga rapida ed estremamente dinamica.

Le zampe anteriori, decisamente più corte, partecipano invece soprattutto all’appoggio e al controllo della traiettoria.

Quanto corre una lepre?

La Lepre europea è uno dei mammiferi terrestri più veloci della fauna europea.

Durante una fuga può raggiungere per brevi tratti velocità nell’ordine dei 60-70 km/h, anche se il dato effettivo dipende da terreno, individuo e condizioni della fuga.

Più della sola velocità massima conta però la capacità di accelerare rapidamente e cambiare direzione.

Maschio e femmina: come distinguerli?

Il dimorfismo sessuale è poco evidente. Maschio e femmina presentano aspetto e dimensioni molto simili e l’identificazione certa del sesso a distanza è generalmente difficile.

Durante il periodo riproduttivo il comportamento può fornire qualche indicazione, ma non rappresenta un metodo sicuro di determinazione.

Lepre e coniglio selvatico: quali sono le differenze?

La Lepre europea non deve essere confusa con il coniglio selvatico, Oryctolagus cuniculus.

La lepre è generalmente più grande e slanciata, possiede zampe posteriori e orecchie proporzionalmente più lunghe e conduce una vita differente.

Il coniglio utilizza sistemi di tane sotterranee, mentre la lepre trascorre normalmente il riposo diurno in un covo superficiale.

Anche i piccoli sono profondamente differenti: i leprotti nascono già ricoperti di pelo, con gli occhi aperti e capaci di muoversi, mentre i piccoli del coniglio nascono molto meno sviluppati all’interno della tana.

Distribuzione della Lepre europea

Lepus europaeus è ampiamente distribuita in Europa e in parte dell’Asia occidentale. La specie è particolarmente associata alle pianure e alle colline caratterizzate da paesaggi aperti.

Nel corso della storia è stata inoltre introdotta dall’uomo in diverse aree esterne al suo areale originario.

La Lepre europea in Italia

In Italia la Lepre europea è presente soprattutto nell’Italia continentale e peninsulare, con distribuzione e densità molto variabili a seconda delle caratteristiche ambientali e della gestione faunistica.

È una specie tipica delle campagne, ma può occupare ambienti molto differenti purché esistano contemporaneamente disponibilità alimentare, zone aperte e sufficiente possibilità di rifugio.

Le lepri italiane non sono tutte uguali

Quando si parla genericamente di “lepre” in Italia è necessario fare una distinzione importante.

Oltre alla Lepre europea, Lepus europaeus, nel nostro Paese sono presenti altri taxa del genere Lepus di grande interesse conservazionistico.

Nell’Italia centro-meridionale e in Sicilia è presente la Lepre italica, Lepus corsicanus, specie distinta che merita una scheda specifica. Sull’arco alpino è inoltre presente la Lepre variabile, Lepus timidus.

Queste specie non devono essere confuse con la Lepre europea, perché possiedono distribuzione, ecologia e status gestionale differenti.

Habitat della Lepre europea

La lepre predilige soprattutto ambienti aperti e mosaici agricoli.

I territori migliori non sono necessariamente quelli completamente uniformi. La presenza contemporanea di cereali, prati, colture foraggere, incolti, piccoli boschetti, siepi e margini può offrire risorse alimentari e rifugi durante differenti periodi dell’anno.

Gli ambienti preferiti dalla Lepre europea

Campagne agricole diversificate ★★★★★
Prati e foraggere ★★★★★
Cereali ★★★★★
Incolti erbacei ★★★★★
Pascoli ★★★★☆
Vigneti e colture permanenti diversificate ★★★★☆
Margini e siepi ★★★★☆
Boschi molto chiusi ★★☆☆☆
Aree fortemente urbanizzate ★☆☆☆☆

La lepre e l’agricoltura

Il rapporto tra Lepre europea e agricoltura è strettissimo.

La diffusione storica dei paesaggi agricoli aperti ha creato in molte regioni condizioni favorevoli alla specie. Tuttavia, l’agricoltura intensiva e la semplificazione del paesaggio possono produrre l’effetto opposto.

Grandi monocolture, eliminazione delle bordure, riduzione degli incolti e diminuzione della diversità vegetale possono rendere il territorio meno adatto rispetto a un mosaico agricolo più complesso.

Il covo della lepre

La lepre non costruisce normalmente una vera tana. Durante il giorno utilizza una piccola depressione del terreno chiamata covo.

Può trovarsi tra erbe, zolle, residui vegetali, cespugli o altri elementi capaci di interrompere la silhouette dell’animale.

La scelta del covo tiene conto di numerosi fattori, tra cui vento, temperatura, esposizione, copertura e possibilità di controllare l’ambiente circostante.

La lepre rimane sempre nello stesso covo?

No. Uno stesso individuo può utilizzare covi differenti in relazione alla stagione, al clima, alle lavorazioni agricole e al disturbo.

La conoscenza del territorio permette alla lepre di selezionare di volta in volta il luogo più favorevole.

Perché è così difficile vedere una lepre al covo?

La colorazione del mantello si confonde perfettamente con terreno e vegetazione.

Inoltre la lepre può rimanere completamente immobile anche quando una minaccia si avvicina.

Questo comportamento riduce enormemente la probabilità di essere individuata visivamente.

Quando è attiva la lepre?

La Lepre europea presenta attività prevalentemente crepuscolare e notturna.

Con il calare della luce lascia il covo e inizia a spostarsi verso le zone di alimentazione.

Durante la notte può percorrere il territorio alimentandosi e lasciando sul terreno quella successione di emanazioni che assume enorme importanza nella caccia con i segugi.

La rimessa mattutina

Prima o dopo l’alba, la lepre tende progressivamente a terminare l’attività notturna e raggiungere il luogo scelto per trascorrere la giornata.

Il percorso finale verso il covo può essere tutt’altro che diretto.

L’animale può effettuare cambi di direzione e altri movimenti che rendono più difficile seguire la traccia fino alla rimessa.

Cosa mangia la Lepre europea?

La lepre è un erbivoro e la dieta cambia considerevolmente durante l’anno.

Può consumare:

erbe spontanee;

graminacee;

cereali;

leguminose;

germogli;

foglie;

piante coltivate;

cortecce e rametti durante i periodi di minore disponibilità alimentare.

La lepre e l’erba medica

Le colture foraggere, e in particolare l’erba medica, possono rappresentare una risorsa alimentare molto importante.

La disponibilità di vegetazione giovane e ricca di nutrienti rende queste superfici particolarmente attrattive durante determinati periodi dell’anno.

La lepre beve?

La lepre può assumere una parte significativa dell’acqua necessaria attraverso gli alimenti vegetali.

Ciò non significa che non utilizzi acqua libera quando disponibile, ma la sua fisiologia le permette di vivere anche in ambienti nei quali le fonti superficiali non sono particolarmente abbondanti.

La ciecotrofia nella lepre

Come altri Lagomorfi, la lepre possiede un particolare sistema digestivo basato anche sulla ciecotrofia.

Una parte del materiale digerito viene prodotta sotto forma di feci molli ricche di nutrienti, che vengono nuovamente ingerite.

Questo processo consente di recuperare vitamine, proteine microbiche e altre sostanze nutritive prodotte durante la fermentazione nel cieco.

Riproduzione della Lepre europea

La Lepre europea possiede un’elevata capacità riproduttiva, indispensabile per compensare una mortalità naturale che può essere considerevole soprattutto nei giovani.

La stagione riproduttiva può estendersi per molti mesi, generalmente dalla fine dell’inverno fino all’estate e, in condizioni favorevoli, anche oltre.

Gli spettacolari inseguimenti primaverili

Durante il periodo riproduttivo è possibile osservare più lepri rincorrersi nei campi anche durante il giorno.

Questi inseguimenti sono collegati all’attività sessuale e alla competizione tra individui.

È uno dei momenti dell’anno nei quali una specie normalmente discreta diventa particolarmente visibile.

La “boxe” delle lepri

Uno dei comportamenti più conosciuti è la cosiddetta boxe.

Due animali si sollevano sulle zampe posteriori e si colpiscono rapidamente con quelle anteriori.

Contrariamente all’interpretazione popolare, non si tratta necessariamente di due maschi che combattono: frequentemente è la femmina a respingere un maschio troppo insistente.

Quanto dura la gestazione?

La gestazione dura circa 41-42 giorni.

La femmina può avere più parti nell’arco della stagione riproduttiva, con dimensioni della figliata variabili in funzione del periodo dell’anno, dell’età e delle condizioni ambientali.

Quanti piccoli partorisce una lepre?

Una figliata comprende generalmente da uno a quattro leprotti, anche se possono verificarsi variazioni.

La dimensione media delle figliate tende a cambiare durante la stagione riproduttiva.

I leprotti

I piccoli della lepre sono chiamati leprotti.

A differenza dei conigli appena nati, vengono al mondo già ricoperti di pelo, con gli occhi aperti e con un notevole grado di sviluppo motorio.

Questa caratteristica è fondamentale perché la specie non dispone di una tana sotterranea nella quale proteggere la prole.

I leprotti rimangono tutti insieme?

La madre tende a lasciare i piccoli nascosti e relativamente separati tra loro, riducendo così la possibilità che un predatore possa individuare l’intera figliata.

I leprotti rimangono immobili nella vegetazione e la femmina ritorna soprattutto per allattarli.

Per questo un piccolo apparentemente solo non deve essere automaticamente considerato abbandonato.

L’allattamento dei leprotti

Il latte della lepre è molto nutriente e permette alla madre di limitare il numero delle visite alla prole.

Questa strategia riduce il tempo trascorso vicino ai piccoli e quindi anche il rischio di attirare predatori verso il loro nascondiglio.

La superfetazione nella Lepre europea

Uno degli aspetti più particolari della biologia riproduttiva della lepre è la capacità, documentata nella specie, di avviare una nuova gravidanza quando quella precedente non è ancora completamente terminata.

Questo fenomeno, noto come superfetazione, contribuisce all’elevato potenziale riproduttivo della Lepre europea e rappresenta una delle caratteristiche biologiche più interessanti della specie.

Il ciclo annuale della Lepre europea

Periodo Attività prevalente
Inverno Riduzione dell’attività riproduttiva e utilizzo delle risorse disponibili
Fine inverno-primavera Forte aumento dell’attività riproduttiva
Primavera Parti e crescita delle prime figliate
Estate Prosecuzione della riproduzione e crescita dei giovani
Fine estate-autunno Progressiva riduzione dell’attività riproduttiva
Autunno-inverno Fase di maggiore stabilità territoriale

I predatori della lepre

La Lepre europea occupa un’importante posizione nelle reti alimentari degli ecosistemi aperti.

I leprotti sono particolarmente vulnerabili, mentre gli adulti possono essere predati soprattutto quando malati, debilitati o sorpresi in condizioni sfavorevoli.

Tra i predatori possono figurare diversi mammiferi carnivori e grandi rapaci, con importanza variabile secondo territorio e classe d’età della lepre.

La strategia di difesa della lepre

La lepre basa la propria sopravvivenza su una sequenza estremamente efficace:

individuare il pericolo;

rimanere immobile e mimetizzata;

valutare la distanza della minaccia;

partire improvvisamente;

utilizzare velocità e cambi di direzione per sottrarsi all’inseguimento.

La fuga della lepre

La fuga non consiste semplicemente nel correre in linea retta alla massima velocità.

Una lepre esperta sfrutta la conoscenza del territorio, cambia direzione, attraversa superfici differenti e può utilizzare strade, fossi, colture e altri elementi per complicare l’inseguimento.

È proprio questa capacità a rendere la seguita particolarmente difficile.

La lepre ritorna sui propri passi?

Durante gli spostamenti e soprattutto in prossimità della rimessa, la lepre può effettuare manovre capaci di rendere complessa l’interpretazione della traccia.

Incroci, cambi di direzione e sovrapposizioni possono creare difficoltà anche a segugi esperti.

Questi comportamenti sono tradizionalmente indicati dai segugisti come alcuni degli espedienti della lepre.

Impronte della Lepre europea

Le impronte mostrano chiaramente la diversa struttura degli arti.

Durante l’andatura normale e soprattutto nella corsa, le grandi zampe posteriori vengono proiettate davanti alle anteriori.

Per questo la tipica traccia presenta spesso due impronte posteriori più grandi e avanzate rispetto a quelle anteriori.

Gli escrementi della lepre

Le feci sono generalmente piccole, tondeggianti o leggermente appiattite, di consistenza fibrosa e colore variabile in funzione dell’alimentazione.

La loro presenza può rappresentare un utile indizio per individuare zone frequentemente utilizzate dalla specie.

Come riconoscere la presenza della lepre

Tra i principali segni di presenza troviamo:

impronte;

escrementi;

covi;

sentieri e passaggi abituali;

tracce di alimentazione;

osservazioni dirette soprattutto all’alba e al tramonto.

La Lepre europea è territoriale?

La lepre utilizza un’area familiare, ma il comportamento spaziale non deve essere interpretato come una rigida territorialità esclusiva.

Le aree utilizzate da individui differenti possono sovrapporsi e la dimensione dello spazio frequentato varia secondo sesso, stagione, densità e disponibilità delle risorse.

Quanto si sposta una lepre?

Gli spostamenti quotidiani possono variare considerevolmente.

In habitat molto favorevoli alimento e rifugio possono trovarsi relativamente vicini; nei paesaggi più poveri l’animale può essere costretto a percorrere distanze maggiori.

Anche il periodo riproduttivo può determinare un aumento della mobilità.

La lepre e la pioggia

Pioggia e umidità influenzano tanto il comportamento della lepre quanto la persistenza delle emanazioni sul terreno.

Per il segugista queste condizioni sono particolarmente importanti perché possono modificare radicalmente la difficoltà della ricerca e dell’accostamento.

La lepre e il vento

Il vento influenza la scelta del covo e la diffusione dell’emanazione.

La lepre può scegliere posizioni che le consentano di sfruttare al meglio protezione, temperatura e capacità di percepire ciò che accade nell’ambiente circostante.

La lepre con il caldo

Durante le giornate calde tende a ridurre l’attività nelle ore centrali e a utilizzare covi capaci di offrire condizioni microclimatiche favorevoli.

Gran parte dell’attività alimentare viene concentrata nelle ore più fresche.

La lepre con la neve

La neve rende molto più evidenti impronte e percorsi, ma modifica contemporaneamente la disponibilità alimentare e le possibilità di mimetizzazione.

La Lepre europea, a differenza della Lepre variabile, non sviluppa un mantello completamente bianco invernale.

Gestione faunistica della Lepre europea

Una gestione moderna della specie dovrebbe partire innanzitutto dalla qualità dell’habitat.

La densità di lepri dipende da un insieme complesso di fattori: disponibilità alimentare, struttura del paesaggio, clima, mortalità giovanile, predazione, patologie, attività agricole e pressione venatoria.

Miglioramenti ambientali per la lepre

Tra gli interventi che possono favorire la specie rientrano:

mantenimento di colture diversificate;

conservazione delle bordure;

presenza di prati e foraggere;

mantenimento di incolti;

riduzione della semplificazione estrema del paesaggio;

gestione attenta delle lavorazioni agricole nei periodi riproduttivi.

Perché non basta immettere lepri?

Un territorio incapace di sostenere una popolazione naturale difficilmente diventa idoneo semplicemente aumentando artificialmente il numero degli animali presenti.

La gestione dovrebbe quindi intervenire sulle cause che limitano la popolazione e non soltanto sulla consistenza numerica immediata.

Habitat, capacità portante e successo riproduttivo rappresentano elementi fondamentali per ottenere popolazioni stabili nel tempo.

Lepri autoctone e ripopolamenti

Il tema dei ripopolamenti assume particolare importanza nella gestione della Lepre europea.

L’introduzione di animali provenienti da allevamenti o da differenti aree geografiche deve essere valutata considerando aspetti sanitari, genetici, ecologici e comportamentali.

La conservazione di popolazioni locali capaci di riprodursi naturalmente rappresenta generalmente un obiettivo gestionale di grande valore.

Principali cause di mortalità

La mortalità della Lepre europea deriva da molteplici fattori.

Tra quelli che possono incidere sulle popolazioni troviamo:

predazione;

malattie;

condizioni climatiche sfavorevoli;

lavorazioni agricole;

investimenti stradali;

riduzione della qualità dell’habitat;

pressione venatoria.

La Lepre europea è cacciabile in Italia?

Sì. La Lepre europea, Lepus europaeus, rientra tra le specie cacciabili previste dalla legislazione venatoria italiana.

La normativa nazionale individua per la lepre un periodo generale compreso tra la terza domenica di settembre e il 31 dicembre.

È tuttavia indispensabile verificare il calendario venatorio della Regione o Provincia autonoma interessata, poiché possono essere stabiliti periodi più restrittivi, carnieri, modalità di prelievo e specifiche disposizioni territoriali.

Attenzione alla Lepre italica

La presenza in Italia della Lepre italica, Lepus corsicanus, rende particolarmente importante la corretta identificazione e la conoscenza delle normative territoriali.

La Lepre italica costituisce una specie distinta dalla Lepre europea e possiede un elevato interesse conservazionistico.

Nelle aree nelle quali le distribuzioni possono interessare territori vicini o sovrapporsi, la gestione deve quindi tenere conto della presenza delle differenti specie.

La caccia alla Lepre europea con i segugi

La caccia alla lepre con il cane da seguita rappresenta una delle forme più antiche e tecnicamente complesse della cinofilia venatoria europea.

Il protagonista non è soltanto il momento dello scovo. Una buona azione comincia molto prima, attraverso la capacità del cane di individuare e interpretare la traccia lasciata dalla lepre durante gli spostamenti notturni.

Tradizionalmente l’azione può essere distinta in diverse fasi: ricerca della passata, accostamento, scovo e seguita.

La ricerca della passata

Nelle prime ore del mattino i segugi cercano l’emanazione lasciata dalla lepre durante la notte.

Questa fase richiede naso, metodo ed esperienza.

Il cane deve distinguere una traccia utile dalle numerose emanazioni presenti sul terreno e comprendere progressivamente quale percorso conduce verso la rimessa.

Che cos’è la passata della lepre?

Con il termine passata il segugista indica la traccia lasciata dall’animale durante i suoi spostamenti.

Non tutte le parti della traccia presentano però la stessa utilità.

Il lavoro del cane consiste anche nel comprendere la direzione corretta e individuare il tratto che conduce verso il covo.

L’accostamento

L’accostamento rappresenta una delle fasi più tecniche e affascinanti.

I cani avanzano interpretando progressivamente l’emanazione della lepre e cercano di ricostruire il percorso che conduce alla rimessa.

Una buona muta deve lavorare con iniziativa ma anche con ordine, evitando di trasformare l’incertezza in una ricerca disorganizzata.

Perché l’accostamento può essere difficile?

Temperatura, umidità, vento, tipo di terreno, vegetazione e tempo trascorso dal passaggio della lepre influenzano profondamente la qualità dell’emanazione.

Inoltre la lepre può compiere movimenti complessi prima di raggiungere il covo.

Il segugio deve quindi risolvere un vero problema olfattivo.

Lo scovo

Quando i cani raggiungono la zona della rimessa, la tensione dell’azione aumenta progressivamente.

La lepre può rimanere immobile fino a quando la pressione diventa insostenibile e quindi partire improvvisamente.

Lo scovo rappresenta il passaggio tra il lavoro sulla traccia notturna e l’inseguimento sulla traccia fresca.

La seguita

Dopo lo scovo inizia la seguita vera e propria.

La lepre corre utilizzando velocità, conoscenza del territorio e continui cambi di direzione.

I segugi devono mantenere il contatto olfattivo e ricostruire rapidamente la linea anche quando il selvatico compie manovre capaci di interrompere momentaneamente l’emanazione.

La voce del segugio

La voce rappresenta uno degli elementi più affascinanti della caccia alla lepre.

Attraverso tonalità, ritmo e intensità, il segugista esperto può interpretare ciò che sta accadendo anche senza vedere i cani.

La voce può cambiare tra ricerca, accostamento, scovo e seguita, trasformando l’azione in una vera e propria narrazione sonora.

Il fallo nella seguita

Quando i cani perdono temporaneamente la traccia si verifica quello che nel linguaggio della seguita viene comunemente definito fallo.

La capacità di risolverlo rappresenta una delle qualità più importanti del segugio.

Il cane deve rallentare, verificare il terreno e ritrovare il punto dal quale la lepre ha proseguito.

Gli espedienti della lepre

La Lepre europea è celebre tra i segugisti per la capacità di mettere in difficoltà i cani.

Durante la fuga può effettuare:

bruschi cambi di direzione;

ritorni;

attraversamenti di strade;

passaggi su superfici difficili;

lunghi balzi;

variazioni improvvise del ritmo di fuga.

La capacità del segugio di risolvere questi problemi distingue spesso un buon cane da un grande specialista.

Quali cani sono particolarmente adatti alla caccia alla lepre?

Segugio Italiano a pelo raso ★★★★★
Segugio Italiano a pelo forte ★★★★★
Segugio dell’Appennino ★★★★★
Segugio Maremmano ★★★★★
Ariégeois ★★★★★
Petit Bleu de Gascogne ★★★★★
Porcelaine ★★★★★
Beagle ★★★★★
Harrier ★★★★☆

Le stelle indicano l’attitudine generale al tipo di lavoro e non rappresentano una classifica assoluta. Selezione della linea di sangue, caratteristiche individuali, esperienza e addestramento sono determinanti.

Il Segugio Italiano sulla lepre

Il Segugio Italiano rappresenta una delle razze simbolo della tradizione lepricola nazionale.

Naso, capacità di accostamento, voce e resistenza permettono di affrontare tutte le fasi dell’azione.

La selezione italiana ha prodotto nel tempo linee fortemente specializzate proprio sul lavoro della lepre.

Il Segugio dell’Appennino sulla lepre

Il Segugio dell’Appennino, conosciuto anche come Piccolo Lepraiolo Italiano, è strettamente legato alla caccia alla lepre.

La struttura agile e il metodo di lavoro lo rendono particolarmente interessante nei terreni collinari e appenninici, dove il selvatico può sfruttare continui cambi di pendenza e vegetazione.

L’Ariégeois sulla lepre

L’Ariégeois appartiene alla grande tradizione francese dei chiens courants ed è particolarmente apprezzato per il lavoro sulla lepre.

Finezza di naso, applicazione e capacità di lavorare in muta ne fanno uno specialista di grande interesse cinofilo.

Il Beagle sulla lepre

Il Beagle possiede una lunga tradizione nella caccia ai Lagomorfi.

Compatto, resistente e dotato di grande passione per la traccia, può lavorare efficacemente in muta mantenendo una seguita vivace e persistente.

Caccia alla lepre: cane singolo, coppia o muta?

La lepre può essere cacciata utilizzando un singolo segugio, una coppia o una vera e propria muta.

Ogni configurazione permette di apprezzare caratteristiche differenti.

Il cane singolo deve risolvere autonomamente tutti i problemi della traccia. Una coppia ben assortita può combinare qualità complementari. La muta aggiunge invece la complessità del lavoro collettivo, nel quale i soggetti devono collaborare senza creare confusione.

Qualità fondamentali del segugio da lepre

Un buon segugio specializzato dovrebbe possedere:

grande capacità olfattiva;

metodo nella ricerca;

capacità di accostamento;

iniziativa;

perseveranza;

capacità di risolvere i falli;

voce corretta;

collegamento con gli altri cani e con il conduttore;

resistenza fisica.

L’emanazione della lepre

Il lavoro del segugio dipende dalla possibilità di percepire le particelle odorose lasciate dal selvatico e dalla loro permanenza nell’ambiente.

Non esiste quindi una traccia sempre uguale. Umidità, temperatura, vento, terreno, vegetazione e tempo trascorso dal passaggio modificano profondamente le condizioni olfattive.

Terreni favorevoli e terreni difficili

Un terreno fresco e sufficientemente umido può offrire condizioni molto differenti rispetto a una superficie arida, polverosa o fortemente riscaldata dal sole.

Asfalto, rocce, strade e superfici fortemente alterate possono interrompere o rendere estremamente debole la continuità dell’emanazione.

È proprio nelle condizioni difficili che emerge la capacità del segugio di ragionare sulla traccia.

Perché la lepre è uno dei selvatici più difficili per il segugio?

La difficoltà deriva dall’unione di più fattori.

La lepre è veloce, conosce perfettamente il proprio territorio, può compiere cambi di direzione improvvisi e attraversare superfici sulle quali l’emanazione diventa difficile da seguire.

Inoltre il cane deve affrontare due problemi completamente differenti: prima una traccia notturna relativamente vecchia, poi, dopo lo scovo, una traccia fresca prodotta da un animale in fuga.

La Lepre europea: caratteristiche principali

Velocità ★★★★★
Agilità ★★★★★
Udito ★★★★★
Campo visivo ★★★★★
Mimetismo ★★★★★
Adattamento agli ambienti agricoli ★★★★★
Attività notturna ★★★★★
Capacità di eludere i segugi ★★★★★
Interesse cinofilo ★★★★★
Importanza nella tradizione venatoria ★★★★★

Curiosità sulla Lepre europea

Non vive normalmente in una tana: trascorre le ore di riposo in una semplice depressione del terreno.

I piccoli nascono già molto sviluppati: hanno gli occhi aperti, sono ricoperti di pelo e possono muoversi poco dopo la nascita.

Può raggiungere velocità elevatissime: le potenti zampe posteriori consentono accelerazioni e fughe nell’ordine dei 60-70 km/h per brevi tratti.

La famosa “boxe” non è necessariamente un combattimento tra maschi: può essere una femmina che respinge un corteggiatore.

Pratica la ciecotrofia: un sofisticato adattamento digestivo che permette di utilizzare in modo più efficiente una dieta vegetale.

Possiede una particolare biologia riproduttiva: nella Lepre europea è stato documentato il fenomeno della superfetazione.

È soprattutto un animale della notte: molte delle tracce che il segugio interpreta al mattino raccontano gli spostamenti compiuti nelle ore precedenti.

Perché la Lepre europea è una specie simbolo della caccia con i segugi

Poche specie hanno contribuito alla selezione dei cani da caccia europei quanto la Lepre europea. Generazioni di segugisti hanno selezionato i propri ausiliari proprio sulla capacità di interpretare le tracce di questo selvatico.

La difficoltà non consiste semplicemente nel raggiungere un animale veloce. Il vero confronto comincia quando la lepre non è ancora visibile.

Il segugio deve individuare una passata lasciata durante la notte, comprenderne la direzione, separarla dalle altre emanazioni e seguirla fino alla rimessa. Soltanto allora arriva lo scovo e comincia una seconda fase completamente diversa.

Durante la seguita la lepre sfrutta velocità, cambi di direzione e conoscenza del territorio. Quando la traccia sembra interrompersi, il cane deve rallentare, cercare, interpretare e risolvere il fallo. È in questi momenti che emergono naso, esperienza, iniziativa e intelligenza venatoria.

La Lepre europea è però anche una specie profondamente legata alla qualità delle campagne. La sua presenza dipende dalla disponibilità di alimentazione, dalla diversità delle colture, dalla presenza di prati e incolti e dalla possibilità di trovare rifugi durante tutto l’anno.

Conoscere Lepus europaeus significa quindi comprendere contemporaneamente ecologia degli agroecosistemi, gestione faunistica, comportamento animale e cultura del cane da seguita. Ed è proprio questa combinazione a fare della lepre uno dei grandi protagonisti della tradizione venatoria italiana ed europea.

In Evidenza